Ricette light: l’insalata di pesce

Inserire il pesce nella nostra dieta è molto importante oltre che salutare: la qualità dei grassi e delle proteine contenuti nel pesce è maggiore rispetto a quella delle stesse sostanze contenute nella carne; a ciò è da aggiungere il fatto che, il pesce fornisce meno colesterolo rispetto alla carne. Come dimenticare, poi, i benefici che gli acidi grassi omega 3 forniscono alla vista e alla salute cardiovascolare?

Ecco, quindi, che appare evidente come il pesce sia fondamentale in una corretta alimentazione, tanto che gli esperti ne consigliano il consumo almeno due o tre volte alla settimana. I modi per preparare il pesce sono molti, e quindi, pur consumandolo spesso, non si corre certo il rischio di ripetere gli stessi piatti.

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Perdere peso con lo sport, le regole fondamentali

Fare sport e perdere peso, a volte può essere davvero molto difficile. Purtroppo per ottenere i risultati sperati la parola d’ordine è “fare fatica”.  Non crediamo quindi a chi ci vende elettrostimolatori miracolosi o integratori alimentari che dovrebbero farci smaltire sette chili in sette giorni. La verità è che perdere peso è stressante e di solito è necessario combinare dieta e attività fisica. Ma in che modo? Esistono dei parametri che vanno rispettati e poi delle regole di buon senso. Insomma, dopo una lezione di spinning non è il caso di tornare a casa e mangiare un tiramisù per compensare la fatica.

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Il favismo

Cos’è il favismo

Il favismo è una malattia genetica ereditaria causata dal deficit dell’enzima G6PD (Glucosio-6-fosfato deidrogenasi), presente nei globuli rossi. La carenza dell’enzima scatena una crisi emolitica (causa cioè la distruzione dei globuli rossi) in seguito all’ingestione di fave fresche o secche, crude o cotte ma anche di altri vegetali, quali piselli e Verbena hydrata e di alcuni farmaci come sulfamidici, salicilati, chinidina, blu di metilene, menadione ecc. In particolare è la divicina, sostanza tossica contenuta nelle fave a scatenare la crisi inducendo sintomi, come vedremo meglio in seguito, quali anemia con ittero, debolezza, nausea, vomito, urine di colore rossastro.

Favismo, le cause

Come abbiamo visto a causare la malattia è una carenza dell’enzima G6PD associata ad un’anomalia cromosomica: la malattia si trasmette attraverso il cromosoma sessuale X e ad esserne colpiti sono più i maschi che le femmine, portatrici dell’anomalia cromosomica, che manifestano solo forme lievi del disturbo.

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Il latte aiuta a dimagrire

Sul latte ci sono da sempre opinioni contrastanti: c’è chi dice che fa male e chi invece sostiene l’opposto, senza contare coloro che non possono berlo a causa delle intolleranze, e chi non lo beve per scelta, in quanto derivato animale, come ad esempio i vegetariani e i vegani.

A parte le varie convinzioni, un recente studio sembra dare ragione a tutti coloro che sostengono che il latte fa bene e non fa ingrassare, anzi; secondo una ricerca condotta dall’Università Ben-Gurion di Negev in Israele e pubblicata American Journal of Clinical Nutrition, bere latte con regolarità favorirebbe la perdita di peso.

La ricerca in questione, coordinata dal dottor Danit Shahar, è durata per circa due anni, durante i quali è stata analizzato il peso degli adulti coinvolti nello studio, sia di quelli che bevevano latte regolarmente che di quelli che non lo consumavano.

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L’alimentazione giusta contro la cistite

La cistite semplice è un’infezione delle vie urinarie, della vescica più precisamente, solitamente di natura batterica. Si manifesta con la necessità frequente e impellente di fare la pipì, accompagnata dalla sgradevole sensazione di avere sempre la vescica piena e da bruciore durante la minzione.

Come accennato, fra le cause che ne determinano l’insorgenza troviamo batteri vaginali o intestinali (come l’Escherichia coli) la cui azione patogena può risultare favorita dall’uso frequente di antibiotici, dallo stress e dall’abuso di alimenti irritanti. D’altra parte è stato stabilito che lo stile di vita alimentare incide non solo sull’insorgenza del problema ma anche sul suo andamento e che seguire una dieta corretta può essere utile sia a mitigarnee i fastidi che a prevenire eventuali recidive.

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Dieci consigli contro il colesterolo

In genere si pensa al colesterolo come ad una sostanza nociva per la salute, anche se, in realtà, svolge funzioni importanti per l’organismo; perché, allora, viene definito così dannoso?

