Estate, quale frutta mangiare

D’estate quale frutta è meglio mangiare? Fermo restando che in ogni stagione è meglio consumare ciò che la natura produce senza spinte umane, esistono dei frutti consigliabili per le loro proprietà nutritive.

Frutti perfetti d’estate

D’estate non si dovrebbe mai rinunciare ai mirtilli. Considerati dei veri e propri superfood, presentano un equilibrio importante a livello organolettico tra il dolce e l’acidulo. E sono perfetti per essere consumati a colazione insieme ai cereali, all’interno di ricette gustose come muffin o addirittura all’interno di insalate. Le loro proprietà aiutano a mantenere in salute la circolazione sanguigna e la pelle grazie alle vitamine e agli antiossidanti presenti.

Anche le more sono un frutto d’estate ottimale da consumare in questo periodo, non solo per il sapore ma anche per la loro importante quantità di fibra alimentare e vitamine. Queste possono essere consumate sia cotte all’interno di preparazioni dolci o crude in semplicità all’interno di bevande rinfrescanti.

Quando si parla di frutta da mangiare d’estate non si può rinunciare all’anguria o cocomero che dir si voglia. È un frutto composto principalmente da acqua ed è considerato proprio per questo tra i migliori con i quali idratarsi. Non dobbiamo però dimenticare le sue importanti dosi di zucchero se soffriamo di particolari patologie. Basta congelarla e frullarla per poter godere di una granita fresca e dolce. È uno dei frutti più versatili da poter utilizzare in cucina.

Sebbene il loro prezzo sia salito alle stelle negli ultimi anni anche le ciliegie sono uno dei frutti estivi più consigliati da consumare. Non tendiamo spesso a concentrarci su questo particolare, ma sono molto ricche di antiossidanti, perfetti per prenderci cura della nostra salute.

Di stagione e pieni di vitamine

Anche le fragole e le pesche sono consigliate per il consumo d’estate. E non solo perché si tratta di frutta di stagione: le prime sono infatti molto ricche di vitamina C e per tale ragione consentono di sostenere la salute del sistema immunitario nonché un’ottima circolazione. Anche le pesche presentano buone dose di vitamina C, ma contengono anche un’importante quantità di vitamina A: fattore che le rende decisamente interessanti. Sulla stessa linea anche le albicocche.

Ritornando sui frutti di bosco non dovremmo privarci assolutamente dei lamponi, molto dolci e aspri allo stesso tempo. Se abbiamo voglia di cucinare dolci che contengano cioccolato, questi rappresentano un ottimo completamento della ricetta. Sono molto buoni anche consumati freschi senza cottura.

Infine, ma non per importanza, merita una particolare menzione l’uva spina, ricca di vitamine, in particolare di vitamina C, e di fibre. Un consiglio: non privatevi mai di almeno due o tre di questi frutti gustosi nel corso dell’estate.

Acqua di okra, nuova tendenza salutare

L’acqua di okra viene nominata da moltissimi siti specializzati in alimentazione salutare. Ma sappiamo cosa è? Vediamo di fare chiarezza sui benefici che apporterebbe.

 

Cosa è l’acqua di okra

L’acqua di okra è una bevanda estratta dall’omonima verdura, conosciuta anche sotto il nome di gombo. Parliamo di una pianta della famiglia delle Malvacee, originaria dell’Africa e molto diffusa sia nel continente che in India. Per quanto i suoi frutti siano molto simili ai peperoni, il loro gusto ricorda molto quello degli asparagi.

Pur non essendo molto sfruttata nella cucina europea, questo alimento è usato ampiamente dalla cucina africana e indiana grazie alla sua versatilità. Anche solo per rendere cremose le zuppe e le salse con la sostanza gelatinosa presente al suo interno. Parliamo comunque di un alimento caratterizzato da ricchezza di sostanze nutritive.

Sempre più persone ritengono l’acqua di okra una bevanda praticamente miracolosa per l’organismo. Per quel che concerne l’idratazione effettivamente possiede ottime capacità di soddisfare questo bisogno. Al suo interno è possibile trovare vitamina A, vitamina C e vitamina K, nonché minerali come calcio, magnesio, potassio e antiossidanti.

Parliamo di flavonoidi, isoquercitrina e la quercetina in particolare, utili per supportare la salute della pelle e contrastare i radicali liberi e l’invecchiamento. Differente è la questione se si chiamano in causa stress ossidativo e produzione di collagene. In questo caso maggiori studi sono necessari per confermarne l’efficacia.

Importanti le fibre solubili

Le fibre solubili presenti nell’acqua di okra vengono ritenute perfette per sostenere la regolarità intestinale e favorire una corretta digestione. Scientificamente però si ritiene che vi sia bisogno di maggiori prove in tal senso. Acqua di okra e fibre solubili aiuterebbero a tenere a bada anche i valori della glicemica.

La letteratura in merito spiega che per la bevanda vi sia ancora bisogno di evidenze. A differenza del frutto da solo, per il quale si ha la certezza dell’efficacia nel regolare i livelli di zucchero nel sangue. Le fibre solubili avrebbero un ruolo chiave anche nella perdita di peso: sono in molti a sostenere che l’acqua di okra aiuti a perdere peso. Soprattutto per la sensazione di sazietà che procura.

Tra i benefici vi sarebbe anche quello legato a una maggiore lubrificazione vaginale. Questo è un punto controverso. La sua capacità di idratare, infatti, potrebbe avere un ruolo. Ma è ancora impossibile evidenziare un collegamento causa-effetto. Tanti benefici senza dubbio, ma anche qualche effetto collaterale.

Quali? Problemi gastrointestinali come gonfiore, gas, diarrea. Senza contare un maggior rischio di calcoli renali.

