Semi di psillio per combattere la stipsi

Chi soffre di stipsi sa bene quanto è fastidioso questo disturbo e quanto può essere difficile contrastarlo; se nonostante un’alimentazione ricca di fibre e il ricorso a diversi tipi di lassativi, la stitichezza non accenna migliorare, provate ad usare i semi di psillio.

Lo psillio, botanicamente noto con il nome di Plantago ovata, è una pianta erbacea i cui semi vengono usati da sempre come lassativo naturale, in quanto contengono al loro interno una mucillagine che a contatto con l’acqua, in questo caso dello stomaco, aumenta il suo volume e stimola le attività intestinali. I semi di psillio aumentano il volume del contenuto intestinale, ma non favoriscono la fermentazione; proprio per queste sue caratteristiche, lo psillio è ideale per combattere la stipsi, oltre ad avere un ottimo effetto antinfiammatorio sulle mucose dell’intestino e a lenire i disturbi causati dal colon irritabile.

I benefici dello psillio non si esauriscono solo con il miglioramento dell’attività intestinale, infatti le mucillagini dei semi di psillio contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo, riducendo l’assorbimento intestinale dei grassi e degli zuccheri.

Le proprietà dimagranti del mate

Forse vi sarà capitato di vedere in qualche foto gli indios argentini mentre bevevano, con l’ausilio di una cannuccia, un liquido da una zucca vuota; bene stavano bevendo il mate, un tè energetico realizzato con le foglie di Llex paraguariensis.

La tradizione di bere mate non si è fermata agli indios ma si è tramandata fino ai giorni nostri, anzi: il mate è una delle bevande più consumate nei paesi ispano americani, ed oltre ad essere buona ed energetica, fa anche bene all’organismo e aiuta ad attivare il metabolismo.

Il tè mate si caratterizza per le proprietà antiossidanti e dimagranti. Il mate contiene sostanze attive utili nel processo di dimagrimento come l’acido clorogenico, che è un ottimo antiossidante, la teofillina e la teobromina che attivano la capacità del corpo di bruciare i grassi; inoltre, la caffeina contenuta nel mate è utile per attivare l’azione di alcuni enzimi che riescono a scindere i grassi e a renderli di pronto utilizzo.

Erbe ad azione diuretica

Con il termine diuresi si indica la capacità dell’organismo di eliminare le sostanze di scarto attraverso l’urina. Se la diuresi non avviene in maniera “corretta”, nel senso che risulta rallentata o diminuita, ad esempio perchè si stanno assumendo farmaci che inducono questo effetto, come i cortisonici, possono insorgere diversi disturbi quali ritenzione idrica e ipertensione.

Più in generale, una buona diuresi, aiuta a mantenere “pulito” l’organismo ed è un valido ausilio nella lotta contro gonfiori e contro quelli che vengono comunemente definiti gli “odiosi inestetismi della cellulite“. Fatte salve le condizioni di salute che richiedono l’impiego di farmaci diuretici sotto controllo medico (delle quali non ci occupiamo) esistono molte sostanze naturali che grazie alla loro azione diuretica possono aiutarci a ritrovare leggerezza e benessere.

Esse sono contenute non solo negli alimenti ma anche in particolari erbe medicinali rinvenibili in erboristeria sotto forma di tisane, gocce, capsule e tinture madri. Vediamone un breve elenco:

Combattere lo stress con l’alimentazione e gli integratori

 Il rientro dalle vacanze può essere davvero un momento molto stressante; i ritmi familiari e lavorativi si fanno sempre più pressanti, le belle giornate lasciano il posto a giorni brevi e uggiosi, il fantasma della solita routine comincia ad aleggiare intorno a noi. E’ facile dunque in questo periodo sentirsi svogliati e di cattivo umore.

Certo, è solo questione di tempo, prima o poi passerà, ma intanto possiamo cercare di migliorare il nostro stato d’animo curando meglio la nostra alimentazione e ricorrendo a qualche rimedio erboristico utile a farci ritrovare energia e concentrazione.

