Dieta vegana protegge dal covid?

La dieta vegana potrebbe proteggere dal covid? Su questo il dibattito internazionale è molto attivo, diviso tra chi pensa che potrebbe rappresentare una protezione e chi sostiene che non sia così.

Pro e contro della dieta vegana

Dieta vegana e covid

Quando si parla di dieta vegana la discussione è sempre aperta. Non tanto per la sostenibilità, senza dubbio maggiore rispetto a quella di una dieta in cui è compreso il consumo di carne. Quanto per quel che concerne quelli che sono gli effetti sull’organismo. Perché, se è palese che mangiare meno carne faccia bene all’organismo, non è detto che seguire una dieta vegana faccia bene a tutti gli organismi.

Vi sono delle persone che per motivi etici hanno intrapreso questo percorso alimentare e che per via delle proprie condizioni di salute lo hanno dovuto interrompere. Quindi la questione, spesso e volentieri, cambia in base alla situazione del singolo.

Premesso ciò, il dibattito è nato ultimamente per via di uno studio pubblicato su BMJ Nutrition Prevention and Health che sostiene come seguire una dieta vegana o vegetariana potrebbe aiutare a non contrarre il covid.

Va detto che un campione di 700 persone non può essere considerato abbastanza vasto da lasciare senza dubbi. Ma è stato interessante vedere come i partecipanti, sia onnivori che vegetariani e vegani, avessero reagito per quel che concerneva il rischio di ammalarsi di covid.

Non tutti concordano con i risultati

La ricerca è abbastanza chiara nei suoi risultati: questi indicherebbero che una dieta nella quale la carne era scarsamente o per niente consumata potrebbe proteggere dal contagio. La squadra di ricercatori ha preso 702 brasiliani adulti tra marzo e luglio del 2022 e li ha divisi tra chi era onnivoro e chi consumava prevalentemente verdure. Il secondo con gruppo è stato poi suddiviso tra vegani e vegetariani e flexitariani, ovvero quelli che mangiano pochissima carne. Dell’intero campione in 330 sono rimasti contagiati dal covid: 106 con sintomi moderati e 224 con sintomi lievi.

I dati hanno mostrato che ad ammalarsi sono stati principalmente gli onnivori (50% contro il 40%) rispetto a chi consumava poca carne o per niente. Di base coloro appartenenti al secondo gruppo era meno colpito da patologie pregresse, si muoveva di più, era generalmente più sano. Insomma non possedeva quei fattori di rischio legati al contagio di forme gravi di covid. Secondo lo studio, quindi, chi segue una dieta vegana o vegetariana ha una probabilità del 39% più bassa di rimanere contagiato.

Detto ciò sono molti gli esperti che non considerano questo studio efficace. Soprattutto nel momento in cui afferma che le diete a base vegetale prevengano il contagio da covid. E non solo per via del campione ridotto e della natura dello studio ma anche perché esistono altri che sottolineano come alcune sostanze nutritive capaci di combattere la malattia siano ottenibili più facilmente da una dieta onnivora.

Coriandolo, i benefici

Il coriandolo è un ingrediente molto importante di diverse cucine, tra le quali quelle mediterranee. Non è amato da tutti, ma può essere un toccasana per alcune problematiche.

Coriandolo contro i problemi gastrointestinali

Ovviamente dobbiamo usarlo nel modo giusto e nelle dosi consigliate, onde evitare di stare male o crearci dei disturbi causati dall’eccesso di consumo. Il coriandolo fa parte della famiglia delle Ombrelliferae ed è originario dei Paesi del Mediterraneo. Le sue foglie sono piccanti e apprezzate in particolare nella parte orientale del mondo, tanto da essere chiamato anche prezzemolo cinese. Nella zona mediterranea tendiamo a consumarne più i frutti, simili al pepe, macinati.

I benefici del coriandolo sono diversi e perfetti per prenderci cura dei nostri problemi gastrointestinali. Grazie al suo essere antispasmodico, stomachico e carminativo è un ottimo rimedio naturale contro il gonfiore, contro le coliche addominali e le difficoltà digestive. Perfetto per condire piatti di diverso genere è anche ottimo consumato come tisana. O come infuso digestivo. La ricetta base prevede 2 grammi di semi di coriandolo in 100ml di acqua bollente da far riposare per qualche minuto. Un paio di cucchiai dopo i pasti aiuteranno a digerire e a eliminare i gas intestinali.

Il coriandolo aiuta anche a stimolare l’organismo, favorendo l’appetito e attenuando il senso di fatica. È conosciuto per essere un ottimo tonico per il sistema nervoso e per l’attività cerebrale. Senza contare le sue doti antibatteriche e antimicotiche. Si tratta quindi di un ottima spezia o verdura fresca da aggiungere ai propri piatti.

Conosciuto fin dall’antichità

Storicamente parlando, parliamo di una pianta molto conosciuta. Plinio il vecchio, ad esempio, suggeriva di mettere dei semi di coriandolo sotto il cuscino per evitare mal di testa e febbre. Se siete intenzionati a coltivarlo dovete ricordare che può avere influenza sulle piante circostanti. Rafforza infatti piante come l’anice e fa soffrire ortaggi come il finocchio.

Il suo nome deriva dal latino Coriandrum, che discende dalle parole corys, che in greco significa cimice e ander, che significa somigliante. E questo dipende dal fatto che, prima della maturazione dei frutti, la pianta odora similmente alle cimici. Quindi in modo sgradevole. Messe da parte queste note di colore, va sottolineato che se gradito al gusto il coriandolo non fa male alla salute.

Se consumato nel modo giusto aiuta a digerire e stimola l’appetito e la forza.  Ci consente quindi di stare bene. Prendiamolo in considerazione come aggiunta alla nostra dieta, sia fresco che macinato. Soprattutto se soffriamo di aria nella pancia o difficoltà di digestione.

Fagioli bianchi, perché fanno bene

Perché i fagioli bianchi fanno bene? Questo legume è più importante di quel che pensiamo per il mantenimento del nostro stato di salute. Scopriamo insieme i benefici che può apportare alla nostra vita.

