Il succo di pomodoro tiene lontano l’osteoporosi

Per tenere lontana l’osteoporosi ci vogliono due bicchieri di succo di pomodoro al giorno. Questa la scoperta dei ricercatori dell’Università di Toronto che hanno analizzato le virtù della verdura simbolo dell’Italia. Secondo gli esperti, ciò che permettete a questo concentrato di essere così importante è il licopene, una molecola già conosciuta perché previene il tumore alla prostata. La ricerca, pubblicata dalla rivista Osteoporosis International, ha esaminato 60 donne fra i 50 e i 60 anni che avevano già raggiunto la menopausa.

I test sono stati fatti in due fasi diverse, nella prima le signore hanno dovuto eliminare dalla loro dieta tutti i derivati del pomodoro per un mese. Questo ha provocato un aumento nel sangue del livello di N-telopeptide, una molecola prodotta quando le ossa si fratturano. Per i successivi quattro mesi, le pazienti sono state divise in quattro gruppi: il primo ha assunto del normale succo di pomodoro, il secondo del succo con un contenuto extra di licopene, il terzo delle pillole della sostanza e l’ultimo del semplice placebo.

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Ricetta light, la confettura di uva

Se siete alla ricerca di un modo per ridurre l’introito calorico giornaliero senza rinunciare al piacere della buona tavola, la ricetta della marmellata dietetica che segue fa senza dubbio al caso vostro. In realtà, come anticipato dal titolo del post, non si tratta di una vera e propria marmellata, termine, quest’ultimo, con il quale si indicano i prodotti spalmabili ottenuti dalla lavorazione di zucchero e agrumi, quanto piuttosto di una confettura, ovvero di una conserva ottenuta utilizzando ogni altro tipo di frutta diverso dagli agrumi.

Fatta questa doverosa precisazione, quale che sia il termine esatto con il quale riferirsi a questo delizioso preparato alimentare, ciò che conta è che apporta solo 100 chilocalorie per 100 grammi di prodotto, pochissime se considerate che per guarnire una fetta biscottata o del pane se ne utilizza appena un velo. Diverso, naturalmente, se volete impiegarla per la preparazione di torte morbide e crostate ma, se confrontata a conserve analoghe, anche qui l’apporto calorico complessivo risulta ridotto.

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La cottura non rovina gli antiossidanti

Bisogna fare molta attenzione al tipo di cottura, per non rovinare le proprietà dei cibi. Lo sappiamo bene e ne abbiamo discusso di recente parlando della pasta ripassata e delle patatine fritte. Ma questa regola vale anche a livello industriale? La cottura, infatti, può distrugge molte vitamine ed elementi essenziali ma, secondo uno studio pubblicato sul Journal of the Science of Food and Agriculture, non riesce a distruggere gli acidi fenolici. È una bella notizia, perché significa che non tutte le proprietà degli alimenti si disperdono prima di essere consumate.

Per chi non lo sapesse, gli acidi fenolici, sono un tipo di antiossidanti che si trova in gran quantità nei cereali integrali, perché  è presente in alte concentrazioni proprio nelle pareti cellulari aleurone, nella parte esterna del seme e del suo embrione. Questi, generalmente, vengono rimossi durante il processo di produzione industriale. In commercio però ci sono farine integrali e frutta e verdura antiossidante, perché in questi anni si alimentata l’attenzione verso la cucina sana ed equilibrata.

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Patatine fritte, cucinarle in modo sano

Patatine fritte, che passione. Dorate e ben salate sono un contorno cui si fa fatica resistere, da bambini ma anche da adulti. Durante il recente convegno “Il processo di frittura: ricerca e innovazione”, organizzato dalla Fondazione per lo studio degli alimenti e della nutrizione e ospitato dall’università Sapienza di Roma, è emerso che gli italiani fanno fatica a resistere a questo tipo di cottura, soprattutto se si tratta delle patatine.  Ma fanno male?

È risaputo che il fritto, infatti, tanto bene non faccia: troppo calorico e troppo unto. Le patate fritte a bastoncino sono ottimali quando la crosta esterna è sottile e croccante, ma il cuore rimane morbido. Non devono essere bruciacchiate e l’olio, assolutamente solo extravergine, non deve superare i 180 gradi. Mi raccomando, gli esperti consigliano poi si non usare la friggitrice perché consuma troppo olio.  Ma c’è di più. Non lasciatevi sedurre dalle patate fresche, forse sono più buone, ma è meglio usare quelle congelate perché le patate andrebbero lavate per allontanare zuccheri e aminoacidi e poi fritte, e non tutti lo fanno. Invece quelle appena tolte dal congelatore sono prodotti ottimi, sicuri e veloci da cucinare.

