La dieta contro il jet lag per vacanze più serene

 

Partire e non tornare, magari. Invece dalle vacanze bisogna fare rientro e alle volte quando si sceglie di andare molto lontani è anche difficile adattare il corpo a nuovi ritmi. In linea di massima, ricordiamo che viaggiare verso Est è decisamente peggio che viaggiare verso Ovest, in termini di Jet lag. Da una ricerca giapponese arriva la speranza per sconfiggere questo fastidio: secondo gli studiosi dell’università di Yamaguchi, infatti, i nostri “orologi interni” sono influenzati da ciò che mangiamo.

 

Barry Sears, chi è il padre della dieta a Zona

Una delle diete più famose nel mondo è la dieta a zona; questo regime alimentare dimagrante, pur facendo parte delle diete “storiche” è tra quelli che ha più seguaci in barba alle mode e alla diete del momento. Chissà se il suo ideatore, il biochimico statunitense Barry Sears, aveva immaginato un tale successo!

Dall’aceto un aiuto per tenere sotto controllo la glicemia

 Insieme all’olio, uno dei condimenti più famosi è l’aceto, un prodotto che viene usato fin dall’antichità sia a scopo medicinale che per insaporire i piatti. All’aceto vengono attribuite diverse proprietà benefiche, tra le quali che sia in grado di agire sugli accumuli di grasso, che possegga facoltà antitumorali e che sia utile per tenere sotto controllo la glicemia; in particolare, quest’ultima proprietà è stata protagonista di uno studio scientifico condotto da un gruppo di ricercatori coreani.

Sonnolenza post prandiale, cause e rimedi

 Dopo pranzo capita spesso di essere assaliti dalla cosiddetta sonnolenza post prandiale, comunemente conosciuta come “abbiocco”, della quale molte persone sono afflitte. Se da una parte è normale che l’organismo spenda molte energie con la digestione, in realtà non dovremmo sentire questa sonnolenza che in alcune persone è particolarmente acute. Scopriamo il motivo e come si può porre rimedio.

Pranzo abbondante e cena leggera: ecco il segreto per perdere peso

 Perdere peso non è semplice eppure a volte ci vuole solo un po’ di buon senso e la voglia di correggere alcuni errori alimentari che possono contribuire a far lievitare i chili di troppo. È più facile però seguire per poche settimane una dieta restrittiva e ottenere risultati evidenti ed effimeri, piuttosto che seguire la strada più complicata. Esiste però una nuova tecnica, abbastanza semplice, per smaltire qualche chilo senza mettersi a dieta.

L’olio di ulivo di Java contro il grasso addominale

L‘olio di ulivo di Java, aiuta a ridurre il grasso addominale, tenendo lontano anche il rischio di diabete e di obesità. La buona notizia arriva da una ricerca dell’Università del Missouri, diretta dal professor Jim Perfield e presentata al recente Diabetes, Insulin Resistance and Metabolic Dysfunction Symposium tenutosi a Keystone, nel Colorado.

La frutta secca aiuta a prevenire tumori e diabete

La frutta secca, regina indiscussa delle festività natalizie oramai lontane, è un toccasana per il cuore e per le arterie, ma è anche un’alleata preziosa contro i tumori e il diabete. A sostenerlo, sono un gruppo di ricercatori del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, ma anche uno studio dell’American Association for Cancer Research.

Il team di studiosi americani, infatti, durante la conferenza Experimental Biology 2011 che si è tenuta a Washington D.C., ha dimostrato non solo che i pistacchi sono meno calorici di quanto generalmente si creda, ma sono anche in grado di ridurre il rischio di sviluppare patologie a carico del sistema cardiovascolare, e secondo i ricercatori basterebbe una porzione di pistacchi (43-85 grammi) al giorno.

Niente caffè dopo un pasto al fast food

Per chi segue un’alimentazione sana e per chi è a dieta il cibo dei fast food non è proprio indicato, anzi, sarebbe meglio evitarlo del tutto, però a volte non è possibile: vuoi perché ci vogliono andare i bambini, vuoi perché gli amici insistono per provare l’ultimo panino, a volte ci ritroviamo a pranzare con hot dog e patatine.

