Il favismo

di Silvana Commenta

Cos’è il favismo

Il favismo è una malattia genetica ereditaria causata dal deficit dell’enzima G6PD (Glucosio-6-fosfato deidrogenasi), presente nei globuli rossi. La carenza dell’enzima scatena una crisi emolitica (causa cioè la distruzione dei globuli rossi) in seguito all’ingestione di fave fresche o secche, crude o cotte ma anche di altri vegetali, quali piselli e Verbena hydrata e di alcuni farmaci come sulfamidici, salicilati, chinidina, blu di metilene, menadione ecc. In particolare è la divicina, sostanza tossica contenuta nelle fave a scatenare la crisi inducendo sintomi, come vedremo meglio in seguito, quali anemia con ittero, debolezza, nausea, vomito, urine di colore rossastro.

Favismo, le cause

Come abbiamo visto a causare la malattia è una carenza dell’enzima G6PD associata ad un’anomalia cromosomica: la malattia si trasmette attraverso il cromosoma sessuale X e ad esserne colpiti sono più i maschi che le femmine, portatrici dell’anomalia cromosomica, che manifestano solo forme lievi del disturbo.

I sintomi del favismo

  • Febbre improvvisa con ittero della cute e delle mucose
  • Urine di colore giallo-arancione
  • Debolezza, pallore
  • Respiro affannoso
  • Polso debole.

Favismo, la diagnosi

La diagnosi di favismo viene effettuata attraverso il test del favismo e le analisi del sangue, finalizzati alla ricerca dell’enzima G6PD nei globuli rossi.

Favismo, come si cura

In caso di crisi acuta di favismo in seguito all’ingestione di cibi o farmaci “incriminati” può rendersi necessario intervenire con una trasfusione di sangue. I fabici possono comunque condurre un’esistenza del tutto normale evitando di ingerire fave e tutti gli altri vegetali e i farmaci “vietati”.

Favismo, diffusione

Il favismo è una patologia diffusa soprattutto in Asia, Africa e nei paesi del bacino mediterraneo dove la sua diffusione arriva a toccare punte del 25%.

Se siete affetti da favismo o se lo è un vostro familiare, vi rimandiamo, per ottenere maggiori informazioni e sostegno, al sito dell’Associazione Italiana Favismo.

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