Liposuzione, quando è il caso di farvi ricorso?

liposuzione

La liposuzione è una tecnica chirurgica che, più di ogni altra, ha riscosso negli ultimi anni il favore della popolazione femminile; come molte di voi sanno, questa tipologia di intervento, cui ci si riferisce attualmente anche con i termini di liposcultura o lipoaspirazione, consiste nell’asportazione localizzata di parte del grasso sottocutaneo mediante l’utilizzo di una cannula aspiratrice che viene inserita nei tessuti dopo aver praticato su di essi alcune piccole incisioni. Oltre a permettere di perdere peso, questa tecnica viene impiegata anche a fini estetici soprattutto per il rimodellamento del profilo corporeo e deve essere operata da un medico esperto in day hospital.

Tuttavia, nonstante sembri mantenere le promesse, la liposuzione non è una tecnica esente da rischi, nè è adatta a tutte e circostanze; esistono infatti tutta una serie di requisiti dei quali la candidata ideale deve essere in possesso se si vuole ottenere il miglior risultato possibile non solo in termini di dimagrimento, ma anche di rimodellamento e tonicità dei tessuti.

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In arrivo il gel che aiuta a dimagrire

Capita piuttosto di frequente che, posti dinnanzi alla necessità di perdere qualche chilo, non tutti troviamo la forza necessaria per seguire scrupolosamente una dieta dimagrante che ci permetta di raggiungere l’agognato traguardo. Qualunque dieta infatti, per quanto equilibrata, ci lascia perennemente affamati conducendoci ben presto a cadere nella tentazione di aprire il frigorifero e, come si dice, svaligiarlo.

Se anche voi, come me, vi riconoscete in questa situazione, sembra che un soluzione ai nostri problemi sia in arrivo: un gruppo di ricercatori della britannica Birmingham University ha infatti messo a punto una bevanda che, una volta ingerita e giunta nello stomaco, assume una consistenza gelatinosa conferendo il tanto desiderato senso di sazietà e riducendo, di conseguenza, l’appetito.

Aspettate però ad esultare, secondo quanto dichiarato dal coordinatore del progetto, Fotis Spyropoulus, ci vorranno almeno altri tre anni prima che il gel dimagrante venga immesso sul mercato. Ma come è fatta e come funziona la bevanda che fa già parlare di sè in tutto il mondo? A spiegarlo al  quotidiano inglese Guardian è lo stesso Spyropoulus:

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È meglio mangiare la carne bianca o quella rossa?

La carne è un alimento importante nella nostra dieta, perché è ricca di proteine, fornisce ottime quantità di aminoacidi essenziali, contiene sali minerali in abbondanza e vitamine del gruppo B, soprattutto quelle denominate B12. Nonostante tutte queste qualità, però, le opinioni degli esperti sono concordi: mangiare troppa carne fa male; secondo gli studiosi la nostra dieta è troppo ricca di proteine animali, e questo farebbe aumentare la probabilità di soprappeso, i rischi cardiocircolatori, l’aumento del livello di acidità dell’organismo e sottoporrebbe i reni a un doppio lavoro.

Secondo gli esperti, mangiare carne nella giusta quantità significa inserirla nel menù settimanale per quattro volte: due volte la carne bianca e due volte quella rossa, inclusi i salumi, e in quantità non troppo abbondanti, ovvero non superando i 100 grammi.

Alternare le carni rosse a quelle bianche come tacchino, pollo e vitello, è utile perché quest’ultime hanno fibre muscolari molto fini e prive di grassi e sono estremamente digeribili; inoltre, sul piano nutritivo, le carni bianchi sono complete come quelle rosse, in quanto il contenuto di vitamine, proteine e sali minerali varia pochissimo. Un altro mito da sfatare è quello che le carni bianche siano più povere di ferro di quelle rosse, perché non è affatto vero.

