Colesterolo, il tuorlo è più pericoloso del cibo spazzatura

A volte si cerca di seguire una dieta per non aumentare i livelli di colesterolo nel sangue e si commettono errori enormi, consumando alimenti apparentemente indicati, perché magari si possono cucinare senza l’aggiunta di grassi e di condimenti. Il tuorlo, per esempio, ha un contenuto altissimo di colesterolo che lo rende un potenziale pericolo per la salute cardiovascolare, maggiore che non mangiare fritti o cibo spazzatura.

Quante volte vi siete fatti un uovo in camicia o alla coque pensando di consumare un pasto light. Purtroppo non è così e i ricercatori canadesi hanno lanciato l’allarme (non è il primo). Sostengono, infatti che nel tuorlo d’uovo, a seconda della grandezza, ci possa essere da 215 a 275 mg di colesterolo. Confrontato con un doppio piatto di pollo fritto che, secondo loro, ne conterrebbe solo 150 mg, il tuorlo d’uovo ne esce bollato come un potenziale killer.

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Il miele Ulmo è più potente degli antibiotici

Non è la prima volta che parliamo di miele, perché è un prezioso alimento dolce quanto lo zucchero ma decisamente più salutare.  Questo cibo è stato oggetto di un nuovo studio che ne ha valutato l’efficacia nel combattere le infezioni da Stafilococco ed Escherichia Coli, due noti e pericolosi batteri resistenti ad antibiotici come la meticillina. La scoperta è stata davvero interessante, anche perché si è rilevato un combattente nato e ha messo al tappeto non uno ma due avversari, al punto da risultare meglio del famoso antibiotico.

La ricerca è stata fatta dai ricercatori irlandesi del Dipartimento di Microbiologia Clinica, Royal College of Surgeons di Dublino i quali, per questo studio pubblicato sul BMC – Complementary and Alternative Medicine, hanno utilizzato un tipo di miele detto Ulmo, proveniente dal Cile.

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Fichi, calorie e valori nutrizionali

Quando si pensa ai frutti autunnali, i primi che vengono in mente sono i fichi, ovvero i frutti di una pianta originaria dell’area mediterranea, il Ficus carica. Notizie dei fichi si hanno fin dall’antichità e, oltre all’indubbio utilizzo alimentare, venivano usati anche con scopi curativi e, addirittura, presso i Romani, erano simbolo di buon augurio e fortuna. I fichi possono essere consumati sia freschi che secchi; i secondi si ottengono facendoli essiccare naturalmente sulla pianta per poi continuare il processo dopo la raccolta.

Di solito, i fichi freschi vengono consumati al naturale, perché costituiscono un ottimo accompagnamento a salumi, formaggi e carni, oppure possono essere impiegati nei dessert o nelle macedonie; i fichi secchi vengono consumati da soli o farciti con noci o cioccolato. I fichi freschi vanno acquistati solo se sono morbidi ma con il picciolo sodo, mentre vanno scartati quelli troppo molli, ovvero troppo maturi; i fichi secchi non devono essere troppo duri.

I fichi devono essere conservati in frigorifero per un massimo di due giorni, meglio se in contenitori chiusi per non far assorbire loro l’odore degli altri cibi; i fichi secchi, invece, devono essere mantenuti in un luogo fresco e asciutto.

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Cucinare con le Alghe

Non sono passati molti giorni da quando avete trovato proprio sulle pagine di Dietaland un post dedicato all’ambiente e allalimentazione. La notizia di questi giorni è proprio quella che il consumo esagerato di proteine animali fa male alla salute, ma anche al nostro ecosistema. Ecco quindi che il consiglio di molti esperti è quello di favorire una cultura del cibo più vegetariana. Come fare? Non ci sono solo la frutta e la verdura tradizionale, anche le alghe sono importanti.

A tal proposito vi consiglio il libro Cucinare con le alghe di Alice Savorelli, che spiega come le verdure di mare siano ricche di iodio, ferro, potassio, manganese, fosforo, silicio e selenio. Ma anche proteine e vitamine. Mentre contengono solo una minima quantità di grassi che si aggira intorno all’1-3%.

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Il ribes rosso

Il ribes rosso (Ribes rubrum) è il frutto dell’omonimo arbusto appartenente alla famiglia delle Grossolariaceae che cresce spontaneo nei boschi dell’Europa centrale. Rientra nel novero …

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L’amaro a fine pasto non fa digerire e fa ingrassare

Sono moltissime le persone che alla fine di un pasto si concedono il cosiddetto ammazzacaffè, un liquore amaro a base di erbe dal tasso più o meno alcolico, che si è soliti credere che faccia digerire.

