Dieta Birmingham: gli schemi alimentari

Un paio di giorni fa vi avevamo parlato della dieta Birmingham che, in pochi giorni di dieta, permette di perdere diversi chili in quanto basata su alcune combinazioni alimentari in grado di stimolare il metabolismo.

Vi avevamo promesso di indicarvi presto i menù di questa dieta e, quindi, eccoci a mantenere l’impegno; la dieta Birmingham va seguita per tre giorni, nei successivi quattro si può ritornare a mangiare normalmente per poi ritornare a seguire lo schema, ripetendo il tutto per un massimo di 4 settimane durante le quali si può arrivare a perdere fino a 5 chili.

Affinché la dieta funzioni è necessario non cambiare la successione dei pasti e mangiare quello che è indicato negli schemi senza fare variazioni; i menù vanno accompagnati da due litri d’acqua da bere durante il giorno in modo da favorire l’eliminazione delle tossine.

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Cellulite, i cibi per eliminare la ritenzione idrica

Per essere in forma per l’estate bisogna correre ai ripari già oggi, anche perché la cellulite non va via con un colpo di crema, purtroppo. Ci vuole molto di più e il primo elemento che va curato con molta attenzione è sicuramente l’alimentazione. La dieta incide sia sulla ritenzione idrica, sia sull’accumulo di grasso. Ci sono però delle regole alimentari che possono aiutarci a sconfiggere la buccia d’arancia, ovviamente vanno associate a una buona attività fisica.

C’è una pubblicità in televisione che dice: la cellulite è una malattia. Non la definirei così, anche se a certi livelli sicuramente diventa un grave problema di salute. Mi piace immaginarla con un sintomo di qualcosa che non funziona bene, in stile dr House. Per eliminare questo sintomo iniziamo consumando alimenti che favoriscono la circolazione. Prima di tutto le bevande: bere tanta acqua, anche quando non se ne ha voglia. Piuttosto sostituiamola con tisane e tè verde.

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Esercizi per tonificare i pettorali, video tutorial

Tonificare i pettorali non è molto complesso. Questi muscoli sono quelli che meglio si prestano a dare dei risultati soddisfacenti in poco tempo. Tra l’altro è una parte del corpo che interessa moltissimo le donne, per mostrare un décolleté più voluminoso e sodo, ma anche gli uomini.  Abbiamo selezionato due video interessanti per svolgere, a casa, degli esercizi semplici: per vedere i primi miglioramenti è fondamentale essere costanti.

Esercizi pettorali: le flessioni

Le flessioni sono davvero un classico e sono il miglior modo per allenare i pettorali. Inoltre, aiutano a potenziare anche le spalle e le braccia. Sostituiscono perfettamente gli esercizi con i pesi. Ciò che è davvero molto importante è la schiena: fate attenzione a non caricare lo sforzo sulla zona lombare. Il corpo deve mantenersi dritto, facendo leva solo sui piedi. Sono le braccia, con bicipiti e tricipiti, e i muscoli pettorali che agevolano il movimento. Le flessioni, tra l’altro, potenziano sia i pettorali bassi sia quelli alto.

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Cellulite, i jeans cosmetici che aiutano a combatterla

I jeans sono uno dei campi che non possono mancare nell’armadio di una donna, in quanto sono il passe partout per qualsiasi occasione, oltre ad essere indiscutibilmente comodi; se vi eravate rallegrate per l’invenzione dei jeans con effetto push up sul lato B, credo proprio che vi gioirete ancora di più per la creazione dei jeans anticellulite.

I jeans anti cellulite si chiamano Eve Lerock e sono stati ideati da Luca Berti, amministratore del marchio Lerock, in collaborazione con la cosmetologa Florence Bombard che ha elaborato il principio attivo anticellulite. Questi pantaloni, che nell’aspetto appaiono come un normale paio di jeans, in realtà sono un trattamento anticellulite e anti buccia d’arancia.

 Il tessuto del quale sono realizzati, è intriso di caffeina, escina e vitamina E, tre sostanze in grado di prevenire la cellulite e di rendere più elastica la pelle di che già ne è colpito. La caffeina, infatti, aiuta a sciogliere gli accumuli di grasso, l’escina è in grado di favorire la circolazione, e la vitamina E è utile per levigare la pelle e contrastare l’invecchiamento dei tessuti.