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Dimagrire mangiando cibi a medio e basso indice glicemico (terza settimana)

dimagrire abbassando indice glicemico

Nell’ultima settimana di cura fai attenzione all’indice glicemico (IG) degli alimenti, ossia alla velocità con cui un cibo fa aumentare glicemia, insulina e peso. Sono da evitare alimenti con ig elevato quindi:

Zucchero, birra, fecola di patate, farina di riso, patate al forno, patatine fritte, pane bianco, riso cotto, carote cotte, farina bianca, mais, latte di riso, pop corn, rapa cotta.

Cibi con IG medio 3-4 volte la settimana: Riso basmati, cachi, kiwi, muesli (senza zucchero), pasta integrale, riso integrale, cuscus integrale, farro integrale, kamut integrale, piselli in scatola, segale.

Ecco cosa puoi mangiare senza problemi: Fagioli, yogurt, piselli, ceci, ricotta, lenticchie, pomodori, mele pere, prugne e – ogni tanto – un pezzettino di salsiccia!

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Per riattivare il metabolismo evitare per 7 giorni zucchero e farine bianche (seconda settimana)

riattivare il metabolismo

I carboidrati raffinati, ossia lo zucchero raffinato e i carboidrati ottenuti privando la farina integrale della parte più esterna (crusca), sono dei veri killer per il metabolismo; hanno un assorbimento rapido e sono tra i principali imputati dei picchi di glicemia e in­sulina. Inoltre, il fatto di essere stati privati della crusca li rende biologicamente “morti” e pericolosi per la funzionalità intestinale. Per 7 giorni, quindi, elimina lo zucchero bianco (sostituiscilo col miele) e dimezza le porzioni di pasta, pane, pizza, preferendo in ogni caso i cereali integrali biologici. A tavola, per 7 giorni, prova a sostituire i carboidrati raffinati con carboidrati integrali diversi dal frumento (avena, segale, kamut, grano saraceno, ecc….).

Oltre ad apportare fibre, sono una delle principali fonti di cromo, un oligoelemento che è indispensabile per la regolazione del metabolismo e che favorisce l’azione dell’insulina, riducendo la glicemia e impedendo i ristagni e la formazione di cuscinetti. Cerca di assumere almeno 100gr di cereali integrali al giorno.  Le farine scure sono quelle più ricche di fibre e sapore: più le mangi e più riesci a disabituarti ai cereali raffinati (quelli bianchi) e agli zuccheri industriali, che fanno impennare insulina e glicemia.

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Per tonificarti disintossica fegato e colon (prima settimana)

tonificarsi depurandosi

Il fabbisogno giornaliero di cibo va suddiviso in tre pasti principali cui si possono aggiungere due spuntini (a metà mattina e a metà pomeriggio). La colazione e il pranzo devono essere i pasti più “ricchi” della giornata, mentre la cena dovrebbe essere il pasto più povero; è preferibile evitare di consumare carboidrati in eccesso a cena, specialmente se in seguito non pratichi alcuna attività sportiva. Di notte, infatti, il fegato ha tutto il tempo per trasfor­mare in grassi tutti i carboidrati ingeriti e non “bruciati” con l’at­tività fisica. In questa prima settimana, quindi, è d’obbligo inizia­re riequilibrando la dieta.

Se hai un indice di massa corporea superiore a 25, una riduzione dell’apporto energetico di circa 300-500 kcal al giorno ti permette di perdere peso senza eccessivi sacrifici. Per ottenere questo risultato basta ridurre un po’ le porzioni di carboidrati. Per esempio mangiare 50gr di pane anziché 100g riduce già l’apporto energetico di circa 150ckal. In parallelo si può aumentare invece l’apporto di fibre, per esempi consumando due insalate fresche al giorno. Un insalata prima di ogni pasto: ti serve per fare scorta di fibre che tolgono la voglia di dolci: basta una ciotola di insalata prima di ogni pasto, condita con un cucchiaino di olio d’oliva e aceto.

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Il miso e le sue proprietà benefiche

Il miso è un condimento derivato dai semi di soia, molto diffuso in tutto l’estremo Oriente e soprattutto in Giappone, a cui possono essere aggiunti anche dei cereali come il riso e l’orzo; questo condimento è ancora poco conosciuto in Italia, ma è molto usato nella cucina orientale e in quella macrobiotica, anche per le sue caratteristiche salutari.

