Cloruro di magnesio, usi e proprietà

Il cloruro di magnesio è molto importante per la salute del nostro organismo ma, come qualsiasi altro principio attivo, non è esente da controindicazioni pertanto, prima di assumerlo, bisogna conoscere bene i suoi usi e anche gli effetti collaterali.

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Dieta Dukan, come combattere la stitichezza

Uno degli “effetti collaterali” delle diete iperproteiche, come ad esempio la dieta Dukan, è quello di soffrire di stitichezza, un disturbo molto fastidioso che provoca gonfiori e costipazione. Perché molte persone soffrono di stitichezza quando seguono una dieta iperproteica? Cosa si può fare per combattere questo disturbo? Scopriamolo insieme dopo il salto

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Crusca di grano, un alleato contro obesità e stitichezza

La crusca è un prodotto molto importante nella nostra alimentazione, perché aiuta a prevenire molti disturbi, come la stitichezza, la colite, ma anche l’obesità e il tumore al colon. L’interesse attorno a questo prodotto è abbastanza recente (anni ’70), perché inizialmente era considerato materiale di scarto, destinato all’alimentazione degli animali da allevamento.

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Combattere la stipsi a tavola: i cibi per riattivare l’intestino

Combattere la stitichezza a tavola è davvero un ottimo metodo per aiutare il proprio intestino a lavorare meglio. Purtroppo la stipsi può essere molto invalidante e alla lunga dare anche degli effetti collaterali gravi, tra cui infezioni e infiammazioni di diverso tipo.  Tempo fa, per contrastare la pancia gonfia, vi avevamo proposto una dieta di tre settimane che aveva proprio come obiettivo quello di favorire il regolare transito intestinale.

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Ricette light: aspic di verdure e agar agar

L’aspic di verdure e agar agar è un piatto leggero e molto gustoso, che aiuta anche a regolarizzare il colon grazie alla presenza dell’agar agar, un’alga preziosa per la nostra salute ricca di mucillagini che disinfiammano la mucosa intestinale e contrastano la stitichezza.

L’agar agar è una sostanza gelatinosa che viene estratta da alcuni tipi di alga orientale, si trova sotto forma di fiocchi, barrette o polvere. Non ha alcun odore e alcun sapore, ed è solubile solo in liquidi caldi. L’agar agar viene usata in cucina soprattutto come addensante e gelificante come alternativa ad altre gelatine di origine animale.

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Songino: calorie e proprietà

La Valerianella Olitoria è il nome scientifico di una verdura dalle foglie molto delicate e utilizzata molto in cucina: il songino. Questa verdura, ottima per insalate, è maggiormente conosciuta con il nome di Songino anche se tanti i nomi presenti nelle diverse regioni italiane: gallinella, valerianella, formentino, songino, soncino, dolcetta, ecc. Essa va distinta dalla ben più nota Valeriana Officinalis, sua stretta parente, che è la pianta da cui si estrae l’omonimo olio essenziale.

Il songino, insalata di piccole dimmensioni, si presenta di colore verde brillante, le sue foglie carnose e di forma leggermente allungata si trovano raggruppate in tanti piccoli cespi. Il songino  presente tutto l’anno, anche se i periodi migliori sono tra giugno e agosto, si può trovare anche in prati e terreni dalla composizione più sabbiosa. In un piccolo mazzetto di songino, tante le proprietà benefiche per il corpo.

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Regolare l’intestino con le taccole

Le taccole sono ortaggi simili ai piselli, ideali per regolarizzare l’intestino, ma anche per fare scorta di fibre, vitamine e ferro. Le taccole, infatti, meglio conosciute come i piselli cinesi o con il termine di “mangiatutto” perché si mangiano con l’intero baccello, sono poco usate in cucina, ma molto utili in primavera, dal sapore dolce e delicato.

Le taccole sono di colore verde chiaro, dalla forma larga e appiattita e come accennato all’inizio si mangiano intere. Questa varietà di piselli è particolarmente ricca di fibre alimentari, ferro, caroteni, vitamina C, e vitamina B9 ed è ottima per regolare l’intestino.

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Ricette light: crema ai frutti di bosco

La crema ai frutti di bosco è una vera delizia, amica non solo del nostro palato, ma anche della bilancia! Si tratta, infatti, di un dessert davvero goloso, ma povero di calorie.

Una porzione di crema ai frutti di bosco ha solo 130 chilocalorie, vale a dire l’equivalente di una mela di medie dimensioni. Questa ricetta è ideale per chi deve seguire una dieta dimagrante, ma anche per chi deve tenere sotto controllo il colesterolo o i trigliceridi alti. Questo dolce, è ottimo come spuntino, ma anche a colazione. Se invece, preferite consumarlo come dessert, fatelo al termine di un pasto molto leggero, ad esempio dopo un minestrone di verdure e una fettina di pollo ai ferri con contorno di insalata.

