Gli italiani bevono soprattutto acqua del rubinetto

Cosa bevete a tavola? L’ultima indagine di Aqua Italia, l’associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie, federata ad Anima (Confindustria), ha evidenziato un nuovo trend: a pranzo e a cena, gli italiani nel 46% dei casi bevono soprattutto acqua del rubinetto. Un dato che inverte le tendenze degli ultimi anni che vedevano primeggiare l’acqua in bottiglia.

Questa scalata dell’acqua del rubinetto è iniziata circa 4 anni fa con la diffusione di molti depuratori, che hanno permesso di eliminare le bottiglie, tra l’altro antipatica fonte di pet o di vetro. Certo la segnalazione di diossina nelle acque comunali di una paio di mesi fa non fa stare tranquilli.

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Vitamina E, elisir di lunga vita

La dieta mediterranea ha compiuto il miracolo, allungando le aspettative di vita. Questo almeno quanto risulta dall’ultima indagine Istat. All’interno di questo regime alimentare c’è però un elemento principe: la vitamina E che sembra essere responsabile della salute di molti anziani. A sostenerlo è una ricerca pubblicata sulla rivista Age and Ageing, che rivela come una buona supplementazione di vitamina E possa rendere l’uomo più longevo.

C’è però un limite di età? La E è molto efficace superati i 65 anni, per quelli più giovane non ha, in questo senso, molto valore. Ricordiamo che è una vitamina antiossidante, protegge i lipidi delle membrane cellulari l’LDL (lipoproteine a bassa densità), principale bersaglio dei radicali liberi. Le fonti principali sono oli vegetali spremuti a freddo (come soia, arachidi, mais, olive), nel tuorlo d’uovo, nei semi interi e noci.

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Come mantenere la pelle giovane

La pelle, organo del corpo maggiormente a rischio da aggressioni esterne ed interne all’organismo, rappresenta il nostro primo contatto con gli altri. Avere una pelle sana e luminosa non sempre è un’impresa semplice perché sono numerosi i fattori che possono determinarne irritazioni cutanee, invecchiamento dei tessuti, ecc. Per evitare che la nostra pelle, nel corso degli anni, perda tutta la sua bellezza possiamo seguire alcuni piccoli accorgimenti alimentari e di igiene personale.

Dal punto di vista alimentare, per mantenere la belle giovane è necessario seguire un regime alimentare che includa cibi ricchi di antiossidanti, in grado di contrastare i radicali liberi. I radicali liberi sono, infatti, i maggiori responsabili dell’invecchiamneto cutaneo e della perdita di luminosità della pelle. I cibi che si possono annoverare tra gli alleati della pelle sana e giovane sono numerosi.

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La dieta dell’avena

L’avena è un cereale piuttosto versatile e per questo molto impiegato in diverse preparazioni, non solo alimentari: l’avena è la protagonista indiscussa dei cereali da colazione arricchiti da frutta o cioccolato, è molto usata per preparare i biscotti ai cereali ed è uno degli ingredienti del muesli; inoltre viene utilizzata anche per realizzare creme e cosmetici, grazie  alle sue proprietà emollienti.

L’avena possiede anche altre proprietà benefiche; secondo recenti ricerche scientifiche, questo cereale sarebbe in grado, oltre di aiutare la regolarità dell’intestino, di ridurre il livello di colesterolo e di tenere sotto controllo il peso, insomma: l’avena è utile anche per dimagrire.

Ad sostenere queste virtù dell’avena è uno studio condotto dalla clinica Canadian Center of Functional Medicine, che ha dimostrato come mangiare avena tutti i giorni sia utile per controllare l’appetito e, quindi, per perdere peso; queste virtù sono dovute alla presenza dei beta-glucani, delle speciali fibre in grado di ridurre il livello di colesterolo e di migliorare le funzioni dell’intestino, oltre, naturalmente, al basso indice glicemico che possiede l’avena.

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L’alimentazione più sana se la spesa si paga in contanti

L’alimentazione sana non dipende dall’educazione, dal tempo che si spende in cucina, dai gusti e neanche dalle necessità dietetiche, dipende dalla carta di credito.  Uno studio della Cornell University di New York ha verificato che chi paga con soldi contanti sta più attento agli acquisti, evitando dolciumi, patatine e bibite zuccherate, mentre chi utilizza la carta di credito si concede qualsiasi tipo di stravizio.