Il colesterolo è costituito da molecole insolubili in acqua che circolano nel sangue trasportate da due tipi di proteine: quelle indicate con la sigla Ldl, ovvero low density lipoprotein e quelle note come Htl, cioè high density lipoprotein. Le lipoproteine indicate con la sigla Ldl sono quelle considerate “cattive” perché aiutano il grasso a depositarsi nelle pareti delle arterie, mentre le Hdl sono quelle “buone” perché rimuovono il grasso e lo trasportano dal sangue al fegato.

Per stabilire i valori del colesterolo bisogna fare le analisi del sangue, le uniche in grado di fornire un quadro completo della presenza di questa sostanza nel sangue; per essere ottimali, i valori devono indicare un colesterolo totale pari o inferiore a 200 mg/ml, quello “cattivo” deve essere al di sotto dei 150 mg/ml e quello “buono”, superiore ai 50 mg/ml.

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Erbe ad azione diuretica

Con il termine diuresi si indica la capacità dell’organismo di eliminare le sostanze di scarto attraverso l’urina. Se la diuresi non avviene in maniera “corretta”, nel senso che risulta rallentata o diminuita, ad esempio perchè si stanno assumendo farmaci che inducono questo effetto, come i cortisonici, possono insorgere diversi disturbi quali ritenzione idrica e ipertensione.

Più in generale, una buona diuresi, aiuta a mantenere “pulito” l’organismo ed è un valido ausilio nella lotta contro gonfiori e contro quelli che vengono comunemente definiti gli “odiosi inestetismi della cellulite“. Fatte salve le condizioni di salute che richiedono l’impiego di farmaci diuretici sotto controllo medico (delle quali non ci occupiamo) esistono molte sostanze naturali che grazie alla loro azione diuretica possono aiutarci a ritrovare leggerezza e benessere.

Esse sono contenute non solo negli alimenti ma anche in particolari erbe medicinali rinvenibili in erboristeria sotto forma di tisane, gocce, capsule e tinture madri. Vediamone un breve elenco:

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Gli alimenti diuretici

Molte persone sperano di ottenere un dimagrimento facile e veloce attraverso il ricorso ai diuretici, ovvero quelle sostanze in grado di aumentare la produzione e l’espulsione di urina. Tuttavia, l’uso di farmaci o di prodotti dimagranti ad azione diuretica rischia di rivelarsi una cattiva idea e dare luogo, anche in persone perfettamente sane, ad una serie di disturbi che possono andare dalla disidratazione ai crampi fino ad arrivare al collasso cardiaco, soprattutto se l’assunzione di questo tipo di prodotto si accompagna all’esercizio fisico intenso.

Quindi, a meno che non ce li abbia prescitti il medico, meglio rivolgersi a rimedi più innocui come il buon cibo o le erbe (anche qui però usate molta prudenza); alcuni alimenti e bevande hanno infatti azione diuretica grazie al loro contenuto elevato di acqua o di particolari vitamine e sali minerali quali potassio, vitamina C, vitamina B6. Sappiate però che il calo ponderale registrato in seguito al loro consumo massiccio è dovuto alla perdita di liquidi e non di grasso quindi si tratta di un dimagrimento più apparente che reale.

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Il coenzima Q10 aiuta a regolare il metabolismo

Quante volte vi è capitato di recuperare in pochi giorni i chili persi dopo la dieta, rimanendo vittime del famigerato effetto yo-yo? A volte, la causa di questo meccanismo è da ricercarsi nel metabolismo lento, fenomeno che può essere combattuto grazie al coenzima Q10, una sostanza capace di bruciare naturalmente gli accumuli di grasso.

Il coenzima Q10 è una molecola organica che si trova nel corpo umano, ma che è anche contenuto in diversi cibi, come i cereali, la soia, le noci, la verdura, le uova, la carne e il pesce. Oltre alla proprietà di bruciare l’adipe, il coenzima Q10 è in grado di trasportare energia tra le cellule e, quindi, di modulare il metabolismo; in più è un ottimo antiossidante ed è capace di equilibrare i livelli di colesterolo nel sangue, insomma: il coenzima Q10 è una sostanza importantissima per l’organismo.

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Caffè per prevenire la gotta

Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Boston University School of Medicine, coordinati dal dr. Hyon K. Choi, bere grandi quantità di caffè nel corso della vita, dimezza, per le donne, la possibilità di contrarre la gotta dopo la menopausa.

I ricercatori non hanno ancora stabilito quale sia il principio attivo contenuto nel caffè in grado di scongiurare l’insorgenza della malattia, che colpisce in realtà soprattutto gli uomini, ma escludono che possa trattarsi della caffeina dal momento che essa è contenuta anche in altre bevande (come il tè) le quali non si sono però dimostrate in grado di sortire il medesimo risultato.

