Ricette light: lasagna agli spinaci e basilico

Ecco, un piatto davvero molto gustoso e ipocalorico, si, avete letto bene, perché la ricetta che vi consiglia Dietaland è davvero a prova di bilancia, anche se si tratta di lasagne.

Chiaramente, non è la classica lasagna condita con besciamella a profusione, ma di una variante light pensata per chi sta seguendo una dieta dimagrante o semplicemente, non vuole appesantirsi.

Accelerare il metabolismo con la betulla

Il vostro metabolismo è troppo lento? Niente paura, la betulla è un’alleata preziosa nella lotta ai chili di troppo, ma anche contro il diabete. A sostenerlo, è una ricerca dello Shanghai Institutes for Biological Sciences, in Cina, guidata dal dottor Bao-Liang Song e pubblicata su “Cell Metabolism”.

Nella corteccia di betulla, infatti, si trova un principio attivo in grado di riattivare il metabolismo e di prevenire il diabete, il suo nome è betulina. Non è un caso che la betulla venga utilizzata efficacemente come rimedio contro la cellulite e l’acne. Sono note, infatti, le sue proprietà diuretiche e snellenti.

Perdere peso per sempre con la dieta dei 17 giorni

Perdere peso e non riprenderlo mai più. Non esiste una dieta così, almeno non esiste un regime alimentare in grado di promettere un simile risultato. Le persone hanno la fortuna di non riacquistare i chili perduti se cambiano totalmente stile di vita, se modificano la loro alimentazione al fine di non tornare al punto di partenza e se stanno attenti al mantenimento. Esiste però un libro con Dvd The 17 Day Diet, scritto dal dottor Michael Moreno, che promette risulati duraturi.

In Internet ormai è conosciuta come la dieta dei 17 giorni e sta facendo gola a molte persone, in vista anche della tanto temuta prova costume. Il regime prevede quattro cicli, ognuno composto da 17 giorni in cui variare la dieta a base di carboidrati, proteine, frutta e altri tipi di alimenti tutti finalizzati a stimolare il metabolismo e favorire la perdita di peso. Fin qui nulla di male, anzi direi totalmente nella norma.

Combattere l’obesità con il peperoncino

Per combattere l’obesità bisogna mangiare piccante. Gli amanti dei gusti intensi, con qualche chilo di troppo, saranno contenti. Secondo uno studio giapponese, il peperoncino contiene una sostanza attiva in grado di combattere efficacemente il sovrappeso, accelerando il metabolismo. Ovviamente tutto dipende dalle dosi, perché non basta spolverare i vostri spaghetti. Ma la notizia resta comunque importante, perché potrebbe essere alla base di future terapie.

Si chiama Dihydrocapsiate (DHC) si troverebbe in un particolare tipo di peperoncino, il CH-19 sweet. Questo almeno quanto affermato da un comunicato della nota azienda alimentare Ajinomoto Group con sede a Tokio, in Giappone. Non è un peperoncino particolarmente piccante (il nome, infatti, indica la dolcezza) e non provoca bruciore allo stomaco.

Obesità, la cura arriva dalle cellule Bat

Esistono diversi tipi di grasso? Proprio così, la ciccia non è tutta uguale. A giungere a questa considerazione, che noi abbiamo reso un po’ meno scientifica, ma che in realtà è molto complessa ed elaborata, sono stati i ricercatori dell’Istituto di Anatomia dell’università Politecnica delle Marche, guidati dal professor Saverio Cinti. Il team di esperti, indagando sulla correlazione tra diabete o obesità, ha scoperto una cellula adulta può anche cambiare mestiere.

È risaputo che nel corpo umano esistano due tipi di tessuto adiposo, uno bianco (Wat) e uno bruno (Bat). Il primo serve principalmente per accumulare le molecole altamente energetiche che ci consentono di avere un intervallo tra due pasti consecutivi, il secondo invece brucia i grassi per produrre calore.

Test del Moribondo per verificare la forma fisica

Lo sport ha diverse funzioni: prima di tutto ci permette di mantenerci in allenamento, favorendo il benessere del nostro corpo, poi influisce da un punto di vista psicologico. Muoversi costantemente significa scaricare lo stress e contrapporre alla fatica mentale quella fisica. C’è una regola base da seguire, se volete fare un po’ di moto: mai esagerare. È inutile obbligare il nostro fisico a fatiche cui non è abituato, si rischia solamente di ottenere l’effetto contrario: frustrazione e un tale stanchezza da non riuscire ad affrontare la giornata con lo spirito giusto.

