Dieta del latte adatta a tutti?

La dieta del latte è una scelta possibile per tutti? Quando si avvicina l’estate e si fa più pressante la necessità di trovarsi in forma per la prova costume, le persone provano qualsiasi rimedio naturale e non per apparire tonici. Questo particolare regime alimentare ha delle controindicazioni? Scopriamolo insieme.

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6 Alternative al latte di mucca

Non tutti possono bere il latte di mucca. Molti bambini faticano a digerirlo perché molto grasso (richiede molta acqua per la digestione causando stitichezza), molti adulti invece sono allergici alle proteine del latte (e questo disturbo si manifesta con dissenteria e dolori addominali). E allora come fare? Ci sono diverse alternative, certo il sapore o la sostanza è un po’ diversa, ma ci si guadagna in salute. Vediamo insieme quali sono.

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Latte di riso vegano, proprietà e calorie

Il latte di riso vegano è ovviamente un prodotto vegetale che si può utilizzare in alternativa al latte di mucca ed è un sostituto del latte di mandorla. Il latte di riso ha un basso contenuto proteico, mentre contiene un’ elevata percentuale di carboidrati. Inoltre, è perfetto in caso di intolleranze al lattosio perché ne è privo e ha pochissime calorie (una tazza sono circa 140 calorie contro le 185 di quello vaccino).

 

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Le cinque bevande che riducono lo stress

State attraversando un momento di forte stress e state pensando a come ritrovare la l’energia? Semplicemente assumendo le bevande giuste. Proprio così: ci sono alcune bevande dal potere antistress, ovviamente da abbinare a uno stile di vita meno frenetico e orari regolari. Tra le bevande che aiutano a combattere lo stress troviamo il latte, il tè, sia verde che nero e, forse un po’ a sorpresa, l’acqua fresca.

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La colazione ideale deve soddisfare il 20% delle calorie totali

Esiste una colazione ideale? Ovviamente la risposta è no. Però esiste una colazione che sia in grado di dare l’energia giusta per affrontare gli impegni della giornata, che sia bilanciata in termini di nutrienti e di calorie. La prima cosa da ricordarsi è che il primo pasto della giornata, seppur piccolo e fugace, non va mai saltato.

In realtà non dovrebbe essere neanche tanto fugace, ma sarebbe consigliabile ritagliarsi, ogni mattina, 30 minuti per mangiare con calma. La colazione arriva dopo un lungo digiuno, quello della notte, e dà al corpo l’energia (fisica e mentale) per affrontare gli impegni della mattina e soprattutto per non arrivare a pranzo affamati. Che cosa mangiare? Ci sono tantissime tendenze diverse, alcune sono culturali e altre variano in base ai gusti.

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Perdere peso con il tè? ok, ma senza latte

Perdere peso con il tè è un classico delle diete depurative. Attenzione però a non a giungere il latte. Il classico modo per degustare la bevanda più amata dagli inglesi non è amica della linea: gli antiossidanti contenuti nel possano ridurre i livelli di colesterolo e la quantità di grassi assorbiti dall’intestino. Però se alla bevanda si aggiunge il latte, allora questa proprietà si riduce. A sostenere questa teoria sono i ricercatori della Tea Research Association di Assam (India).

I medici hanno scoperto che la capacità di combattere i grassi da parte di sostanze attive come i teaflavoni e le tearubigine siano annullate dalle proteine contenute nel latte vaccino. L’unione di queste sostanze dà vita a dei complessi che tendono a precipitare, spiegano gli scienziati.

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Bere una tazza di latte al giorno fa bene alla salute

Vi ricordate quando da piccole la mamma ci faceva bere una tazza di latte a colazione e poi a merenda o prima di andare a letto? Bene, quella di bere una tazza di latte al giorno è una buona abitudine da riprendere anche se abbiamo superato l’infanzia.

Il latte, infatti, fa bene a tutti e a qualsiasi età, basti pensare che una tazza di latte, circa 250 grammi, è sufficiente per soddisfare il fabbisogno giornaliero di calcio di un adulto, e senza alcun tipo di effetti collaterali.

La dottoressa Valeria Del Balzo, nutrizionista del dipartimento di Fisiopatologia Medica sezione di Scienza dell’Alimentazione dell’Università La Sapienza,  in occasione del seminario che si è tenuto nei giorni scorsi a Roma, ha spiegato:

Il latte è un alimento completo che apporta acqua, calcio, proteine, grassi, vitamine e sali minerali. E i grassi in esso contenuti non sono tali da giustificarne l’eliminazione dalla dieta di chi soffre di patologie legate alla presenza di grassi nel sangue, come la dislipidemia, non risultano responsabili dell’insorgenza delle patologie cardiovascolari.