Victoria Beckham mangia 4 avocado al giorno

La dieta di Victoria Beckham non smetterà mai di stupirci. Non solo perché molto restrittiva e generalmente non adatta a chiunque. Ma perché ci crea perplessità in merito alla sua sostenibilità. A partire dai quattro avocadi al giorno.

Il regime molto restrittivo di Victoria Beckham

Effettivamente l’avocado rientra tra i superfood: alimenti in grado di dare moltissimo da un punto di vista nutrizionale. Ma nemmeno i nostri sogni più reconditi pensiamo di essere in grado di sopportare un simile regime alimentare, contenente una così grande quantità di questo frutto.

Victoria Beckham sottolinea di prediligere questo alimento per prendersi cura della propria pelle. Per quanto possiamo condividere a livello teorico, nella praticità non è possibile nascondere che la sua dieta sia non solo molto restrittiva, ma anche non propriamente equilibrata. Diversi nutrizionisti che hanno studiato il suo regime alimentare hanno sottolineato che effettivamente l’ex cantante si alimenti con cibi salutari se presi singolarmente.

Ma allo stesso tempo non propriamente caratterizzati da tutti quei nutrienti che servono per stare bene punto. Il marito David sottolinea che da quando conosce sua moglie questa ha sempre mangiato le stesse cose. Non scherza quando sottolinea che negli ultimi 25 anni si è sempre alimentata nello stesso modo.

Più sciolta sui superalcolici

Victoria Beckham sottolinea di essere molto disciplinata per quel che riguarda il suo mangiare. E che se con il tempo ha imparato a essere più morbida dando spazio a cocktail e superalcolici. Ma di rado si allontana dal pesce alla griglia e dalle verdure al vapore: gli unici momenti nei quali “ha sgarrato” è stato quando era incinta di Harper.

Un fatto che non smette ancora di stupire il marito, che ricorda quei momenti come più divertenti a tavola con la moglie. Ai quattro avocado la donna aggiunge anche un bicchiere di aceto di sidro di mele ogni mattina. Non ha nascosto, nel corso di un’intervista con Grazia, che questa fissazione per l’alimentazione sia esplosa dopo la nascita del figlio Brooklyn nel 1999. Per via de commenti cattivi letti sul suo fisico post partum.

La dieta di Victoria Beckham, se si prendono gli alimenti separati, può anche essere considerata composta da piatti salutari. Soprattutto grazie alle fonti importanti di omega 3 e fibre. Ma questo non toglie che possa dar vita a delle carenze nutrizionali proprio per mancanza di varietà. Soprattutto perché alcuni elementi come il ferro, lo zinco, lo iodio, la vitamina B 12, la vitamina K e il calcio sono mancanti.

Il consiglio degli esperti è quindi, anche per lei, di rivedere la sua alimentazione, aggiungendo qualche carboidrato e altre tipologie di alimenti.

Carote per l’abbronzatura e per la pelle

Le carote? Sono perfette per ottenere una bella abbronzatura e prendersi cura della propria pelle. Senza dimenticare che sono un ortaggio molto versatile in cucina.

Carote e benefici correlati

Soprattutto quando arriva l’estate e cerchiamo qualcosa di fresco da mangiare, le carote rappresentano gli ortaggi da considerare come scelta di elezione. Non solo sono ottime da consumare a prescindere dalla stagione, ma posseggono molti benefici per il nostro organismo. E come già anticipato in particolare per la pelle.

I loro nutrienti consentono di prenderci cura nella pelle a 360 gradi e con l’arrivo della stagione calda anche di ottenere un’abbronzatura omogenea e priva di problemi. Una delle caratteristiche più evidenti che vengono a nostro favore è il loro apporto calorico: sono davvero poche le calorie per 100 grammi. Che in cambio regalano, anche grazie alle ottime quantità di fibre, un forte potere saziante.

Più nello specifico le carote sono ricche di pectina, che ci fa sentire sazi prima e aiuta a ridurre sia l’assorbimento del colesterolo che dei glucidi a livello intestinale. Elemento importante in grado di aiutare nella prevenzione del diabete.

Non possiamo parlare di carote senza parlare del betacarotene, precursore della vitamina A (retinolo). Questa sostanza è conosciuta per essere promotrice di rigenerazione della pelle e di supporto per la produzione di collagene.

Il betacarotene contenuto nelle carote è importante anche perché consente di proteggere la salute della vista. Senza dimenticare di sostenere un corretto funzionamento del sistema immunitario. Non deve essere sottovalutata questa sua azione dato che riesce a supportare la prevenzione di malattie vascolari, degenerative e tumori grazie alle sue peculiarità antiossidanti.

Vitamine importanti per l’organismo

All’interno delle carote troviamo anche ottime quantità di vitamina E, vitamina B3 o niacina e vitamina B9 o acido folico. Tutti elementi che aiutano rispettivamente a prenderci cura della pelle, del sistema nervoso e del metabolismo del ferro, nonché della produzione di globuli rossi sani.

Resta solo da vedere come consumarle nel modo giusto. Dobbiamo sottolineare che il betacarotene sopravvive alla cottura, quindi se siamo interessati a un’abbronzatura sana di certo possiamo mangiarle in qualsiasi modo preferiamo. Se invece vogliamo mantenere intoccate le altre vitamine, è bene non cuocerle troppo. O in alternativa consumarle crude in insalata.

Il consiglio è quello comunque di lavarle in modo accurato senza eliminare la buccia perché la stessa utile per il nostro organismo. Dobbiamo sentirci liberi di consumare le carote senza troppi problemi, in ogni momento dell’anno. Ce lo consentono la loro versatilità e i nutrienti in esse contenuti.

Frutta nella dieta? Certo

La frutta nella dieta? Certo: è un alimento che non deve mai mancare. A patto però che si adatti alle nostre necessità. Se siamo infatti affetti da particolari patologie dovremmo selezionare con attenzione la tipologia da consumare.