Legumi ottime proteine vegetali

È risaputo che in generale i legumi facciano bene se consumati nei modi e nelle quantità giuste. Parliamo di proteine vegetali facilmente assimilabili dall’organismo, piene di nutrienti e facili da digerire. Uno studio recente ha sottolineato come sempre più giovani decidano di puntare su una alimentazione comprendente lenticchie, ceci, piselli e fagioli.

Questo deriva anche dal fatto che sempre di più, anche a prescindere dal voler seguire uno stile di vita vegano, le nuove generazioni puntano a una alimentazione sana e sostenibile. La ricerca pubblicata su Ebio Medicine del gruppo Lancet ha spiegato come in generale i legumi e in particolare i fagioli bianchi suddetti migliorino il microbiota intestinale. Come? Funzionando come dei prebiotici e quindi aiutando nella crescita dei batteri intestinali buoni.

Un fattore di protezione nei confronti, tra le altre cose, dei tumori del colon retto e di polipi. Entrando più nello specifico nello studio, questo è stato condotto dagli studiosi di oncologia del MD Anderson Cancer Center di Houston. Il campione, formato da circa 50 persone obese che presentavano una storia pregressa di polipi o tumori intestinali, è stato sottoposto a un regime dietetico di 8 settimane che prevedeva, tra le altre cose, una porzione di 16 grammi di fagioli giornaliera.

Lo studio è stato condotto a doppio cieco, con gruppo di controllo. Dopo otto settimane è stata invertita la dieta dei due gruppi, fornendo i fagioli bianchi a chi non li aveva consumati. Ogni quatto settimane sono state eseguite analisi di campioni di sangue e di feci di tutti i partecipanti.

Cosa fanno i fagioli bianchi

I risultati hanno mostrato un cambiamento della flora batterica intestinale in chi aveva mangiato i fagioli. Questi erano cotti al vapore e conservati in scatola in una soluzione di acqua e sale. Al suo interno compariva una maggiore presenza di specie come il Faecalibacterium, l’Eubacterium e il Bifidobacterium.

Allo stesso tempo è stato notato un aumento di alcuni metaboliti batterici positivi e di acido pipecolico, una molecola. Anche i marcatori di infiammazione sono calati. Cosa suggerisce questo? Che le specie vegetali con alto contenuto di fibre sono positive per l’apprato intestinale e che i legumi, ma i fagioli bianchi maggiormente, dovrebbero essere consumati di più all’interno della dieta.

Basterebbe, come illustra lo studio, anche una porzione minima giornaliera.

Magnesio, in quali cibi si trova

Il magnesio è un minerale tra i più importanti per il funzionamento dell’organismo. Vediamo insieme cosa mangiare per poterlo integrare naturalmente con successo.

Magnesio basilare per il nostro benessere

Si parla spesso di magnesio come alleato per la salute. Non solo per quel che riguarda il raggiungimento di uno stato di benessere generale ma anche per quel che riguarda la prevenzione di alcune malattie specifiche. Questo minerale e naturalmente presente all’interno del nostro corpo nelle cellule e aiuta a regolare centinaia di enzimi. Influenza la sintesi proteica, la produzione di energia ed è di basilare importanza anche per la salute delle ossa, del cervello e dei muscoli.

Quando presentiamo una carenza di magnesio, i sintomi sono disturbi del sonno, crampi muscolari e affaticamento. Tutti problemi che rischiano di mettere in difficoltà il nostro vivere quotidiano. Per tale ragione dobbiamo cercare di incrementare adeguatamente le quantità di magnesio attraverso la dieta. Consumando cibi che ne contengono ottime quantità.

Ovviamente dobbiamo sempre consultarci col nostro medico prima di assumere integratori o modificare eccessivamente la nostra dieta. È importante non creare squilibri che possano mettere a repentaglio la nostra salute.

Non è difficile integrare questo minerale all’interno di una dieta sana ed equilibrata. Soprattutto se si prediligono alimenti semplici ma ricchi di nutrienti.

Assumerlo con l’alimentazione

Uno dei primi alimenti sui quali fare affidamento sono i semi di zucca. Il consiglio è quello di consumarne di privi di sale. Sono uno snack gustoso da consumare e a contempo possono essere aggiunti all’interno di insalate di ogni genere. Contengono anche un’ottima dose di proteine, fibre e grassi sani.

Anche le banane sono un’ottima integrazione naturale di questo minerale. Supporto unico per le funzioni muscolari e nervose, sono una soluzione gustosa e di facile consumo anche per coloro che magari hanno problemi nello sperimentare alcuni cibi. O mangiare frutta secca.

Proprio in tal senso le mandorle possono essere un’ottima fonte di magnesio, apportando all’organismo anche delle dosi importanti di Vitamina E. Che insieme ai grassi monoinsaturi è di supporto al mantenimento delle funzioni cellulari e alla salute del cuore.

Per consumarle le opzioni sono principalmente due: una manciata come spuntino o l’aggiunta di un cucchiaio di burro di mandorle spalmato sul pane. Anche gli spinaci sono un’ottima fonte, con l’aggiunta di Vitamina A, C e ferro, sia cotti che crudi.

Per integrare magnesio nella propria dieta è consigliato anche il consumo di avocado. Parliamo di un superfood perfetto da unire a un ‘altra fonte di magnesio, ovvero i fagioli neri. Talvolta, è evidente, basta davvero poco per recuperare nutrienti importanti.

Dieta sana e salvatempo: i consigli per la spesa

Come ci si può organizzare in modo tale che la nostra spesa alimentare ci consenta di intraprendere una dieta sana e allo stesso tempo di risparmiare tempo prezioso? La salute deve infatti essere il nostro primo pensiero, ma è importante anche ottimizzare i tempi della spesa, così da realizzare un’efficiente gestione del tempo, sempre più importante nel contesto della vita moderna. Di seguito qualche utile consiglio.