Il miso si ottiene mettendo in ammollo e cuocendo i semi di soia, che poi vanno pressati e lasciati fermentare in acqua salata per alcuni mesi; il miso assume colorazioni diverse a seconda del grado di fermentazione, come del resto il sapore, anche se in quest’ultimo caso è la percentuale degli ingredienti, riso, orzo o sola soia a determinarlo; in generale, però, si può definire come un gusto molto saporito, forte e salato. Il miso si usa come condimento di zuppe, minestre e insalate, diluendolo con acqua e usandone quantità limitate in modo da non rendere troppo salati i piatti.

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Secondo piatto light: petti di pollo al vapore

petti di pollo al vapore

Qualche giorno fa vi abbiamo illustrato i benefici della cottura al vapore, oggi vi proporremo una ricetta per applicare questo metodo di cottura, ovvero quella del petti di pollo cotto al vapore. Non dovete pensare che la cottura al vapore oltre ad essere priva di grassi sia anche priva di gusto: proprio questa ricetta vi dimostrerà che l’uso di erbe aromatiche può compensare quello di altri condimenti grassi; inoltre, questa pietanza contiene solo 180 calorie a porzione, e quindi costituisce un secondo piatto gustoso e nutriente.

Petti di pollo al vapore

Ingredienti 

2 petti di pollo di circa 300 grammi ciascuno, un mazzetto misto di prezzemolo e maggiorana in foglie, 1o steli di erba cipollina, uno scalogno, succo filtrato di un limone, succo filtrato di mezza arancia, una scorza di arancia, un cucchiaio di salsa di soia, 20 grammi di olio extravergine d’oliva, sale.

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L’alimentazione giusta contro l’insonnia

dieta contro insonnia

L’insonnia è un disturbo piuttosto comune, soprattutto fra le donne; si stima infatti che queste rappresentino addirittura il 60% di coloro che ne sono affetti. Questo sgradevolissimo stato di cose può manifestarsi in  tre momenti differenti del riposo notturno inficiandone in ogni caso la qualità con ripercussioni notevoli sul benessere della persona durante il giorno.

L’insonnia può essere infatti distinta in iniziale, centrale e tardiva: nel primo caso consiste in difficoltà di addormentamento, nel secondo con il risveglio nel cuore della notte, spesso accompagnato da una sequela di pensieri sgradevoli cui si da il nome di ruminations, nel terzo infine coincide con il risveglio precoce. Inoltre questo disturbo del sonno può avere carattere transitorio (può manifestarsi cioè solo per un periodo limitato di tempo), saltuario (affliggere solo di tanto in tanto) o cronico; e in quest’ultimo caso sembra anche che tenda a peggiorare con l’avanzare dell’età.

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Ingrassi in fretta se hai la glicemia alta!

iperglicemia e aumento peso

Un elevato livello di glucosio nel sangue (iperglicemia) a digiuno segnala che il metabolismo dei carboidrati è in difficoltà. In genere la glicemia aumenta pochi minuti dopo l’ingestione di cibi contenenti carboidrati (pasta, pane ecc.). Con l’aumento di glucosio nel sangue, il pancreas secerne insulina, ormone che favorisce l’ingresso e l’utilizzo del glucosio nelle cellule, abbassando così la glicemia. Tutta­via, quando la dieta prevede un eccessivo consu­mo di carboidrati (più del 60% in ogni singolo pasto) o l’apporto di carboidrati raffinati (zuc­chero, dolci, caramelle), la secrezione di insulina è intensa e brusca e determina la trasformazione degli zuccheri in cuscinetti adiposi.