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La nuova dieta contro l’influenza, i consigli di Coldiretti

Dopo le feste, linfluenza. È un classico. Sono molte le persone a letto che la febbre e le stime dicono che il vero picco arriverà a fine gennaio. Nonostante ciò sono già più di trecentomila gli italiani con i classici sintomi del “male di stagione”. Per questo motivo vi passiamo la dieta contro l’influenza stilata da Coldiretti: piccoli consigli alimentari per affrontare in salute il periodo più freddo dell’anno.

Prima di tutto bisogna aumentare le calorie consumate, iniziando la mattina con latte, miele o marmellata e portando poi a tavola soprattutto zuppe, verdure, legumi e frutta. In questo modo avremo un apporto maggiore di vitamine, perfette per rafforzare le difese immunitarie e rendere il nostro corpo più forte contro i virus e i raffreddamenti.

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Calorie del latte

Il latte, sia che si utilizzi come bevanda o come base per preparare piatti, rappresenta un alimento molto usato nell’alimentazione sana di adulti e bambini. Le sue qualità nutritive e il suo essere stato rivalutato come alleato nella dieta, lo rende un alimento straordinario. L’ampia varietà di latte presente nel mercato rende a volte difficile la scelta su quale latte va meglio per una dieta corretta.

Il mercato offre un’ampia varietà e tipologie di latte non solo rispetto al tipo di lavorazione che elimina le parti grasse (latte intero e non) ma anche rispetto alla provenienza animale (latte di vacca, latte di pecora, latte d’asina, ecc.). Ma quali sono le differenze caloriche tra i diversi tipi di latte?

Calorie del latte

Ormai sul mercato è possibile scegliere tra diverse varietà di latte che variano in base alla loro provenienza animale. Quali sono le differenze caloriche dei diversi tipi di latte? Se prendiamo come riferimento quantitativo un bicchiere della capienza di circa 15 cl troveremo enormi differenze tra i tipi di latte:

Il latte aiuta a dimagrire

Sul latte ci sono da sempre opinioni contrastanti: c’è chi dice che fa male e chi invece sostiene l’opposto, senza contare coloro che non possono berlo a causa delle intolleranze, e chi non lo beve per scelta, in quanto derivato animale, come ad esempio i vegetariani e i vegani.

A parte le varie convinzioni, un recente studio sembra dare ragione a tutti coloro che sostengono che il latte fa bene e non fa ingrassare, anzi; secondo una ricerca condotta dall’Università Ben-Gurion di Negev in Israele e pubblicata American Journal of Clinical Nutrition, bere latte con regolarità favorirebbe la perdita di peso.

La ricerca in questione, coordinata dal dottor Danit Shahar, è durata per circa due anni, durante i quali è stata analizzato il peso degli adulti coinvolti nello studio, sia di quelli che bevevano latte regolarmente che di quelli che non lo consumavano.

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Latte, se accompagna alcuni alimenti ne riduce il potere antiossidante

Durante gli ultimi anni il latte è stato oggetto di dibattito in ambito scientifico. Molti ricercatori hanno condotto gli studi più disparati sul latte, per constatare se fosse un alimento light, per trovare un alimento che potesse essere una sua alternativa in caso di intolleranze al lattosio, ecc. Ultimamente ad essere oggetto di studio è stato il comportamento del latte quando è accompagnato da altri alimenti ad alto potere antiossidante, ad esempio il tè verde e il tè nero, il cioccolato e i mirtilli.

Sembra proprio che il latte azzeri completamente la capacità di impedire l’ossidazione di queste sostanze. La sperimentazione, condotta sull’uomo da un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, meglio noto con l’acronimo Inran, è stata presentata alla Fondazione Ettore Majorana di Erice nell’ambito di un workshop internazionale sui tumori in età geriatrica.

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Due bicchieri di latte per tonificarsi e perdere grasso

Bere due bicchieri di latte dopo aver fatto esercizio fisico aiuta a tonificare i muscoli e a perdere massa grassa, non soltanto negli uomini, ma anche nelle donne. Ad affermarlo è uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Kinesiologia della McMaster University, in Canada. Il professor Stu Phillips e colleghi sono partiti dalla considerazione che nonostante l’esercizio fisico non sia una prerogativa femminile i benefici per la salute con l’allenamento di resistenza sono enormi. Aumenta la forza, l’ossatura, la salute muscolare e metabolica.

Già un precedente studio aveva dimostrato che il latte favoriva l’aumento della massa muscolare e la perdita di grasso negli uomini. Ora, i ricercatori si sono concentrati sugli effetti del latte nelle donne. Un errore comune è che le donne tendono a prendere le distanze dai latticini perché convinte che questi siano grassi o possano favorire l’accumulo di grasso. Al contrario, al termine dello studio i ricercatori hanno riscontrato una significativa perdita di grasso. Essi hanno reclutato un gruppo di giovani donne che non praticavano sport per aumentare la resistenza fisica.