Per giungere a questa tesi, un gruppo di ricercatori americani ha osservato per circa 6 mesi i comportamenti legati allo shopping di circa un migliaio di persone e hanno trovato un collegamento tra carta di credito e junk food.

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Selenio: la sua importanza nella dieta

Oggi parleremo di un minerale molto importante per la salute dell’organismo, ossia il selenio, un oligoelemento che, oltre a mantenerci in buona salute, può aiutarci a perdere peso, soprattutto se assunto sotto forma di integratore.

Il selenio è un oligoelemento che contiene enzimi antiossidanti, cioè quelli che proteggono le cellule dall’azione dei radicali liberi, i principali responsabili dell’invecchiamento precoce; ma non solo: il selenio è utile anche per rafforzare il sistema immunitario, per stimolare il metabolismo e proteggere dall’azione dannosa dei raggi ultravioletti e, come dicevamo, all’inizio, è utilissimo per dimagrire più velocemente.

Gli alimenti che contengono più selenio sono i cereali integrali e la farina derivata, le ostriche e le noci, e la dose consigliata di selenio è di 200 mcg al giorno. Questo minerale può essere assunto anche sotto forma di integratore alimentare; in questo caso è indicato soprattutto per chi tende al sovrappeso, anche per chi soffre di ipotiroidismo, in quanto il selenio aiuta l’organismo a far lavorare bene la tiroide assimilando lo iodio.  

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Fragole e mirtilli combattono l’ipertensione

Non è stagione per una bella macedonia di frutta, ma per i golosi, che non rinunciano alle primizie o semplicemente amano i succhi, c’è una notizia interessante: fragole e mirtilli combatto l’ipertensione. A sostenerlo è uno studio che, realizzato dall’Università dell’East Anglia e di Harvard e pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, ha evidenziato come il consumo di almeno una porzione alla settimana di questi frutti sia relazionabile alla diminuzione fino al 10% di sviluppare ipertensione arteriosa.

Non è la prima volta che parliamo di alimenti che fanno bene alla salute e dovremmo ormai sapere che i flavonoidi, contenuti in diversi vegetali e negli alimenti da essi derivati (dalla frutta fresca al e al vino rosso), e le antocianine, tipiche di fragole e mirtilli, sono devi elisir di benessere.

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Una colazione abbondante non aiuta a perdere peso

Una colazione ricca e abbondante per tagliare la fame e mangiare meno a pranzo. È un mito da sfatare. Abbuffarsi le prime ora del mattino non serve a ridurre l’apporto calorico dei pasti successivi. Lo sostiene una ricerca tedesca dell’università di Monaco che ha chiesto ha 380 volontari (280 obesi e 100 normopeso) di tenere un diario dei pasti per due settimane. Il risultato? Gli studiosi hanno potuto notare che coloro che eccedevano a colazione non aveva ridotto le calorie durante il giorno e, quindi, non erano riusciti a dimagrire.

Insomma, un famoso luogo comune è stato completamente smontato. Questo non vuol dire che non occorra fare colazione, piuttosto è bene fare attenzione alle calorie, per non accumularne troppe nell’arco della giornata.

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Chili di troppo e diabete? Con una pinta di birra al giorno si sta meglio

Chi lo avrebbe mai detto, che il consiglio del 2011 in campo alimentare fosse quello di concedersi una pinta di birra al giorno? Di solito esperti nutrizioni e dietologi sono tutti d’accordo: l’alcol fa male e bisogna assumerlo in piccole dose. Questa volta però un gruppo di studiosi dell’Università di Barcellona ha scoperto che per perdere peso, contrastare il diabete e tenere bassa la pressione bisogna stappare una “bionda”.

In molte occasioni abbiamo parlato delle proprietà salutari della birra, ma nonostante sia una drink dissetante, si è sempre ritenuta una bibita ingrassante. Ora, però qualcosa è cambiato, perché gli esperti sostengono esattamente l’opposto, novità interessante per tutti coloro che apprezzano.

