Intolleranze alimentari, come riconoscerle

di Redazione

A differenza delle allergie, le intolleranze alimentari non manifestano i propri effetti subito dopo l’assunzione del cibo “incriminato”, ma alcuni giorni dopo che questa è avvenuta. Questo dettaglio ne rende difficile l’individuazione soprattutto perchè la persona che ne è affetta risulta, alle analisi di routine, perfettamente sana.

Quando si giunge a sospettare un’intolleranza alimentare il medico dovrà quindi svolgere esami specifici; fra questi:

  • Test bioelettrico QXCI
  • Test cinesiologico
  • Test citotossico
  • Test del polso
  • Test sublinguale

Vediamoli uno per uno:

Test bioelettrico QXCI

Si tratta di un sistema diagnostico computerizzato che permette di rilevare contemporaneamente 16 parametri elettrici del corpo e valutarne le variazioni inviando l’informazione biofisica relativa a 8000 sostanze differenti precodificate.

Test cinesiologico

Consiste nel misurare la forza muscolare prima e dopo l’azione di un’influenza esterna, in questo caso il cibo, su un organismo. Se la forza muscolare non varia dopo aver posto un pezzetto di cibo sotto la lingua senza masticarlo la persona non è intollerante a quello specifico alimento.

Test citotossico

Il test citotossico si basa sull’osservazione che i globuli bianchi possono risultare danneggiati quando posti in contatto con l’alimento cui la persona è intollerante. Consiste quindi nel mettere a contatto l’alimento in questione con i globuli bianchi vivi della persona ed osservare le reazioni che ciò determina.

Test del polso

Consiste nel rilevare la frequenza cardiaca, che aumenta in seguito all’assunzione di alimenti cui si è intolleranti.

Test sublinguale

Il test sublinguale si svolge in laboratorio; consiste nel porre sotto la lingua estratti solubili dei diversi alimenti che si intende testare per registrare le reazioni della persona nei dieci minuti successivi. Quindi, se non accade nulla, si somministra una concentrazione più bassa seguita da una terza più forte delle precedenti. Se anche in quest’ultimo caso non vi è alcuna reazione si passa ad ulteriori analisi con alimenti diversi.