Questo dunque il consiglio del dottor Choi

In particolare il rischio di gotta diminuisce del 22% se l’intake medio durante la vita è stato di 1-3 tazze di caffè al giorno, ma del 57% se l’intake medio durante la vita è stato di più di 4 tazze di caffè al giorno. Se siete forti bevitrici di caffè e nella vostra famiglia ci sono casi di gotta, io non smetterei.

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L’alimentazione anti colesterolo

Secondo dei dati recenti, sei italiani su dieci hanno il livello del colesterolo superiore alla norma, fattore che espone al rischio di ictus e infarti; erroneamente, il colesterolo alto viene spesso sottovalutato, eppure per tenerlo sotto controllo, basterebbe adottare una dieta sana ed equilibrata che, oltre a mantenere stabili i livelli di colesterolo, aiuterebbe anche a dimagrire e a scolpire la silhouette.

Le principali fonti di colesterolo sono gli alimenti e la produzione interna dell’organismo: in percentuale, il colesterolo introdotto con la dieta è pari a circa il 20% del totale, e il restante 80% viene prodotto dal fegato; in linea di massima, il colesterolo introdotto con la dieta non dovrebbe superare i 300 mg. al giorno.

Un’alimentazione equilibrata permette di aumentare il livello di colesterolo “buono”, in grado, cioè di eliminare quello “cattivo”, e di ridurre, quindi, il rischio di problemi cardiovascolari. Ovviamente, anche lo sport ha la sua importanza nel contribuire ad abbassare il livello del colesterolo nel sangue; come abbiamo più volte ripetuto nel corso dei nostri post qui su Dietaland, per attività sportiva non si intendono sfiancanti ore di esercizi in palestra: vanno bene anche 40 minuti di camminata veloce per due o tre volte la settimana.

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Mood Foods, ovvero i cibi adatti all’umore

Ormai l’autunno è alle porte e con esso anche i classici disturbi dovuti al cambio di stagione, ovvero stanchezza e irritabilità; per fortuna, anche in questo caso, un importante aiuto ci arriva dall’alimentazione che, grazie ad alcuni cibi, contribuisce a farci stare meglio. Se la mattina vi svegliate tristi e depresse, vi saranno utili i cosiddetti Mood Foods, dei cibi che, grazie alle loro caratteristiche nutritive, aiutano a superare i momenti no e di stanchezza.

Proprio come dice il nome, ad ogni mood, ovvero ad ogni umore, corrispondono dei cibi più indicati di altri per contrastare quella particolare sensazione; vediamone alcune. Per combattere la stanchezza via libera ai carboidrati, che producono energia, al ferro che la mantiene al lungo, alle fibre, in grado di saziare a lungo, alla verdura per fare il pieno di vitamine e sali minerali e al magnesio che regala vitalità.

Se vi sentite giù di corda, tristi e depresse, accogliete nei vostri menù gli omega 3 contenuti nei pesci come salmone e tonno, e nei crostacei, magari abbinandoli al cioccolato, alle noci, ai legumi, ai cereali, alle banane, al pollo e all’ananas, alimenti in gradi di stimolare la produzione della serotonina, il cosiddetto “ormone del buonumore”.

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Combattere l’insonnia con i preparati omeopatici

Al contrario di quanto si crede comunemente, l’insonnia è un disturbo piuttosto diffuso; si stima infatti che il 14% della popolazione ne sia affetto e che questa percentuale si attesti al 33% superati i 60 anni di età, soprattutto fra le donne. Le conseguenze di un riposo notturno carente o estremamente disturbato, soprattutto se il problema permane per lungo tempo, si rendono evidenti durante il giorno causando disagi quali emicranie ricorrenti, difficoltà di concentrazione e attenzione, disturbi della memoria, irritabilità.

Non ci vuole molto a comprendere come tutto questo incida negativamente sul rendimento fisico ed intellettuale di chi  soffre di insonnia con ricadute deleterie sulla vita lavorativa, familiare e sociale. Abbiamo già visto come, per ridimensionare il problema, sia utile adottare tutta una serie di accorgimenti atti a modificare alcune abitudini di vita e alimentari che possono favorire, se non l’insorgenza, il mantenimento del problema e/o un suo inasprimento; oggi vedremo invece quali rimedi omeopatici possono essere utili a garantirsi un buon sonno:

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La creatina, cos’è, a cosa serve

Cos’è la creatina?

La creatina, o metil guanidinacetato, è un amminoacido presente nel nostro organismo, prevalentemente nei muscoli. Parte di essa viene sintetizzata da fegato, reni e pancreas a partire da arginina, metionina e glicina, parte invece viene assunta attraverso la dieta ( la creatina è contenuta in alimenti quali carni e pesci).