L’eccesso di dolci e zuccheri si deposita prima di tutto nella zona addominale. Se la circonferenza del tuo punto vita supera gli 88 cm, devi subito correre ai ripari…ecco i pericoli di una dieta troppo zuccherina:

  • Sensazione di fame già poco dopo il pasto
  • Desiderio costante di zuccheri (dolci, pane, focacce ecc.)
  • Aumento della massa grassa
  • Peggioramento della ritenzione idrica
  • Ridotta tolleranza al glucosio
  • Aumento del livello di grassi nel sangue
  • Deposito di adipe sulle pareti dei vasi sanguigni nei casi più gravi, il diabete

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Una dieta liquida contro le apnee notturne

dieta liquidaUna dieta ipocalorica liquida; è questa la soluzione proposta dai ricercatori dello svedese Karolinska Institute per risolvere il problema dell’apnea notturna. La ricerca, pubblicata sul British Medical Journal, è stata condotta su un gruppo di 63 soggetti obesi con apnee ostruttive gravi; i partecipanti all’esperimento sono stati suddivisi in sue sottogruppi: uno ha seguito un regime dietetico ipocalorico a base di liquidi per due settimane (al termine delle quali sono stati gradualmente reintrodotti i cibi solidi), l’altro la propria alimentazione di sempre, il tutto per un periodo di sette settimane.

Al termine di questo periodo, il primo gruppo, oltre ad una considerevole perdita di peso (19 kg), ha mostrato anche una drastica riduzione del numero di apnee notturne, che sono scese da 37 a 12 l’ora. Tuttavia non si può non rilevare che dimagrimento tanto rapido, per di più ottenuto mediante una dieta molto restrittiva, espone come minimo al rischio di riprendere i chili perduti con altrettanta rapidità vanificando tutti i benefici della ritrovata forma fisica, ivi inclusa la riduzione degli episodi di apnea. Lo studio conferma in qualche modo quanto si sapeva già: perdere peso riduce questo tipo di disturbo che, insieme alla roncopatia (ovvero il russamento) affligge le persone obese.

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Come togliere 3cm dal girovita

diminuire il girovita

Se ci teniamo davvero alla linea di tanto in tanto dovremmo dare un occhio alla glicemia ossia al livello di glucosio nel sangue. E’ una “spia” molto importante del metabolismo dei carboidrati e del metabolismo in generale. Tanto più adesso dopo  il mese di pranzi e cenoni. Il periodo delle festività, infatti, comporta un aumento generale delle calorie in­trodotte con la dieta e alcuni «strappi» alle rego­le alimentari basilari, primo fra tutti un maggio­re apporto di dolci e zuccheri.

Le conseguenze le paghiamo subito, con gonfiori, fame nervosa, stipsi, ma rischiamo di pagarle anche la prossi­ma estate a causa del brusco rallentamento del metabolismo. Se vogliamo avere una linea perfetta a giugno dobbiamo occuparci già adesso del nostro meta­bolismo. La prima cosa da fare è aiutare l’orga­nismo a drenare il surplus di tossine. Occorrono poi cibi riattivanti e alcuni rimedi naturali speci­fici per il metabolismo dei carboidrati.

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Cioccolato per tenere a bada il colesterolo

Avete ancora dei dubbi sulle proprietà benefiche del cioccolato? Toglieteveli, perché ormai i medici sono tutti concordi: se consumato in quantità limitate e scelto di ottima qualità, il cioccolato fa bene al cuore e a tutto l’organismo; se, però, non risponde a queste caratteristiche, può favorire l’aumento di peso e l’insorgenza di grassi nella circolazione sanguigna.

Vediamo insieme quali sono le proprietà benefiche del cioccolato. Innanzi tutto riduce il colesterolo, in quanto contiene una sostanza in grado di contrastare l’attività del colesterolo cattivo, aumentando, invece, la produzione di quello buono. Nel cacao è presente anche l’acido stearico, ovvero il burro di cacao, che è capace di controllare il livello dei trigliceridi nel sangue.