Dieta sana
Dieta sana

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Fame, aumenta con i turni di notte

La fame aumenta coi turni di notte? Quella che è sempre stata una sensazione di tutti coloro obbligati a lavorare in quel lasso di tempo trova in pratica una conferma.

fame nervosa

Fame e turni di notte non solo sensazione

Si potrebbe dire più generalmente che lavorare di notte non fa benissimo alla salute e per diversi motivi. Uno tra tutti è che va a essere disturbato il ritmo circadiano sul quale il nostro organismo si basa. Vi è poi il problema dettato dalla fame.

Chiunque abbia mai fatto dei turni di notte o anche abbia passato insonne una nottata sa benissimo che il mattino dopo, se non durante la veglia stessa, la sensazione di fame è alle stelle. Qualcosa che ci porta non solo a spizzicare qualcosa durante la notte, ma anche a mangiare con più voracità al mattino e durante la conseguente giornata.

Fino a questo momento si parlava di sensazioni. Ora uno studio condotto dall’Università di Bristol e pubblicato sulla rivista Communication Biology ha dato una conferma. Nello specifico in questa ricerca ci si è basati sul corticosterone, un ormone che ha nei topi lo stesso compito che ha il cortisolo negli esseri umani.

Una sostanza che mette il nostro corpo in allerta, che aumenta nelle ore che precedono il risveglio e diminuisce nel corso del giorno. Gli scienziati hanno praticamente ritoccato attraverso iniezioni di corticosterone il ritmo circadiano dei topi, simulando una sorta di turno di notte per loro.

Hanno notato che le cavie mostravano cambiamenti nel livello di appetito. Nel loro caso la quantità di cibo era pari a quella del gruppo di controllo ma veniva consumata in orari nei quali i topi avrebbero dovuto dormire. Insomma, analogamente a ciò che accade negli umani quando fanno il turno di notte, i topi sviluppavano un maggiore senso di fame.

Cosa accade scientificamente

Questo sarebbe dipeso, secondo gli scienziati, dall’aumento dell’attività del geni che regolano la fame. Negli umani, con molta probabilità, accade la stessa cosa. Come combattere il problema? Per noi gli esperti suggeriscono di rimpicciolire la finestra di ore nelle quali alimentarsi.

Il problema sostanziale e che un comportamento simile è più facile a dirsi che a farsi. Soprattutto se si fanno turni di notte di lavori impegnativi e non è solo la sensazione di fame a prevalere, ma anche il bisogno di inserire calorie nell’organismo per poter lavorare.

Se fate turni di notte e sentite il desiderio di mangiare qualcosa puntate a consumare degli alimenti che siano il più possibile salutari è in grado di non causare problemi di nessun genere.

Dieta Pritikin: molti carboidrati, pochi grassi

Dieta Pritikin: è adatta a tutti? Parliamo di un regime alimentare prettamente vegetale che sta diventando nuovamente virale. Nonostante si tratti di un approccio all’alimentazione abbastanza anziano.

Quando nasce la dieta Pritikin

La dieta Pritikin è stata ideata infatti nel 1976 e da qualche tempo è rientrata nelle grazie di molte persone. Sebbene non sia il classico regime alimentare seguito da chi negli ultimi anni ha fatto della dieta chetogenica e di quelle iperproteica uno stile di vita da seguire.
Perché diciamo questo? Perché è composta per il 70% da carboidrati, dal 15% di grassi e dal 15% di proteine. Abbiamo specificato che si tratta di un’alimentazione di tipo principalmente vegetale. Essa si basa su alimenti go, che è possibile consumare senza problemi e alimenti stop che sarebbe meglio evitare.

Alla prima classe appartengono legumi, verdura e frutta. Alla seconda oli vegetali e carni lavorate. Esistono poi gli alimenti cautela come dolcificanti raffinati e i cereali, da consumare con parsimonia. Nonostante abbia quasi 50 anni la dieta Pritikin è già rientrata per US news and World tra le migliori diete del 2024. Ideata da Nathan Pritikin, questa dieta si associa essenzialmente a uno stile di vita che prevede attività fisica quotidiana per sei giorni su 7 per almeno 30 minuti e per un massimo di 90.

Come già sottolineato sono tre le categorie di alimenti previste da questa dieta. Da quella dalla quale possiamo prendere praticamente senza problemi vi sono legumi e cereali integrali, pesce e proteine magre come il pollo senza pelle e latticini senza grassi. Tra quelli che dobbiamo evitare vi sono invece le carni lavorate, tuorli d’uovo, i cibi ricchi di grassi saturi e le frattaglie.

Pochissimi grassi e poche carne

Questa dieta spinge per il consumo di carboidrati complessi come il riso, pasta e pane integrale mentre vengono esclusi quasi tutti gli elementi di origine animale. Appare essere di successo perché alla ricchezza di carboidrati e alla povertà di grassi unisce una buona dose di esercizio fisico.

Se si vuole seguire la dieta Pritikin bisogna accettare di dover fare 5 pasti al giorno e una sessione di allenamento. Generalmente la colazione prevede un paio di gallette di riso, un tè al limone e una spremuta di pompelmo. A metà mattinata è prevista sempre una galletta di riso che può essere alternata a merenda con un frullato di frutta. Il pranzo è generalmente composto da risotto o pasta integrale poco condita, circa 50 grammi, insalata e petto di pollo alla griglia con un frutto. La cena prevede sempre il consumo di un carboidrato complesso alternativo a quello della pranzo con verdura e in alcuni casi pesce.

Alternative al pane con meno carboidrati

Quali sono le alternative al pane con meno carboidrati? Sia per assumerne di meno che per seguire una dieta chetogenica potremmo aver bisogno di questo tipo di prodotto. Come possiamo regolarci di conseguenza?

Ecco le principali alternative al pane

Quando si parla di alternative al pane si parla spesso proprio di alimenti keto friendly, ovvero che presentano un basso indice di carboidrati. Io sono un esempio la farina di mandorle, la farina di cocco e diverse farine di semi come quelli di zucca, di Chia, di lino o di girasole. Il pane ottenuto da queste farine può essere anche considerata una buona fonte di fibre.

Senza contare che è possibile prepararli fai da te con semplicità. Fra le alternative al pane più interessanti vi sono senza dubbio le piadine e i wrap cucinati con le farine sopra descritte. Parliamo di alimenti facili da preparare in casa o da acquistare già pronti in negozi specializzati o nei supermercati.

