Condimenti, il burro fa davvero male?

di Mariposa Commenta

Il burro è uno degli alimenti base dell’alimentazione italiana, ovviamente molto più usato nelle regioni del Nord, dove l’olio extravergine d’oliva in passato esisteva solo in minima parte, che in quelle del Sud. Ci sono su questo condimento molte idee contrastanti: alcuni sostengono che vada totalmente eliminato perché molto grasso, altri invece sono convinti che protegga addirittura il cuore da malattie cardiovascolari. All’interno di un’alimentazione sana e variegata deve esserci un po’ di tutto: è ammesso quindi in piccole dosi, anche il burro. Lo devono evitare solo le persone con il colesterolo molto alto.

Non bisogna superare i 10/15 grammi al giorno. In questa quantità non ingrassa, ma anzi contiene numerose vitamine, come la A, E, D e K, e calcio che possono essere solo che benefici per la salute delle ossa. Se in frigo tenete, invece, un panetto di margarina pensando che sia meno grasso, commettete un classico errore. È un prodotto di origine vegetale, quindi più adatto in caso di colesterolo alto, ma a livello di calorie è parificato al burro.

È meglio non cuocere il condimento. Le alte temperature ne alterano la composizione, facendo sprigionare sostanze dannose per la salute. Molto meglio quindi mangiato crudo o appena sciolto, magari a bagnomaria.

In questi giorni si parla molto di obesità, soprattutto infantile, anche perché siamo alla vigilia dell’Obesity Day (10 e 11 ottobre).  Curare l’alimentazione dei piccoli, non significa eliminare completamente certi alimenti:  il burro è un alimento molto adatto ai bambini, altamente digeribile e perfetto sia a merenda con la marmellata che come condimento per un leggero piatto di pasta. Non bisogna superare i 30 grammi al giorno, se sono 20 è meglio. Per quanto riguarda, invece, la conservazione va tenuto in frigorifero, prestando attenzione alla data di scadenza (in fondo è un latticino) e alla temperatura: a 30° si scioglie. Lo si può anche congelare, ma non deve testare  in freezer per più di 3 mesi, altrimenti si alterano sapore e proprietà.

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