Non aver paura di mangiare la frutta

Quando si parla di frutta c’è chi chiama in causa calorie e zuccheri. Il timore è infatti quello di vedere sfumare il sogno di perdere qualche chilo selezionando in modo sbagliato questa categoria alimentare. Dobbiamo sottolineare che se ci affidiamo alle cure di un dietologo questo problema non sussiste minimamente.

Anzi, la frutta può diventare un vero e proprio alleato per la salute e per la dieta. Gli zuccheri al suo interno ci sono, ma non devono essere visti come qualcosa di pericoloso. Soprattutto se il consumo è equilibrato alle esigenze non vi dovrebbe essere alcun problema. Non dobbiamo aver paura di questo tipo di alimenti, soprattutto se mangiamo quelli che a livello nutrizionale non disturbano eventuali patologie pregresse.

E che soprattutto, quando parliamo di zuccheri in questo caso, dobbiamo distinguere tra quelli contenuti nel frutto intero e in quelli processati. Ovviamente l’impatto sull’organismo è differente. E di conseguenza anche su un eventuale controllo della glicemia. Senza contare che dobbiamo partire da un presupposto: la frutta ha generalmente una bassa densità calorica per via delle importanti quantità di fibre e acqua.

Vitamine, minerali e ciò di cui necessitiamo

Non solo: è anche ricca di vitamine e minerali, elementi che consentono di combattere le malattie croniche e favoriscono la tenuta del nostro sistema immunitario. Ecco quindi che la frutta deve far parte della nostra dieta. Ancor meglio è se riusciamo a consumarla sia negli spuntini che all’interno dei pasti.

Non è difficile e ci consente di poter evitare il consumo di snack ipercalorici che potrebbero tentarci. Non dobbiamo dimenticare che grazie al suo contenuto di fibre la frutta ha anche il pregio di farci sentire sazi.  La frutta dunque diventa importante anche per quello che non mangiamo quando la scegliamo. Fino a due-tre frutti al giorno il consumo è più che fattibile. Sono diverse le ricerche che dimostrano come un consumo di questo genere sia in grado di favorire la salute e anche lo stesso controllo del peso.

Non è difficile consumare in modo adeguato la frutta nella dieta. Avete mai provato a inserirla nelle insalate? Spesso e volentieri è la mela il frutto di elezione in tal senso. Ma va bene qualsiasi altra tipologia, soprattutto in quelle insalatone fresche e gustose che prevedono anche l’utilizzo di frutta secca o formaggio.

 

Spuntino pre workout, come regolarsi?

Parlando di spuntino pre workout è meglio puntare a mangiare carboidrati o proteine? Non è una domanda dalla risposta scontata. Soprattutto se pensiamo al tipo di attività fisica che stiamo per fare.

Perché è importante lo spuntino pre workout

È inutile girarci intorno: se iniziamo a fare delle attività fisica a livello agonistico più focalizzata sullo sforzo abbiamo bisogno di energia. Ma ne abbiamo necessità in tipologia differente in base a quello che ci apprestiamo a fare.

Lo spuntino è più importante di quel che pensiamo. Soprattutto se abbiamo deciso di allenarci con costanza e in modo serio. Dobbiamo infatti pensare a quale possa essere il sostegno più importante e valido in base alla fatica.

Ognuno di noi ovviamente ha esigenze diverse. Possiamo però affrontare il discorso da un punto di vista generale, sostenendo che se facciamo attività aerobica necessitiamo di energia che possa essere sfruttata sul lungo periodo. E in questo caso i carboidrati devono essere la scelta di elezione. Nuoto, ciclismo, corsa e qualsiasi altra tipologia di attività che coinvolga un lavoro aerobico richiede che il nostro spuntino pre workout sia principalmente a base di carboidrati che possano essere consumati in modo semplice.

E che siano capaci di fornire glicogeno immagazzinato dai muscoli e dal fegato per poi essere bruciato pian piano. Pane integrale, banana, avena: diciamo che tutto ciò che è cereale e frutta può essere considerato il top da questo punto di vista.

Regoliamoci in base alle nostre esigenze

Se invece dobbiamo lavorare sui pesi o su tipologia di allenamento simile sono le proteine a doverla far da padrona. Che si tratti di pollo alla piastra o qualsiasi altro alimento in grado di darci sostegno in tal senso.

Ovviamente lo spuntino pre workout dovrà essere misto se allo stesso modo anche il lavoro in palestra sarà di tipologia differente. Come già anticipato quindi è importante verificare bene quali sono le nostre esigenze di sostegno e seguire la via più adatta.

Avere ben presente la tipologia di lavoro che bisogna fare rende possibile scegliere lo spuntino pre workout più adatto. Se dobbiamo svolgere delle attività agonistica, va sottolineato, saremo anche seguiti da specialisti. Sia che si tratti di nutrizionisti che di personal trainer.

Due professionisti, quindi in grado, di valutare al meglio ciò di cui possiamo avere bisogno per allenarci. In generale, lo ripetiamo, se abbiamo bisogno di carboidrati è meglio dare spazio a cereali integrali e frutta che maggiormente riescono a rispondere al nostro bisogno di energia.

In caso di lavoro con i pesi non deve mai mancare una importante parte proteica.

Capsaicina e i benefici per l’organismo

La capsaicina non è solamente il principio attivo che tutti sappiamo dà sapore al peperoncino. È anche una sostanza molto importante per il nostro organismo.

Le proprietà della capsaicina

Possiamo considerare la capsaicina come un alleato della nostra salute. E, pure immaginando le smorfie di coloro che non amano il piccante, dobbiamo sottolineare come questo elemento sia tra i principi attivi più salutari per il nostro corpo.