Tra le alternative al pane classico una delle più gustose e il pane nuvola. Semplice da preparare e ancor meno complesso se preparato secondo la variante chetogenica. Gli ingredienti da utilizzare sono 3: lievito, formaggio cremoso o yogurt greco e uova. Si tratta di un alimento molto leggero e arioso che ricorda davvero la consistenza di una nuvola.

Si dividono gli albumi dai tuorli e i primi vengono montati a neve mentre gli altri vengono mescolati con il lievito e il formaggio scelto. Dopodiché il composto con i tuorli viene incorporato delicatamente agli albumi montati a neve cercando di mantenere l’aria all’interno.

L’impasto così ottenuto viene poi porzionato in piccoli panini sulla carta da forno messa sopra una teglia. Infornati intorno ai 180 gradi sono pronti quando appaiono dorati e soffici. Non mancano, tra le alternative al pane, anche i pancake di cavolfiore. Per ottenerli basta triturare finemente il cavolfiore crudo per ottenere una sorta di farina. E poi lavorare il composto come si farebbe per preparare delle frittelline da cuocere in padella.

Attenzione a non creare carenze

È comprensibile, soprattutto all’interno di una dieta chetogenica, voler abbassare la quantità di carboidrati ingeriti. Ma fate attenzione a utilizzare questo approccio sempre sotto consiglio di un medico. Affinché il nostro corpo possa funzionare al meglio c’è bisogno per prima cosa di non creare carenze. E anche i carboidrati sono necessari per il corretto funzionamento del nostro organismo.

Senza contare che per mantenere sano il nostro corpo abbiamo bisogno anche nella giusta dose di fibre. Capaci di mantenere attive e funzionanti la peristalsi e la motilità intestinale.

Trucchi smorza fame, eccoli

Esistono dei trucchi smorza fame per riuscire a mangiare di meno. Di certo non possono essere considerati come una panacea pro dimagrimento, ma possono ad aiutarci ad assumere meno calorie.

Ecco alcuni trucchi smorza fame

Soprattutto dopo aver sgarrato un po’ di più durante le feste, sentiamo il bisogno di rientrare in carreggiata. I trucchi smorza fame che vi stiamo per suggerire possono essere utili sia per un momento di detox che per aiutarvi nel corso di una dieta restrittiva.

Il primo, quasi da dare per scontato, è quello di bere un bicchiere di acqua prima dei pasti. È un modo semplice per attenuare la sensazione di fame e al contempo riempire un po’ lo stomaco. Per la stessa ragione è consigliato iniziare i pasti principali con un brodo o con una zuppa. Si può arrivare addirittura a ridurre le calorie del 20%.

Di conseguenza, più o meno sulla stessa linea, è bene mangiare verdura a ogni pasto. Non solo perché a meno di particolari patologie fanno bene, ma perché le fibre saziano in modo più veloce.

Vi farà ridere, ma tra i trucchi smorza fame vi è quello indossare, soprattutto se mangiate fuori, delle giacche con i bottoni o degli abiti con una cintura. La “costrizione” rappresentata dagli abiti può farci rendere conto se effettivamente stiamo mangiando troppo. È possibile dire che il sentirsi più stretti spinge a rallentare o smettere di mangiare.

Tra i trucchi smorza fame vi è anche quello di consumare dei carboidrati integrali che, grazie alla presenza di fibre, inducono una sazietà maggiore. Allo stesso tempo è possibile preferire degli alimenti, il più salutari possibile, che ci costringano a masticare a lungo come pistacchi, crostacei e agrumi.

Anche i piatti sono importanti

È importante inoltre mangiare sempre dai piatti e mai dai contenitori. In questo caso infatti si rischia di consumare il 50% di cibo in più. Tra i trucchi smorza fame più particolari vi è senza dubbio quello di ascoltare della musica piacevole, abbassando contestualmente le luci. Insieme a quello di utilizzare dei piatti che abbiano colori a contrasto con la pietanza.

Infine, ma non per importanza, un trucco importante è quello di masticare a lungo per aumentare il senso di sazietà.

Questi trucchetti non sono affatto pericolosi, dato che si limitano semplicemente ad aiutare la persona a gestire l’approccio al cibo. Senza effettivamente limitarlo o dare vita a criticità. Ovviamente anche in questo caso c’è bisogno di buon senso. Se si ha il potassio alto bisogna tenersi lontani da alimenti integrali. Se si soffre di diverticoli o di altre patologie a carico dell’intestino bisogna valutare bene l’assunzione di speciali tipi di fibre e di verdure.

Ritornare in forma post feste

Ritornare in forma post feste non deve spaventare. Inutile lasciarsi andare ad allarmismi stupidi e a diete disintossicanti estreme. Diamo al nostro corpo il tempo giusto di riprendersi.

Come ritornare in forma post feste

Dobbiamo sottolineare che come ritornare in forma post feste può anche essere fatto semplicemente tornando a muoverci di più e a mangiare meno dolci. Il fatto che si possano essere fatti un cenone o un pranzo luculliano rispetto alla normale quotidianità non costringe ad affermarsi per i prossimi mesi. Data la tipologia dei piatti mangiati possiamo però immediatamente cercare di tornare in forma post feste consumando più verdura e più frutta rispetto a quello che abbiamo fatto.

Una fetta di panettone non ha mai ucciso nessuno. E e a meno di gravissimi danni raggiunti nel corso delle celebrazioni, non c’è bisogno di seguire per forza un regime restrittivo. Ovviamente in base alle proprie condizioni di salute e in base al proprio percorso alimentare si potrà decidere come gestire questo periodo. Sottolineando però che qualsiasi dieta si voglia intraprendere c’è bisogno del supporto medico.

Sono veramente troppe le persone che per ritornare in forma post feste aprono Internet e cercano improbabili regimi dietetici per perdere 3 o 4 kg in due giorni. La maggior parte di questi non fa altro che far perdere liquidi senza che effettivamente venga intaccata la massa grassa.