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Nessuna differenza fra latte biologico e latte tradizionale

Il latte biologico è meglio di quello tradizionale? Vi sono differenze che ne giustificano la scelta? Queste sono solo alcune delle domande che si sono posti gli scienziati della Facoltà di Veterinaria della Cornell University, negli Usa, e alle quali hanno cercato di dare una risposta analizzando i due tipi di latte. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Dairy Science e miravano a scoprire le eventuali differenze nutrizionali tra il latte biologico e il latte convenzionale.

I ricercatori sono partiti dalla constatazione che il consumatore può essere tratto in inganno dalla pubblicità che suggerisce come vi siano differenze tra il latte biologico e il latte rBST-Free, ovvero quello nel cui processo di produzione non è stato utilizzato un ormone per far produrre più latte alle vacche. Come affermano i ricercatori,

“I consumatori hanno una scarsa conoscenza di come il latte viene prodotto e la ricerca di informazioni per la maggioranza degli americani raramente si estende al di là dell’etichettatura sulle confezioni e la commercializzazione. Particolarmente preoccupante è che alcuni clienti possono percepire che questo tipo di speciale etichettatura indichi differenze di qualità, valore nutrizionale, o la sicurezza dei prodotti lattiero-caseari”.

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Latte e cancro ai reni? Non ci sarebbe un legame

Recentemente si era ipotizzato che vi potesse essere un legame tra l’assunzione di latte e un aumento del rischio di cancro ai reni. Un nuovo studio invece mette in dubbio ciò e ribadisce che non è necessario alterare il latte in alcun modo. Sono stati i ricercatori inglesi guidati dal dott. Nicholas Timpson del Reparto di Medicina Sociale all’University of Bristol a sostenere che il fallimento dei risultati genetici per replicare l’associazione tra il latte e il cancro ai reni suggerisce che i timori che il consumo di latte potrebbe elevare il rischio di cancro sono infondati.

Per sostenere questa tesi, gli scienziati hanno pubblicato un particolare studio sulla rivista ufficiale dell’American Association for Cancer Research, la Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention. Quello che hanno voluto verificare i ricercatori era se vi fosse un nesso fondato tra il consumo di latte e il rischio di cancro ai reni, come sostenuto da un precedente studio.

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Per rassodare servono miele, latte e mele!

La pelle che “cede” ci sta dando un segnale ben preciso: è troppo piena di tossine e non à riesce più a rigenerarsi. Un eccesso di scorie, infatti, rallenta o addirittura impedisce la nuova formazione di collageno, la sostanza che è alla base di un’epidermide compatta e senza celluli­te. Di conseguenza la pelle diventa opaca, flacci­da e priva di tono. Soprattutto a fine inverno, quando la pelle co­perta da numerosi strati di vestiti pesanti non riesce a essere ben ossigenata, le flaccidità diven­tano più evidenti.

E se non vuoi rischiare di arri­vare alla bella stagione in linea ma con la pelle cadente, affidati a miele, latte ed estratto di lu­maca: i nuovi e potenti tonificanti naturali. La prima mossa da fare per ottenere un effetto rassodante sui tessuti flaccidi è seguire una cura depurativa a base di un eccezionale frutto spazzino: la mela. Per tutto marzo ogni mattina bevi un centrifugato di mela, o se non hai la centrifuga, un bicchiere di succo di mela trasparente senza zucchero; come spuntino pomeridiano, gusta una mela fresca o cotta la forno con una spolverata di zucchero di canna e cannella.

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Latte e latticini alla base di una dieta equilibrata

I latticini sono nel carrello della spesa di quasi tutte le famiglie italiane perché vengono consumati praticamente tutti i giorni; del resto il gruppo dei lattiero-caseari è composto da cosi tanti prodotti che è quasi impossibile non trovarne uno adatto ai propri gusti e alle proprie esigenze nutrizionali.

Il latte e i suoi derivati non dovrebbero mai mancare in una dieta bilanciata, perché forniscono sostanze nutritive indispensabili come il calcio, un minerale fondamentale per la salute dello scheletro e la contrazione dei muscoli, ed è presente in grande quantità in tutti i latticini; le proteine complete, che agiscono sulla formazione e sul mantenimenti delle ossa e facilitano l’assorbimento del calcio, tanto che un adeguato apporto di proteine riduce anche il rischio di fratture negli anziani; i grassi sono presenti nei latticini ma non in dosi eccessive, e se si segue una dieta ipocalorica basta scegliere quelli più magri.

Le linee guida elaborate dall’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) consigliano tre porzioni al giorno di latte o yogurt (125 g.) , più tre alla settimana di formaggio (circa 100 g.), prediligendo le “versioni” parzialmente scremate e i formaggi meno calorici, in modo da limitare l’apporto di grassi e colesterolo.

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