Pranzo dell’Epifania: ultimi consigli per non strafare

di Siry Commenta

Per molti di noi i primi mesi freddi corrispondono ad un periodo di letargo, ma al contrario degli orsi che quando arriva l’inverno dormono semplicemente, noi abbiamo spesso l’abitudine per recuperare le forze bruciate durante l’anno, di infilarci dentro ad un tunnel che si chiama peccati di gola, massimamente nel pe­riodo di Natale. Inutile elencare tutte le cose da fare e non fare, ri­spiegare che i dolci (troppi e di tutti i tipi) fanno male, che fare pranzi completi quando il nostro stomaco è abituato diversamente può provocare sconquassi.

Durante le feste certe cose preferiamo non sentircele dire proprio. I nutrizionisti più avveduti, infatti non pon­gono barriere insormontabili, lasciano parecchie vie di uscita. Consigliano magari di mangiare tutto, ma con alcune accortezze. Vediamole:

  1. Non rinunciate ai gustosi manicaretti che trovate in tavola, ma se possibile cercate di evitare i grassi con­tenuti nei condimenti, nelle carni grasse, nei salumi e in altri cibi (salse, maionese); sono i principali colpe­voli del vostro superlavoro ‘festivo’. Se ci riuscite usate per condire l’olio extravergine di oliva, è salu­tare e molto più sicuro di burro, strutto o lardo.
  2. Per cuocere la carne, immancabile commensale del dì di festa, preferite alla cottura con condimenti quella ai ferri per braciole e bistecche o arrosto per fi­letto, carré, cosciotto o stinco. Le parti magre come fesa, spalla, petto di pollo sono buonissime anche in umido, usando come condimenti i tanti sapori delle spezie, delle erbe aromatiche  oppure dell’ottimo aceto balsamico. Tenete presente che i tempi di permanenza nello sto­maco e quindi di digestione di un secondo di carne grassa, condita con maionese o un qualsiasi altro in­tingolo, superano le cinque ore. Chi ha palato fine non vorrà rinunciare alle carni im­panate e fritte, di solito non facilmente digeribili, dun­que moderazione. A proposito di carne ricordatevi che pur essendo fun­zionali al buon funzionamento dell’organismo, le pro­teine assimilabili ad ogni pasto sono al massimo 30-35 grammi pari a circa 150-200 grammi di carne o di pesce. Se si superano questi tetti l’eccedente viene “immagazzinato” come grasso o in parte eliminato.
  3. In alcune regioni italiane, durante le feste di Natale vengono cucinate in maniera elaborata anche le ver­dure. Parlo di zucchine, melanzane, pomodori e pe­peroni ripieni o delle stesse melanzane cucinate alla parmigiana, spesso fritte, con ingredienti che vanno dal prosciutto alla carne tritata, dalle uova sode alla scamorza, al pecorino fino a piselli e besciamella. Più che contorno si tratta di un vero e proprio secondo. L’apparato digerente non sarà particolarmente fe­lice, ma vale il discorso già fatto: mangiatene con moderazione, magari farà bene al vostro stato di benessere.
  4. Moderazione anche con uova e formaggi, che forni­scono sia grassi, che proteine.
  5. Siamo al dessert, che in quasi tutte le tavole è il vero dominatore del pranzo di Natale o del cenone di Capodanno. Senza panettone (in tutte le sue diffe­renziazioni), torrone, panforte, ricciarelli, mostac­cioli, pan pepato eccetera, le feste non sono feste, ed è dunque inutile o quasi consigliare di chiudere il pasto con ananas, gelati alla frutta, kiwi. Di solito si mangiano tutte e due le cose. Magari dopo le feste, ammesso che i dolci finiscano presto, si può provare con una piccola dieta depurativa proprio a base di frutta.

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