Esiste un vecchio studio dell’Università di Harvard che spiega benissimo questo problema. Sono stati esaminati e seguiti circa 17 mila allievi, tra 1916 e 1950. I ricercatori hanno verificato che il rischio di malattie cardiovascolari diminuisce con l’esercizio fisico (non deve superare le 8 ore settimanali), ma aumenta se si pratica troppo sport.

Le donne che fanno sport perdono più peso degli uomini

Un ottimo modo per restare in forma è fare movimento. La dieta da sola, lo abbiamo ripetuto in molte occasioni, non serve: è fondamentale unire a un buon regime alimentare una sana attività sportiva, anche dolce, ma costante. Per le signore ci sono ottime notizie: le donne di mezza età che svolgono regolarmente sport perdono peso più dei coetanei maschi. A sostenerlo è uno studio pubblicato sul Journal of American Medical Association dai ricercatori della Nortwestern University.

Dalle analisi svolte si evince che le signore che sono impegnate durante la settimana in circa 2 ore e 30 minuti di attività intensa o moderata, da quando hanno 20 anni, hanno anche un organismo più reattivo alla perdita di peso una volta arrivate alla mezza età.

Diabete e cancro si potranno curare con l’ormone della fame

Avete sempre fame, mangiate in modo irregolare o, invece, siete precisi come degli orologi: i pasti hanno un’ora e una durata ben stabilita. Ma c’è di più, appena guardate un cibo ingrassate o il vostro metabolismo è così efficiente da essere sempre magrissimi? Dopo anni di ricerche, gli esperti della Università del Texas, Southwestern Medical Center, hanno risolto alcuni dei misteri legati all’ormone adiponectina, un ormone che controlla il metabolismo energetico di lipidi e carboidrati, conosciuto anche come ormone della fame.

L’obiettivo della ricerca era quello di scoprire come questo ormone impedisca la sensibilità all’insulina e possa favorire la sopravvivenza delle cellule. La comprensione di questi meccanismi potrebbe portare allo sviluppo di nuovi trattamenti per il diabete, il cancro, le malattie cardiache, ma anche per tutte quelle patologie strettamente legate(e non solo)  ai problemi di peso.

Dieta prenatalizia, i consigli per arrivare in forma alle feste

È scattato il conto alla rovescia. Manca circa un mese a Natale e sono molte le persone che desiderano perdere un paio di chili per potersi godere i cenoni e i pranzi senza sensi di colpa. Quale strategia utilizzare per arrivare in forma a Natale? Prima di tutto evitare una dieta drastica: dimagrire tanto e velocemente non permette al metabolismo di assestarsi correttamente e il rischio è quello di riprendere i chili con gli interessi.  La soluzione migliore è ridurre un po’ le calorie.

Aumentare di peso in autunno è abbastanza normale, perché cambia l’alimentazione, si tende a fare meno sport e si consumano più alcolici. Ecco quindi che calcolare il proprio fabbisogno calorico e ridurlo di circa 200 calorie al giorno potrebbe essere sufficiente per riprendere la linea in vista del pranzo della Vigilia. Da cosa iniziare? Prima cosa non digiunare, anzi cercate di distribuire la vostra alimentazione su cinque pasti (di cui due puntini).

La dieta giusta per ogni fase della vita

Esiste una dieta per ogni età. Il nostro corpo, infatti, ha bisogno di seguire un regime equilibrato in base ai suoi reali bisogni energetici e di crescita, che sono molto diversi a seconda della fase della vita. Per esempio un ragazzo avrà un metabolismo più veloce rispetto a un adulto e una signora in menopausa dovrà curare maggiormente la salute delle sue ossa. Ecco quindi che diventa fondamentale seguire delle regole alimentari, per mantenersi in salute.

La prima fase è quella dell’infanzia. I bambini, dallo svezzamento in poi, hanno bisogno di seguire una dieta leggera ma ricca di micronutrienti (vitamine, minerali, calcio, zinco, ecc).  E’ importante un buon apporto proteico e quindi è consigliabile il consumo di tacchino, pollo, latte, uova, pesce e di proteine vegetali.  Come per gli adulti, anche i bambini devono bere durante il giorno circa 1 litro d’acqua e non sempre semplice.  L’acqua comunque si trova anche nel cibo, quindi un consumo regolare di frutta, verdura, passati e zuppe di verdure contribuisce a mantenere i necessari livelli.

