Opuntia per il controllo del peso

L’Opuntia ficus-indica, nota con il nome comune di fico d’india, è una pianta grassa appartenente alla famiglia botanica delle Cactacee. Molto diffusa nel sud dell’Italia, dove cresce anche spontanea, è originaria dei paesi dell’America latina dove viene utilizzata da sempre, oltre che a scopi alimentari, per le presunte proprietà ipoglicemizzanti. Da qualche anno a questa parte sta godendo di una certa popolarità anche nel nostro paese grazie alle proprietà dimagranti, sazianti, drenanti e ipocolesterolemizzanti che sono attribuite ai suoi estratti.

La parte del fico d’India utilizzata a scopi fitoterapici è il cosiddetto nopal, termine con il quale ci si riferisce alla polpa disidratata delle pale spinose della opunzia (i cosiddetti cladodi) ottenuta dopo che queste sono state private degli aculei una volta raccolte. Qui sono infatti contenute alcune sostanze, tra cui mucillagini, pectine, gomme, lignani, cellulose ed emicellulose (in altre parole la parte fibrosa della pianta) cui sono ascritte le molteplici proprietà benefiche del fico d’India.

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Il latte fermentato aiuta a perdere peso

Il latte fermentato sarebbe in grado di ridurre l’assorbimento dei grassi e quindi di aiutare a perdere peso; a stabilirlo è uno studio giapponese pubblicato sulle pagine dell’European Journal of Clinical Nutrition. La ricerca, condotta dal dottor Yukio Kadooka ha scoperto che integrare l’alimentazione con del latte fermentato, ovvero quello usato per la produzione dello yogurt, limita l’assorbimento dei grassi e quindi, favorisce la perdita di peso.

Lo studio è stato condotto su un campione di 87 persone in sovrappeso, alle quali sono stati dati 100 grammi di latte fermentato al giorno in integrazione alla loro normale dieta; un altro gruppo di persone, invece, ha continuato a seguire l’alimentazione abituale.

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Bruciagrassi naturali ovvero dimagranti benefici

I dimagranti naturali, utilizzati con i tempi e le modalità giuste, sono un utile aiuto per ritrovare e per mantenere nel tempo il peso forma, soprattutto se accompagnati da un minimo di attività fisica e da qualche “correzione” nello stile alimentare. Ma la scelta di un dimagrante naturale deve avvenire sempre in maniera mirata e ponendosi alcune domande. In che condizioni si trova il mio metabolismo? Qual è la distribuzione tra massa grassa e massa magra? Quali sono gli obiettivi da raggiungere? Sono solo alcuni dei principali fattori da tenere in considerazione prima di scegliere e assumere un integratore bruciagrassi.

Quindi se il tuo peso è di circa 3 chili superiore al peso forma, noterai che:

  • non sei necessariamente in sovrappeso ma ti senti “pesante”;
  • avverti gonfiori sparsi in alcuni punti del corpo, ma soprattutto nella zona addominale;
  • la funzionalità intestinale è regolare, ma le evacuazioni non sono superiori a una al giorno.

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L’orario dei pasti influisce sulla linea

L’orario dei pasti può avere delle ripercussioni sulla linea. Lo dimostra lo studio condotto da un team di ricercatori della della Northwestern University che, dopo aver notato la tendenza dei lavoratori notturni ad essere in sovrappeso, ha deciso di investigare sugli orari dei pasti che interferiscono con i ritmi metabolici, inducendo l’organismo ad ingrassare.

Hanno condotto un esperimento su due gruppi di topi di laboratorio; entrambi i gruppi sono stati sottoposti a una dieta con un alto livello di grassi combinata ad esercizio fisico. Il gruppo di cavie che ha assunto il cibo negli orari solitamente dedicati al riposo ha acquistato il 48% di peso in più rispetto all’altro gruppo, che è ingrassato solo del 20%.  A seguito di questa scoperta i ricercatori suggeriscono che mangiare durante le ore notturne, quando l’organismo si aspetta il riposo, disturba i ritmi circadiani, ovvero il ritmo dei processi fisiologici degli esseri viventi, che governa non solamente il ciclo del sonno, ma anche i cicli di alimentazione e attività.

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Ricette light di primavera: insalata di cicorie, kiwi e mandarini

Con l’arrivo dei primi tepori primaverili, oltre al guardaroba viene voglia di cambiare anche l’alimentazione e di inserire nei menù qualche piatto colorato e allegro; proprio quello che vi presentiamo oggi, ovvero l’insalata di cicorie, kiwi e mandarini, che ha anche il pregio di essere piuttosto light: contiene, infatti, 150 calorie a porzione. Questa insalata si basa sul contrasto tra i sapori, e cioè tra quello amarognolo delle cicorie e quello dolce e fruttato dei kiwi e dei mandarini.

Insalata di cicorie, kiwi e mandarini

Ingredienti

80 g. di indivia riccia, 80 g. di cicorino, 1 cespo di insalata belga, 2 cespi di radicchio trevigiano, 2 kiwi, 4 mandarini, 1 gambo di sedano bianco, 1 barbabietola, succo filtrato di un limone, 20 g. di olio extravergine d’oliva, un cucchiaio di aceto balsamico, sale e pepe.

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I cereali integrali

I cereali come grano, segale, riso, avena, sorgo e orzo, sono semi di piante appartenenti alla famiglia delle Graminacee i quali costituiscono ormai da migliaia di anni un alimento base della dieta umana. Mentre la loro presenza è rimasta costante nei secoli, a cambiare è stato il modo in cui l’uomo li trasforma per cibarsene; infatti mentre fino all’epoca preindustriale i cereali venivano generalmente consumati e utilizzati in versione integrale, il progressivo affinamento del loro processo di molitura e lavorazione consentì la produzione di alimenti, quali la farine, sempre più raffinati ottenuti principalmente dall’endosperma del chicco separato dalla crusca e del germe.

Ogni chicco di cereale integrale è costituito infatti da tre sezioni distinte: la crusca, la parte esterna ricca di fibre, antiossidanti, ferro, zinco, rame, magnesio, vitamine del gruppo B e fitonutrienti, il germe interno ricco di vitamine del gruppo B, vitamina E, antiossidanti, fitonutrienti e grassi insaturi, e l’endosperma, ricco di amidi, proteine e tracce di vitamine e sali minerali. Mentre quindi i cereali integrali contengono l’intero patrimonio nutritivo del chicco, i cereali raffinati e i prodotti da questi ottenuti sono nutrizionalmente meno completi poichè la raffinazione presuppone la eliminazione della crusca e del germe e dunque perdita delle importanti sostanze nutritive in essi contenute.

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Esagerare con la dieta mette a rischio le ossa

Tutte le donne che pur di perdere peso e poter vantare linea perfetta sono disposte a sottoporsi a regimi alimentari troppo rigidi devono stare molto attente. Sembra che seguire una dieta troppo rigorosa aumenta il rischio di osteoporosi. Uno studio realizzato da un team di ricercatori dell’organizzazione non governativa inglese National Osteoporosis Society ha recentemente dimostrato come le diete troppo restrittive mettano a rischio la salute e la fragilità delle ossa, aprendo la strada all’osteoporosi.

La ricerca ha evidenziato che la fragilità delle ossa è direttamente collegata al tipo di alimentazione, alla quantità di cibo che si assume e all’equilibrio dei pasti. Una donna su sei che segue una dieta molto stretta, senza saperlo, corre il rischio di fratturarsi un’anca. I ricercatori hanno inoltre intervistato molte donne affette da osteoporosi, scoprendo che oltre il 54% delle donne intervistate ha livelli di vitamina D nel sangue inferiori rispetto alla norma, mentre il 95% ha confessato di consumare una quantità di latte e latticini inferiori alle dosi giornaliere raccomandate dai nutrizionisti. 

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Cavoli e spinaci proteggono la vista

Per proteggere la vista è sufficiente fare un bel pasto a base di cavoli e spinaci. Lo ha dimostrato uno studio condotto dalla dott.sa Joanne Seddon, ricercatrice presso la Harvard University, in Massachussets, sulla proprietà antiossidante di queste verdure che, è stato scoperto, aiuta a proteggere la retina dalle radiazioni nocive. Il merito è della luteina, un pigmento naturale che si trova negli ortaggi a foglia verde, che oltre ad essere un antiossidante è in grado di filtrare la luce blu, che sembra indurre lo stress ossidativo e il danneggiamento degli organi più esposti alla luce, quali cute e occhi.

Negli individui che quotidianamente consumano 6 mg di luteina, che corrispondono ad un’abbondante porzione di spinaci, è stata riscontrata una riduzione del  57% circa del rischio di sviluppare la degenerazione maculare senile, una patologia frequente fra le persone anziane che può portare alla cecità, rispetto a chi ne consuma soltanto 0,5 mg circa. E’ importante sapere che i cavoli e gli spinaci possiedono massima concentrazione di questa sostanza. Introdurre i cavoli e gli spinaci nella dieta può quindi incidere positivamente sulla salute della vista.

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Ancora benefici dalle spezie: la curcuma proteggerebbe il fegato

curcuma e fegato

Torniamo a parlare degli effetti benefici che hanno le spezie sul nostro organismo; sotto la lente di ingrandimento oggi c’è la curcuma, e in particolare la sostanza che contiene, ovvero la curcumina. Da sempre considerata un toccasana dalla medicina ayurvedica, questa spezia è stata anche oggetto di studio scientifico grazie al progetto di un gruppo di ricercatori austriaci della Facoltà di Medicina dell’Università di Graz.

Lo studio, coordinato dal Dottor Michael Trauner, professore di medicina interna, e pubblicato sulla rivista scientifica “Gut” è stato condotto su un gruppo di topo geneticamente modificati per sviluppare un’infiammazione del fegato di tipo cronico. I roditori sono stati divisi in due gruppi: al primo gruppo è stata aggiunta alla dieta della curcumina, mentre il secondo gruppo ha seguito una dieta normale, ovvero senza integrazioni.

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Dimagranti naturali

I dimagranti naturali sono gli integratori, i cibi freschi e i succhi che funzionano senza nessun effetto collaterale. E ti tolgono fino a 10 chili. Tutti i farmaci dimagranti, così come le diete rigide, non sono mai il sistema ideale per perdere peso. Ce lo conferma l’Agenzia Italiana del Farmaco che, dopo un lungo iter di valutazio­ne, a gennaio ha deciso di ritirare dal mercato le pillole a base di sibutramina, il più famoso farma­co dimagrante in circolazione.

Gli effetti pericolosi di questo farmaco superano di netto i suoi reali benefici: infatti la sibutramina riduce la fame modificando la chimica del cervel­lo in modo simile agli antidepressivi, ossia aumentando i livelli di noradrena­lina e serotonina e creando nell’organismo una sorta di dipendenza. L’aumen­to dei livelli di noradrenalina e seroto­nina è però responsabile dell’aumento della pressione arteriosa, di tachicardia, insonnia, cefalea, aritmie.

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Calorie a bada se i piatti sono presentati bene

1052_MEDIUMA tavola gli occhi vogliono la loro parte. Chi pensa di iniziare una dieta lo deve tenere a mente, perché il senso di sazietà arriva più guardando una pietanza che gustandola. Lo rivelano i risultati di uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Universitiy of Illinois e pubblicato sulla rivista scientifica Obesity Research, secondo il quale i fattori percettivi concreti come quelli offerti dalla vista hanno un’influenza sulle nostre scelte che è più forte di quella indotta da conoscenze astratte quali il valore nutritivo di un certo alimento.

E’ stata sottolineata, inoltre, l’importanza di mangiare lentamente così da dare il tempo al nostro organismo di inviare segnali di sazietà al cervello. Questa ricerca ha anche dimostrato quanto l’importanza di stimoli visivi, quali il modo in cui si presentano le porzioni, può influire enormemente sulla quantità di cibo ingerita ingannando lo stomaco circa la reale richiesta di calorie che l’organismo fa.

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I tè verdi giapponesi: elisir antietà

In Oriente, e soprattutto in Giappone, bere il tè verde è un’abitudine molto diffusa perché è una bevanda dalle mille proprietà benefiche; proprio per questo, il suo consumo si sta diffondendo anche in Italia. Del resto, le miscele a base di tè verde sono un’autentica miniera di antiossidanti e di minerali, in grado di stimolare il metabolismo e di bruciare i grassi; in più, grazie alle sue proprietà diuretiche, permette all’organismo di drenare in fretta le scorie e le tossine e di eliminare ritenzione idrica e gonfiore.

Il tè verde, a differenza di quello nero, non è fermentato; quello giapponese viene cotto al vapore in modo da mantenere intatte le sue proprietà. Vediamo insieme quali sono le principali varietà di tè verde giapponese.

Il gyokuro è considerato una dei migliori tè verdi al mondo, ed è ottenuto grazie ad una particolare lavorazione che inizia tre settimane prima della raccolta; in questo modo si ottiene un infuso dal colore verde brillante, molto ricco di vitamina C e dal retrogusto dolce, tutte caratteristiche che lo rendono perfetto come tè da fine pasto o per un intervallo pomeridiano.

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Endometriosi, una dieta ricca di grassi buoni ridurrebbe il rischio

L’endometriosi è una patologia ancora poco nota ma che affligge in Italia il 10% delle donne in età fertile; è una patologia che nelle sue forme più gravi può risultare invalidante e comporta in ogni caso un notevole abbassamento della qualità della vita delle donne che ne sono affette. Essa consiste infatti nella crescita del tessuto che riveste l’utero (l’endometrio) in sedi anomale quali vagina, tube, ovaie, peritoneo, vescica e intestino con la conseguente formazione di cisti e aderenze. Fra i sintomi dell’endometriosi troviamo dolore pelvico cronico, dismenorrea, durante durante i rapporti sessuali, stanchezza cronica e, nel 40% dei casi, infertilità.

Ad oggi non esiste una cura risolutiva, ma secondo uno studio pubblicato su Human Reproduction e condotto da un team di ricercatori dell’Harvard Medical School di Boston, negli Stati Uniti, una speranza arriva dalla prevenzione; sembra infatti che un consumo regolare di alimenti ricchi di acidi grassi omega3 aiuti a ridurre il rischio di insorgenza dell’endometriosi, mentre, al contrario, una dieta a base di grassi “cattivi”, soprattutto quelli trans, lo fa aumentare.

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Prevenire i tumori, ecco le dieci regole fondamentali

Condurre uno stile di vita sano e attivo è davvero il modo migliore per prevenire l’insorgenza di un buon numero di patologie fra le quali tumori e malattie cardiovascolari (che da sole rappresentano il 71% della cause di mortalità evitabile). Ma qual è il modo migliore per tutelare la nostra salute e il nostro stato di benessere generale?

Per rispondere a questa domanda viene in nostro aiuto il decalogo della prevenzione oncologica stilato dal World cancer research fund che aiuta a prevenire non solo i tumori, ma anche patologie vascolari (infarti e ictus), diabete, demenza senile, malattie respiratorie, osteoporosi e stipsi.

Mantenersi magri tutta la vita

Chi ha un’indice di massa corporea compreso tra 21 e 23 ha minori probabilità di ammalarsi rispetto a chi supera questo intervallo. Peccato però che, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, un italiano su cinque sia obeso o in sovrappeso.

Mantenersi fisicamente attivi

Per raggiungere questo obiettivo non è neppure necessario iscriversi in palestra; basta camminare a passo spedito per trenta minuti al giorno.