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La tisana alla malva contro la stipsi

Chi ne soffre lo sa bene: la stipsi è un disturbo difficile da contrastare e, secondo recenti stime, ne soffrirebbe un italiano su tre, in maggioranza donne. Secondo una ricerca condotta dall’Università di Tel Aviv, una delle cause più frequenti della stipsi sarebbe la scarsa assunzione di liquidi che, invece, aiuterebbero a contrastarla.

A parte bere tanta acqua, un buon modo per assumere liquidi è quello di bere le tisane, soprattutto quelle a base di estratti di piante utili per combattere la stitichezza, come ad esempio la malva; tra i suoi componenti attivi ci sono le vitamine del gruppo A, B e C, mucillaggini, antocianine, tannino e oli essenziali.

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Cambio di stagione e stipsi: attenzione all’alimentazione

Il cambio di stagione, soprattutto quello dall’estate all’autunno, è un periodo difficile per l’organismo che è costretto ad affrontare il calo delle temperature e le minori ore di luce; uno degli organi che risente di più di questi cambiamenti è l’intestino, che rallenta le sue funzioni causando stitichezza.

La stipsi da cambio di stagione è un disturbo piuttosto diffuso, basti pensare che ne soffre ben il 58% degli italiani. Oltre a problemi di origine alimentare, infatti, la stipsi può presentarsi anche in caso di un forte stress, di un viaggio, o semplicemente a causa del cambio di abitudini e di stagione. Per stipsi non si deve intendere sono la riduzione del numero delle evacuazioni ma anche il dolore e la difficoltà a portarle a termine.

In autunno, l’organismo deve affrontare il cambio di clima e di abitudini, come ad esempio il ritorno al lavoro o a scuola dopo un periodo di vacanza, ma anche far fronte ai disagi dovuti ad un minor apporto di liquidi: con l’arrivo del freddo tendiamo a bere meno rispetto alla stagione calda, fornendo, quindi, meno liquidi all’organismo.

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Mangiare la segale aiuta a combattere la stitichezza

La stitichezza è un disturbo molto fastidioso di cui soffrono molte persone; se avete provato tutti i metodi possibili per contrastarla ma senza risultati, una speranza vi potrebbe arrivare dalla recente ricerca condotto dall’Università di Helsinki, in Finlandia, e pubblicato sul Journal of Nutrition, che consiglia di mangiare la segale per combattere la stipsi.

Pare infatti che questo cereale, da sempre molto sottovalutato sia efficace come, se non di più, dei lassativi chimici che esistono in commercio, con il pregio di essere naturale. I ricercatori hanno condotto la ricerca su 51 pazienti adulti che hanno poi diviso in 5 gruppi, ai quali hanno dato rispettivamente e ogni giorno 240 grammi di pane di segale, una bevanda a base di latte, pane di segale e latte, pane bianco e i lassativi classici.

Il risultato della ricerca è stato che l’unico gruppo che ha ricevuto benefici intestinali è stato quello che aveva assunto pane di segale, che, tradotto in percentuale significa un aumento del transito intestinale dal 23% al 41%.

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Combattere la stitichezza con l’alimentazione giusta

Una recente indagine ha dimostrato che in Italia soffrono di stitichezza circa 3 milioni di donne e un milione di uomini: la stipsi, dunque, è un disturbo molto comune al quale non sempre facile da risolvere.

Per stipsi non si intende soltanto il fatto di non riuscire ad andare in bagno, ma indica anche quando ciò avviene con difficoltà. Esistono due tipi di stipsi: quella da rallentamento del transito intestinale, che si ha quando si va in bagno molto raramente, e da difficoltà da espulsione, cioè quando c’è lo stimolo, ma si hanno difficoltà ad espellere le feci. A prescindere da quale sia il disagio, si può parlare a pieno titolo di stipsi quando questi disturbi persistono da almeno 3 mesi.

Le principali cause della stipsi sono da cercare nello stile di vita e soprattutto nell’alimentazione; per chi soffre di stitichezza è importante incamerare tante fibre, bere molta acqua e assumere più liquidi possibile a tavola, ad esempio consumando di frequente le zuppe, perché aiutano ad ammorbidire le feci e, quindi, a facilitarne il passaggio e l’espulsione. Anche l’attività fisica è importante per contrastare la stitichezza non bisogna fare chissà quale sport: basta una passeggiata di mezz’ora due o tre volte alla settimana o una gita in bicicletta, per sentirsi meglio.

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Diverticolite e alimentazione: alcuni consigli per stare meglio

I diverticoli sono alterazioni della mucosa intestinale che interessano il tratto di colon che congiunge il retto con l’intestino discendente; i segnali che indicano la presenza dei diverticoli sono: addome gonfio, teso e con dolori, stipsi e fastidi al momento dell’evacuazione.

La diverticolite colpisce in prevalenza più le donne che gli uomini, soprattutto coloro che soffrono di stitichezza e che hanno superato i 50 anni d’età, perché i sintomi peggiorano con il tempo, arrivando addirittura a provocare fenomeni di fermentazione batterica che causano dolori addominali acuti, accompagnati da qualche linea di febbre e da evacuazioni sempre molto dolorose. Per evitare di arrivare a stadi particolarmente fastidiosi dell’alterazione, bisognerebbe rivolgersi, fin dai primi sintomi, ad uno specialista, cioè al gastroenterologo.