Quanto alla dieta, cercate, adesso più che mai, di seguire una dieta varia ed equilibrata in cui non manchi nessuno dei nutrienti principali e che sia anche ricca di vitamine e sali minerali. Non saltate i pasti e cominciate la giornata con un bella colazione; vi aiuterà ad affrontare con più “coraggio” gli impegni della mattina.

Intolleranze alimentari: come curarle con le erbe

Come abbiamo più volte specificato nei nostri post, le intolleranze alimentari sono delle ipersensibilità verso un certo cibo, che si differenziano dalle allergie vere e proprie in quanto non producono shock anafilattici, ma si manifestano con sintomi quali cefalea, cattiva digestione o diarrea.

Disturbi che a prima vista sembrano trascurabili ma che, oltre ad essere molto fastidiosi, causano una progressiva intossicazione dell’organismo; per questo motivo in caso di intolleranze alimentari è necessario seguire una dieta mirata stabilita dal nutrizionista, che accerterà anche con analisi specifiche, a quali cibi siete intolleranti. Tuttavia, alcune erbe e piante medicinali riescono ad alleviare lo stato di malessere generale provocato da questo tipo di intolleranze; fermo restando che prima di assumere qualsiasi rimedio è meglio consultare un medico.

Contro crampi e diarrea sono utili 30 gocce di alchemilla sciolte in poca acqua, da assumere mattina e sera, oppure la tintura madre di bistorta. Per bloccare l’infiammazione che provoca ogni caso di intolleranza alimentare, è utile il ribes nero, una pianta del sottobosco ricca di acidi grassi e di polifenoli; anche in questo caso 30 gocce di tintura madre, sciolte in acqua da assumere mattina e sera, sono l’ideale.

La tisana che contrasta la cellulite

Rimedi anticellulite

Oltre a rappresentare un odioso inestetismo, la cellulite è anche un problema di ordine medico; la si può definire infatti, una vera e propria “condizione alterata” del tessuto sottocutaneo che prolifera in cellule adipose. Si riscontra dunque sotto la pelle e presenta ipertrofia delle cellule adipose, per cui, negli spazi intracellulari vi è la formazione di liquidi in eccesso. Si assiste pertanto ad uno squilibrio del sistema venoso e linfatico, al rallentamento del flusso sanguigno e dunque ad  una ritenzione di liquidi da parte dei tessuti.

E’ fondamentale dunque affrontarla in modo capillare ed efficace ed agire su più fronti, quindi non solo con trattamenti e diete alimentari bensì anche con l’uso di tisane che svolgano un’anzione drenante, benefica e purificatrice, contro la pelle a buccia di arancia.

Succo di ciliegia per combattere l’insonnia

Chi non riesce a dormire bene lo sa: l’insonnia è uno dei disturbi del sonno più fastidiosi, in quanto costringe a rigirarsi nel letto per ore con gli occhi sbarrati senza poter prendere sonno oppure permette di riposare male e solo per poco tempo. Qualche tempo fa avevamo già trattato l’argomento dal punto di vista dell’alimentazione, ovvero indicandovi quali sono gli alimenti che potrebbero aiutare a vincere l’insonnia.

Oggi ritorniamo a parlare di rimedi contro l’insonnia alla luce di una ricerca americana che ha scoperto come il succo di ciliegia sia utile come antidoto all’impossibilità di prendere sonno. La ricerca è stata condotta dai ricercatori dello Sleep & Neurophysiology Research Laboratory dell’University of Rocherster Medical Center di New York e pubblicata sul “Journal of Medicinal Food”; secondo questo studio, per sconfiggere l’insonnia basterebbero due bicchieri di succo di ciliegia.

La ciliegia sarebbe in grado di conciliare il sonno grazie all’alto contenuto di melatonina, l’ormone che regola il ciclo sonno sveglia nell’organismo.

Infusi, tisane e decotti dall’effetto drenante e contro la cellulite

E’ ben noto che in erboristeria si trovano numerosi e diversificati trattamenti naturali contro la cellulite, tutti finalizzati a ripristinare l’equilibrio dei liquidi e dei minerali nell’organismo, nonché riportarlo alla sua efficienza; tali rimedi sono inoltre d’aiuto per migliorare il ricambio e la funzionalità renale e questo vale in particolar modo nel caso degli infusi.

