L’estratto di mela Annurca previene i tumori

L’estratto di mela Annurca aiuterebbe a prevenire la formazione dei polipi nell’intestino e quindi il tumore al colon. La speranza arriva da una ricerca del Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna in collaborazione con il Centro di Ricerca Biomedica Applicata, del Baylor University Medical Center e della University of Texas MD Anderson. Lo studio è stato coordinato dal dottor Luigi Ricciardiello e pubblicato su “Cancer Prevention Research”.

L’estratto di mela Annurca, infatti, fornirebbe preziosi antiossidanti in grado di combattere i polipi intestinali, spesso avvisaglie dei tumori al colon.

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Circolazione sanguigna, un aiuto dagli agrumi

Gli agrumi sono alleati preziosi per la nostra salute. Aiutano, infatti, a combattere la cattiva circolazione, ma anche la cellulite. Ricchi di vitamine, antiossidanti e olii essenziali, possiedono virtù antinfiammatorie e depurative. Gli agrumi sono una vera miniera di polifenoli, e in modo particolare di espiridina, che diminuisce la permeabilità dei vasi sanguigni, prevenendo la comparsa della cellulite.

Gli agrumi rossi, inoltre, sono ricchi di antocianine, i pigmenti che danno quel particolare colore alla frutta, e svolgono un’importante azione protettiva contro l’attacco dei radicali liberi, migliorando anche il metabolismo. Gli agrumi, sono particolarmente indicati per soffre di ritenzione idrica, poiché poveri di sodio.

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Alfa carotene: il caroteneoide che allunga la vita

Quando si parla di carotenoidi il primo a venire in mente è il beta carotene, la sostanza considerata amica dell’abbronzatura; in realtà oltre al “beta”, c’è n’è un altro amico della bellezza e della salute: è l’alfa carotene, una sostanza meno nota ma ugualmente molto importante.

L’alfa carotene possiede una struttura chimica simile al beta carotene, e si trova anch’esso nelle carote e in altri ortaggi come piselli, broccoli, zucche, fagiolini e in diversi tipi di frutta come ad esempio le albicocche.

Il recente interesse sulle proprietà dell’alfa carotene si deve ad uno studio condotto dal Center for Disease Control and Prevention di Atlanta e pubblicato da Archives of Internal Medicine; l’indagine è stata condotta monitorando la salute di oltre 15mila adulti per 12-18 anni, i quali sono stati sottoposti periodicamente a controlli e prelievi del sangue.

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Lombosciatalgia, gli esercizi per stare meglio

La lombosciatalgia è una patologia che si manifesta con un dolore al nervo sciatico che parte dalla colonna lombare e che si estende fino ai glutei e agli arti inferiori, e si differenzia dalla sciatalgia in quanto il dolore non è localizzato solo nella zona sacrale e lombare.

Lombosciatalgia, le cause

La lombosciatalgia è dovuta alla compressione del nervo sciatico causata da strappi muscolari, contratture ed ernie, oppure può essere dovuta a posture scorrette e alla sedentarietà. Questa patologia è molto diffusa: basti pensare che ne soffre circa il 40% della popolazione. A livello di sintomi, la lombosciatalgia si manifesta con un dolore localizzato nella zona lombare che, piano piano, si estende al nervo sciatico, al gluteo, alla coscia e agli arti inferiori.

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Mangiare meno aiuta la vista

 

Un vecchio detto dice “aver più fame che bocca” e mette in relazione la propria voglia di mangiare con il reale appetito. La vista a volte ci inganna: vediamo piatti succulenti, cui è difficile dire di no, pietanze che sembrano così leggere ma che si rivelano davvero impegnative da digerire. Ma quella che abbiamo è davvero fame o solo il piacere di deliziare le nostre papille gustative?

Per avere una vista migliore e non farsi ingannare, la soluzione è mangiare meno. Lo sostengono i ricercatori dell’Istituto di neuroscienze del Cnr e della Scuola normale superiore di Pisa che hanno scoperto davvero una cosa interessante. Esiste una relazione tra la quantità di cibo ingerito e la plasticità del cervello.

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Gelato a “chilo 0” per gli obesi e i diabetici

Da Varese arriva un nuovo gelato pensato per tutte le persone diabetiche e/o con problemi di peso. Si chiama gelato a “chilo 0 “, composto esclusivamente da frutta e fruttosio, senza altri grassi aggiunti o zucchero. Inoltre, verranno usati prodotti del territorio o della filiera agricola italiana.

More, mirtilli, lamponi, fragole, mele, kiwi, pere, pesche, sarà un vero tripudio di frutta. Inoltre, per gli altri gusti verrà usato solo latte fresco appena munto a km zero delle stalle del territorio, sottoponendolo a una sola pastorizzazione per conservarne il più possibile inalterate le caratteristiche nutritive e organolettiche.

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Dimagrire con la dieta biologica

Per dimagrire non è necessario seguire una dieta drastica a base di cibi poco invitanti, si può perdere peso anche mangiando cibi biologici e, quindi alimenti sani coltivati senza l’apporto di prodotti chimici che possono danneggiare l’organismo.

Gli alimenti biologici sono prodotti dell’orto coltivati senza l’uso di ammendanti chimici, quindi perfettamente naturali che, in virtù di ciò, fungono da disintossicanti per il nostro organismo, che in questi modo, è in grado di beneficiare di tutti i nutrienti contenuti in quei cibi.

La dieta biologica dovrebbe essere a base principalmente di frutta e verdura, ma anche di riso, pasta e formaggi, tutti cibi con pochi grassi e zuccheri, ma da integrare, comunque, all’assunzione di molta acqua e a un po’ di leggera attività fisica giornaliera, come una camminata a passo veloce o una corsa di una decina di minuti.

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Metabolismo, come cambia la forma fisica

È il metabolismo che ci permette di lavorare sul nostro peso. Prima di metterci a dieta bisogna però riflettere sulla forma del nostro corpo e dedurre quindi come lavora il nostro organismo. È pigro, è veloce? Ci sono persone magrissime, che non hanno mai fatto la dieta in vita loro e persone invece che ingrassano con uno sguardo. Che ingiustizia! Sulla base di quest’ analisi si può iniziare a capire come impostare la propria dieta.

Hanno riflettuto sulla forma del corpo due esperti, con deduzioni differenti.  Il primo è Rosalba Pagano, che nel suo testo Magri e in forma per sempre (Red Edizioni), ha svelato alcuni segreti del metabolismo, distinguendo tra stenico e astenico.

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Alimentazione: a Milano arrivano i “distributori della salute”

Da qualche giorno a Milano sono entranti in funzione i primi 15 “distributori della salute“, che permetteranno ai passanti di consumare spuntini virtuosi fuori pasto come spremute, frutta, barrette di cioccolato, yogurt, frullati, tè verde, merendine con i cereali, sandwich farciti con le verdure, e centrifugati di frutta.

Guerra aperta, dunque, agli snack ipocalorici, alle bibite gassate e ai tramezzini pieni di conservanti. I dispenser saranno posizionati in punti strategici della città, come le scuole e i parchi. L’iniziativa è stata promossa dall’Assessorato alla Salute del Comune di Milano e dalla Fondazione Umberto, e ha l’ambizione di migliorare le abitudini alimentari soprattutto dei più giovani.

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Migliorare il metabolismo con la dieta ricca di iodio

Chi soffre di carenza di iodio può andare incontro ad qualche problema nel funzionamento della tiroide, in quanto questo minerale è essenziale per il corretto lavoro della ghiandola; con un corretto apporto di iodio, tutto l’organismo riceverà dei benefici, compreso il metabolismo che così potrà funzionare meglio.

Una dieta ricca di iodio, è in grado di prevenire diversi disturbi, come stanchezza, aumento di peso e depressione, oltre a regolare il livello di colesterolo nel sangue e a migliorare il metabolismo.

L’apporto di iodio giornaliero consigliato è di 1,5 grammi al giorno, avendo cura di non superare questa dose per non andare incontro ad altri disturbi anche piuttosto gravi; se però soffrire di pressione alta o di altre patologie, è meglio consultare il proprio medico prima di intraprendere l’integrazione. L’eliminazione dello iodio dall’organismo avviene soprattutto per via urinaria.

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Colesterolo, un aiuto dal pomodoro

Il pomodoro è un alleato prezioso contro il colesterolo e la pressione alta. Il merito è del licopene, un potente antiossidante di cui il pomodoro è particolarmente ricco, e che aumenta la sua efficacia se viene cotto. A sostenerlo, è una ricerca dell’Università di Adelaide, in Australia, pubblicata su “Maturitas”.

Il team di esperti, infatti, ha scoperto che il licopene, assunto nella misura di 50 grammi di concentrato di pomodoro al giorno o 1 litro e mezzo di succo, ha lo stesso potere delle statine nel controllo dell’ipercolesterolemia e dell’ipertensione.

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Integratori, stop a quelli dietetici “fai da te”

Gli integratori dietetici “fai da te”, che promettono risultati eclatanti, a costo zero e in pochissimo tempo, possono far male alla salute. A lanciare l’allarme sono i medici di famiglia italiani, riuniti a Chia (Cagliari) in occasione del Congresso Nazionale dell’AIMEF. Il rischio principale che deriva dall’uso di questi prodotti, è rappresentato da problemi cardiovascolari, tra cui l’ictus o l’infarto del miocardio.

Bisogna diffidare, infatti, degli integratori alimentari che garantiscono dimagrimenti rapidi e indolori, sebbene molti dei prodotti in circolazione sulla rete non agiscano sulla massa grassa, ma sulla perdita d’acqua.

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Il caffè aiuta a prevenire il tumore alla prostata

Per tutti gli amanti del caffè è in arrivo un’ulteriore prova delle proprietà benefiche di questa bevanda: secondo uno studio di un’equipe di ricercatori dell’Università di Harvard, il consumo abituale di caffè sarebbe in grado di ridurre il rischio di insorgenza di cancro alla prostata.

Una buona notizia che va ad aggiungersi a quella resa nota da uno studio svedese dei giorni scorsi, vale a dire che il caffè sarebbe utile anche per prevenire il tumore al seno. Per quanto riguarda lo studio americano, l’equipe di medici si è avvalsa di una ricerca condotta su circa 50mila uomini e durata 20 anni.

Gli uomini coinvolti nella ricerca hanno riferito, per tutta la durata dello studio, le loro abitudini giornaliere sull’assunzione di caffè; dai risultati è emerso che bere almeno 6 tazzine di caffè al giorno riduceva del 60% la possibile insorgenza di tumore alla prostata; un 60% che diventava un 30% se le tazzine erano solo tre.

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Pancia piatta? Con i broccoli e le banane

Il girovita è il tuo tormento? I broccoli e le banane sono alleati preziosi contro il gonfiore addominale e il meteorismo, ma anche contro le infiammazioni croniche come il morbo di Crohn. Il merito è delle fibre solubili, che svolgono un’azione benefica nei confronti della flora batterica intestinale, favorendo l’evacuazione e lo svuotamento addominale.

Il morbo di Crohn è una patologia infiammatoria cronica intestinale. Le cause non sono del tutto note, tuttavia si tratta di una malattia che, al pari della colite ulcerosa, rienta nel gruppo delle patologie autoimmuni dell’intestino e sarebbe provocata da una risposta eccessiva del sistema immunitario a contatto con agenti ambientali, infettivi e dietetici.

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Oggi è Giornata europea per la lotta all’obesità

Quella di oggi non è una giornata come tutte, non è un semplice sabato di fine maggio perfetto per riposarsi e magari iniziare a prendere qualche raggio di sole. Oggi, antenne aperte, è il momento giusto per informarsi e prendersi cura della propria salute. Si celebra, infatti, la Giornata europea per la lotta all’obesità. Parliamo spesso di chili e sovrappeso, di alimentazione corretta e di stile di vita, ma i numeri continuano a essere sconfortanti: un quarto dei bambini a 9 anni è già grasso, così come il 42% dei nostri connazionali ha qualche chilo di troppo, il 32% è in sovrappeso e l’11% obeso.

Tradotto in numero, significa che ci sono 4.700.000 persone obese. Ma la cosa che più preoccupa sta nel fatto che nonostante le campagne informative e i progetti educativi, le stime da tre anni non danno alcun segno di miglioramento, almeno secondo il Sistema di sorveglianza Passi dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss).

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Colon irritabile, un aiuto dalla menta piperita

La menta piperita potrebbe essere un’alleata preziosa per alleviare i sintomi del colon irritabile. A sostenerlo, è una ricerca dell’Università di Adelaide, in Australia pubblicata sulla rivista “Pain”. Secondo gli esperti, infatti, il consumo di menta piperita aiuterebbe a ridurre il gonfiore addominale e a lenire i dolori intestinali.

La sindrome del colon irritabile è un disturbo abbastanza diffuso, tanto che se soffre mediamente il 25% della popolazione mondiale. Si tratta di un disordine funzionale gastrointestinale, la cui origine non è di facile individuazione. Tradizionalmente, infatti, la sindrome del colon irritabile o IBS (Irritable Bowel Sindrome) è una diagnosi di esclusione.

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Kiwi, per il pieno di antiossidanti

Il kiwi è un alleato prezioso per la nostra salute, per i suoi innumerevoli benefici. Diversi studi, infatti, hanno messo in evidenza la sua importanza nell’alimentazione, e una ricerca condotta di recente da un gruppo di esperti della Teikyo University di Tokyo, ha dimostrato come sia tra i frutti più ricchi di antiossidanti e polifenoli. Senza contare le spiccate capacità immunostimolanti.

Il kiwi, infatti, è una fonte eccezionale di vitamina C, superiore addirittura al limone, all’arancia e al pompelmo, ma all’appello non mancano anche la vitamina E e importanti sali minerali come il ferro, il rame e il potassio. Svolge anche un’azione diuretica e aiuta a regolarizzare l’intestino. I kiwi, inoltre, hanno un ulteriore merito, essendo una pianta raramente aggredita dai parassiti, i frutti immessi sul mercato sono quasi sempre indenni da fitofarmaci, come capita invece per l’uva o per le pesche.

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Colesterolo: un aiuto dal carciofo

Il carciofo è un prezioso alleato della salute, combatte il colesterolo e aiuta a prevenire infarto e ictus, rigenerando il fegato. I carciofi, infatti, sono tra gli alimenti più efficaci per disintossicare l’organismo, grazie alle loro proprietà depurative, diuretiche e anti-colesterolo.

Uno studio condotto recentemente, inoltre, ha dimostrato come il carciofo, oltre a ridurre il colesterolo e la sintesi degli acidi grassi da parte delle cellule del fegato, è in grado anche di trasformare il colesterolo circolante in acidi biliari, che poi vengono eliminati dall’organismo. E’ stato esaminato un gruppo di persone che hanno assunto 2 grammi di estratto secco di carciofi titolato in acido caffeilchinico, ed è emerso come i livelli di colesterolo cattivo fossero diminuiti del 18,5%.

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