Paprika: proprietà e usi in cucina

La paprika è una miscela molto utilizzata in cucina, essa è ottenuta da diversi tipi di peperoncino e si ottiene dala macinazione dei semi e della polpa dei peperoncini secchi. La miscela dei peperoncini fa sì che a seconda della varietà di peperoncini scelti, il sapore e l’aroma della paprika può variare enormemente, anche la parte dei peperoncini che si scelgono per la macinazione possono far variarne l’aroma.

Tra le tipologie di parike più utilizzate abbiamon tipi di  paprika non piccanti abbiamo:

  • Paprika fine, si presenta con un colore chiaro e un gusto dolce;
  • Paprika dolce, il suo colore è rosso vivo e il suo aroma è molto intenso e il suo gusto è dolce;
  • Paprika Kulonleges, dal colore rosso vivo, è molto delicata.

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I Crakers fanno ingrassare?

I crackers hanno un impasto base del tutto simile all’impasto del pane, essi contengono farina, acqua, sale, lievito di birra o lievito al natuarale (a secondo della velocità di lievitazione). Rispetto alle calorie dei crackers è difficile fare una stima dettagliata, ne risulterebbe una lista troppo lunga perchè le tipologie presenti sul mercato sono vaste:  crakers con olio di cocco, crackers all’olio di oliva, carckers al formaggio, crackers con erbe aromatiche, crackers alla pizza, crackers alle olive, ecc. 

Possiamo però fare uno schema base delle calorie dei crackers in base all’impasto base: 

  • Crackers senza grassi: 370 calorie;
  • Crackers integrali: 430 calorie;
  • Crackers ai cereali: 450 calorie;
  • Crackers classici: 450 calorie.

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Il consumo corretto dell’acqua

In commercio esiste una gran varietà di acqua, si stima che ci siano almeno un centinaio di tipologie che variano in base alle quantità di sostanze in essa contenute. La prima e più importante classificazione dell’acqua è fatta in base al cosiddetto “residuo fisso“, residuo dei sali minerali contenuti nell’acqua evaporata a 180°C. In base a tale classificazione abbiamo le seguenti tipologie di acqua:

  • Acqua a basso residuo fisso, sono acque minimamente mineralizzate, che hanno un residuo fisso minore o uguale a 50 mg/l;
  • Acqua oligominerale, con un residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/l;
  • Acqua medio minerali, con un residuo fisso compreso tra 500 e 1500mg/l;
  • Acqua ricca di sali minerali, con un residuo fisso che va oltre i 1500 mg/l.

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Radicchio: calorie e valori nutrizionali

Il Radicchio, appartenente alla famiglia delle Composite, è una varietà di cicoria che accompagna da sempre i nostri piatti grazie al suo gusto particolare e alle innumerevoli proprietà benefiche per il nostro organismo. Esistono tante varietà di radicchio che si differenziano tra di loro per provenienza, forma e sapore. Tra le varietà di radicchio presenti sul mercato abbiamo:

  • radicchio di treviso: forma allungata e colore rosso intenso con striature bianche, il suo gusto è deciso e amaro;
  • radicchio variegato di castelfranco: tondo, di colore bianco crema con foglie variegate rosse e viola, il suo sapore è amarognolo;
  • radicchio di verona: forma allungata, più piccolo rispetto alle altre varietà, il suo sapore è amarognolo;
  • radicchio di chioggia: di forma più arrotondata, colore rosso con striature rosse ha un sapore molto più dolce rispetto alle altre varietà.

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Salvia: proprietà medicinali e cosmetiche

La salvia, appartenente alla famiglia delle labiatae, è tra le piante che possiede innumerevoli proprietà per la salute e per la bellezza del corpo, grazie alla presenza di numerose sostanze quali  acetato di linalile, acido oleanolico, perossidasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene, flavonoidi, sostanze ad azione neurotossica, ecc. E’ possibile dividere le proprietà della salvia in varie categorie a seconda della sua azione: proprietà mediche, proprietà cosmetiche e proprietà legate al suo utilizzo in cucina. 

Proprietà mediche della salvia

La salvia è particolarmente indicata per chi soffre di dolori mestruali, nei casi di astenia, tono dell’umore basso, problemi di insonnia, problemi gastrointestinali. E’ inoltre consigliata a chi soffre di diabete in quanto il suo utilizzo è in grado di ridurre i livelli di glicemia, per contrastare alcuni sintomi della menopausa, per problemi di reumatismi, ecc. Tuttavia, per via del suo effetto eccitante il suo utilizzo è sconsigliato ad alcune persone (per esempio nelle persone che soffrono di epilessia). 