Qui di seguito, presenteremo alcuni infusi o tisane che è possibile abbinare alle diete contro la cellulite:

Infuso di barbe di mais: fate seccare le barbe di alcune pannocchie, di queste prenderne circa 20g e farle bollire in tre tazze d’acqua, lasciando consumare il liquido della metà. Bere questo infuso tre volte al giorno e mezz’ora prima dei pasti.

Tè rosso: conosciamo le sue proprietà

Anche d’estate, bere un buon fa piacere; qualche giorno fa vi abbiamo parlato del tè bianco, molto spesso di quello verde e nero, e oggi è la volta di un altro tipo di tè: il tè rosso.

Il tè rosso è una bevanda dal sapore gradevole e di colore rosso; nonostante venga sempre descritto come tè, non lo è tecnicamente, nel senso che non contiene né teina né tantomeno caffeina, il che lo rende perfetto per chi vuole assumere una bevanda ad infusione che non contenga sostanze psicoattive. Il tè rosso è in realtà un infuso di una pianta originaria del Sudafrica il cui nome scientifico è Aspalathus linearis, ma che è meglio conosciuta come Rooibos. Il colore rosso del tè si ottiene facendo ossidare le foglie e gli steli della pianta.

Per quanto riguarda la preparazione, il tè rosso si ottiene come quello verde e nero, e sarebbe meglio berlo al naturale, al limite aromatizzato con un po’ di vaniglia. Nonostante non sia un tè vero proprio, questa bevanda contiene diverse proprietà benefiche, soprattutto visto il suo importante contenuto di antiossidanti.

Le proprietà del tè bianco

Ormai tutti conosciamo le proprietà del tè verde e siamo abituati a bere il classico tè nero, ma forse pochi conoscono il tè bianco e le sue tante qualità che non hanno niente da invidiare a quelle del blasonato tè verde. Il tè bianco è un tipo di tè non fermentato, originario della Cina, la cui particolarità consiste nell’essere raccolto soltanto all’alba durante un paio di giorni primaverili e quando i germogli sono ancora chiusi.

Tutte queste accortezze nella raccolta sono dovute al fatto che il tè bianco si caratterizza per il fatto di essere poco alterato e il più naturale possibile, e ciò fa sì che questa bevanda sia estremamente ricca di antiossidanti, flavonoidi e polifenoli.

Il tè bianco contiene importanti quantità di vitamine, soprattutto quelle del gruppo A e del gruppo E, molto indicate per contrastare l’azione dei radicali liberi e per ridurre il colesterolo. Inoltre, il tè bianco contiene meno caffeina rispetto agli tipi di tè, e non solo del tè nero, ma anche di quello verde, nella misura di 5 mg in meno.

L’infuso di edera un vero toccasana

L’edera , pianta lianiforme rampicante sempreverde, odorosa (e velenosa), estremamente decorativa e comune nei giardini e nei nostri boschi, per chi non lo sapesse, possiede anche particolari proprietà depurative e disinfettanti, è infatti estremamente utile e contiene in sè preziosi segreti: sia la tisana di edera contro i disturbi cutanei, sia gli impacchi che le frizioni con l’aceto di edera sono infatti validissimi rimedi casalinghi contro pidocchi e acari, dermatosi squamosa, geloni, calli e dolori ischiatici.

L’arnica montana un valido rimedio popolare

L’arnica montana è un’ erba medicinale delle Asteraceae, presenta ampi capolini di colore giallo aranciato, con “petali spettinati” e ha un’ intenso odore aromatico; particolarmente amara, aromatica, stringente, analgesica e antinfiammatoria, ottima per le infezioni fungine e batteriche, è un cardiotonico naturale, stimola infatti il sistema immunitario ma soprattutto il cuore. In passato era utilizzata come “antidoto al dolore” ed è un antichissimo rimedio popolare tutt’ora molto diffuso in Germania e in Austria, dove viene adoperata solitamente per contusioni, distorsioni e addirittura disturbi cardiaci: ne faceva uso anche Goethe, oramai vecchio, per combattera la sua angina pectoris.