Carenza di calcio nel sangue, ipocalcemia

Il calcio nel nostro organismo

Circa il 99% del calcio presente nel nostro organismo è depositato nelle ossa e nei denti mentre il restante 1% confluisce nei tessuti molli, nei fluidi cellulari e nel sangue. Come è noto, questo minerale viene utilizzato dall’organismo per lo sviluppo e il mantenimento della struttura ossea ma partecipa anche al processo di coagulazione del sangue, di stimolazione di nervi e muscoli, al funzionamento dell’ormone paratiroideo e al metabolismo della vitamina D.

Carenza di calcio, le cause

Poichè i livelli ematici di calcio dipendono dall’attività congiunta della vitamina D e di due ormoni, paratormone e calcitonina, che a loro volta ne modulano il rilascio nelle ossa, nonchè il suo riassorbimento e la sua espulsione a livello renale, la carenza di calcio (ipocalcemia) può essere dovuta ad una mancanza di vitamina D o ad una concentrazione anomala dei suddetti ormoni e solo relativamente ad un’alimentazione non equilibrata.

Perdere peso con lo sport, le regole fondamentali

Fare sport e perdere peso, a volte può essere davvero molto difficile. Purtroppo per ottenere i risultati sperati la parola d’ordine è “fare fatica”.  Non crediamo quindi a chi ci vende elettrostimolatori miracolosi o integratori alimentari che dovrebbero farci smaltire sette chili in sette giorni. La verità è che perdere peso è stressante e di solito è necessario combinare dieta e attività fisica. Ma in che modo? Esistono dei parametri che vanno rispettati e poi delle regole di buon senso. Insomma, dopo una lezione di spinning non è il caso di tornare a casa e mangiare un tiramisù per compensare la fatica.

Il coenzima Q10 aiuta a regolare il metabolismo

Quante volte vi è capitato di recuperare in pochi giorni i chili persi dopo la dieta, rimanendo vittime del famigerato effetto yo-yo? A volte, la causa di questo meccanismo è da ricercarsi nel metabolismo lento, fenomeno che può essere combattuto grazie al coenzima Q10, una sostanza capace di bruciare naturalmente gli accumuli di grasso.

Il coenzima Q10 è una molecola organica che si trova nel corpo umano, ma che è anche contenuto in diversi cibi, come i cereali, la soia, le noci, la verdura, le uova, la carne e il pesce. Oltre alla proprietà di bruciare l’adipe, il coenzima Q10 è in grado di trasportare energia tra le cellule e, quindi, di modulare il metabolismo; in più è un ottimo antiossidante ed è capace di equilibrare i livelli di colesterolo nel sangue, insomma: il coenzima Q10 è una sostanza importantissima per l’organismo.

Dieta del rientro: no alle pillole ormonali

Proprio qualche giorno fa vi avevamo fornito alcuni consigli per perdere i chili di troppo accumulati durante le vacanze, in quanto, molto spesso, l’estate lascia in eredità un po’ di grasso superfluo. Purtroppo, però, non tutti scelgono di seguire una dieta sana a base di frutta e verdura, ma si affidano o al fai da te o ricorrono alle pillole ormonali per stimolare la tiroide, e quindi, il metabolismo.

L’allarme arriva dal centro di ricerca Cerifos, il quale ha registrato un aumento nel consumo di pillole contenenti ormoni stimolatori della tiroide, proprio con lo scopo di favorire il metabolismo.

Inutile dire che i danni per la salute sono ingenti: si va dalle palpitazioni al nervosismo, alla diarrea, passando per la tachicardia alla sudorazione eccessiva. Ma non è finita qui; con l’assunzione di queste pillole è possibile che aumenti il livello di calcio nel sangue e che, di conseguenza, si incorra nella perdita della massa ossea.

La cefalea, perchè viene dopo mangiato

Contrariamente a quanto si potrebbe credere, la comparsa del mal di testa a fine pasto non indica la presenza di un’allergia alimentare; le allergie alimentari propriamente dette sono infatti riconducibili ad allergeni, ovvero a sostanze contenute negli alimenti, di solito proteine, che provocano una risposta immunitaria specifica anche se ingerite in quantità minime e che possono dare luogo a sintomi di una certa gravità, fino ad arrivare allo shock anafilattico.