Quella che l’amaro aiuti la digestione, in realtà è solo una credenza che si basa sul fatto che, dopo aver bevuto questo liquore si avverte un leggero senso di bruciore all’interno dello stomaco; ciò è vero solo in parte: il sapore amaro delle erbe aumenta, sì, la secrezione dei succhi gastrici, ma la gradazione alcolica di queste bevande, irrita le pareti dello stomaco rallentandone lo svuotamento e, quindi, la digestione.

Infatti, la maggior parte degli amari possiedono una gradazione alcolica piuttosto elevata, ovvero tra i 30 e 35°, proprio per questo, l’unico amaro che davvero stimola la digestione, è quello a base di rabarbaro, in quanto la sua gradazione alcolica si attesta intorno ai 12,5°; bene anche il vino che con i suoi 10 o 14°, riesce a stimolare la secrezione dei succhi gastrici.

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Patate, l’alimento ideale per perdere peso

Le patate sono considerate una verdura abbastanza calorica e per questo motivo le persone a dieta cercano di mangiarne il meno possibile. Un nuovo studio ha però portato alla luce una novità: le patate possono essere introdotte in un regime alimentare dietetico che punta al dimagrimento, perché questo tubero, nonostante l’alto indice glicemico, farebbe scendere di peso. A sostenerlo sono i ricercatori dell’University of California di Davis, del National Center for Food Safety and Technology e dell’Illinois Institute of Technology .

Gli studiosi hanno esaminato per 12 settimane 86 uomini e donne in sovrappeso divisi, in modo casuale, in tre gruppi: a ognuno è stata assegnata una dieta differente a basso introito calorico che comprendeva 5-7 porzioni di patate a settimana.  In media una patata ha 110 calorie, più potassio di una banana e metà del fabbisogno giornaliero di vitamina C. E’ quindi un alimento molto importante, se si tiene anche in considerazione che non contiene grassi, sodio e colesterolo. È molto digeribile e perfetta in caso di colite e gastrite.

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Condimenti, il burro fa davvero male?

Il burro è uno degli alimenti base dell’alimentazione italiana, ovviamente molto più usato nelle regioni del Nord, dove l’olio extravergine d’oliva in passato esisteva solo in minima parte, che in quelle del Sud. Ci sono su questo condimento molte idee contrastanti: alcuni sostengono che vada totalmente eliminato perché molto grasso, altri invece sono convinti che protegga addirittura il cuore da malattie cardiovascolari. All’interno di un’alimentazione sana e variegata deve esserci un po’ di tutto: è ammesso quindi in piccole dosi, anche il burro. Lo devono evitare solo le persone con il colesterolo molto alto.

Non bisogna superare i 10/15 grammi al giorno. In questa quantità non ingrassa, ma anzi contiene numerose vitamine, come la A, E, D e K, e calcio che possono essere solo che benefici per la salute delle ossa. Se in frigo tenete, invece, un panetto di margarina pensando che sia meno grasso, commettete un classico errore. È un prodotto di origine vegetale, quindi più adatto in caso di colesterolo alto, ma a livello di calorie è parificato al burro.

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Bresaola, calorie e valori nutrizionali

Tra tutti i salumi, quello che è sicuramente più magro e adatto ad una dieta ipocalorica è la bresaola, che si ottiene dall’essiccatura e stagionatura di un filetto di manzo o di bue; la bresaola si distingue dagli altri salumi per il sapore dolce e delicato, ottenuto grazie ad un metodo di conservazione che sfrutta le condizioni ambientali della Valtellina, la zona nella quale viene prodotta.

L’etimologia del nome ha origini incerte, tuttavia si può ricercare nel termine “brasa”, cioè brace, con richiamo ai bracieri che venivano usati per riscaldare l’aria nei locali preposti alla stagionatura, oppure alla parola dialettale “brisa”, ovvero una tecnica di salatura.

La bresaola viene prodotta partendo da alcuni tagli della massa muscolare della coscia dei bovini; la carne viene salata e fatta risposare in salamoia per quindici giorni, dopodiché viene pulita e insaccata, per poi essere asciutta e stagionata. Questo processo di preparazione serve ad attivare i meccanismi naturali che rendono la carne più digeribile e conservabile, oltre che appetitosa.

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Pane integrale: ecco perchè consumarlo

Le proprietà salutari del pane integrale ormai sono ben note a tutti; già diversi studi ne consigliavano il consumo, e proprio in questi giorni sono stati resi pubblicati i risultati di una ricerca europea sull’American Journal of Clinical Nutrition. Lo studio in questione spiega che le  proprietà del pane integrale sono da attribuire alle fibre alimentari bioattive presenti nei cereali integrali.

Secondo gli scienziati, le fibre contenute nei cereali sarebbero utili per combattere gli aumenti di peso anche per motivi, per così dire, pratici: l’alto contenuto dei fibra dei cereali integrali costringere ad una masticazione più lunga, fattore che sembrerebbe utile per limitare il consumo di un determinato alimento.