Gli ultimi studi, ne hanno dimostrato e confermato le eccellenti proprietà terapeutiche ma anche la  tossicità. L’utilizzo pertanto più indicato rimane quello esterno, dal momento che un prolungato utilizzo interno lede pericolosamente le mucose; l’uso interno, naturalmente per brevi periodi e sotto controllo medico, è indicato per l’insufficienza cardiaca e anche come generico antinfiammatorio. Per uso esterno è adoperata per la preparazione di creme e unguenti ed è efficace nei casi di slogature, contusioni, distorsioni, geloni, ulcere varicose e in estratto o in tisana anche per gargarismi alla gola. Non in tutti i paesi però è possibile reperirla, tale specie infatti, va incontro a divieti e restrizioni legali e in alcune regioni italiane è protetta e non è possibile la raccolta in ambiente naturale.

La tisana che riattiva il fegato, i reni e l’intestino

Sappiamo tutti quanto sia importante mettersi al riparo da inquinamento e radicali liberi. E’ necessario dunque, oltre ad evitare il contatto con pesticidi, metalli pesanti e campi elettromagnetici che possono alterare la funzionalità del nostro organismo, attuare delle misure preventive che siano adeguate e capaci di “ripulirci” dalle intossicazioni esterne. A questo scopo è utile, tra l’altro, agire sui nostri organi emuntori, facendo in modo che siano sempre puliti e in grado di drenare le tossine più invasive; purtroppo infatti sono sufficienti bassi livelli di tossine prodotti da un’alimentazione non corretta o da inquinanti esogeni per far ammalare chi si ritrova con un rene o il fegato poco funzionali.

Come e cosa fare per depurarsi? Ricorrere alla Fitoterapia e prepararci una bella tisana con le erbe giuste:

Farina di palma per fare il pieno di fibre

Dalla scienza arriva una nuova scoperta molto interessante: da un tipo di palma tropicale, la King Palm è possibile ricavare una farina che è talmente ricca di fibre da contenerne addirittura più del frumento, della segale e di altri cereali; ma non solo, questa palma contiene anche molti sali minerali, antiossidanti, e acidi grassi essenziali.

La scoperta arriva da un equipe di ricercatori della Federal University of Santa Catarina, in Brasile, e condotta dalla dottoressa Renata Amboni, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Bioresource Technology”; dalle analisi è emerso che circa 10 g. della farina di questa palma rappresenta il 28% del fabbisogno giornaliero di fibra raccomandato.

In Brasile, il cuore della King Palm viene utilizzata per preparare diversi prodotti, ma la farina che si può ottenere dalle foglie è considerata solo un prodotto di scarto poco apprezzato; questa abitudine può rivelarsi molto importante in quanto sarebbe possibile ottenere un prodotto dietetico e salutare a prezzi contenuti, essendo il materiale considerato di scarto.

Il tè Kombucha fa bene oppure no?

Se vi interessate di antichi rimedi della medicina cinese, avrete sicuramente sentito parlare del tè Kombucha, un tè di origine orientale, soprannominato “tè dei miracoli” in quanto sarebbe in grado di portare notevoli vantaggi alla cura di diverse malattie.

In poche parole, il Kombucha è una bevanda fermentata a base di tè e di una coltura di lieviti e batteri; il preparato Kombucha va fatto sciogliere in una soluzione di tè verde o nero con lo zucchero, fatto bollire, filtrato, e, infine, fatto riposare per quindici giorni prima di bere.

Un po’ di storia: la bevanda risale al 250 a. C., quando iniziò ad essere usata dalla dinastia cinese Qin come elisir di lunga vita; grande popolarità del tè Kombucha si ha nella Russia degli inizi del Novecento, anche se in Oriente non ha mai smesso di essere consumato; adesso, grazie all’interesse degli occidentali per le medicine orientali, ha iniziato a diffondersi anche da noi.

Le sostanze nutraceutiche

Vi abbiamo già detto dei nutraceutici e della loro importanza per il mantenimento del benessere psicofisico; nella stessa occasione abbiamo anche accennato brevemente alla differenza tra nutraceutici ed alimenti funzionali. Oggi vedremo invece l’elenco dei principali nutraceutici, le loro funzioni e gli alimenti che li contengono.

Acido linolenico

L’acido linolenico è un acido grasso insaturo, appartiene al gruppo degli omega 3, che svolge un’azione protettiva sulla salute di cuore e arterie. E’ contenuto nei pesci grassi come il salmone.