E non di rado gli stessi causano all’organismo più danni del necessario, senza portare a veri e propri risultati. Se volete sistemare il vostro organismo nel modo giusto dopo aver fatto qualche strappo alla regola, quello che dovete fare è semplicemente mangiare sano e muovervi di più.

E non dovete preoccuparvi soprattutto se avete seguito il consiglio dei nutrizionisti e dei dietologi di concedervi un po’ di tutto, in piccole porzioni.

Non lottiamo contro il nostro fisico

È importante comprendere che ritornare in forma post feste non debba essere una lotta contro il proprio fisico. Non possiamo costringerlo a raggiungere dei risultati in brevissimo tempo. Soprattutto se siamo ben consci che, anche durante l’anno, il percorso verso la forma fisica voluta è stato più lento e calibrato.

Se si vuole stare bene è importante prima di tutto lavorare sulla propria mente, evitando sensi di colpa inutili. Se si vuole stare bene fisicamente bisogna muoversi, fare attività fisica in base alle proprie esigenze e possibilità.

In questo modo, pian piano, tutto tornerà a posto. E senza eccessivi sforzi. Il consiglio è sempre lo stesso: se volete rimettervi in forma seguendo una dieta chiedete consiglio al vostro medico o a degli esperti. Il fai da te può essere accettabile solo se effettivamente equilibrato.

Semi di zucca e legumi per tornare in forma

Semi di zucca e legumi per tornare in forma? Non dovrebbe stupire date le proprietà nutrizionali di questi due tipi di alimenti. Utili soprattutto se abbiamo voglia di depurarci dagli stravizi. In particolare dopo le feste.

Le proprietà dei semi di zucca

Ci sono dei periodi nei quali si tende a mangiare un po’ più sregolato. I semi di zucca, soprattutto se non salati e consumati semplicemente dopo la tostatura o essiccazione, sono un valido aiuto per la nostra salute. Tra l’altro, essendo la zucca un ortaggio della stagione invernale, con qualche accortezza possiamo ricavare da soli i semi.

Anche perché tostarli non è difficile: bastano un forno a microonde o una padella per qualche minuto. Possiamo inoltre lasciarli asciugare all’aria aperta per 2-3 giorni. L’essiccazione naturale può prendere anche un mese con l’esposizione al sole. Insomma, possiamo fare da soli o acquistarli già pronti.

Perché consumare i semi di zucca? La risposta è nei benefici che questi possono apportare. Per prima cosa sono ricchi di antiossidanti come la Vitamina E e i carotenoidi. Posseggono inoltre molte fibre e micronutrienti come fosforo, magnesio e manganese. Sono inoltre dotati di proprietà antitumorali, antinfiammatorie e antidiabetiche. Essendo allo stesso tempo utili anche per controllare la pressione arteriosa.

Tra l’altro possono essere consumati come snack, all’interno dei lievitati, nelle vellutate e nelle insalate.

Anche i legumi ottimali per stare in salute

Altrettanto importanti, per la nostra salute sono i legumi. Questa fonte proteica vegetale, a meno che non si abbiano particolari patologie, è perfetta per stare in forma. A prescindere dal regime dietetico che si sta seguendo.

Il fatto che esistano diverse tipologie di legumi consente di poter eseguire una selezione variegata, anche in base al gusto. E non parliamo solo dei più conosciuti come i piselli, i fagioli, le lenticchie, i ceci e le fave. Parliamo anche della soia, delle carrube, dei lupini, della cicerchia e delle arachidi.

I legumi sono tra gli alimenti più completi grazie alle loro dosi di minerali, vitamine del gruppo B, fibre, calcio, ferro e zinco e ancora diversi oligoelenenti. Il fatto che contengano poche calorie ma rappresentano una buone dose di energia li classifica senza dubbio degli alimenti di cui non possiamo fare a meno.

Le loro fibre sostengono la motilità intestinale e gli antiossidanti combattono i danni causati dai radicali liberi. Insomma, sia questi che i semi di zucca rappresentano una scelta ottimale dal punto di vista nutrizionale. Sia in condizioni normali, sia se si ha l’intenzione di ripulire il proprio organismo da qualche sgarro in più.

Natale senza glutine, ecco alcune idee dolci

Un natale senza glutine non è facilissimo da organizzare, soprattutto per quello che concerne i dolci e alcuni altri alimenti. Vediamo insieme cosa possiamo fare all’interno di questa dieta così speciale.

Natale senza glutine in dolcezza

È importante sottolineare che una dieta priva di glutine può essere molto simile per certi versi a una normale: Ma allo stesso tempo su specifici alimenti può scatenare vere e proprie crisi. Pensiamo principalmente alla pizza e per l’appunto ai dolci. Quando si parla di lievitati è difficile trovare una quadra.

E soprattutto se concomitanti vi sono altre situazioni patologiche che richiedono una dieta specifica, non è semplice trovare un equilibrio. Ora, ovviamente, è possibile acquistare dei prodotti già pronti e festeggiare con quelli il Natale. O altrimenti possiamo impegnarci a dar vita ad alcune ricette specifiche.

Su una cosa è importante fare chiarezza: quando si devono inserire nella dieta alimenti senza glutine gli ingredienti sono basilari. Per quanto riguarda il Natale e i dolci, l’uso del cioccolato è senza dubbio obbligatorio. E la ragione sta nel fatto che sia uno negli elementi senza glutine più semplice da utilizzare e trasformare in qualcosa di buono.

Soprattutto se si parla di lievitati di una certa tipologia, con il suo utilizzo è possibile dar vita a tante cose buone con il minimo impegno. Si può partire dai muffin che con la loro semplicità possono conquistare, fino ad arrivare alla mousse di cioccolato passando per le fragole immerse nella cioccolata.

Non tutto sarà prettamente natalizio, ma può diventarlo. E con il minimo sforzo.

Mousse e cioccolato al primo posto

dolci di natale meno calorici

Seguire una dieta senza glutine a Natale significa anche eseguire delle scelte specifiche sia per ciò che concerne il pasto in generale che per quel che riguarda i dolci. In questo caso e però è importante sottolineare che, se non si ha la capacità di dare vita a impasti differenti, risulta più conveniente acquistare le diverse sfoglie direttamente dai produttori.