Ciò che spesso non emerge infatti è che la capsaicina possegga proprietà analgesiche e antinfiammatorie e che, soprattutto per quel che riguarda il dolore muscolare cronico e l’artrosi, può essere utilizzata nel trattamento del dolore. Possiamo fare l’esempio degli Stati Uniti dove la Food and Drug Administration ha approvato le creme alla capsaicina come trattamento topico antinfiammatorio e analgesico.

Tra le altre patologie sulle quali la capsaicina sembra avere un ottimo effetto vi è il dolore lombare. Il principio attivo infatti capace di desensibilizza tre le cellule nervose che trasportano i segnali dolorosi nell’organismo. Possiamo inoltre ricordare che i cerotti alla capsaicina vengono prescritti spesso per curare il dolore dato dalla neuropatia periferica diabetica.

Uno studio dedicato è stato in grado di dimostrare che il dolore può essere ridotto significativamente in 30 minuti da questi cerotti. Questo principio attivo può essere utilizzato, inoltre, anche per la gestione dei dolori della cefalea e della psoriasi.

Valida anche in ambito sportivo

La capsaicina apporta benefici anche in ambito sportivo, dato che è in grado di migliorare la resistenza muscolare. Questo effetto è dato dall’azione che ha sui recettori impegnati nel rilascio di calcio nel muscolo. Un recente studio ha infatti dimostrato come questo principio sia in grado di ammorbidire questo calo del calcio.

Sebbene inizino a esservi prove che questa sostanza sia in grado di aiutare anche a regolare la pressione sanguigna, è importante non esagerare nel suo utilizzo. Sembrerebbe essere infatti in grado, in quantità eccessive, di alzare i livelli di colesterolo cattivo. Allo stesso tempo però dobbiamo sottolineare che alimenti come il peperoncino vengono considerati stimolanti del metabolismo perché tendono a farci consumare più calorie, alzare la temperatura corporea e a contenere l’appetito. Ma attenzione: anche qui bisogna stare attenti alle quantità, dato che un consumo esagerato di peperoncino sarebbe associato a un rischio di obesità.

Insomma, i benefici possono essere diversi. Ma allo stesso tempo bisogna fare attenzione a non esagerare con le dosi sia per evitare conseguenze negative sia per proteggere al meglio l’apparato gastrointestinale che potrebbe imbattersi in spiacevoli problematiche. Come sempre, in tutto, ci vuole una giusta misura.

Dieta monopiatto, fa bene?

La dieta monopiatto fa bene? E questa la domanda che si stanno ponendo un po’ tutti da quando questa tendenza a mangiare solo un alimento sta diventando la più diffusa a livello alimentare.

Cosa è la dieta monopiatto

Chiamata anche dieta monotropica questo regime alimentare, in pratica, ruota attorno al consumo di una sola tipologia di cibo. La ragione? Favorire la perdita di peso. Già questo sarebbe il primo punto da contestare, avendo alla mano i primi dati relativi a questo approccio al cibo. Perché effettivamente qualche chilo si perde, ma potrebbe trattarsi di un calo temporaneo e sul lungo periodo non così salutare come sembra.

Non è un caso che nutrizionisti e dietologi sconsigliano la dieta monopiatto. E la motivazione sta nel fatto che una dieta salutare e quella bilanciata e variegata. Se non si cambiano alimenti il rischio è quello di in incombere in carenze che possono causare danni al nostro organismo punto e questo vale sia per i macronutrienti come le proteine, carboidrati e i grassi sia per i micronutrienti come le vitamine e i sali minerali.

Tra l’altro a peggiorare la situazione vi è la tipologia di alimento scelto per questo regime. Prendiamo ad esempio una dieta basata su solo uova o una su solo yogurt. Il rischio è quello di trovarsi a gestire un’alimentazione con troppi grassi o con troppe proteine. E va da sé che tutto questo sia tutt’altro che salubre anche nel breve termine. Soprattutto calcolando che nella dieta monopiatto teoricamente si dovrebbe rimanere concentrati su un solo alimento per giorni se non per settimane.

Perché fa perdere peso

Di solito gli alimenti scelti sono le patate, le banane e per l’appunto le uova. Tra le altre cose parliamo di una dieta eccessivamente restrittiva che non tiene conto della necessità di consumare cibi contenenti macronutrienti e micronutrienti fondamentali, per il funzionamento del corpo.

Perché c’è gente che dice che si perde peso quindi? Semplice. Perché stancandosi la gente tenderà a mangiare di meno e quindi ad andare in deficit calorico. Senza contare che limitare la varietà in questo modo potrebbe portare a sviluppare un eccessivo desiderio di altro conducente a un eccesso di consumo successivo.

È evidente che la dieta monopiatto non sia adatta né per dimagrire né per stare bene punto l’organismo ha bisogno di proteine, carboidrati, grassi buoni, fibre, vitamine e sali minerali. E per tale motivo che si tende a seguire un regime alimentare variegato e composto da alimenti sani. Non solo per stare bene e funzionare bene ma anche, sotto il controllo medico, per perdere peso.

Dieta carnivora su Tik Tok? Dite no

Davanti alla dieta carnivora di Tik Tok l’unico commento plausibile è dire no. E non perché si tratta di un regime alimentare iperproteico.

Dieta carnivora completamente sbilanciata

Fermo restando che il contenuto di proteine nella dieta deve essere calibrato anche in base all’attività fisica che si fa, in questo caso e diniego è legato proprio all’approccio alimentare di per sé stesso. La dieta carnivora tanto pubblicizzata su Tik Tok da alcuni meat influencer infatti è totalmente squilibrata. E per questa ragione poco adatta al consumo da parte di chiunque.

Lo ripetiamo, la dieta carnivora non è una semplice dieta iperproteica. In ogni regime alimentare che favorisce il consumo di proteine comunque è suggerito anche un importante apporto di fibre. Come? Attraverso la frutta e la verdura.