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Dessert light: mele ai frutti di bosco

 

Tante volte qui su Dietaland, vi abbiamo spiegato che non sempre dessert è sinonimo di calorie elevate: basta sceglierne uno che unisca gusto ed ingredienti non troppo calorici. Esempi perfetti di questo connubio sono i dolci a base di frutta, che riescono a coniugare voglia di dolce e piacere per il palato, con l’attenzione per la dieta, e magari anche per la salute, come il dessert che vi illustreremo oggi, ovvero le mele ai frutti di bosco.

Le qualità delle mele sono ormai stranote: contengono moltissime fibre, sono ricche di vitamine del gruppo B e C, di sali minerali e aiutano a prevenire o a tenere sotto controllo diverse patologie, come il diabete, il colesterolo e le malattie cardiovascolari. I frutti di bosco, poi, non sono da meno; sotto la categoria “frutti di bosco” sono raggruppati diversi frutti a bacca che contengono vitamine, in particolare la C e la E, antiossidanti, in particolare flavonoidi e quercitina, e acidi organici.

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Alimentazione equilibrata, dieci regole per non sprecare cibo

Quante volte avanzano i piatti preparati per la cena o per il pranzo? E quante volte capita di lasciar scadere le cose in frigorifero? Uno yogurt, una mozzarella, le classiche merendine che dopo qualche settimana hanno stufato. Un grave problema etico, ma anche per la salute. Si è svolta ieri la giornata contro gli sprechi alimentari e in quest’occasione  l‘associazione dei dietisti italiani ha rivelato che nell’immondizia italiana finiscono , ogni anno, circa 27 chili di cibo ancora consumabile, con uno spreco di circa 585 euro a famiglia.

Nelle discariche del Paese finiscono quotidianamente 4 mila tonnellate di alimenti freschi: latte, uova, formaggi e yogurt (39%), pane e pasta (15%), carne (18%), frutta e verdura (12%), secondo gli ultimi dati dell’Associazione difesa consumatori (Adoc). Parliamo ovviamente di famiglie, perché se dovessimo considerare le mense aziendali, ospedaliere e scolastiche, i buffet dei grandi alberghi o dei villaggi turistici ‘all inclusive’ il dato sarebbe davvero molto più grande.

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Combattere il sovrappeso con la farina di piselli

Combattere i chili di troppo può essere estenuante: ci vuole tanta convinzione, costanza e spirito di sacrificio. Per fortuna la scienza lavora per alleggerirci un po’ la fatica. Una nuova ricerca canadese ha dimostrato che  l’assunzione di un supplemento a base di farina di piselli gialli può modificare l’insulino-resistenza che si verifica quando l’ormone viene rilasciato in misura insufficiente.

Per giungere a questa teoria, i ricercatori dell’Università di Manitoba, Richardson Center for Functional Foods and Nutraceuticals, hanno reclutato 23 persone di ambo i sessi, divise in due gruppi distinti. Il primo è stato invitato a mangiare due muffin al giorno contenenti farina di piselli integrale e frazionata. Al secondo sono stati dati da mangiare due muffin di farina di frumento.

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Dieta Mediterranea: un bus itinerante per diffondere la cucina italiana

Parte proprio da Torino il bus itinerante che girerà il mondo per diffondere la Dieta Mediterranea.  È un progetto di valorizzazione dello stile alimentare italiano promosso da Federsanità Anci e dal ministero delle Politiche Agricole che, fino alla primavera del 2012, farà tappa in tutte le regioni italiane e in quattro città degli Stati Uniti.  Una bella idea che ha come obiettivo promuovere la buona cucina e l’educazione alimentare,  oltre ai prodotti tipici made in Italy, un buon metodo per prevenire l’obesità e le malattie cardiovascolari.

Bus è stato presentato durante il Salone del Gusto di Torino, la fiera che promuove il piacere e la cultura della buona tavola, che chiude le porte oggi dopo quattro giorni di successo, anche se sono ancora vive le polemiche sui costi della manifestazione.

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Cucinare con le Alghe

Non sono passati molti giorni da quando avete trovato proprio sulle pagine di Dietaland un post dedicato all’ambiente e allalimentazione. La notizia di questi giorni è proprio quella che il consumo esagerato di proteine animali fa male alla salute, ma anche al nostro ecosistema. Ecco quindi che il consiglio di molti esperti è quello di favorire una cultura del cibo più vegetariana. Come fare? Non ci sono solo la frutta e la verdura tradizionale, anche le alghe sono importanti.

A tal proposito vi consiglio il libro Cucinare con le alghe di Alice Savorelli, che spiega come le verdure di mare siano ricche di iodio, ferro, potassio, manganese, fosforo, silicio e selenio. Ma anche proteine e vitamine. Mentre contengono solo una minima quantità di grassi che si aggira intorno all’1-3%.