Questo consentirà di dare vita a dolci come lo strudel di mele o i biscotti di pasta frolla senza impazzire troppo. Il Natale deve essere una celebrazione prima di stress per tutti. Organizzarsi nel modo corretto con i dolci consente di raggiungere il top.

Anche perché è davvero triste rimanere a guardare quando gli altri consumano determinate leccornie. Puntando su creme al mascarpone, sul salame di cioccolato facilmente creabile con biscotti senza glutine è possibile godere del Natale anche dal punto di vista alimentare. Senza scontentare praticamente nessuno.

Prodotti proteici davvero utili?

I prodotti proteici sono davvero utili? Ultimamente stanno conquistando letteralmente chiunque, insieme agli scaffali dei supermercati. Non sono però davvero adatti a tutti.

I prodotti proteici non sono per tutti

È importante sottolineare che alcuni di essi effettivamente presentano dei valori importanti. Ma la realtà dei fatti è che come alimenti, i prodotti proteici sono adatti effettivamente solo a chi, per la sua attività sportiva, ha bisogno di un certo apporto proteico. Chi fa una vita sedentaria può senza dubbio eliminare la quantità di grassi di alcuni cibi utilizzandone la versione proteica.

Ma questo non significa comunque che prodotti proteici siano adatti a un consumo giornaliero o comunque ripetitivo da parte di chiunque. Prendiamo coloro che soffrono di problemi renali: per loro questo tipo di alimenti rappresentano praticamente un veleno. E allo stesso tempo possono risultare sbilanciati per lo stile di vita di moltissime persone.

A differenza di quello che accade con chi fa fitness, che di solito ha bisogno di un maggiore apporto di proteine nella dieta per costruire la propria muscolatura. Generalmente, possiamo dire che In Italia i prodotti proteici sono aumentati dell’11% all’interno della grande distribuzione.

Ma il loro successo non corrisponde per forza a una loro utilità. Soprattutto in persone normali che affrontano una normale quotidianità. Per questo target basta la dieta mediterranea con la sua presenza di pollo, carni bianche in generale, legumi, pesce uova e formaggi.

Chi ha bisogno di questo tipo di integrazione è di solito qualcuno che porta avanti un’attività fisica molto intensiva. E quindi qualcuno che ha delle necessità specifiche legate allo sviluppo della massa muscolare. Ciò a cui bisogna fare attenzione quando ci si approccia ai prodotti proteici inoltre è quello di verificare se effettivamente vi siano delle proteine al suo interno. Non di rado infatti è possibile imbattersi in alimenti che posseggono questa etichettatura senza effettivamente avere un maggiore apporto proteico.

Fare le opportune verifiche

Quando ci approcciamo all’acquisto di questi prodotti quindi dobbiamo verificare effettivamente quanto sia la presenza di proteine all’interno di 100 grammi o della singola porzione. Solo in questo modo si avrà il giusto corrispettivo.

Ed è per tale ragione che bisogna fare attenzione quando si acquistano determinati prodotti, talvolta messi in vendita a maggiore prezzo rispetto alla versione normale. Ma senza che effettivamente corrisponda un maggiore contenuto proteico.

Se volete quindi usufruire di prodotti proteici, assicuratevi prima di tutto che questo non comporti danni per la vostra salute. In secondo luogo verificate che vi siano effettiva maggiore quantità di proteine sia per porzione che nel totale. Se proprio volete acquistarle, assicuratevi inoltre che la fonte di proteine sia il più possibile pulita.

Cosa mangiare ogni giorno per stare bene

Cosa mangiare ogni giorno per stare bene? Esistono degli alimenti che non dovrebbero mai mancare nella nostra dieta quotidiana per via dei benefici che sono in grado di apportare al nostro organismo. Scopriamo insieme quali sono.

Ecco cosa mangiare ogni giorno

Non è una novità che seguire un’alimentazione bilanciata e variegata possa aiutarci a rimanere in forma e a stare bene. Ma cosa mangiare ogni giorno per assicurarci uno stato di salute adeguato? La risposta a questa domanda è più semplice del previsto. Basta tenere da conto i micro e macronutrienti necessari per il funzionamento del nostro organismo.

Non è importante solo che ci sazino per evitare di prendere peso. Dobbiamo fare anche attenzione alle componenti che possono aiutare il corretto funzionamento dei processi in atto nel nostro corpo. Se pensiamo a cosa mangiare ogni giorno per stare bene non può mancare nella nostra dieta la presenza delle verdure a foglia. E non intendiamo solo l’insalata ma anche il radicchio, gli spinaci e tutte quelle verdure di questa tipologia che sono ricche di fibre e di sali minerali nonché di vitamine.

Anche la frutta rientra nell’elenco di cosa mangiare ogni giorno per stare in forma. Il consiglio è quello di consumare la frutta di stagione che la natura ci offre. Questo perché contiene potassio, magnesio, vitamine perfette per migliorare la circolazione sanguigna ed evitare la ritenzione idrica. Non dobbiamo poi dimenticare la presenza di antiossidanti e in particolare di flavonoidi, dotati di un’ottima azione antinfiammatoria. Dobbiamo cercare di variare il più possibile tra ciò che ci viene messo a disposizione.

Nella lista di cosa mangiare ogni giorno abbiamo anche i legumi. Questi sono un’ottima fonte di proteine vegetali e contengono zero grassi saturi e aminoacidi essenziali. Per quanto riguarda il contrasto alla presa di peso questi sono ricchi di steroli vegetali e fibre che limitano l’assunzione dei lipidi e donano un importante effetto saziante.

Cibi salutari e buoni di gusto

Non dobbiamo pensare che lo sfruttamento di cibi salutari a livello quotidiano ci porti a mangiare solo cose noiose. Ovviamente sta a noi combinare i vari ingredienti in modo tale da ottenere portate gustose. Non è difficile, soprattutto quando sono coinvolti ingredienti come lo yogurt o le noci.