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L’effetto yo yo dipende da una proteina, non dagli ormoni

Tanta fatica per perdere peso e dopo pochi mesi i chili tornano e con gli interessi. È il famoso effetto yo yo, tipico delle diete fai da te o dei dimagrimenti molto rapidi. La responsabile di quest’effetto sembra essere una proteina.  Insomma, non è colpa né della buona volontà né del metabolismo.  Questo ovviamente è quello che pensano i ricercatori della Maastricht University – Department of Human Biology che sperano, con questa nuova scoperta, di poter riconoscere le persone che tendono a riprendere peso e intervenire.

L’effetto yo yo non è un caso isolato, secondo alcuni studi, infatti, colpisce l’80% delle persone a dieta.  A distanza di 6 mesi, massimo un anno, dal calo, si torna come prima o ancor peggio, vanificando gli sforzi fatti, ma anche mettendo a rischio la salute.

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Pane alla vitamina D contro l’osteoporosi

Per avere ossa forti bisogna assumere vitamina D. Purtroppo però stare sempre in casa o al chiuso, non esporsi mai al sole non aiuta di certo la salute del nostro scheletro. Nutrizionisti e biologi molecolari americani hanno pensato a un’originale soluzione: realizzare il primo pane “rinforzato” alla vitamina D, confezionato con un lievito che ne contiene di più. Il concetto è un po’ quello delle farine addizionate.

Gli esperti hanno lavorato sulla vitamina D2, che ha effetti benefici come la classica D nella dieta. Il motivo di questo studio ha trovato le sue fondamenta proprio durante le analisi, condotte da  Connie Weaver: 7 persone su 10, negli Usa, non hanno sufficienti livelli di vitamina D e quindi scorte adeguate per assorbire il calcio nelle ossa.

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La dieta flexitariana

Sui giornali e in televisione sempre più spesso si sente parlare di dieta flexitariana; forse vi sarete chiesti quale strana dieta possa celarsi dietro un nome così particolare, ebbene il mistero è risolto: la dieta flexitarian, o flexitariana è una dieta vegetariana elastica, nel senso che un paio di volte a settimana è consentito mangiare carne o pasce.

Certamente una dieta “vegetariana ma con elasticità” farà storcere il naso ai vegetariani convinti, per non dire ai vegani, eppure questo regime alimentare, nato negli Stati Uniti, sta facendo sempre più proseliti. La base di questa dieta è sempre la frutta e la verdura, pur non disdegnando bistecche e filetti di merluzzo, almeno ogni tanto.

Il punto di forza di questa dieta, ovviamente dal punto di vista alimentare, è che non si rischiano carenze nutritive; è una dieta ricca di vegetali e quindi utile per prevenire malattie come ipertensione, colesterolo alto, diabete e sovrappeso, oltre a regolare le funzioni dell’intestino grazie alle fibre.

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Tutti i cibi che fanno bene a cuore e colesterolo

Quali sono i cibi che fanno veramente bene al cuore? Spesso evitiamo alimenti o ne consumiamo altri convinti che sia una scelta salutare, così come beviamo tisane miracolose trascurando la frutta e la verdura. Tante scelte dietetiche sbagliate, convinti che siano un elisir di lunga vita. Questo accade perché l’informazione sta facendo “bombing” sui temi legati all’alimentazione, da un lato sensibilizzando sulla necessità di mangiare bene per conservare a lungo la salute, dall’altro passando notizie e consigli a volte poco contestualizzati o lasciati all’interpretazione del lettore.

Questa tendenza, secondo International Food Information Council Functional Foods/Foods for Health Consumer Trending Survey, ha fatto aumentare il timore di avere il colesterolo alto, l’ipertensione e di essere vittime di ictus. Sarà forse lo stress indotto dalla paura o dalla vita frenetica, ma sta diventando importante fare qualcosa. Iniziamo quindi a evidenziare quelli che sono i cibi importanti per la salute del cuore.

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La dieta Birmingham

La dieta Birmingham fa parte delle cosiddette “diete dei tre giorni”, ossia quegli schemi alimentari che vanno seguiti solo per tre giorni. La dieta Birmingham prevede, infatti,  solo tre giorni di dieta ma può essere anche ripetuta più volte in un mese a patto di essere intervallata ogni volta da quattro giorni di riposo.

Questa dieta è stata creata per far dimagrire velocemente i malati di cuore in sovrappeso, ma ben presto è stata adottata anche da chi non ha problemi di salute in particolare, in quanto permette di perdere diversi chili in poco tempo.