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Alimentazione contro ansia e depressione

I Disturbi del Tono dell’Umore, ansia e depressione, hanno registrato un forte incremento negli ultimi anni. La depressione e l’ansia sono patologie che determinano, in chi ne è colpito, una compromissione generale della vita personale, sociale e lavorativa, sono sempre di più le donne che si rivolgono a specialisti per trovare un rimedio o per indagarne i motivi. 

Nel corso degli anni, numerosi studi hanno tentato di fornire delle risposte che potessero spiegare il perché l’essere umano soffre di “disturbi della psiche”. L’ultimo studio, condotto su questi disagi, ha portato alla luce una stretta correlazione tra alimentazione e disturbi dell’umore. A condurre lo studio longitudinale sono stati dei ricercatori dell’Università di Melbourn che hanno evidenziato lo stretto rapporto tra consumo di grassi e disturbi depressivi, ansiosi e malattie cardiache.

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Gli infusi contro l’influenza

In questi giorni è stato registrato un picco di influenze in molte regioni italiane a causa degli sbalzi di temperatura; qualche tempo avevamo trattato il tema dei cibi utili per contrastare i mali di stagione oggi, invece, vediamo quali sono gli infusi utili per prevenire o combattere l’influenza e i sintomi da raffreddamento.

Infuso di rosa canina

Se ancora non siete stati colpiti dall’influenza la prima cosa da fare è rafforzare le difese immunitarie; a questo scopo vi potrà essere d’aiuto un infuso a base di rosa canina i cui frutti contengono molta vitamina C. La rosa canina è da sempre molto utilizzata per aiutare l’organismo a depurarsi e a difendersi dalle infezioni.

Per preparare l’infuso di rosa canina fate così: mettete un cucchiaino di frutti lavati e sminuzzati in una tazza d’acqua bollente e lasciate riposare per circa 10 o 15 minuti; dopodiché filtrate e addolcite con lo zucchero di canna o con il miele. Oltre ai frutti da tritare, si possono acquistare anche le bustine-filtro già pronte per un utilizzo più immediato.

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Disturbi alimentari, la tv è nemica della linea

In quasi tutte le case c’è una televisione vicino a un tavolo da pranzo e puntualmente durante i pasti catalizza l’attenzione dei commensali, favorendo l’insorgere di disturbi alimentari. La cosa più tipica è cenare, guardando il telegiornale. È un grave errore, per l’effetto ipnotico della tv che spinge ad avere abitudini alimentari sbagliate: c’è chi, preso dal suo programma preferito, mangia troppo o chi, invece, troppo poco.

Secondo i dati dell’ dell’Osservatorio ADI – Nestlé, il 33% delle persone che consuma i pasti davanti al piccolo schermo è obeso, mentre il 27% è sottopeso, mentre il 30% è in sovrappeso. Le percentuali sono state raccolte su un campione molto vasto, 13 mila persone, durante uno studio per verificare le abitudini alimentari del Paese.

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Piatto unico light

Molti di noi sono sempre in cerca di qualche idea che ci permetta di gustare dei buoni piatti senza esagerare con le calorie. Trovare ricette originali e/o ricette light non sempre è facile, per questo motivo oggi vorremmo presentarvi un piatto unico light molto appetitoso: uova in camicia con zucca arrosto. Questo piatto unico fornisce un apporto calorico di sole 95 calorie.

Ingredienti uova in camicia con zucca per 4 persone

  • 4 uova;
  • 300 grammi di zucca;
  • rosmarino;
  • foglie di salvia;
  • 2 cipolle rosse di grandezza media;
  • 50 grammi di pane (meglio se è pane integrale);
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
  • aceto, sale e pepe.

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Strategie di marketing per perdere peso

Ci vuole una nuova disciplina: educazione alimentare. È questa la grande sfida dei Paesi industrializzati che, dopo anni di catene di fast food, cibo in scatola e già pronto, desiderano porre rimedio ai disturbi alimentari e cambiare il comportamento a tavola delle nuove generazioni, attualmente volto solo a incrementare i tassi di obesità e le malattie cardiache. Ma come fare? Qualcuno ha scelto la terapia d’urto.