Nel caso specifico della dieta carnivora parliamo di un incrocio tra la chetogenica e l’Atkins che di base riporta in auge tutti i difetti di entrambi i regimi alimentari. Come definire una dieta che si basa solamente su carne, pesce, uova senza tenere da conto le verdure? E senza contemplare quel pizzico di carboidrati necessari all’organismo?

Insomma, appare evidente che la dieta carnivora non sia in grado di dare all’organismo tutti i nutrienti e gli antiossidanti di cui ha bisogno. Nonostante questo, tale regime dietetico è particolarmente apprezzato da migliaia di persone, convinte di poter dimagrire o starà meglio consumando solo proteine.

Meglio affidarsi al consiglio di un medico

Esistono dei regimi dietetici di questa tipologia, ma vengono strettamente controllati dal punto di vista medico e presentano al loro interno anche carboidrati, fibre e vitamine. Girando sugli hashtag di questa dieta carnivora è purtroppo facile incontrare persone che raccontano che la loro vita è cambiata e che sono diversi mesi che non mangiano verdura.

Il problema è che si tratta di persone, tra le altre cose, dall’aspetto fit e per questo maggiormente ingannevoli per chi si avvicina con curiosità. Non tenendo conto del fatto che un simile regime alimentare, proprio per via delle sue carenze, rischia solamente di mettere a repentaglio la salute.

I meno severi nel seguire questa dieta contemplano anche il consumo di latticini. Ma il risultato non cambia: il contenuto di fibre è veramente esiguo se non esistente. E questo può portare, in prima istanza, danni all’apparato gastrointestinale nonché essere fattore di rischio per la comparsa di malattie cardiovascolari.

Quando ci troviamo davanti a fenomeni come la dieta carnivora è fondamentale evitare di credere a ciò che viene proposto. Meglio chiedere il consulto di un medico che sarà in grado di direzionarci nel modo giusto.

Erdem Health Group: Un percorso verso la salute e l’eccellenza

L’Erdem Hospital, in quanto istituzione sanitaria consolidata, è riuscito a farsi un nome nel corso degli anni come struttura di prima classe che ha scritto il suo nome a caratteri d’oro nel settore. L’Erdem Hospital, la cui missione è quella di dare priorità alla salute umana, è diventato una delle istituzioni leader nel settore sanitario grazie al continuo sviluppo in questa direzione.

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Falsi amici della dieta, eccoli

Esistono dei falsi amici della dieta ovvero quegli alimenti che pensiamo che ci facciano dimagrire e invece ci “aiutano” a non perdere peso. Cerchiamo di conoscerli più da vicino per riconoscerli ed evitarli.

Ecco i principali falsi amici della dieta

I falsi amici della dieta sono quegli alimenti che sembrano innocui o vengono presentati come ottimali per perdere peso ma in realtà non consentono di perdere nemmeno un grammo. E quasi sempre sono degli insospettabili: è questa la ragione per la quale ci confondono e ci fregano.

Tra i primi falsi amici della nostra strada verso il peso forma vi sono i succhi di frutta. Soprattutto se parliamo di succhi di frutta fatti in casa con frutta fresca. Questo perché pensiamo che siano più leggeri. In realtà non hanno l’aggiunta di zucchero e conservanti di quelli commerciali, ma non presentano nemmeno la parte fibrosa del frutto intero. La stessa che ci aiuta a regolarizzare l’assorbimento degli zuccheri.

Un altro alimento dal quale tenersi più lontano possibile, se ci riusciamo, è lo yogurt light con zero grassi. Non per la mancanza di lipidi che può essere apprezzabile, ma per lo zucchero che di solito viene aggiunto per sistemarne il gusto. A questo punto è meglio puntare direttamente su dello yogurt bianco semplice che possiamo dolcificare in modo naturale aggiungendo della frutta.

Tra i falsi amici più pericolosi per la dieta vi sono le barrette ai cereali. Queste sono considerate uno spuntino utile e sano da consumare. Possono esserlo a patto che non vi siano conservanti, grassi idrogenati e grassi vegetali di scarsa qualità, nonché zuccheri aggiunti. Per questa ragione, se volete consumare queste barrette nel corso dei vostri spuntini senza aver paura che mettano a repentaglio la vostra dieta, controllate prima di tutto l’etichetta.

Attenzione agli ingredienti che usate

Se proprio ne avete voglia potete farlo in casa con 100 grammi di avena, frutta secca tagliata a pezzi, una manciata di riso soffiato, due cucchiai di olio di semi di girasole e due o tre cucchiai di miele. Basta mescolare il tutto, spargere su una teglia il composto e mettere al forno a 180 gradi per circa trenta minuti, mescolando il tutto dopo quindici minuti.

I frullati, al pari dei succhi di frutta, rappresentano i falsi amici più pericolosi. Questo perché non ci rendiamo conto che al loro interno possa celarsi un numero di calorie non indifferente, dato che contiene tutti gli zuccheri della frutta senza la parte fibrosa. Se proprio vogliamo tirar fuori un frullato più completo e bilanciato utilizziamo anche verdura e yogurt.

E infine, ma non per importanza dobbiamo fare attenzione alla soia e alla frutta disidratata che potrebbe contenere più zucchero di quello che pensiamo. Nonché a tutti i cibi definiti come light perché, di solito, a meno grassi corrispondono più zuccheri e addirittura più calorie del cibo in versione normale.

Dieta Cram, giornata tipo

Sta tornando in auge la dieta Cram, un regime alimentare che promette la perdita di 2 kg in soli tre giorni. E che al momento del suo lancio nel 2022 è stato in grado di conquistare migliaia di persone.

Come funziona la dieta Cram

Partiamo da un presupposto: già solo per come è organizzata la dieta Cram non è un regime adatto a tutti. Soprattutto perché non è equilibrato, essendo composto da soli quattro alimenti. Cereali, riso, mele e latte. Il suo acronimo è ovviamente formato dalle iniziali di questi cibi in inglese. Importante: parliamo di alimenti che contengono comunque buone dosi di nutrienti, vitamine, sali minerali.