La dieta Birmingham deve la sua efficacia alla combinazione di alcuni alimenti, e per questo non è possibile scambiare i menù previsti per il pranzo e la cena. Le combinazioni di alimenti e nutrienti previste dalla dieta Birmingham sono: proteine e cereali a colazione e a pranzo, e vitamine e grassi a cena, ed hanno lo scopo di stimolare e attivare il metabolismo in modo da bruciare meglio i grassi in eccesso.

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Cereali integrali contro ipertensione e infiammazioni

Grano, avena e orzo per sperare di vivere più a lungo. L’alimentazione condiziona a tal punto la nostra salute da renderci più longevi. Non è un’informazione nuova, ma ogni giorni studi scientifici la confermano apportando qualche certezza in più. Secondo quanto emerge da una ricerca condotta dal National Institutes of Health-Aarp Diet and Health Study mangiare alimenti ricchi di fibre allunga la vita del 22% in più. Questo dato è stato elaborato esaminando la dieta di oltre 30 mila persona tra i 50 e i 71, cui è stato chiesto di raccontare il loro menù tipo.

È stato dimostrato che gli uomini e le donne che consumano circa 30 grammi di fibre al giorno hanno una speranza di vita superiore rispetto a chi ne mangia tra i 10 e i 12 grammi. Ovviamente le fibre devono provenire da alimenti di origine vegetali, come cereali integrali quali grano, avena e orzo.

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Trigliceridi, controllare i livelli per prevenire l’ictus

Una ricerca della Copenhagen University Hospital ha evidenziato come la misura dei grassi nel sangue potrebbe diventare una spia diagnostica per la prevenzione precoce dell’infarto cerebrale. Secondo gli esperti il rischio di ictus sale, quando si hanno livelli più alti di trigliceridi non a digiuno. Per giungere a tale conclusione sono stati esaminati i dati clinici di quasi 14 mila persone, monitorate per 33 anni.

Le raccomandazioni sanitarie puntano sempre il dito sul colesterolo come fattore chiave per prevenire l’ictus, evitando di prendere in considerazione il valore dei trigliceridi misurati dopo i pasti. Bene, i ricercatori hanno voluto mettere sotto la lente di ingrandimento un altro fattore di rischio.

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Cuocere il pesce per evitare allergie e disturbi gastrointestinali

Mangiare il pesce fa bene alla salute, questo è sicuramente indubbio, ma da quando è diventato di moda mangiarlo crudo sotto forma di sushi e sashimi, ha iniziato a destare qualche subbio. In realtà ad essere messo sotto accusa non è il pesce in sé bensì un parassita di nome Anisakis contenuto in diversi pesci, come sgombri, merluzzi e acciughe.

Le larve vive di questo parassita possono provocare problemi all’apparato gastrointestinale di diversa entità, ossia sotto forma di vomito, nausea e dolori addominali; per fortuna proteggersi è possibile.

Secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori americani e pubblicato su “Clinical Infectious Diseases“, evitare di mangiare pesce e calamari crudi è il modo migliore per evitare malattie. Infatti, le larve di Anisakis muoiono se sottoposte per almeno un minuto ad una temperatura superiore a 60°C, mentre la sola affumicatura non basta ad eliminarle; se proprio volete consumare il pesce crudo, dovete prima congelarlo a -20°C per 24 ore oppure a -15°C per non meno di 96 ore.

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Carne rossa, non più di 500 gr la settimana

In Inghilterra è partita una nuova campagna per sensibilizzare i cittadini alla buona e corretta alimentazione e soprattutto per prevenire il tumore. Stavolta al centro della tematica è il consumo di carne rossa. Ne abbiamo discusso proprio giorni fa, parlando delle proteine di origine animale. La popolazione inglese sarà invitata a non mangiar più di 70 grammi di carne rossa al giorno. Il motivo? Superare i 500 grammi la settimana può contribuire alla formazione di tumori.

Mezzo chilo di carne rossa equivale a 5 hamburger e se ci pensate non sono poi così tanti, soprattutto per gli affezionati dei fast food. Tale quantità, secondo gli esperti, corrisponderebbe a circa tre fette di bacon al giorno, oppure una grossa bistecca, una braciola di maiale, due salsicce e una piccola porzione di manzo. Tutto ciò è ben documentato nello studio dello Scientific Advisory Committee on Nutrition.

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Frullati di mele contro le malattie del colon

“Una mela al giorno toglie il medico di torno”, un proverbio quanto mai veritiero che più volte, qui sulle pagine di Dietaland, vi abbiamo confermato illustrandovi le tante proprietà delle mele. Oggi torniamo a parlare dei benefici che offrono le mele all’organismo, soprattutto sotto forma di frullati.