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La crusca contro i problemi intestinali e l’iperalimentazione

La crusca è un involucro costituito da fibre che avvolge i semi del frumento e di altri cereali, che si ottiene per raffinazione, cioè separandola dalla farina. La crusca è una fibra alimentare che apporta molti benefici: è infatti ottima per combattere la stitichezza e i problemi di colon irritabile.

Il valore delle fibre dipende dal tipo di crusca: quella di frumento ne contiene circa il 50%, quella d’avena il 20%, quella d’orzo il 5% e quella di riso il 30%, per cui la crusca di frumento è da preferire, non solo perché contiene più fibre, ma anche perché è capace di assorbire l’acqua in quantità maggiore rispetto agli altri tipi.

La crusca ha la capacità di ammorbidire le feci, e quindi di ridurre la pressione sulle pareti intestinali, e anche di prevenire il tumore al colon, perché la grande presenza di fibra facilita l’espulsione di particelle tossiche introdotte con il cibo. Un’altra proprietà della crusca è quella di combattere l’iperalimentazione, in quando la sua qualità di gonfiarsi a livello gastrico, permette di provocare il senso di sazietà, e quindi di mangiare di meno; se a questo si aggiunge il fatto che apporta poche calorie, si capisce facilmente il perché questa fibra sia molto consigliata nei regimi dietetici.

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Combattere la stitichezza con la dieta Mayr

La dieta Mayr deve il nome al medico austriaco che l’ha ideata nei primi anni del secolo scorso allo scopo di curare e prevenire stitichezza, gonfiore addominale e altri problemi intestinali. Ma non solo. Franz Xaver Mayr, gastroenterologo, era infatti fermamente convinto che lo stato di salute dell’individuo fosse legato al funzionamento del processo digestivo e, di conseguenza, che molte patologie, inclusi cefalea e reumatismi, fossero ascrivibili ad un suo squilibrio.

Più precisamente, la dieta Mayr può essere considerata una dieta disintossicante finalizzata a ripulire l’intestino dalle scorie attraverso una sorta di digiuno attenuato che pone l’apparato digerente in condizione di riposo. Il programma alimentare, che rappresenta solo una parte della cosiddetta cura Mayr, si apre con due giorni di dieta liquida nel corso dei quali è possibile bere acqua, latte, tè, tisane e succhi di frutta.

Quindi segue una settimana di semidigiuno durante la quale si osserva ogni giorno il medesimo piano alimentare:

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Dieta ad alto residuo contro la stitichezza

La stitichezza, o stipsi, è un disturbo piuttosto comune alla base del quale possono trovarsi patologie quali colite, emorroidi, ragadi, diverticolite ecc. Spesso però a determinarne l’insorgenza sono abitudini di vita poco sane (soprattutto la sedentarietà)  e/o uno stile alimentare squilibrato. Ne consegue che, una volta che il medico abbia escluso la presenza di una delle condizioni patologiche sopra accennate, è possibile risolvere il problema seguendo una dieta adeguata e praticando un pò di esercizio fisico anche moderato.

In caso di stitichezza cronica può essere di grande aiuto seguire la cosiddetta dieta ad alto residuo. In realtà più che di una vera e propria dieta si tratta di uno stile alimentare che prevede l’assunzione quotidiana di almeno 30 grammi di fibre al giorno (quantità che coincide con il massimo della razione giornaliera consigliata) accompagnata da un abbondante consumo di liquidi.

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La dieta dell’insalata

La dieta dell’insalata è l’ideale per chi soffre di stitichezza, di ritenzione idrica oppure ha la pelle secca ed opaca; l’insalata, infatti, è ricca di fibre che arrivano direttamente all’intestino aiutandolo nell’espletamento delle sue funzioni. L’insalata, inoltre, rallenta l’assorbimento degli zuccheri, è ricca di vitamine A, C ed E, possiede molti sali minerali, in particolare il potassio che combatte la ritenzione idrica, e contiene rame, zinco e selenio, elementi con una forte azione antietà.

Il pregio di questa dieta è che è facilissimo trovare in commercio diversi tipi di insalata: dalla lattuga in tutte le sue varianti, alla rucola, varietà ricchissima di vitamine A e C, di rame, ferro e magnesio. L’insalata, in più, è facile da preparare, ma affinché mantenga tutte le sue proprietà bisogna avere alcuni accorgimenti; innanzi tutto deve essere freschissima e di stagione, poi va lavata con molta cura, cambiando spesso l’acqua e facendo almeno due o tre risciacqui, avendo però l’accortezza di non lasciarla a lungo a mollo per non perdere le vitamine.

Un’altro accorgimento molto importante è quello di asciugare bene le foglie con un canovaccio, con la carta da cucina o con l’apposita centrifuga. La verdura va tagliata poco prima di essere servita in tavola per evitare di disperdere la vitamina C al contatto con l’aria, e va condita direttamente nel piatto per controllare meglio l’olio usato.

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