Il pesce fa bene, ma bisogna stare attenti alla cottura

di Mariposa Commenta

 

Il pesce è uno degli alimenti più indicati nella dieta quotidiana. È leggero, ricco di antiossidanti e acidi grassi buoni, come gli omega 3. Come tutti i prodotti, le sue qualità dipendono molto dal modo in cui viene cucinato. Questa tesi è sostenuta da un nuovo studio di un ricercatore dell’università di Chicago.

L’esperto, Donald Lloyd-Jones, ha cercato di fare il punto sulla modalità di consumo. Apro prima una parentesi di carattere culturale. In America, il pesce è abbastanza diffuso, ma non c’è una tradizione culinaria. Nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di pesce fritto (spesso sono gamberi). Ci sono poi ristoranti di alto livello, ovviamente non alla portata di tutti, che propongono anche piatti alternativi.

Lo studioso ha voluto sottolineare questa cosa: non serve mangiare pesce fritto per scongiurare alcuni rischi. Per focalizzare su questa tematica ha analizzato la dieta e le abitudini di circa 84mila donne in menopausa. C’è stato poi un controllo incrociato tra i dati di coloro che avevano avuto l’infarto e di coloro che, invece, stavano bene di salute. È emerso che le donne consumatrici di pesce fritto erano più esposte rispetto a quelle che non mangiavano pesce.

Perché il pesce cucinato così è tanto buono, ma fa male alla salute? Intanto perché l’olio bollente (in alcuni casi anche riciclato) elimina tutte le sostanze nutritive lasciando il posto ai famigerati acidi grassi trans. Meglio quindi non introdurre questo prodotto nella vostra alimentazione, se non in modo corretto. Soprattutto se mangiate lo stesso tanta frutta e tanta verdura. Quali sono le cotture migliori? Sicuramente alla griglia e al forno, molto naturali e poco condite.

Tra i pesci migliori per la salute del cuore, invece, possiamo scegliere il salmone, il pesce azzurro in generale, dalle acciughe allo sgombro.  Ricordiamo poi che i crostacei, invece, tendo a far alzare il colesterolo. In questo caso, è decisamente meglio non esagerare e concederseli ogni tanto.

[Fonte: Corriere]

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