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Yogurt, calorie e valori nutrizionali

Lo yogurt rientra tra i cibi probiotici, cibi che contengono microrganismi in quantità tali da produrre effetti benefici per la salute dell’uomo. Ottenuto nel passato attraverso processi naturali, oggi lo yogurt viene ottenuto attraverso una lavorazione che si avvale della tecnologia moderna, lavorazione che lo rende indubbiamente più gradevole rispetto al passato. Oggi le tipologie di yogurt sono tantissime e la scelta in base al gusto personale e alle calorie è molto ampia.

Una prima distinzione è legata al’origine del latte utilizzato che può essere latte di vacca, latte di pecora, latte di bufala, latte di capra. Il tipo di latte maggiormente diffuso nella produzione dello yogurt resta comunque quello di vacca. Sul mercato è possibile ritrovare yogurt di soia pensato per chi soffre di intolleranza al lattosio. Il latte utilizzato nella produzione dello yogurt può appartenere alle diverse categorie di latte: latte intero, latte parzialmente scremato o latte totalmente scremato.

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Cereali integrali contro ipertensione e infiammazioni

Grano, avena e orzo per sperare di vivere più a lungo. L’alimentazione condiziona a tal punto la nostra salute da renderci più longevi. Non è un’informazione nuova, ma ogni giorni studi scientifici la confermano apportando qualche certezza in più. Secondo quanto emerge da una ricerca condotta dal National Institutes of Health-Aarp Diet and Health Study mangiare alimenti ricchi di fibre allunga la vita del 22% in più. Questo dato è stato elaborato esaminando la dieta di oltre 30 mila persona tra i 50 e i 71, cui è stato chiesto di raccontare il loro menù tipo.

È stato dimostrato che gli uomini e le donne che consumano circa 30 grammi di fibre al giorno hanno una speranza di vita superiore rispetto a chi ne mangia tra i 10 e i 12 grammi. Ovviamente le fibre devono provenire da alimenti di origine vegetali, come cereali integrali quali grano, avena e orzo.

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Carne rossa, non più di 500 gr la settimana

In Inghilterra è partita una nuova campagna per sensibilizzare i cittadini alla buona e corretta alimentazione e soprattutto per prevenire il tumore. Stavolta al centro della tematica è il consumo di carne rossa. Ne abbiamo discusso proprio giorni fa, parlando delle proteine di origine animale. La popolazione inglese sarà invitata a non mangiar più di 70 grammi di carne rossa al giorno. Il motivo? Superare i 500 grammi la settimana può contribuire alla formazione di tumori.

Mezzo chilo di carne rossa equivale a 5 hamburger e se ci pensate non sono poi così tanti, soprattutto per gli affezionati dei fast food. Tale quantità, secondo gli esperti, corrisponderebbe a circa tre fette di bacon al giorno, oppure una grossa bistecca, una braciola di maiale, due salsicce e una piccola porzione di manzo. Tutto ciò è ben documentato nello studio dello Scientific Advisory Committee on Nutrition.

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Semi di cacao, super-frutto antiossidante

Cerchiamo sempre di seguire un’alimentazione equilibrata evitando tutti quei cibi che possono attentare la linea.  Tra questi ovviamente c’è anche il cioccolato, per l’esattezza il cacao. Non è la prima volta però che sponsorizziamo le proprietà positive di questo dolcissimo alimento. C’è una novità: contiene più antiossidanti di tanti altri frutti. Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell’Hershey Center for Health & Nutrition che, comparando le capacità nutrizionali diversi tipi di frutta e cacao grammo per grammo, hanno così stabilito la supremazia nutritiva dei semi di cacao.

Ovviamente polifenoli e flavanoli sono i protagonisti assoluti di questa ricerca. Riordiamo che i primi sono sono antiossidanti naturali presenti nelle piante e combattono i radicali liberi, mentre i secondi sono un tipo di fitonutrienti appartenenti al più ampio gruppo dei flavonoidi.

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Proteine, quante porzioni di carne la settimana?

Il Generale Dieta ha raccolto le curiosità di molti di voi. Qualcuno si è chiesto quanta carne occorra mangiare durante la settimana. Proviamo a dare una risposta, ovviamente partendo dal concetto di proteine. Intanto, ricordiamoci che il consiglio generale è sempre quello di variare il più possibile la propria alimentazione, alternando carne, pesce, uova e legumi. Ovviamente, in questo menù devono esserci anche i latticini e i formaggi.