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I piatti tradizionali e il codice alimentare di Pellegrino Artusi

L’arte culinaria è ciò che distingue il nostro Paese nel mondo, anche se poi sono pochi i giovani che si misurano ai fornelli: sono troppo attenti alla dieta o preferiscono un’alimentazione più veloce e moderna, a base di piatti freddi o sushi. Eppure la cucina tradizione non ha solo ottime caratteristiche da un punto di vista nutrizionale, ma rappresenta anche l’identità nazionale. A sostenerlo sono gli stessi italiani che hanno partecipato a un sondaggio di Coldiretti-Swg.

Questa tesi è stata sposata  dal 46% degli italiani che ritengono i piatti tipici locali più significativi della cultura (37%) della moda (9%), del calcio (5%) e della scienza e tecnologia (3%). Un primato notevole. Questi dati sono stati presentati al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato dalla Coldiretti a Cernobbio dove, per celebrare i 150 anni dell’Unità di Italia, è stata apparecchiata per la prima volta ”la tavola dei piatti che hanno unito l’Italia” in collaborazione con Casa Artusi. Ricordiamo che proprio a Pellegrino Artusi si deve il primo codice alimentare.

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Ricotta, il formaggio ideale per la dieta

Siete a dieta e temete che qualsiasi latticino possa minare gli sforzi fatti in questi giorni di ristrettezze alimentari?  Bene, sappiate che il formaggio giusto per voi è la ricotta. È molto leggero e perfetto per assumere una giusta dose di calcio quotidiana, senza eccedere nelle calorie. Ciò che rende questo formaggio tanto speciale è il metodo di lavorazione, non si ottiene infatti dal caglio, ma dal siero di latte.  Il nome ricotta deriva proprio dal latino recoctus, che indica la ricottura del siero dopo la produzione del formaggio.

La ricotta non è un formaggio grasso ed è per questo che è perfetta durante la dieta e anche per i bambini. La maggior parte dei grassi resta infatti nel caglio e non passa nel siero, che è invece ricco di proteine che hanno un alto valore biologico (superiore a 90), vitamine e sali minerali.

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Ricette light autunnali: la crema di zucchine

Tornate alla sera stanche da una giornata in ufficio, durante la quale vi siete concesse solo un panino consumato al bar? Bene, la sera, oltre alle energie psicofisiche, dovete far recuperare all’organismo anche i nutrienti che non ha potuto assumere durante la giornata. Ecco quindi, una ricetta leggera e veloce che può fare al caso vostro, ovvero la crema di zucchine.

Questa crema è un piatto nutriente, perché fornisce fibre e vitamine e, a meno di non aggiungerci il burro e di non accompagnarla con molto pane, è anche veramente leggera, infatti fornisce circa 80 calorie a porzione. Vediamo come realizzarla.

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Ricette light: l’insalata di pesce

Inserire il pesce nella nostra dieta è molto importante oltre che salutare: la qualità dei grassi e delle proteine contenuti nel pesce è maggiore rispetto a quella delle stesse sostanze contenute nella carne; a ciò è da aggiungere il fatto che, il pesce fornisce meno colesterolo rispetto alla carne. Come dimenticare, poi, i benefici che gli acidi grassi omega 3 forniscono alla vista e alla salute cardiovascolare?

Ecco, quindi, che appare evidente come il pesce sia fondamentale in una corretta alimentazione, tanto che gli esperti ne consigliano il consumo almeno due o tre volte alla settimana. I modi per preparare il pesce sono molti, e quindi, pur consumandolo spesso, non si corre certo il rischio di ripetere gli stessi piatti.

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Antipasto light, le “alici che sembrano crude”

La ricetta di oggi, estremamente leggera e saporita (ha pochissime calorie), apre in modo originale una cerna a base di pesce con gli amici. Si tratta di un antipasto con acciughe fresche cotte appena appena, depositate su una salsa di scarole.

Ingredienti per quattro persone: venti alici, sale, pepe, un pizzico di zucchero (anche dolcificante), una scarola, uno spicchio d’aglio, due filetti di acciuga dissalata, trenta grammi di olio extravergine di oliva (un cucchiaio), cinquanta grammi di brodo vegetale, mezza patata bollita, quattro crostini di pane (in alternativa anche pane integrale passato sulla piastra).

Stendete le alici diliscate e aperte a libbro su un largo vassoio foderato di carta forno, conditele leggermente con sale, un pizzico di zucchero e il pepe e lasciatele marinare per circa un ora in frigorifero. Nel frattempo, preparate la salsa. Fate rosolare nell’olio l’aglio (lasciandolo leggermente imbiondire), successivamente, aggiungete le acciughe dissalate. Gettatevi di colpo la scarola tagliuzzata grossolanamente, giratela velocemente, salate, pepate, quindi passate tutto nel mixer e frullate.