Ma il fatto che debba essere seguito per soli tre giorni dà idea di quanto sia poco equilibrata come dieta. Parliamo di un regime che aiuta a perdere liquidi in eccesso, eliminare le tossine anche a perdere del peso. Insomma parliamo di una dieta detox che deve essere presa per quello che è. E che non può essere condotta per più giorni rispetto a quelli indicati.

Non possiamo infatti pensare di poterla protrarre a lungo. Non va bene per chi è intollerante al lattosio o allergico alle proteine del latte e mancano fonti proteiche differenti. Per come è organizzata non consente nemmeno di poter portare avanti un’attività fisica degna di questo nome.

Si può camminare per una mezz’ora ma non portare avanti un allenamento intensivo. Ovviamente la dieta Cram e i suoi alimenti devono essere accompagnati da circa due litri di acqua al giorno per sostenere una corretta idratazione. Questa è suddivisa in 5 pasti, tre principali e due spuntini. E’ possibile condire con succo di limone, poco olio e zenzero.

Alcune alternative alimentari

Attenzione però: il suo essere restrittivo e dare i risultati suddetti nell’immediato nasconde anche la possibilità di riprendere immediatamente i chili persi. Come già anticipato durante i tre giorni di dieta Cram è possibile consumare cereali, mele, riso, latte e derivati fermentati. Tra i cereali è possibile contare i cracker, la farina d’avena, la pasta e il pane integrale. Insieme al latte è possibile consumare latticello, kefir, latte scremato o yogurt. Le mele possono essere mangiate o cotte al forno.

È importantissimo prima di trovare questo regime alimentare chiedere consulto al proprio medico. Fortunatamente è concesso tra i condimenti anche l’utilizzo dell’olio extravergine d’oliva, fonte di grassi buoni.

A colazione è previsto il consumo di un bicchiere di latte scremat, di succo di mela e di fette biscottate integrali. A pranzo del riso integrale condito con olio zenzero e limone o con un’emulsione di basilico, fatta con l’olio e questa erba aromatica. A cena è previsto il consumo di pasta integrale con olio e basilico e per gli spuntini si può alternare tra un bicchiere di latte scremato e una mela cruda o cotta

Acqua, quanta berne contro la pelle secca

Quanta acqua bere per contrastare la pelle secca? Concentriamoci per una volta sull’aspetto estetico e non su quello nutrizionale per ciò che riguarda questo fluido tanto importante per la nostra salute.

acqua sali minerali

L’acqua è importantissima per la nostra pelle

L’acqua è un elemento che aiuta il corretto funzionamento del nostro organismo e ci consente di affrontare tutta una serie di problematiche o questioni inerenti il nostro corpo. Quando si tratta di avere a che fare con la pelle secca come dobbiamo comportarci?

Partiamo da un presupposto: lo strato superficiale della pelle o epidermide ha come funzione principale quella di trattenere l’acqua all’interno dell’organismo. E sono molte le persone che anche a causa degli agenti atmosferici, soffrono di pelle secca. Certo, esistono delle creme da poter spalmare per aiutare la pelle a non ferirsi.

Generalmente però, per tentare di risolvere il problema, dovremmo tentare un approccio più ampio, coinvolgente anche l’alimentazione e l’idratazione. Se c’è una cosa che viene ripetuta da tutti gli esperti è che consumare la giusta quantità d’acqua può aiutare a mantenere anche la salute della pelle al top. Non dobbiamo essere scettici da questo punto di vista.

Quanto dobbiamo bere

Dobbiamo però scoprire quali sono le quantità d’acqua che dobbiamo bere per poter contrastare la pelle secca e mantenerla adeguatamente idratata. Una pelle in buona salute consente di evitare inestetismi e protegge il nostro corpo.

La pelle secca e qualcosa spesso dipendente in prima istanza dalla genetica. E, in seconda istanza, proprio dall’idratazione. Quando ci viene suggerito di bere un litro e mezzo di acqua al giorno non è solo per il corretto funzionamento dei reni. Tutto ciò contribuisce anche alla salute dell’epidermide, il cui buono stato di salute ha un’influenza generale sul benessere dell’intero organismo.

Quando questo è idratato, ovviamente anche la pelle è idratata. La quantità minima di acqua che ci consigliano di bere serve per mantenere all’interno dello strato inferiore della pelle ovvero il derma, il tono della cute. Questo farà in modo di mantenere al suo interno le giuste dosi di elastina e collagene: due proteine in grado di contrastare l’invecchiamento della pelle.

Non dobbiamo dimenticare poi che la pelle è il nostro scudo contro gli agenti esterni. E proprio per via di questi tende a seccarsi con più facilità. Come possiamo aiutarci quindi? Bevendo il necessario, ovvero minimo un litro e mezzo di acqua al giorno. E seguendo una corretta alimentazione per fornire alla pelle tutti i nutrienti capaci di mantenerne alta la salute.

Dieta vegetariana, le fonti proteiche

In una dieta vegetariana quali sono le migliori fonti proteiche da sfruttare per abbandonare la carne ma non fare a meno di nutrienti importanti? Quel che stiamo cercando sono alimenti che siano adatti anche per coloro che fanno attività fisica importante.

ricette con il tempeh

Le proteine migliori per una dieta vegetariana

Non dobbiamo dimenticare che le proteine sono tra gli elementi più importanti sui quali fondare la nostra salute. Essenzialmente un adulto necessita di 0,8 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo. E questo è ancor più valido per tantissimi atleti o persone che si allenano con regolarità.

