Quanto conta la dieta antiossidante funzionale?

 

Abbiamo spesso parlato di antiossidanti e di quanto questi elementi siano importanti per preservare la salute e contrastare l’invecchiamento cellulare. Sono però delle parole che per chi non è addetto ai lavori, valgono poco. Per questo motivo oggi vi illustro uno studio realizzato dall’Inran, l’ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione.

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Tè nero o tè verde? Non c’è nessuna differenza

 

Sono anni che vengono decantate le proprietà del tè verde. È diventato una sorta di mito del benessere, ricco di antiossidanti, senza caffeina, insomma un vero elisir di lunga vita. Che faccia bene, nessuno lo vuol mettere in dubbio, ma non bisogna per questo motivo disdegnare il più classico e pungente tè nero.

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Gli Omega-3 agiscono su corpo e mente

Siete agitati e nervosi. Avete mai pensato che quello che mangiate potrebbe influenzare il vostro umore? Il cibo non serve solo a dare energia al corpo, ma anche alla mente. Pensate che gli omega-3, noti acidi grassi polinsaturi dalle numerose proprietà benefiche, agiscono positivamente sull’organismo e sulla psiche. Lo ha dimostrato uno studio dei ricercatori dell’Università dell’Ohio.

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Uova, una miniera di antiossidanti

Le uova di gallina, sono ricche di antiossidanti. A sostenerlo, è una ricerca dell’Università di Alberta in Canada, diretta dai dottori Wu Jianping, Andreas Schieber, Chamila Nimalaratne e Daise Lopes-Lutz e pubblicata su “Food Chemistry”.

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Il pesce fa bene, ma bisogna stare attenti alla cottura

 

Il pesce è uno degli alimenti più indicati nella dieta quotidiana. È leggero, ricco di antiossidanti e acidi grassi buoni, come gli omega 3. Come tutti i prodotti, le sue qualità dipendono molto dal modo in cui viene cucinato. Questa tesi è sostenuta da un nuovo studio di un ricercatore dell’università di Chicago.

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Le patatine fritte creano dipendenza come la marijuana

I cibi grassi creano dipendenza, proprio come la marijuana. A spiegarne il meccanismo, è stata una ricerca condotta da un gruppo internazionale di ricercatori guidati da Daniele Piomelli, dell’Università di California a Irvine e del Dipartimento di Drug Discovery and Development dell’IIT di Genova, pubblicata sulla rivista Pnas.

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