Il primo, soprattutto quando bianco naturale, ci consente di assimilare grassi buoni e proteine. Parliamo di elementi necessari per il corretto funzionamento del corpo. Il fatto che consenta di assumere anche minerali come il calcio lo rende perfetto per proteggere il sistema nervoso.

Le noci a loro volta fanno parte dell frutta secca immancabile, sia se si vuole stare in linea che in salute. Donano un ottimo senso di sazietà e sono un’ottima fonte di omega 3.

Dieta del 30% cosa è?

La dieta del 30% è un regime alimentare unito ad attività fisica che sta guadagnando sempre più attenzione all’interno della comunità del fitness. La ragione starebbe nella sua validità nell’aiutare nella perdita di peso.

Cosa è la dieta del 30%

Da un primo sguardo, la dieta del 30% sembrerebbe essere un approccio alimentare abbastanza equilibrato e flessibile che lavora su le basi di uno stile di vita sano. Parliamo quindi dieta, riposo ed esercizio fisico. E la percentuale sopraindicata è quella che dovremmo dedicare a ogni elemento di questo stile di vita.

Va detto allo stesso tempo che la dieta dal 30% deve essere adeguata alla persona e seguita coerentemente per funzionare. Cerchiamo di scoprire meglio di cosa si tratta. Come già sottolineato la dieta del 30% è un approccio che si basa sulla suddivisione per queste percentuali di dieta, riposo ed esercizio fisico. Un modo per seguire uno stile di vita corretto e perdere i chili di troppo senza faticare.

Essenzialmente questo significa, per quanto riguarda il 30% della dieta, consumare molta frutta e verdura, cereali integrali e proteine magre. Tagliando il più possibile il consumo di alimenti troppo lavorati, bevande ad alto contenuto calorico e snack zuccherati. Ovviamente e ci sta anche una componente di restrizione calorica per dar vita a un deficit e quindi perdere peso.

Gestire anche allenamento e riposo

La dieta del 30% prevede anche questa stessa percentuale dedicata all’allenamento. Parliamo di un esercizio fisico regolare che dovrebbe unire sia esercizi di flessibilità che di forza. Nonché i cardiovascolari in modo tale da aumentare il metabolismo, far crescere i muscoli e bruciare calorie. Anche in questo caso bisogna essere coerenti nel percorso. E pianificarlo in base alle proprie condizioni di salute e non solo per quel che riguarda le preferenze.

Viene anche voi un 30% da dedicare al riposo. Si tratta di un fattore questo che spesso viene sottovalutato. Sbagliando, visto che dormire in modo adeguato consente non solo al corpo di riprendersi ma anche evitare degli squilibri ormonali. Dormire bene ci aiuta a non avere aumento dell’appetito e mantenere sempre alta l’energia.

Il 10% mancante riguarda, nella dieta del 30%, la costanza nel seguire il regime, la gestione dello stress e l’idratazione. Sono tutti elementi molto importanti di cui tenere conto. Questo perché collaborano tutti quanti uno stato di salute ottimale e possono aiutarci nel nostro tentativo di perdere peso. Il consiglio è quello di gestire lo stress attraverso delle tecniche di rilassamento, hobby o meditazione al fine di evitare quella che viene comunemente chiamata fame tossica.

Si tratta di un approccio olistico all’eliminazione dei chili di troppo, coinvolgente la salute psicofisica della persona.

Dieta dell’uovo prima di Natale, è efficace?

La dieta dell’uovo, prima di Natale, può essere considerato un regime alimentare efficace per perdere peso e farsi trovare in forma davanti alle festività e ai pranzi luculliani che ci aspettano?

Non abbiate paure delle festività

C’è chi la propone come un metodo infallibile per depurarsi e affrontare in modo sereno quei piccoli sgarri che ci concederemo nel corso delle feste. Prima di tutto è importante sottolineare come non bisogna vivere con terrore l’arrivo del Natale e del cibo che mangeremo. Il consiglio di tutti i nutrizionisti è quello di non rinunciare a nulla ma di limitarsi nelle porzioni.

Mantenendo una corretta attività fisica nel frattempo è possibile superare indenni le festività. Detto ciò la dieta dell’uovo, teoricamente, promette di far perdere fino a 5 kg nel corso di una settimana. È importante sottolineare che prima di provare qualsiasi regime alimentare particolare bisogna chiedere consiglio al proprio medico.

Nel caso della dieta dell’uovo è altrettanto giusto evidenziare che si tratta di un regime alimentare che può essere sfruttato per un tempo limitato. Ovvero soli 7 giorni. Quando impegnati in questo approccio all’alimentazione il consiglio è quello di evitare alcolici, dolci e junk food e, per quanto possibile, evitare pane e pasta. Questo potrebbe essere considerato un punto controverso, dato che soprattutto in quest’ultimo periodo in molti esperti si stanno ponendo contro le diete low carb.

Come funziona la dieta dell’uovo

Secondo la dieta dell’uovo, per i primi tre giorni bisogna fare colazione con due uova sode, due arance e una tazza di latte scremato. Dal secondo giorno in poi è possibile rinunciare al latte e alle due arance, se al loro posto beviamo del succo fresco di limone.

Il pranzo per i primi tre giorni prevede in alternativa grigliata di pesce, pollo senza pelle o un manzo bollito per una porzione di circa 170 grammi. Dal quarto giorno si può passare a mangiare a colazione tre uova strapazzate con prezzemolo e cipolla, mentre a pranzo si possono consumare fino a 140 grammi di pollo fritto. A cena in tutti i casi è previsto solo il consumo di un uovo sodo.

La colazione del quinto giorno prevede due uova sode e due carote, mentre a pranzo due carote e una tazza di succo d’arancia. La cena, in base alla dieta dell’uovo, consente il consumo di 85 grammi di pesce bollito sempre accompagnato da un uovo sodo. Il sesto giorno sono previsti 100 grammi di yogurt a colazione insieme a un’arancia fresca e al succo di un limone. A pranzo due uova sode e un pompelmo e a cena solo una tazza di acqua. L’ultimo giorno è prevista la colazione con due uova sode e un pompelmo e a pranzo sempre un pompelmo, ma accompagnato da 170 grammi di manzo. A cena sempre solo un tazza di acqua.