Per quel che riguarda proprio questa particolarità non bisogna cadere nell’errore di pensare che si abbia bisogno di proteine in quantità illimitata. Queste devono essere regolate in base al peso corporeo e all’effettiva attività fisica svolta. Detto ciò, prendendo in considerazione una dieta vegetariana, una delle fonti proteiche per eccellenza sono le arachidi. Noi li consumiamo come snack o frutta secca ma in realtà sono legumi.

E di conseguenza all’interno di una dieta vegetariana possono non solo fornirci una buona dose di proteine ma anche acidi grassi essenziali come omega 6 e omega 9. Va detto che non si tratta di un alimento ipocalorico, quindi bisogna fare attenzione alle quantità consumate.

Se si segue una dieta vegetariana e non si hanno problemi di intolleranza, è possibile consumare anche il tempeh, un impasto di soia fermentata dotato di un basso indice glicemico è consumato come sostituto della carne. Va detto che in questo caso il sapore deve piacere. Ma si adatta perfettamente anche a essere condito in diversi modi.

Lenticchie un must da sempre

La fonte di proteine più nota all’interno di una dieta vegetariana è senza dubbio rappresentata dalle lenticchie. Era chiamata la carne dei poveri in passato. E sebbene abbia meno proteine rispetto agli altri alimenti sopracitati, rimane comunque un’ottima fonte da sfruttare. Lo stesso si può dire dell’avena che non solo contiene tante proteine per 100 grammi quanto le lenticchie, ovvero 8 grammi, ma grazie alle fibre favorisce il senso di sazietà.

La soia in generale è uno degli alimenti che offre diverso apporto proteico a seconda di come viene preparato. Ad esempio il tofu presenta meno proteine rispetto al tempeh. E solo perchè è differente la tipologia di fermentazione e preparazione. Sulla stessa linea anche il latte di soia è perfetto per essere utilizzato all’interno di una dieta vegetariana. In questo caso dobbiamo aggiungere che oltre ad aminoacidi essenziali e proteine questa bevanda contiene le vitamine del gruppo B, zinco, fosforo e magnesio. Inoltre è caratterizzato da un basso indice glicemico e dal 50% in meno delle calorie rispetto a quelle presenti nel latte vaccino.

Detox dopo Pasqua, ecco come

Il detox dopo Pasqua è d’uopo se si è mangiato tanto durante il weekend santo e si vuole tornare a un regime alimentare equilibrato e salutare.

Ecco come fare detox dopo Pasqua

Soprattutto per il nostro apparato gastrointestinale che necessita di rientrare in carreggiata dopo qualche stravizio. Niente sensi di colpa ovviamente. Ogni tanto ci sta lasciarsi andare un poco e sgarrare come Cristo comanda. Nel vero senso della parola.

Il detox dopo Pasqua puoi aiutarci a sistemare la nostra peristalsi e a ripulirci delle eventuali tossine che abbiamo accumulato. Non piangiamo quindi sul pezzo di cioccolato mangiato o su quella fetta di colomba gustata con piacere. Possiamo tornare tranquillamente al nostro regime alimentare precedente, evitando gli eccessi.

E seguendo alcune regole molto semplici che ci consentiranno le sentirci immediatamente bene. Non bisogna perseguire degli eccessi affermandoci o buttandoci in diete drastiche. Se vogliamo affrontare un detox dopo Pasqua giusto ed equilibrato la prima cosa da fare è quella di evitare alimenti processati. Abbiamo mangiato tanta corallina, bei piatti di pasta e tanti dolci. Ora possiamo evitare il più possibile cibi ricchi di zucchero, salumi e condimenti troppo complessi a favore di verdura, proteine pulite e frutta.

Nel detox dopo Pasqua frutta e verdura sono ovviamente le protagoniste indiscusse. Come facciamo di solito, cerchiamo di mangiarne almeno 5 porzioni al giorno, dando maggiore spazio a quelle piene di antiossidanti. Preferiamo spinaci o verdure a foglia verde o quegli ortaggi che ci consentono di assumere acqua, enzimi e vitamine come cetrioli, finocchi, asparagi. La frutta? Meglio quella di stagione insieme ai mirtilli.

Idratazione al top per eliminare tossine

Un buon detox dopo Pasqua passa anche per un’idratazione degna di questo nome. Attenzione: in base agli stravizi accumulati nei giorni di Pasqua potremmo avere bisogno di più acqua rispetto al litro e mezzo giornaliero al quale siamo abituati.

Soprattutto perché abbiamo consumato sicuramente molti grassi saturi, molto sale e molto zucchero. Questo porta la necessità di depurare reni e fegato il più possibile. Soprattutto se abbiamo indugiato con l’alcol rispetto al solito. Le tisane possono venirci incontro aiutandoci a ripulire l’organismo. Nel caso specifico è meglio puntare a quella all’anice, a quella al finocchio, a quella al cardo mariano e al tarassaco. Sono infatti queste le piante che possono aiutarci a digerire, sgonfiarci e depurarci.

Aiutiamoci anche facendo delle attività fisica. Basta camminare un po di più rispetto al solito, senza però affaticarci troppo. L’attività deve essere moderata, in modo tale da aiutarci a migliorare la circolazione e a sostenere il metabolismo.

L’importanza del personal trainer per perdere peso

Fare attività fisica regolare è fondamentale per il benessere di corpo e mente, e, in caso di sovrappeso, può aiutare a perdere peso e rimettersi in forma.

Sebbene sia possibile fare esercizio anche da soli, svolgendo attività semplici e poco impegnative, come lunghe passeggiate o giri in bicicletta, per raggiungere dei risultati duraturi risulta molto utile ricorrere alla figura di un personal trainer. Per dimagrire, in particolare, si può fare affidamento su professionisti di questo specifico settore come Gabriella Vico, esperta in perdita di peso per le donne.

In questo articolo andremo a scoprire perché è così importante, per perdere il peso in eccesso, rivolgersi a un personal trainer.

