Alimentazione: a Milano arrivano i “distributori della salute”

di Tippi Commenta

Da qualche giorno a Milano sono entranti in funzione i primi 15 “distributori della salute“, che permetteranno ai passanti di consumare spuntini virtuosi fuori pasto come spremute, frutta, barrette di cioccolato, yogurt, frullati, tè verde, merendine con i cereali, sandwich farciti con le verdure, e centrifugati di frutta.

Guerra aperta, dunque, agli snack ipocalorici, alle bibite gassate e ai tramezzini pieni di conservanti. I dispenser saranno posizionati in punti strategici della città, come le scuole e i parchi. L’iniziativa è stata promossa dall’Assessorato alla Salute del Comune di Milano e dalla Fondazione Umberto, e ha l’ambizione di migliorare le abitudini alimentari soprattutto dei più giovani.

I distributori della salute mirano, infatti, a favorire un regime alimentare corretto ed equilibrato, che prevede il consumo di alimenti salutari e dal potere saziante. I prodotti che verranno distribuiti, inoltre, non costeranno più di 2 euro e per quanto possibile saranno a “chilometro zero” (prodotti di aziende locali), pesando di meno sulle tasche e sull’ambiente.

Come spiega l’assessore alla Salute Landi:

Il progetto presta la massima attenzione sia alla quantità sia alla qualità, entrambi indici indispensabili della salubrità di un alimento già pronto. Secondo un’indagine, infatti, le porzioni degli alimenti confezionati sono aumentate negli ultimi anni in peso e calorie del 200%, favorendo obesità, diabete ed ipercolesterolemia.

Le grandi città, infatti, dimostrano una sempre maggiore inclinazione al consumo di cibi precotti e/o confezionati. In questo modo, la dieta degli italiani contiene in media il 30% in più di grassi saturi rispetto alla raccomandazione nutrizionale giornaliera. Come molti sapranno, i grassi saturi sono i nemici numero 1 delle arterie, poiché aumentano il colesterolo, favorendo l’insorgenza di malattie cardiovascolari.

I prodotti industriali sono particolarmente ricchi di questo genere di grassi, perché sono quasi sempre composti da olio di palma o di cocco, che, certamente hanno un costo contenuto, ma non sono amici della salute. Per il momento si tratta di un progetto pilota, ma la speranza, qualora l’iniziativa avesse successo, sarebbe quella di dotare l’intera città di non meno di 200 distributori della salute.

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