È bene non esagerare con la carne rossa: direi una volta la settimana e preferire invece durante gli altri pasti quella bianca o gli altri alimenti della categoria “proteine”. Ma cosa sono? Sono un gruppo di composti organici formati da sequenze di aminoacidi legate tra loro attraverso legami peptidici. Sono depositarie del codice genetico e tra le tante funzioni che svolgono nel nostro sangue, trasportano sostanze importanti come l’emoglobina e gli ormoni e intervengono anche nella coagulazione.

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Perdere peso con i legumi

Gonfiano e sono calorici. Molte persone con questa scusa consumano pochi legumi. Secondo uno studio dell’Università di Otago (in Nuova Zelanda) in realtà questi alimenti aiutano la linea e sono perfetti per perdere peso. Per giungere a questa teoria, i ricercatori hanno diviso 113 persone obese in due gruppi, somministrando due diete diverse, una prevedeva due porzioni di fagioli da 90 gr l’una al giorno e 4 di cereali integrali da 30 gr, l’altra invece aveva a disposizione sei porzioni di cereali a scelta.

Entrambi i gruppi hanno perso peso, ma coloro che avevano consumato fagioli e cereali integrali hanno avuto una riduzione notevole di girovita: 3 cm più dell’altro gruppo.

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Le proprietà dei cavoli

Tra le verdure invernali più presenti sulle nostre tavole ci sono sicuramente i cavoli, dei vegetali caratterizzati dalla grande versatilità e dalla possibilità di scegliere tra diverse specie come cavolfiore, cavolo nero, verza, broccoli e cavolini di Bruxelles.

Queste verdure sono delle vere e proprie miniere di salute per il nostro organismo, in quanto contengono diversi nutrienti utili per il nostro benessere, come le vitamine C, B, PP, la provitamina A, acido folico e diversi minerali come ferro, calcio, fosforo e potassio; inoltre, grazie all’elevato contenuto di isotiocianati possiedono proprietà antiossidanti e anti cancro.

Infatti, grazie alla presenza di alcune sostanze chiamate tiocianati, queste verdure sono in grado di proteggere le cellule, combattere i radicali liberi, e salvaguardarle da alcune gravi patologie di tipo tumorale e cardiovascolare.

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In forma dopo le feste con patate e kiwi

Passata anche l’epifania non ci sono motivi per rimandare l’inizio di una dieta corretta ed equilibrata. Prima di iniziare una dieta per perdere peso è però necessario disintossicarsi e ritrovare un equilibrio intestinale, per raggiungere questo obiettivo possiamo avvalerci di diversi strumenti: tisane depurative, compresse che aiutano nei casi di gonfiore addominale, consumo di alcuni cibi che favoriscono la diuresi.

Tra i cibi consigliati abbiamo alimenti a base di fibre, frutta, ecc. Oggi vorremmo proporvi due alimenti che sono considerati efficaci per depurare l’organismo: patate e kiwi. Le patate, nonostante siano considerate degli alimenti ipercalorici, sono state rivalutate negli ultimi anni, uno studio infatti ha dimostrato che la patata è ottima in un regime dietetico perchè non solo è molto digeribile ma non contiene grassi e colesterolo.

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La frutta e la verdura di gennaio

La frutta e la verdura di gennaio

Come vi abbiamo detto più volte qui sulle pagine di Dietaland, la frutta e la verdura di stagione sono particolarmente importanti per il benessere dell’organismo, perché sono in grado di assicurargli tutti i nutrienti di cui ha bisogno in quel particolare momento. Alla luce di ciò, quindi, vediamo qual è la frutta e la verdura di gennaio.

La frutta di gennaio

A gennaio si trova la frutta ricca di vitamina C che, visto il freddo intenso di questo periodo, è proprio quello che ci vuole per superare i malanni di stagione; perciò, via libera agli agrumi, che proprio in questo mese sono nel pieno della loro maturazione, e quindi a mandarini, arance, mandaranci e pompelmi.

Bene anche gli altri frutti invernali, come l’ananas, che è ricca di fibre e le banane per assicurarsi una buona scorta di potassio e, anche se con parsimonia perché piuttosto calorica, via libera anche  alla frutta secca, sia consumata al naturale che impiegata nei dessert o nelle insalate. La stagione invernale rende perfetta anche la preparazione della frutta cotta che, oltre ad essere gustosa, aiuta l’intestino a ritrovare la sua regolarità magari un po’ provata dagli eccessi dei passati giorni di festa.