Cerchiamo almeno di contenere i danni: basta semplicemente di evitare di prendere il caffè subito dopo; a sostenerlo è uno studio condotto dall’Università di Guelph, in Canada, e pubblicato sul “Journal of Nutrition. Secondo gli esperti infatti, dopo aver mangiato al fast food, i livelli di zuccheri nel sangue sono alti e si rischia di farli alzare ancora di più se si assume a fine pasto del caffè o una bevanda contente della caffeina.

Caffè, dopo un pasto grasso fa salire gli zuccheri

Brutte notizie per chi è solito concludere il pranzo con una bella tazzina di caffè. Dopo un pasto ricco di grassi, infatti, farebbe salire gli zuccheri nel sangue. Lo sostiene una una ricerca condotta dall’Università di Guelph in Canada.

Secondo il team di studiosi, i cibi ricchi di grassi saturi interferiscono con la capacità dell’organismo di neutralizzare gli zuccheri nel sangue, ma la caffeina ne amplificherebbe addirittura l’effetto, con ricadute negative soprattutto per i diabetici.

Dimagrire mangiando cibi a medio e basso indice glicemico (terza settimana)

Nell’ultima settimana di cura fai attenzione all’indice glicemico (IG) degli alimenti, ossia alla velocità con cui un cibo fa aumentare glicemia, insulina e peso. Sono da evitare alimenti con ig elevato quindi:

Zucchero, birra, fecola di patate, farina di riso, patate al forno, patatine fritte, pane bianco, riso cotto, carote cotte, farina bianca, mais, latte di riso, pop corn, rapa cotta.

Cibi con IG medio 3-4 volte la settimana: Riso basmati, cachi, kiwi, muesli (senza zucchero), pasta integrale, riso integrale, cuscus integrale, farro integrale, kamut integrale, piselli in scatola, segale.

Ecco cosa puoi mangiare senza problemi: Fagioli, yogurt, piselli, ceci, ricotta, lenticchie, pomodori, mele pere, prugne e – ogni tanto – un pezzettino di salsiccia!

Dossier Zona: i principi generali

La Dieta Zona del Dott.Barry Sears

La Dieta Zona rappresenta uno dei programmi dietetici più seguiti al mondo. A differenza di altre diete dimagranti altrettanto note, non si basa sul computo delle calorie giornaliere quanto piuttosto sulla modulazione degli ormoni attraverso l’alimentazione; il suo ideatore, il biochimico statunitense Barry Sears, individua infatti nel controllo dei livelli di insulina nel sangue il segreto per mantenersi in forma e vivere a lungo. In particolare, secondo Sears è l’eccesso di secrezione di insulina il motivo per cui si prende peso mentre, al contrario di quanto si crede, sovrappeso e obesità non hanno nulla a che vedere con l’eccessivo introito di grassi.

L’idea è che se si mantengono i livelli di insulina entro un certo limite, la cosiddetta Zona, è possibile non solo dimagrire in maniera efficace e duratura, ma anche prevenire un gran numero di patologie quali diabete, accidenti cardiovascolari e cancro, e migliorare la qualità della propria vita; infatti il controllo dell’insulina attraverso la dieta stabilizza automaticamente il livello degli zuccheri nel sangue e provoca di conseguenza una notevole diminuzione dell’appetito a fronte di un considerevole aumento di energia e concentrazione.

  • Come portare l’insulina nella Zona

Per mantenere i livelli di insulina entro la Zona basta mangiare ad ogni pasto la giusta combinazione di cibi; le calorie infatti si differenziano in base all’impatto ormonale dei diversi nutrienti da cui provengono; proteine, grassi e carboidrati hanno ciascuno un effetto differente sugli ormoni dal quale dipende il nostro stato di salute: i carboidrati stimolano la secrezione di insulina, le proteine quella di glucagone, i grassi modulano la produzione di una classe di ormoni denominati ecosanoidi. Ma in che modo questi ormoni influenzano il funzionamento del nostro organismo?