Durante la conferenza annuale della School Nutrition Association sono stati mostrati i risultati di sei tecniche sperimentali: c’è chi ha collocato nelle scuole distributori che contenessero “cibi spazzatura“, favorendo al contrario quelli con frutta fresca o chi ha previsto pasti, nelle mense scolastiche, sani con porzioni equilibrate. Le cavie stavolta non sono simpatici animaletti, ma 11mila studenti.

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Qual è il peso ideale?

In questi giorni, in Israele, si è svolta una competizione di bellezza che ha visto tra le sue partecipanti le taglie forti. Le partecipanti infatti, rigorosamente sopra i 90 Kg, hanno gareggiato per conquistare il titolo di Miss Israele 2011. I concorsi rivolti a donne in sovrappeso non sono più una novità, anche nel nostro paese si organizzano numerosi concorsi di bellezza per le donne con qualche chilo di troppo.

Ma quando parliamo di chili di troppo quali sono i nostri canoni di riferimento? Nel corso degli anni abbiamo assistito ad una tendenza a raggiungere obiettivi di magrezza sempre più inquietanti, sembra infatti che l’obiettivo peso abbia spostato l’ago della bilancia sempre di a sinistra. Ci sono donne normopeso che aspirano a corpi sempre più magri o donne sottopeso che sono terrorizzate all’idea di prendere qualche chilo e che mettono in atto (nei casi più gravi) condotte alimentari o comportamentali volte a evitare di prendere peso (Anoressia e Bulimia). 

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Effetto yo-yo: la colpa è degli ormoni

Quante volte parlando di dieta avete sentito parlare del cosiddetto effetto yo-yo? L’effetto yo-yo si verifica quando, dopo aver seguito una dieta dimagrante si ritorna al peso di partenza o addirittura si acquistano più chili di quelli persi.

Fino ad oggi, l’effetto yo-yo veniva attribuito soprattutto alla scarsa costanza nel seguire il mantenimento dopo una dieta dimagrante, ossia finito il periodo di dieta si ritornava a mangiare senza controllo: pare, però che non sia proprio così, almeno alla luce di una ricerca condotta dall’University Hospital Complex di Santiago del Cile e pubblicata sulla rivista scientifica “Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism”.

Secondo lo studio, infatti, la colpa dell’effetto yo-yo sarebbe da attribuire a due ormoni legati all’appetito, la leptina e la grelina, i cui livelli nell’organismo determinerebbero se restare magri o riprendere i chili persi. Chi ha i livelli di leptina alti, mentre bassi quelli di grelina, pare che sia destinato a riprendere i chili persi, a prescindere dai risultati della dieta.

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Cibo più sicuro, l’etichetta “salva made in Italy” è legge

Lo scandalo diossina prima nell’acqua e poi nella carne di maiale e infine anche nelle uova, sta facendo discutere e riflettere.  In campo alimentare, purtroppo, le misure di sicurezza non sono mai troppe. L’Italia ha reso obbligatoria l’etichetta di provenienza sui cibi, per garantire l’origine, ma anche la qualità del prodotto. Un passo decisivo che sarà sicuramente di esempio all’Europa.

Secondo i dati del rapporto Coldiretti-Eurispes, circa un terzo della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati, per un valore di 51 miliardi di euro di fatturato, deriva da materie prime importate, trasformate e vendute con il marchio Made in Italy, nonostante provenissero da qualsiasi zona del pianeta.

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Cucinare per combattere lo stress

Molti studiosi hanno messo in evidenza che alcune attività sono in grado di abbassare i livelli di stress nelle persone, tra queste attività ritroviamo il praticare sport, dedicarsi al “fai da te” e il cucinare. Secondo il biofisico tedesco Stephan Klein, cucinare è tra le attività in grado di fornire benessere al nostro cervello. Com’è possibile che stare tra i fornelli possa aiutare a incrementare il benessere psicologico della persona?

Le ragioni possono essere tante, proviamo ad analizzarne alcune. In primo luogo,  siamo sempre più occupati e ci ritroviamo spesso a svolgere più cose contemporaneamente e dedicarsi alla cucina permette alla persona di ritagliarsi un pò di tempo per una singola attività. Il dire “basta” può passare anche dall’impegno e dalla concentrazione che una singola attività richiede.

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