Pare, infatti, che consumare frullati di mele sia utile per proteggere l’organismo dalle malattie del colon come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn, una malattia infiammatoria che colpisce l’apparato digerente. Questo è quanto emerge da uno studio effettuato presso l’Università di Kaiserslautern in Germania e pubblicato sulla rivista “Molecular Nutrition & Food Research”, secondo il quale

i frullati di mela rendono la biodisponibilità di polifenoli nel colon maggiore rispetto a quella ottenibile con l’assunzione di succo di mela oppure di sidro.

L’aumento della biodisponibilità data dai polifenoli tramite i frullati di mele, indicherebbe che questi frullati hanno un più alto potenziale di prevenzione delle malattie croniche del colon rispetto ai normali succhi di frutta.

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Aspartame, la dose quotidiana che non fa male alla salute

L’aspartame fa davvero male? È una domanda che ci siamo fatti anche in passato, perché quando si nomina questo famoso dolcificante, non mancano le polemiche riguardanti la salute. Ora alcuni esperti hanno fatto il punto della situazione, analizzando i pro e i contro. Ovviamente non esiste un unico punto di vista, ma si è già arrivati a una posizione un po’ più chiara, soprattutto per chi decide di mettersi a dieta.

L’ EFSA di Parma, l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare ha condotto un interessante studio sul tema dei dolcificanti. Al termine dell’indagine, purtroppo non ci sono state buone notizie per l’aspartame.

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L’alimentazione contro il reflusso gastrico

Chi soffre di reflusso gastrico sa bene quanto può essere fastidiosa questa patologia, per fortuna, con un’alimentazione mirata si può attutire il problema. Innanzi tutto spieghiamo i termini: per reflusso gastrico si intende un reflusso nell’esofago del contenuto dello stomaco che si manifesta con sintomi piuttosto fastidiosi come il rigurgito, la pirosi, ossia una sensazione di bruciore allo sterno e, a volte, anche con la difficoltà a deglutire.

Per le persone che soffrono di reflusso gastrico, un’alimentazione con cibi specifici è il modo migliore per controllare il disturbo; oltre ai cibi, anche la quantità dei pasti ha la sua importanza, infatti, sarebbe meglio mangiare poco e più volte al giorno piuttosto che tre volte e in maniere abbondante.

Questo perché quantità più piccole di cibo fanno lavorare di meno lo stomaco con conseguente minore secrezione di acido per la digestione; anche mangiare piano e masticare lentamente è molto importante per evitare il reflusso, in quanto ingurgitare del cibo frettolosamente e senza masticarlo bene aumenta il tempo in cui esso rimane nello stomaco.

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Oli vegetali ad uso cosmetico

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato degli oli vegetali utili come integratori alimentari, oggi, invece, vi illustreremo alcuni dei principali oli vegetali ad uso cosmetico. Come vi abbiamo spiegato precedentemente, gli oli vegetali sono quegli oli ricavati dalla spremitura a freddo dei semi di alcune piante e che contengono diversi principi attivi.

Oltre ad essere utili come integratori alimentari, alcuni di questi oli, invece, vengono utilizzati ad uso cosmetico, in quanto sono in grado di nutrire e proteggere la pelle, grazie al loro contenuto di antiossidanti naturali, non a caso questi oli sono ideali per i massaggi e per veicolare gli oli essenziali. Vediamo nel dettaglio alcuni tra i più noti oli vegetali ad uso cosmetico.

Gli oli vegetali ad uso cosmetico

Olio di albicocca. L’olio di albicocca è ottenuto dalla spremitura a freddo dei noccioli di Prunus armeniaca, ed è molto ricco di antiossidanti, acidi insaturi e di vitamina E; è un olio molto leggero, poco untuoso ed è indicato per prevenire le smagliature e le rughe.

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Lo stretching non previene danni muscolari

Allenarsi periodicamente è un ottimo modo per mantenersi in forma. Tra gli sport, più gettonati e salutari ci sono la corsa e il fitwalking. Molte persone prima di mettersi in pista fanno un po’ di stretching, convinte che faccia bene a muscoli e legamenti e che sia perfetto per diminuire i rischi di infortunio. Errore, non è così.

Secondo gli scienziati che hanno presentato il loro studio all’Annual Meeting of the American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS), infatti, se abbiamo sempre fatto stretching prima di correre è bene continuare a farlo perché ormai i nostri muscoli sono abituati. Smettere di colpo, invece, potrebbe esporci agli infortuni. Al contrario, se non lo abbiamo mai fatto è invece un esercizio inutile.

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