Secondo uno studio tedesco, il cioccolato fondente avrebbe anche la capacità di ridurre la pressione nel sangue, grazie ai polifenoli che contiene, ovvero degli antiossidanti benefici per l’organismo. Il cioccolato contiene la teobromina, un composto in grado di stimolare la muscolatura del cuore, ottenendo, così, un miglioramento della capacità di concentrazione; la teobromina, inoltre, contribuisce anche ad attivare la funzionalità dei reni e quindi a stimolare la diuresi e a prevenire gonfiori e ritenzione idrica. Il cioccolato contiene la fenil-etil-ammina, che è capace di aumentare la produzione di endorfine, delle sostanze che favoriscono il benessere e il relax; la presenza di queste sostanze fa sì che, consumato in modo misurato, il cioccolato ha un effetto tonificante e antidepressivo.

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Osteoporosi, si combatte anche a tavola!

woman with glass milk

Il problema dell’osteoporosi riguarda in Italia ben quattro milioni di donne, non necessariamente di età avanzata; questo disturbo infatti può fare la propria comparsa in donne più giovani poichè anche stili di vita poco salubri, caratterizzati ad esempio da sedentarietà e da una dieta povera di calcio, possono favorirne l’insorgenza. Ai fattori di rischio per l’osteoporosi si aggiunge poi, soprattutto fra le giovanissime, la ricerca eccessiva della magrezza attraverso diete sbilanciate e restrittive che incidono negativamente sullo sviluppo delle ossa esponendole, più precocemente di quanto non avvenga di solito, all’insorgenza della fragilità ossea.

Per questo motivo, affermano gli esperti, è necessario sin dall’adolescenza imparare a controllare il peso nel modo più adeguato: occorre quindi opporre un no risoluto alla rincorsa di ideali di magrezza raggiungibili solo a caro prezzo e curare la propria bellezza e salute adottando uno stile di vita sano a cominciare dalla tavola; nella dieta quotidiana di una giovane donna non devono quindi mai mancare il latte e i suoi derivati, notoriamente ricchi di calcio (ne occorrono almeno 1000 mg al giorno).

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Idee per primi piatti light a base di cereali integrali

primi piatti light

Stufa del solito piatto di pasta al pomodoro? Hai voglia di portare in tavola sapori diversi? Prova con primi piatti a base di cereali integrali (riso, farro, orzo, ecc.), in abbinamento con verdure, carne, pesce. Perché consumarli? Perché sono facili da preparare e regalano alla tua dieta tutte le sostanze di cui hai bisogno per mantenerti in forma. In più, ti consentono di sperimentare un’infinità di accostamenti sfiziosi, dando libero sfogo alla tua vena da gourmet.  I cereali integrali sono grandi alleati del benessere: non subiscono infatti la raffinazione, cioè il processo attraverso il quale i chicchi vengono privati della scor­za e del germe, ricchi di nutrienti preziosi per l’organismo. Conten­gono, quindi, una maggiore quantità di fibre, vitamina E, vitamine del gruppo B e minerali, come lo zinco, il magnesio, il fosforo, il ra­me e il selenio.

L’apporto calorico dei cereali è con­tenuto: 100 grammi di riso integra­le, per esempio, forniscono 337 ca­lorie, mentre l’orzo si ferma a 319.  Sottolinea la dottoressa Diana Scatozza, specialista in Scien­za dell’alimentazione

«Attenzione, però: se sono molto conditi o contengono una quantità eccessiva di carboidrati, anche que­sti primi piatti possono attentare al­la linea. Un trucco semplice per non litigare con la bi­lancia? Nella composizione della ricetta, meglio far prevalere la quan­tità di verdure, pesce o carne, ridu­cendo quella di riso, farro o orzo».

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Segale, calorie e valori nutrizionali

Segale

La segale è uno dei cereali più coltivati in quanto si adatta bene anche a condizioni climatiche rigide e non richiede terreni particolari; è coltivato soprattutto nell’Europa centrosettentrionale ed orientale. Della segale si hanno notizie già nell’Età del Bronzo, ma la sua diffusione avviene a partire dal IV secolo quando inizia ad essere usata per fare il pane; oggi, con la sostituzione da parte del frumento, il pane di segale non è molto diffuso, anche se in alcuni paesi come la Russia e quelli di cultura tedesca usano questo cereale per fare il tipico “pane nero” e la birra di segale.