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Olive nella dieta, quante?

Quante olive possiamo consumare all’interno della nostra dieta? Questo gustoso sfizio è spesso protagonista dei nostri aperitivi e può essere consumato praticamente da tutti. Facendo però attenzione in alcuni casi.

i benefici del consumo di olive

Le olive sono un ingrediente molto versatile e buono da utilizzare in cucina. E difficilmente si riesce a farne a meno, soprattutto se si è appassionati di specifiche ricette. Dobbiamo riconoscere comunque che al netto dell’attenzione che dobbiamo fare, per quel che riguarda le calorie, si parla di un alimento che ha importanti proprietà benefiche.

Quando parliamo di olive, parliamo di un prodotto che contiene diversi lipidi tra i quali spicca l’acido oleico. Lo stesso che ritroviamo nell’olio extravergine di oliva, tra i pilastri della dieta mediterranea. L’acido oleico è un grasso monoinsaturo e come tutti quelli della sua tipologia è in grado di aiutarci a regolare il profilo lipidico e di conseguenza il colesterolo.

Cosa significa questo? Che le olive possono aiutarci a prenderci cura del sistema cardiovascolare e del cuore mangiando. Non dobbiamo dimenticare che parliamo di un alimento ricco di antiossidanti, polifenoli, vitamina E, perfetti per combattere l’infiammazione nell’organismo. Completano il quadro sostanze come vitamina C, vitamina A, calcio e ferro.

Insomma, forniscono diversi nutrienti importanti per l’organismo. Ma allo stesso tempo, inserite nella nostra dieta, devono essere consumate nelle giuste quantità e con la giusta attenzione. Soprattutto perché sono considerabili una fonte calorica abbastanza importante. Esse contengono 115 calorie per 100 grammi ma soprattutto essendo molto grasse, nonostante la presenza di acidi grassi monoinsaturi, è necessario consumarle con giudizio.

Quante mangiarne al giorno

Quante olive mangiare quindi giornalmente per non esagerare e fornire al nostro organismo quello di cui ha bisogno attraverso questo alimento? Gli esperti consigliano di consumarne 5 o 6 al giorno di media grandezza e naturali. E di tenersi il più possibile lontani da quelle in salamoia o pre-condite. Anche perché in quel caso ovviamente entrano in gioco i conservanti e un potenziale eccesso di sodio.

Non dobbiamo dimenticare che le olive sono una fonte lipidica molto importante e di conseguenza dovrebbero essere abbinate nella dieta con alimenti che non contengono molti grassi. Per questa ragione bisognerebbe evitare l’accoppiamento con carne di maiale e favorire quello con carni bianche e magre. Vanno bene inoltre con la pasta e all’interno dell’insalata.

Se pensiamo alla pizza, tutto dipende effettivamente da quante calorie rischiamo di assumere. La maggior parte degli esperti, pur dando il via libera perché effettivamente non si modificherebbe eccessivamente l’equilibrio calorico, suggeriscono però di non esagerare nelle dosi.

Bibite gassate, fanno male sempre a tutti

Quando si parla di bibite gassate dobbiamo far pace con un concetto. Quale? Fanno male e lo fanno a tutti. Non solo a chi ha uno stile di vita sedentario.

Bibite gassate non fanno bene a nessuno

Quando consumiamo delle bibite gassate e zuccherate ne siamo coscienti: non sono un toccasana per la salute. Uno studio ora ha specificato come gli effetti di queste bevande non possano essere ammortizzati dall’attività fisica. Sebbene si brucino un numero maggiore di calorie, il mix di zucchero e anidride carbonica è deleterio anche per chi ha uno stile di vita attivo. Lo spiega una ricerca pubblicata sulla rivista di settore American Journal of Clinical Nutrition secondo la quale anche due lattine da 300 ml a settimana possono rendere vani i benefici a favore dell’apparato cardiocircolatorio. Ovviamente ottenuti con l’esercizio fisico.

Un gruppo di ricercatori dell’Universitè Laval di Quebec City ha infatti scoperto, analizzando i dati di circa 100.000 persone di oltre trent’anni, che i danni causati dal consumo di bevande gassate e zuccherate non vengono ammortizzati dall’attività fisica media raccomandata, pari a circa 150 minuti settimanali.

Gli scienziati spiegano che allenarsi riduce del 50% il rischio di malattie cardiovascolari legate al consumo delle suddette bevande. Ma non lo elimina al 100%. E questa è una realtà della quale bisogna essere coscienti.

Soprattutto in un periodo in cui la maggior parte delle strategie di marketing attuale mostrano come. facendo sport, teoricamente una persona possa permettersi di bere quel che vuole perché tanto conduce uno stile di vita sano.

Lo studio vale per tutte le bevande gassate, sia quelle alla frutta che quelle analcoliche. A prescindere dalla presenza di caffeina. Sebbene lo studio non si sia occupato delle bibite energetiche, l’assunto sarebbe valido anche per queste per via dell’alto contenuto di zuccheri.

Meglio quelle prive di zucchero

Ci si salva parzialmente con le bibite dolcificate, ovvero le classiche light o ancor meglio zero. Il loro consumo non sarebbe associato, al netto delle problematiche legate all’essere gassate, a un maggior rischio di malattie cardiovascolari. La mancanza di zucchero può aiutare, al netto del fatto che la miglior bevanda per il nostro corpo rimane l’acqua.

Studi come quelli condotto in Canada dovrebbero aiutare le persone a comprendere quanto alcune bevande possano farci male. E allo stesso tempo spingere verso un’attività fisica più presente.

Non è una novità che queste bevande non siano un toccasana per la nostra salute. Dobbiamo però renderci conto come ne bastino davvero delle piccole quantità per trovarci davanti a un rischio maggiore di patologie che dovremmo e potremmo evitare.