Carnitina

La carnitina è un amminoacido funzionale alla trasformazione dei grassi in energia. E’ contenuta soprattutto negli alimenti di origine animale ma anche l’avocado e il tempeh (un derivato della soia) ne costituiscono ottime fonti.

Glucosamina

La glucosamina è una sostanza sintetizzata dal nostro organismo, presente soprattutto nei tendini e nelle cartilagini. Con l’invecchiamento essa viene prodotta in quantità sempre più scarse quindi la sua assunzione sotto forma di integratore svolge un’azione preventiva sull’artrosi e sulla degenerazione delle cartilagini articolari.

Contro la cellulite aiutati con ciliegie, betulla e rosmarino

Anche la cellulite (aimè) è più frequente nel sesso femminile  soprattutto in soggetti sedentari e dopo i 25-30 anni. A differenza della ritenzione idrica “pura”, nella cellulite, special­mente negli stadi più avanzati, la pelle presenta il classico aspetto “a buccia d’arancia” o «a ma­terasso», visibile a occhio nudo oppure esercitando una semplice manovra di pizzica­mento di cute e sottocute (per esempio a livel­lo della parte prossimale della coscia anteriore o esterna, appena al di sotto della sporgenza del femore). In questi casi rimuovere i ristagni di acqua non è sufficiente: occorre un’azione più profonda. Sei affetta da cellulite se ti ritrovi i almeno 3 dei seguenti disturbi:

  • Il tuo peso non varia in relazione al ciclo mestruale e tende a restare stabile o ad aumentare.
  • I fianchi si presentano gonfi e, a uno sguardo ravvicinato, con i contorni spesso ondulati.
  • la pelle presenta il tipico aspetto a buccia d’arancia specie quando viene “pizzicata” o nelle forme più avanzate, rivela dei buchini ben visibili a occhio nudo.
  • Il gonfiore si localizza tendenzialmente ai fianchi, ai glutei e all’interno delle cosce.
  • Alla palpazione in profondità si possono percepire come dei noduli duri irregolari.
  • Alla sera e quando fa caldo, anche le gambe, le ginocchia e le caviglie si gonfiano.

Per un’azione più decisa e profonda sugli accumuli di liquidi e scorie che provocano la cellulite assumi le gemme di frassino sotto forma di macerato glicemico in gocce: 90 gocce in una bottiglia da un litro e mezzo d’acqua minerale naturale da bere a sorsi durante la giornata, lontano dai pasti. Per potenziarne l’azione si può associare al frassino la betulla, anch’essa come macerato glicemico: 60 gocce da aggiungere alle precedenti nella bottiglia d’acqua. I macerati si trovano facilmente in farmacia o erboristeria.

Aspen: quando l’ansia ci fa mangiare

C’è chi avverte un continuo senso di “buco allo stomaco“, che tenta di placare mangiando tutto il giorno. Chi divora il cibo senza nemmeno gustarlo, tanto per sfogare l’in­quietudine. Chi si abbuffa anche senza appetito solo per mettere a tacere l’apprensione… Sono tutte forme di “fame nervosa” che trasformano le giornate (e a volte anche le notti) in una continua ricerca di “consolazioni” alimentari. Caramelle, cioccolatini, salatini, noccioline: tutto va bene pur di gratificare il palato con qualcosa di dolce o di “sfizioso” che metta a tacere, per un po’, la tensio­ne di fondo.

La gratificazione regalata dal cibo o dai dolci è però di breve durata, e con notevoli danni a lungo termine per la linea e la salute. Cosa fare, allora, quando siamo assaliti da un senso di agitazione, di paura o di ansia indefinibile e irra­zionale, come se da un momento all’altro dovesse capitare qualcosa di brutto? Invece di “chiedere aiuto” al cibo, in questi casi un sostegno impor­tante ci è offerto da Aspen, un fiore di Bach dal­l’effetto tranquillizzante sugli stati ansiosi caratte­rizzati da inquietudine e paure inspiegabili, spesso accompagnate da sintomi fisici come tremori, sudorazione o sensazione di “nodo” alla gola.