Non da meno sono le proprietà delle altre sostanze che compongono i cereali integrali, come gli antiossidanti e gli steroli, dei composti dall’azione protettiva; proprio per individuare tutti le sostanze attive presenti nei cereali, è stato avviato un progetto europeo chiamato “Healthgrain”, che coinvolge ben 15 Paesi. Le ricerche del progetto “Healthgrain” sono state concentrate soprattutto sui cereali più usati per produrre il pane, ovvero il frumento e la segale.

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La frutta e la verdura di settembre

Con gli ipermercati e la grande distribuzione è possibile avere a disposizione ogni tipo di frutta e di verdura in qualsiasi periodo dell’anno; dal punto di vista nutrizionale, però, sono da preferire la frutta e la verdura di stagione, in quanto riescono più facilmente a mantenere intatte le loro proprietà benefiche, il che non sempre è possibile negli altri prodotti che, magari, affrontano un viaggio molto lungo prima di arrivare in Italia.

Ovviamente non è da tralasciare l’aspetto economico: la frutta e la verdura di stagione sono sicuramente meno costose rispetto a quelle coltivate in serra riscaldata o provenienti da altro Paese. Consumando esclusivamente frutta e verdura di stagione non si rischia certo un’alimentazione povera o monotona, perché il nostro clima temperato permette di avere a disposizione tanti tipi di ortaggi e di frutta durante tutto l’anno.

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Le proprietà dimagranti dell’alga Wakame

Tra le alghe brune giapponesi più ricche di proprietà benefiche c’è sicuramente l’alga Wakame (Undaria pinnatifida), un’alga dalla forma di una foglia dentellata lunga circa sessanta centimetri; l’alga Wakame possiede un sapore molto delicato e può essere consumata senza essere cotta, ma dopo un necessario ammollo di circa mezz’ora per renderla commestibile, oppure scottata per qualche minuto, come accompagnamento di riso, pasta, tofu, carne e pesce o, ancora, per arricchire le minestre e le insalate.

La caratteristica più importante dell’alga Wakame è quella di contenere la Fucoxantina, un principio attivo utile per perdere peso oppure per mantenere quello raggiunto; questa molecola, infatti, favorisce lo smaltimento e l’eliminazione del grasso corporeo: insomma pare proprio che l’alga Wakame sia utile per dimagrire e per evitare accumuli di grasso, soprattutto nella zona addominale.

Le proprietà dell’alga Wakame sono state confermate da uno studio del Centro Ricerche Giapponese dell’università di Okkaido che ha evidenziato come la Fucoxantina sia utile per stimolare i meccanismi che portano allo scioglimento del grasso corporeo in eccesso.

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Il limone: ecco le proprietà di questo succoso frutto

Se ad ognuno di noi venisse chiesto qual è il frutto simbolo del Mediterraneo, sono sicura che tutti risponderemmo il limone; in estate, poi, si presta benissimo a rappresentare la stagione più solare dell’anno, grazie al suo colore giallo intenso, al profumo deciso e al sapore particolare. In cucina il limone può essere utilizzato in diversi modi: per marinare la carne e il pesce, per preparare salse ed arricchire i dolci, come ingrediente di liquori, uno per tutti il limoncello, e per fabbricare gelati e sorbetti.

Il limone non è solo buono, è anche salutare in quando contiene molti elementi nutritivi benefici; innanzi tutto è ricco di vitamina C, contiene pochissime calorie, solo 20 ogni cento grammi, e ancor meno zuccheri, il che lo rende perfetto per essere consumato da coloro che sono a dieta, tanto che ne è stata creata una ad hoc, ovvero la dieta del limone.

Secondo diversi studiosi, anche la buccia contiene sostanze antiossidanti, alle quali devono aggiungersi le notevoli quantità di acido nitrico; proprio queste qualità, fanno sì che il limone possa essere considerato un battericida naturale, oltre che un ottimo diuretico e disintossicante, perfetto per chi soffre di calcoli urinari; inoltre, aiuta ad abbassare la presenza di zuccheri nel sangue e a migliorare l’elasticità delle arterie.

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Cefalea, gli alimenti più ricchi di amine biogene

Sembra che i cibi più ricchi di alcune molecole, le amine bioattive, siano in grado di provocare più di altri, crisi emicraniche e ipertensive. Come abbiamo già avuto occasione di dirvi, queste molecole rappresentano il prodotto del metabolismo cellulare di organismi animali e vegetali e dei batteri e possono essere contenute in alcuni alimenti o prodotte in seguito alla loro ingestione, soprattutto se questa avviene contestualmente a quella di alcol e all’assunzione di alcuni farmaci.