La cefalea da fine pasto è invece causata da un’alternanza tra fenomeni di vasodilatazione e vasocostrizione (cioè di dilatazione e restringimento dei vasi sanguigni) che “disturbano” la circolazione intracranica causando dolore talvolta accompagnato da lieve aumento del battito cardiaco, ansia diffusa, calo della pressione arteriosa. Questo fenomeno, che è più corretto definire segno di una ipersensibilità o intolleranza alimentare, è causato dall’azione delle amine bioattive o vasoattive, sostanze prodotte dal metabolismo cellulare di vegetali, batteri e animali, contenute negli alimenti o liberate da questi dopo l’ingestione e durante i processi digestivi.

Diete delle star, un esempio da non seguire

Fatta (in parte) eccezione per Cindy Crawford, che segue sin troppo scrupolosamente la dieta Zona, i nutrizionisti bocciano le diete delle star. Più precisamente, è stata la nutrizionista Ursula Arens, chiamata in causa dal Daily mail, a dare i voti allo stile di vita alimentare di alcune delle donne più belle del mondo, stile del quale ha sottolineato soprattutto limiti e stranezze raccomandando vivamente alle comuni mortali di non seguire l’esempio delle dive.

Infatti, mentre Naomi Campbell si depurerebbe (in questi casi il condizionale è d’obbligo) con un beverone presumibilmente orrendo a base di sciroppo d’acero e peperoncino di Cayenna ed Heidi Klum non farebbe altro che ingurgitare semi di lino, girasole e zucca, Jennifer Aniston, salita agli onori delle cronache praticamente solo dopo il matrimonio naufragato con Brad Pitt, consumerebbe ben 14 porzioni di frutta e verdura al giorno (altro che favorire la motilità intestinale!) solo dopo averle frullate. In apparenza più equilibrata la dieta della Moss (che non rappresenterebbe comunque un buon esempio per nessuno, neanche se seguisse la dieta mediterranea come si faceva cinquant’anni fa): scorpacciate di pollo e pesce, salvo poi ingurgitare litri di acqua gelata per tenere a bada la fame.

Perché si ingrassa d’inverno?

Se tra dicembre e gennaio ti ritrovi ingrassata di 5 chili, significa che con la “scusa” del freddo e di doverti difendere dall’influenza, hai incamerato ben 35 mila calorie inutili! Ecco come evitarlo, con le minestre bruciagrassi. Che il ricorso ad un eccesso calorico per difendersi da freddo, influenza e stanchezza di fine anno non sia una giusta strategia è segnalato in modo preciso dal sovrappeso. Ogni 7 calorie assunte in più, il tessuto adiposo aumenta infatti di un grammo: 5 chili in più alla fine dell’in­verno, corrispondono dunque a un ec­cesso energetico complessivo di 35.000 calorie!

E’ vero: quando si abbassa la tem­peratura, se si trascorrono alcune ore all’aperto coperti, aumenta la dispersione termica. Ma in generale  per le persone che si coprono bene e tra­scorrono poco tempo all’aperto il fabbiso­gno calorico aumenta di poco. La tendenza a una maggiore assunzione di cibo non è pertanto dovuta a un maggiore consumo energetico indotto dal freddo, ma è provocata dalla riduzione di energia psichica dovuta, in questo periodo, oltre che ai malumori e agli stress tipici del clima di festa, alla riduzione della luce naturale. La scarsità di luce tende a favorire l’inat­tività spegnendo le “lampadine” del buon umore, dell’entusiasmo, della mo­tivazione ad agire e a relazionarsi col so­ciale, inducendo il metabolismo a girare più lentamente e quindi a bruciare meno calorie.

Metabolismo basale, come calcolarlo

Come abbiamo già avuto occasione di dirvi, il metabolismo è quell’insieme di reazioni chimiche interne all’organismo attraverso le quali l’organismo stesso ricava e utilizza l’energia necessaria a svolgere tutte le proprie funzioni e soddisfare i bisogni vitali. Più precisamente, con il termine metabolismo basale si fa riferimento alle reazioni che avvengono quando il corpo è in condizioni di assoluto riposo. Questo rappresenta il 60% della spesa energetica giornaliera ed è costituito dalle calorie bruciate dall’organismo per svolgere funzioni fondamentali alla sopravvivenza quali respirazione, mantenimento della temperatura corporea, circolazione sanguigna e così via.

Il calcolo del metabolismo basale, ritenuto importante per la formulazione di una dieta personalizzata che permetta di perdere peso in maniera efficace e duratura, può essere calcolato attraverso apposite formule matematiche in base a parametri quali peso e altezza. Tra le formule più utilizzate abbiamo quella di Harris-Benedict: