L’Opuntia ficus-indica, nota con il nome comune di fico d’india, è una pianta grassa appartenente alla famiglia botanica delle Cactacee. Molto diffusa nel sud dell’Italia, dove cresce anche spontanea, è originaria dei paesi dell’America latina dove viene utilizzata da sempre, oltre che a scopi alimentari, per le presunte proprietà ipoglicemizzanti. Da qualche anno a questa parte sta godendo di una certa popolarità anche nel nostro paese grazie alle proprietà dimagranti, sazianti, drenanti e ipocolesterolemizzanti che sono attribuite ai suoi estratti.
La parte del fico d’India utilizzata a scopi fitoterapici è il cosiddetto nopal, termine con il quale ci si riferisce alla polpa disidratata delle pale spinose della opunzia (i cosiddetti cladodi) ottenuta dopo che queste sono state private degli aculei una volta raccolte. Qui sono infatti contenute alcune sostanze, tra cui mucillagini, pectine, gomme, lignani, cellulose ed emicellulose (in altre parole la parte fibrosa della pianta) cui sono ascritte le molteplici proprietà benefiche del fico d’India.