Ora, la speranza è che chi ha inventato questo regime alimentare lo abbia fatto come burla. Perché appare evidente che sia totalmente sbilanciato e privo dei nutrienti necessari per il corretto funzionamento dell’organismo. A partire dalla mancanza di verdure fino ad arrivare a quella delle fibre. Un consiglio? Non seguite questo regime.

Low carb sotto accusa?

La dieta low carb sotto accusa? Potrebbe essere. Almeno stando a ciò che spiegano i membri dall’International Carbohydrate Quality Consortium (ICQC).

 Attenzione alle low carb esagerate

Parliamo di una organizzazione senza scopo di lucro fondata da esperti delle Università di Harvard e Toronto. Le low carb, che suggeriscono di ridurre in modo drastico l’apporto di carboidrati nella dieta, potrebbero risultare più pericolose sul lungo periodo di quanto si creda.

Per esprimere la sua opinione in tal senso, in merito a questa nuova moda che vede le diete con i carboidrati ridotti al lumicino o ai presenti, il consorzio ha diffuso una nota dedicata. “I carboidrati sono la nostra principale fonte di energia e alcune cellule (globuli rossi, cervello, muscoli), il cui metabolismo energetico è basato sul glucosio, ne hanno in particolare necessità” racconta.

Quando alcune diete ne propongono eliminazione perché li considerano responsabili dell’accumulo di grasso corporeo e di una risposta minore dell’organismo alla insulinac’è qualcosa che non va” si legge nella nota. E la ragione sta nel fatto che non vengono presi in considerazione tutti gli elementi necessari a un’analisi di questa tipologia.

Come ricorda il consorzio vengono trascurate “le differenze tra i vari tipi di carboidrati e la composizione complessiva degli alimenti”. Qualcosa che non dovrebbe essere fatto soprattutto perché i carboidrati complessi a lento assorbimento, sono in grado di contribuire a una sensazione prolungata di sazietà anche consentendo una crescita graduale della glicemia.

Di questo gruppo di carboidrati complessi sono parte gli ortaggi, la frutta, la pasta al dente soprattutto se parte di una dieta equilibrata e ricca di fibre. Ecco quindi che entra il gioco e capire “quanto low carb” possa essere accettabile.

Importante la ricerca in tal senso

Bisognerebbe guardare con occhio sospettoso a quelle che le eliminano del tutto. I ricercatori del consorzio all’interno della nota hanno sottolineato come anche la ricerca sta iniziando a capire che vi sia una correlazione tra l’impatto metabolico di un alimento e la sua struttura. E hanno fatto l’esempio di uno studio, sperimentale, che ha osservato come nel caso delle patate. Basta schiacciarle per aumentare il suo indice glicemico fino al 20%.

Una scoperta che fa pensare come lavorare sulle tecniche di estrusione o la macinazione potrebbe portare a un miglioramento delle proprietà nutrizionali di ciò che mangiamo. Più generalmente il messaggio è quello di puntare all’equilibrio. Di evitare il più possibile diete low carb esagerate per le quali si rischia di dar vita a delle carenze che potremmo scontare in futuro. Meglio farsi seguire da un dietologo e puntare su una dieta equilibrata che contenga ogni singolo nutriente.

Alimenti energetici a colazione, quali

Quali sono gli alimenti energetici che possiamo consumare a colazione? Non ci stancheremo mai di ripetere che questo pasto è basilare per iniziare al meglio la giornata sotto ogni punto di vista.

Colazione leggera nutriente cosa mangiare

Quali sono gli alimenti energetici migliori

Il nostro organismo ha bisogno di benzina per funzionare. E a partire dalla mattina appena svegli è nostro dovere fare rifornimento nel modo giusto. Soprattutto perché le calorie ingerite dovranno essere sfruttate per funzionare bene durante il giorno. Prediligere alcuni alimenti energetici rispetto ad altri potrebbe rivelarsi la scelta più giusta.

Cosa significa questo? Dobbiamo puntare su quei cibi a basso indice glicemico come le proteine, i grassi sani e i carboidrati complessi. Questi infatti consentono di mantenere l’energia su un livello stabile per almeno 4-5 ore. A differenza di ciò che accade con gli zuccheri di dolci o cereali raffinati.

Questo si traduce prima di tutto con il consumo di frutta tipo le banane. Tra gli alimenti energetici è uno dei migliori perché sono ricche di potassio, ottimale per il fegato e sono un carboidrato a lento rilascio. Combinate con frutta secca ci consentono di consumare una colazione ricca di energia e di fibre. In questo modo ci sentiremo più sazi oltre che più forti. Possono essere aggiunte a porridge d’avena o frullati con altra frutta.

Uova e avocado perfetti per la colazione

ricette con l'avocadone

Tra gli alimenti energetici adatti alla colazione vi sono anche le uova. Non siamo propriamente abituati a consumarle in tal senso in Italia, ma danno alla nostra colazione quella dose di proteine biodisponibili che sazieranno a dovere. Condendo il tutto con quantità di biotina ottimali per unghie e capelli. E’ importante mangiarle intere, in camicia, o strapazzate o ancora in omelette, magari con una fetta di pane integrale e un po’ di verdura.

L’avocado fa parte di quegli alimenti energetici perfetti per iniziare la giornata: fibre, vitamina B e grassi buoni. In questo caso l’energia è assicurata. Soprattutto se unito a una fetta bruschettata di pane saraceno o integrale. Parlando di carboidrati anche i fiocchi d’avena sono perfetti per fare colazione. L’energia che sono in grado di fornire è molto importante. E non causa picchi glicemici. I suoi betaglucani abbassano i livelli di colesterolo cattivo e sono ricchi di calcio, ferro, magnesio e proteine vegetali oltre che di vitamine del gruppo B.

Se vogliamo sfruttare alimenti energetici possiamo aggiungere ai nostri frullati o al nostro oatmeal sia i semi di chia che i mirtilli. I primo sono una fonte incredibile di omega 3, mentre i secondi di antiossidanti capaci di proteggere le nostre cellule.