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I cibi portafortuna per l’anno nuovo

Ci siamo: oggi è l’ultimo giorno dell’anno e da domani arriverà finalmente il 2011; cogliendo l’occasione per augurarvi un nuovo anno ricco di soddisfazioni, vi vogliamo parlare di quali sono i cibi che, generalmente, vengono considerati dei portafortuna e che, per tradizione vengono consumati in occasione del cenone di Capodanno.

Il podio nella classifica dei cibi portafortuna va senz’altro alle lenticchie, che devono essere consumate in occasione del Capodanno, in quanto simbolo di ricchezza e prosperità: più semplicemente si dice che mangiare le lenticchie porta soldi!

L’usanza di accumunare le lenticchie ai soldi risale all’antichità, a causa della tradizione di regalare, alla fine dell’anno, una borsa di quelle in cui si conservavano le monete, piena di lenticchie con l’augurio che ogni lenticchia si trasformasse in soldi. La scelta delle lenticchie è dovuta proprio alla forma di questi legumi che ricordano le monete; in seguito si è unita la tradizione di consumare le lenticchie durante il cenone di Capodanno insieme al cotechino o allo zampone.

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Asparagi: calorie e valori nutrizionali

Gli asparagi, tra gli alimenti maggiormente utilizzati a tavola, ne esistono di diverse varietà sul mercato. Tra i più diffusi abbiamo: asparagi violetti (Argenteuil, varietà più nota) hanno un gusto deciso, asparagi bianchi (varietà di Bassano o di Cimadolmo) dal gusto delicato, asparagi verdi con un gusto molto forte, asparagi selvatici dal sapore ricco che non necessita di eccessivi condimenti o l’asparagina (germogli sottili degli asparagi selvatici) ideali per torte salate, per frittate o per minestroni.

Esiste anche un asparago di mare, alghe verdi che si possono trovare in pescheria. Questi asparagi possono essere utilizzati per preparare dei deliziosi antipasti e primi piatti marinari. Quando si scelgono degli asparagi, questi devono avere alcune caratteristiche rispetto alla forma e alla consistenza. Le punte, infatti, devono essere integre e devono avere una consistenza soda, non devono presentare ammaccature e le foglioline devono essere carnose.

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Pere: calorie e valori nutrizionali

Le pere, perfette con formaggi o utilizzate per la preparazione di sfiziosi dessert o secondi creativi, sono tra i frutti mggiormente utlizzati in cucina. Le varietà di pere conosciute sono davvero tantisime, sui banchi del mercato c’è l’imbarazzo della scelta, la scelta varia al variare dell’utilizzo che intendiamo farne:

  • pere william: di colore verde o rosse, sono perfette per confetture in quanto morbide e succose;
  • pere martin sec: di piccole dimensioni si presenta di colore marrone chiaro. La sua consistenza soda la rende particolarmente adatta in cucina, meglio se cotta per esempio nel vino; 
  • pere kaiser: pera dalla polpa compatta e soda, ha un gusto deciso;
  • pera decana: il suo gusto dolce e la sua consistenza granulosa la rendono adatta per essere consumata sia fresca sia cotta. Può essere cotta al forno con zucchero e spezie;
  • pera passa crassana: dalla forma tonda e dalle grandi dimensioni è in genere consigliabile come ingrediente per ripieni di dolci o ripieni salati.
  • pere abate: di forma allungata con una polpa soda e dolce sono pere indicate con il formaggio.

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Calorie dei condimenti per insalate

Mettersi a dieta ci richiama immediatamente il piatto privilegiato per mantenere la linea: l’insalata. Sia che si tratti di insalata mista o di insalata con una sola varietà di verdure l’apporto calorico di una porzione di insalata rimane comunque sempre molto basso. In media, per 100 grammi di insalata non condita, le calorie che il nostro corpo assume oscillano tra le 10 e 20 calorie.

Se pensiamo che con soli 50 grammi abbiamo una porzione di insalata ci rendiamo conto del perchè rappresenta il piatto light per eccellenza. Qualora si decida di mettere ingredienti light (pomodoro, radicchio, lattuga, rapanelli, finocchio, ecc.) è necessario seguire dei piccoli accorgimenti per difendere la linea. Tra questi acorgimenti dovremmo guardare per prima cosa ai condimenti dell’insalata.

I condimenti saporiti sono tanti e naturalmente si differenziano rispetto alle calorie che apportano. Mettiamo a confronto i condimenti maggiormente utilizzati per le insalate, utilizzando come metro di misura un cucchiaio da minestra (10 ml circa) e il cucchiaino da thè (5 ml circa).

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