Unite anche il brodo vegetale, la mezza patata bollita, regolate di sale e pepe e tenete la salsa in caldo. Scaldate una padella antiaderente con pochissimo olio e, tenendole per la coda, fatevi rosolare le alici (solo dalla parte della carne), adagiandole man mano sui crostini di pane.

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Ricette light: l’insalata di riso con verdure crude

L’insalata di riso freddo è senz’altro il piatto principe dell’estate: è fresca, veloce, buona, nutriente e mette d’accordo tutti, sia i grandi che i più piccoli; basta lessare un po’ di riso, condirlo e il gioco è fatto. Il problema, però, arriva proprio qui, al condimento. Infatti, di solito, per condire il riso, usiamo i condiriso già pronti che si trovano al supermercato, magari arricchendoli con wurstel, uova, maionese e altri ingredienti che fanno salire il numero delle calorie.

Già i condiriso di per sé non sono molto dietetici, e purtroppo a volte neanche troppo salutari a causa degli additivi che contengono; dal punto di vista della linea, quello che può essere può dannoso in questi prodotti, è la presenza di olio di semi per la conservazione delle verdure ed, escludendo i condiriso, dall’aggiunta di wurstel e maionese per rendere l’insalata di riso più appetitosa.

Un modo per gustare l’insalata di riso senza appesantirsi c’è e consiste nel prepararla con la sua ricetta originaria, ovvero usare le verdure, cotte o crude, per condirla. Proprio per questo, oggi vogliamo proporvi la ricetta dell’insalata di riso con crudità.

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Ricetta estiva: cardi alla greca

 

Cardi alla greca

Oggi vi proponiamo una ricetta molto fresca, leggera e particolare: cardi alla greca.

Per 4 persone: un cardo di un kg., 2 carote, 2 cipolle, 2 limoni, ½ litro di vino secco, ¼ di acqua, un mazzetto, aromatico, sale, pepe, qualche seme di coriandolo, olio.

Tagliate a pezzettini le carote e le cipolle e fatele insaporire in una grande casseruola con due cucchiai d’olio d’oliva. Nel frattempo pulite il cardo che taglierete poi a pezzi regolari, irrorandolo con succo di limone. Quindi mettete i pezzi nella casseruola, fateli insaporire per qualche minuto, poi irrorateli con il vino e l’acqua. Salate e pepate, con pepe in grani appena schiacciati, aggiungete il mazzetto aromatico, i semi di coriandolo e mezzo limone tagliato a fettine.

Lasciate cuocere a fuoco lento, fino a che i cardi saranno ben teneri. Quindi toglieteli dal fuoco e lasciateli raffreddare, aggiungendo due cucchiaiate di olio d’oliva. Lasciate macerare per circa due ore. Servite i cardi freddi.

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Milookhiyya, la zuppa di verdure egiziana

 

Milookhiyya (zuppa di verdure egiziana)

La zuppa di verdure egiziana è una ricetta della “cucina povera“, termine con il quale non indichiamo di certo cibi carenti di sapori o fragranze, anzi il contrario. Inoltre questa zuppa di verdure anche se corroborata da spezie ed erbe aromatiche, non richiede una preparazione complicata ma è affidata per la totalità ad ingredienti naturali e quel che è più importante, non è pesante (l’olio va dosato sempre per un massimo di due cucchiai e non può mancare in una dieta ipocalorica) .

Ingredienti per quattro persone: un pollo da brodo, un litro e mezzo d’acqua, un mazzetto di odori da brodo, 150 gr. di spinaci, mezzo cucchiaino di basilico secco, sale, pepe bianco, due spicchi d’aglio, una cipolla, due cucchiai d’olio, 4/5 pomodorini pachino, un cucchiaio di coriandolo macinato.

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Gli sgombri al sale

Sgombri al sale

Se, in vacanza, avete la possibilità di acquistare il pesce dai pescatori o se, meno fortunati, siete in città e siete andati al mercato, fatevi tentare dagli sgombri freschi e preparateli al sale. Dopo una giornata di caldo il piatto farà gola a tutti e sarà salutare: questo pesce contiene i famosi Omega-3, grassi che proteggono il sistema cardiovascolare

Ingredienti per 4 persone: 2 sgombri da gr. 250, un albume di uovo, mezzo bicchiere di vino bianco, rosmarino, olio extravergine di oliva, sale grosso gr. 500

Incidete la pancia degli sgombri, pulite l’interno, eliminate le pinne, sciacquateli e asciugateli. In una citola versate il sale grosso, l’albume di uovo, il rosmarino tritato e il vino bianco e amalgamate. Distribuite in una teglia un quarto del composto di sale, adagiate gli sgombri, ricopriteli con il misto di sale grosso rimasto e cuoceteli in forno a 210 gradi per 20 minuti. Estraete la teglia dal forno e condite gli sgombri nel piatto da portata con l’olio.

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