La segale è un alimento con diverse proprietà nutrizionali, in quanto contiene carboidrati, sali minerali, vitamine del gruppo B e del gruppo E, fibre, proteine e lisina, un amminoacido molto importante ma poco presente negli altri cereali. Tra le proprietà della segale le più note sono quelle antisclerotiche, energetiche, depurative e ricostituenti; inoltre il suo grande contenuto di fibre la rende perfetta per chi soffre di stitichezza.

Anche chi conduce una vita sedentaria e soffre di ipertensione troverà beneficio nella capacità della segale, soprattutto in quella di stimolare la circolazione del sangue e di combattere i processi di invecchiamento dei vasi sanguigni. La presenza di fosforo e proteine rende la segale adatta a chi è particolarmente sottoposto a stress intellettuali e a chi deve riprendersi dopo una malattia; è sconsigliata, invece, a chi soffre di problemi renali e se l’organismo tende a trattenere i liquidi.

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La dieta Okinawa

okinawa

Avete mai sentito parlare dell’arcipelago di Okinawa? Per chi non lo conoscesse, si tratta di un gruppo di 4 isole situate nel tratto di mare tra Giappone e Taiwan, ma facenti parte del territorio giapponese, che negli ultimi anni ha attratto la curiosità degli studiosi di tutto il mondo a causa della straordinaria longevità dei propri abitanti: la durata media della vita ad Okinawa è infatti la più alta del mondo (81.2 anni) e i centenari rappresentano il 20,6% della popolazione; in particolare le donne vivono in media più di 84 anni, contro gli 83 del Giappone e i 79 degli Usa.

Inoltre, gli ultracentenari di Okinawa godono in genere di ottima salute e sono spesso perfettamente in grado di lavorare e condurre una vita socialmente attiva, questo anche grazie alla minore incidenza di malattie come diabete, malattie cardiovascolari, cancro e osteoporosi che è di molto inferiore rispetto al resto del mondo. Secondo gli esperti il motivo di tanta longevità è da ricercarsi, oltre che nella propensione alla spititualità e in uno spiccato senso di appartenenza che conduce gli anziani a sentirsi sempre parte integrante della comunità, nello stile di vita alimentare degli isolani,  cui è sottesa la “filosofia” dello “ishokudoghen“, che  in giapponese significa “il cibo è una medicina”.

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Per dimagrire rompere gli schemi

Rompere gli schemi: è la parola d’ordine di vuole di chi vuole dimagrire per davvero. Non solo sul piano psicologico, ma anche su quello alimentare. Chi si mette a dieta e rispetta per 8 settimane i consigli del nutrizionista senza sgar­rare, dimagrisce molto meno (circa 2 kg e mezzo), rispetto a chi mangia ciò che vuole e il giorno dopo fa un piccolo pasto e basta. Questi ultimi perdono 6 kg. Questo è il risultato di una ricerca dell’Università dell’Illinois (USA) con­dotta da un gruppo di ricercatori molto autore­voli. L’indagine smentisce tutti i luoghi comuni: il primo è quello che digiunare, dopo che si è mangiato molto nei giorni precedenti, non serva. Non solo: la “dieta dei giorni alterni“, fatta di cibi da consumare a volontà (con la sola preoccupazione di stare attenti ai grassi) seguiti il giorno dopo da un quasi totale digiuno (solo 400-450 calorie) dà risultati inaspettati.

Dopo 8 settimane, così hanno evidenziato i ricercatori americani, si sono avuti miglioramenti della pressione arteriosa e dei livelli di colesterolo e trigliceridi. Il colesterolo LDI, quello “cattivo”, si riduceva del 25% in coloro che un giorno si lasciavano andare e l’altro optavano per un regi­me di semi-digiuno. Da che cosa dipende questo risul­tato? Perché quelli che fanno una dieta con calorie ben controllare perdono meno peso? Perché la routine li fa sentire inadeguati.

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