Aspartame, la dose quotidiana che non fa male alla salute

di Mariposa Commenta

L’aspartame fa davvero male? È una domanda che ci siamo fatti anche in passato, perché quando si nomina questo famoso dolcificante, non mancano le polemiche riguardanti la salute. Ora alcuni esperti hanno fatto il punto della situazione, analizzando i pro e i contro. Ovviamente non esiste un unico punto di vista, ma si è già arrivati a una posizione un po’ più chiara, soprattutto per chi decide di mettersi a dieta.

L’ EFSA di Parma, l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare ha condotto un interessante studio sul tema dei dolcificanti. Al termine dell’indagine, purtroppo non ci sono state buone notizie per l’aspartame.

Ancora una volta la tesi sposata è quella della cancerogenità. Sono tantissime le persone che rinunciano al cucchiaino di zucchero nel caffè per una dose di aspartame, convinte così di aggiungere calorie in più da smaltire faticosamente durante la giornata. Ma non è tutto. Assumiamo questo prodotto quotidianamente, perché molti produttori alimentari lo sostituiscono allo zucchero perché ha un potere dolcificante superiore.  Insomma, arriva nei nostri piatti e non lo sappiamo.

Esistono dei dosaggi considerati sicuri: è possibile assumere senza preoccupazione 40 mg per kg di peso corporeo. Se un adulto pesa 70 kg, quindi, può consumare 2,8 grammi di aspartame al giorno senza correre rischi. Per i bambini la dose è inferiore. Non devono mangiare più di 0,4 grammi al giorno. Come vedete sono dosi davvero minime.

Un altro studio ha evidenziato un aspetto interessante. Dov’è contenuto l’aspartame? È meglio saperlo, se infetti si vuole stare alla larga da questo prodotto. Lo troviamo ovunque, dalle bibite light alle gomme da masticare, nei farmaci come in tanti alimenti per bambini. Risultato: secondo Res (Resau Environnement Santé) sono più di 6000 i prodotti industriali. E solo bevendo una bibita gassata se ne assume una dose giornaliera superiore del 38%. Il consiglio quindi è quello di leggere con attenzione le etichette, anche quelle dei farmaci. È l’unico modo per difendersi da questa sostanza.

[Fonte: LaStampa]

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