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Saltare la colazione fa ingrassare

colazionegrSempre più diffusa fra le persone che intraprendono una dieta dimagrante è l’abitudine di saltare la colazione, privandosi perfino di un semplice caffè, convinte che in questo modo possano dimagrire o comunque non ingrassare. Uno studio proveniente dall’America, invece, asserisce perfettamente il contrario.

Fare un’abbondante colazione, infatti, da un forte senso di sazietà, rallenta la fame che si accumula poi all’ora di pranzo e soprattutto impedisce gli spuntini pomeridiani, molto deleteri per la forma fisica. Queste sono le conclusioni dei nutrizionisti statunitensi, i quali aggiungono anche che le calorie assimilate durante la mattina, sono molto più facili da smaltire durante il giorno anche per chi conduce una vita sedentaria, visto che il metabolismo raggiunge il suo massimo picco di lavoro proprio nelle ore centrali della giornata.

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Alga kombu: una fonte naturale di sali minerali

alga kombu

Nella cucina orientale, e in particolar modo in quella giapponese, un posto importante nell’alimentazione quotidiana lo rivestono le alghe, che vengono considerate come le “nostre” verdure, cioè possono essere consumate come accompagnamento di alcuni piatti, sia da sole. A differenza delle verdure, però, le alghe contengono più sali minerali, derivati dalla loro origine marina, e quindi particolarmente indicate nella dieta degli sportivi.

Oggi scopriremo in benefici di un’alga molto diffusa, e cioè l’alga kombu, che è un’ottima fonte di iodio, carboidrati e proteine. Con il nome di alga kombu, diffusa soprattutto nella cucina giapponese, si intendono una serie di alghe brune appartenenti al gruppo delle laminarie, che crescono sotto la superficie dell’acqua. L’alga kombu viene molto usata in cucina per insaporire i cibi oppure come accompagnamento come fosse una normale verdura.

L’alga kombu è ricca di minerali, soprattutto di ferro, calcio, magnesio e iodio, tanto che viene raccomandata durante i trattamenti contro l’artrite, in caso di iper e ipotensione, nelle malattie  tiroidee e cardiovascolari.

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Mangiare riso rosso fermentato riduce il colesterolo

Il riso rosso fermentato, il cui nome scientifico è Monascus purpureus,  contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo. Da un recente studio condotto da un team di ricercatori della School of Medicine americana è infatti emerso che questo particolare tipo di riso aiuta l’organismo a ridurre il livello di colesterolo ed inoltre, anche se consumato in elevate quantità, non danneggia né i reni né il fegato.

Utilizzato in Cina da oltre mille anni ed alimento base in molti Paesi asiatici, il riso rosso fermentato si sta diffondendo nell’alimentazione occidentale come integratore alimentare. Nella medicina tradizionale cinese, il riso rosso fermentato era noto per la sua capacità di migliorare la circolazione sanguigna e la digestione, infatti, veniva spesso utilizzato  come spezia, conservante e colorante per il cibo.

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Colomba pasquale, quante calorie?

La più recente tradizione vuole che la colomba, il tradizionale dolce di Pasqua, sia stata inventata da Angelo Motta, il celebre industriale milanese dei panettoni, con la collaborazione di Dino Villani, uno dei fondatori dell’Accademia Italiana della Cucina, che si ispirò a propria volta alle cronache medioevali della “Historia Longobardorum” di Paolo Diacono, per concepire la colomba pasquale così come la conosciamo oggi.

Come ben sappiamo, si tratta di un dolce del tutto simile al panettone e al pandoro; questo almeno nella ricetta tradizionale la vede preparata “solo” con farina, tuorlo d’uova, zucchero, burro, scorze di agrumi canditi, lievito naturale, aromi naturali, bacche di vaniglia e miele e farcita con una glassa di amaretto. Tuttavia, già da diversi anni a questa parte le aziende produttrici di dolci natalizi e pasquali hanno proposto, in aggiunta e in alternativa alla colomba tradizionale, prodotti farciti con varie creme e comunemente glassati al cioccolato.

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