A cosa serve la creatina?

Le funzioni principali della creatina sono quelle di aumentare la forza, il recupero e la massa muscolare, per questo motivo gli integratori a base di creatina sono molto utilizzati da chi pratica sport che richiedono un grande sforzo muscolare.

Come si assume la creatina?

La creatina è contenuta in grandi quantità nella carne e nel pesce, mentre la sua presenza è modesta negli alimenti vegetali; viene inoltre commercializzata sotto diverse forme:

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L’olio d’oliva combatte l’osteoporosi

Nelle pagine di Dietaland vi abbiamo spesso illustrato le proprietà benefiche dell’olio d’oliva, il condimento principe della dieta mediterranea; uno degli ultimi post sulle sue virtù, riguardava quella di essere in grado di combattere la sindrome metabolica. Ora, una recente scoperta condotta dall’Università di Cordoba, guidata dal dottor Santiago-Mora e pubblicata su “Osteoporosis International”, rivela che l’olio d’oliva sarebbe utile anche per contrastare l’osteoporosi.

Innanzi tutto spieghiamo in cosa consiste questa patologia; l’osteoporosi è la perdita della densità ossea che causa una maggiore fragilità delle ossa e che colpisce principalmente le donne, soprattutto quelle in età avanzata o nel periodo post menopausa. La dieta è un fattore fondamentale nella prevenzione dell’osteoporosi, ovviamente se è sana ed equilibrata come quella mediterranea, un regime alimentare nel quale i condimenti  a base di olio d’oliva ne costituiscono il principio.

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Il tè in bottiglia è meno sano di quello naturale

Sicuramente tutti avrete bevuto il classico tè freddo in bottiglia: una bevanda buona e rinfrescante, da gustare soprattutto durante gli assolati pomeriggi d’estate.

Se fino ad adesso al tè in bottiglia veniva imputata la sola colpa di contenere zuccheri, una ricerca condotta dalla società biotecnologica “WallGen” ha evidenziato il fatto che il tè in bottiglia non sarebbe sano quanto quello naturale, in quanto non conterrebbe tutti i polifenoli, ovvero le sostanze antiossidanti che in genere sono pubblicizzate in associazioni a questi prodotti. I risultati di questa ricerca sono stati presentati al convegno nazionale dell’American Chemical Society di Boston.

Il punto di forza di queste bevande è la loro capacità di essere molto attraenti per i consumatori, grazie al gusto più dolce rispetto alla semplice infusione del tè.

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La dieta iperproteica aumenta il rischio di osteoporosi

Secondo uno studio della statunitense Pardue University, pubblicato sul Journal of Gerontology: Medical Sciences, seguire una dieta ipercalorica iperproteica in menopausa aumenta il rischio di osteoporosi. I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo aver analizzato i dati relativi a due studi: il primo vedeva coinvolte 28 donne in postmenopausa di età compresa tra i 43 e gli 80 anni, quindici delle quali dovevano seguire una dieta senza carne nella quale le uniche fonti di proteine erano legumi, latticini e uova che rappresentavano il 18 per cento dell’introito calorico.

Le restanti 13 partecipanti seguivano invece una dieta composta al 30% da proteine, il 40% delle quali proveniva da carne di maiale magra e il 60% da legumi, latticini e uova. Al temine delle 12 settimane di sperimentazione tutte le partecipanti, di entrambi i gruppi, erano dimagrite in media di 8 chili e mezzo, ma quelle che avevano seguito un regime alimentare maggiormente proteico mostravano una demineralizzazione ossea.

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Il pomodoro aiuta a prevenire il tumore alla prostata

Le proprietà benefiche del pomodoro sono da tempo indiscusse, e ora se ne aggiunge un’altra, ovvero quella di essere un ottimo alleato nella prevenzione del tumore alla prostata, soprattutto se consumato cotto, intero e compreso di buccia e semi.

Questo risultato è emerso nel corso di uno studio italiano condotto dal Centro Scienze dell’Invecchiamento dell’Università di Chieti in collaborazione con l’ateneo Federico II di Napoli, pubblicato sulla rivista Cancer Prevention Research.

Ecco cos’ha dichiarato la dottoressa Manuela Iezzi, a proposito dell’uso del pomodoro nella prevenzione del tumore alla prostata:

Abbiamo appurato che una dieta arricchita con pomodoro intero, specie se cotto e con la buccia, come accade nelle più tipiche preparazioni della cucina mediterranea, riduce lo sviluppo dei tumori della prostata e i fattori infiammatori coinvolti nel processo tumorale. Molto più di quanto può accadere assumendo un solo componente, come il licopene.

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