Obesità e sovrappeso, il primo rapporto italiano

di Silvana Commenta

 Si è conclusa ieri Obesity Day, la manifestazione organizzata dall’Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) allo scopo di sensibilizzare la popolazione sui rischi legati a sovrappeso e obesità. L’evento ha rappresentato anche l’occasione per diffondere un rapporto sullo stile di vita alimentare degli italiani e sul loro desiderio di mangiar sano per mantenersi in forma, evidenziandone le contraddizioni.

Se da un lato infatti gli abitanti del Belpaese sono sensibili alle informazioni diffuse quotidianamente dai media circa la necessità di alimentarsi in maniera equilibrata, dall’altro si lasciano tentare molto volentieri dai peccati di gola che spesso hanno la meglio su tutti i loro buoni propositi; per non contare che ciò che li spinge a seguire una dieta sana non è la volontà di preservare la propria salute quanto piuttosto quella di apparire magri e belli.

A cadere più spesso in tentazione sono gli anziani e gli uomini: il 27% non ha mai seguito una dieta, il 22% si è “arrangiato”, mentre un obeso su dieci dichiara di non voler cambiare la propria condizione. Lo stesso vale per il  47% delle persone in sovrappeso. Più attente le donne, non a caso dei 4 milioni e 700mila obesi che vivono in Italia la gran parte sono uomini, almeno nella fascia di età compresa fra 35 e 74 anni. Tanto più che proprio questi sono spesso costretti a mangiare fuori casa e non praticano alcuna attività fisica.

Abbastanza sconfortanti i dati che riguardano i più piccoli: sono 138mila i bambini obesi e il problema dilaga ovunque, con l’unica eccezione della Basilicata dove si registra un lieve calo della percentuale di obesi. D’altra parte si abbassa l’età media di coloro che si rivolgono alla chirurgia per risolvere i problemi di obesità; le richieste aumentano fra i giovanissimi così come fra le donne tra i 25 e i 45 anni di età.

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