Le amine biogene “incriminate” sono soprattutto la tiramina, la feniletilamina e l’istamina e, anche se per risolvere il problema occorre senz’altro affidarsi alle cure di un medico, sembra accertato che ridurre il consumo di cibi che le contengono aiuti a tenere sotto controllo i fastidi legati alla loro ingestione. Vediamo quindi un elenco di cibi che ne contengono in elevate quantità.

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Cucina etnica: ecco i pro e i contro

I sondaggi parlano chiaro: sempre più italiani scelgono la cucina etnica; i motivi sono molteplici: c’è chi vuole provare nuovi sapori e chi apprezza i piatti provenienti da lontano; ma per la linea e la salute come si colloca la cucina etnica?

Come in quella italiana, non tutti i piatti delle varie cucine esotiche o orientali sono uguali, alcuni sono troppo grassi, alcuni poco digeribili, e altri, invece, possono essere consumati senza problemi. Vediamo quali sono i pro e i contro dei piatti più famosi delle cucine etniche maggiormente apprezzate dagli italiani.

La cucina cinese

La cucina cinese è senza dubbio quella più diffusa in Italia e a differenza di quello che si pensa non è neanche così dannosa per la linea, basta saper scegliere; quindi via libera ai piatti cucinati al vapore, come i ravioli, oppure alle preparazioni non pesanti come il riso alla cantonese, il pollo all’ananas e i gamberetti ai funghi. Ovviamente sono da escludere i cibi fritti, che sono troppo grassi, e piatti eccessivamente elaborati come il maiale in agrodolce che è troppo calorico.

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Il gelato fa ingrassare?

Con il caldo torrido di questi giorni e le nuove ondate di afa previste in settimana, è normale perdere un po’ l’appetito ed avere sempre voglia di mangiare cibi freschi; per questo, molti di voi si limiteranno a mangiare solo un gelato come pranzo; secondo alcune recenti stime dell’Istituto nazionale del gelato, circa il 30% degli italiani preferisce il gelato al classico pranzo, perché è fresco, buono e nutriente; ma fa anche bene? E soprattutto, fa ingrassare?

Il gelato è nutriente, e con l’aggiunta di una macedonia e un paio di cialde può sostituire anche un pranzo, ma non basta a garantire una dieta equilibrata, e quindi gli altri nutrienti, vale a dire proteine, carboidrati e fibre devono essere consumati almeno a cena.

Inoltre, il gelato ha poco potere saziante, il che può condurre ad eventuali fuori pasto nel corso del pomeriggio. Insomma, una volta ogni tanto consumate pure il gelato come pranzo, ma non deve diventare un’abitudine.

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Succhi di frutta e nettari: scopriamo queste bevande

In estate il succo di frutta è una bevanda molto utilizzata come sostituto all’acqua perché è in grado di rinfrescare, dissetare e nello stesso tempo gratificare il palato con il gusto della nostra frutta preferita. La domanda che presto o tardi tutti si fanno è: il succo di frutta contiene molte calorie? Innanzi tutto dobbiamo fare una distinzione tra succhi di frutta e nettari.

I succhi di frutta sono costituiti al 100% da frutta, e può esserci lo zucchero oppure no, i nettari invece hanno solo il 30 o il 50% di succo o polpa di frutta e vi sono aggiunti sia zucchero che acqua. Per quanto riguarda le calorie, esse variano a seconda del tipo di succo; in linea generale, in 100 g. di prodotto sono contenute dalle 25 alle 60 calorie che però aumentano nei nettari fino ad arrivare a 145 ogni 100 grammi.

Calorie a parte, i succhi di frutta, ma anche i nettari, sono nutrienti oltre che dissetanti, perché forniscono diversi sali minerali come magnesio, potassio e calcio; inoltre contengono antiossidanti come betacarotene e vitamina C. Scarseggiano le fibre, che si perdono durante la lavorazione, a meno di non essere succhi realizzati in modo artigianale.

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Tutta la frutta di luglio

frutta luglio

Come vi abbiamo consigliato tante volte, per proteggersi dal caldo estivo è bene ricorrere alle proprietà dissetanti e ricostituenti della frutta di stagione, che grazie ai nutrienti che contiene è in grado di apportante vitamine e sali minerali. Vediamo, quindi, quali sono i frutti di luglio e le loro caratteristiche principali.

Albicocca. È un frutto molto succoso, nutriente e digeribile; contiene vitamina A, C e potassio; è perfetta in caso di stanchezza e come antidoto alla depressione.

Anguria. È il frutto dell’estate per eccellenza; contiene moltissima acqua e quindi è particolarmente indicato per rinfrescarsi e dissetarsi; possiede ottime proprietà diuretiche e depurative, contiene pochissime calorie, mentre è ricco di vitamina A, C e potassio.

Ciliegia. Anche le ciliegie sono un ottimo frutto estivo; sono morbide e succose e contengono vitamine, fibre e sali minerali; possiedono ottime proprietà diuretiche.

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