L’indice di sazietà

Inutile negarlo, il vero nemico delle diete è lo stimolo della fame, che ci coglie all’improvviso e che ci può far mangiare cose che, in situazioni “normali” non mangeremmo; proprio per questo, quando si inizia una dieta è bene considerare l’indice di sazietà degli alimenti consentiti. Questo dato, insieme a quello dell’appetibilità dei cibi, è importante esattamente come il calcolo delle calorie.

L’indice di sazietà, ovvero il grado di sazietà che dà un alimento, è stato studiato per la prima volta nel 1995 dalla ricercatrice australiana Suzanna Holt; dal suo studio è emerso che i fattori più importanti che determinano l’indice di sazietà sono: la densità calorica, ovvero le calorie contenute in 100 grammi di alimento: in poche parole, l’indice di sazietà diminuisce quando aumenta la densità calorica; le fibre che saziano facilmente, i macronutrienti, ovvero i cibi ricchi di proteine ma poveri di grassi hanno un alto indice di sazietà, al contrario dei carboidrati e dei grassi.

Dagli studi è emerso che i cibi più sazianti, eccezioni a parte, sono la verdura, la frutta, le carni e i pesci magri e lo yogurt; inoltre, ancora una volta è stato confermato come i cibi più calorici siano anche quelli meno sazianti.

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Frittata leggera e sgonfiante con ortaggi e spezie

Vi suggeriamo quest’oggi una serie di idee per realizzare delle ottime omelette o frittatine (qualora preferissimo il corrispondente italiano!) da degustare durante un pranzetto o cenetta infrasettimanale. Sono ricette facili e veloci e soprattutto leggere!  

Frittata fontina e salmone: super rassodante

Ingredienti (per una persona)

  •  Un uovo
  • 20 g di fontina
  • 30 g di salmone affumicato
  • 100 g di erbette
  •  un cucchiaio di olio extravergine di oliva
  •  peperoncino e sale q.b.

Preparazione:

Sbattere l’uovo in una ciotola e unire sale e peperoncino. Lessare e strizzare le erbette. Tagliare la fontina a listarelle. Versare l’olio in una padella antiaderente e scaldare. Aggiungere l’uovo sbattuto a cucchiaiate. Far rapprendere bene e scuotere la padella in modo che l’uovo non si attacchi al fondo. Quando l’uovo è rappreso, mettere ai centro le erbette lessate (ben strizzate), la fontina e le fettine di salmone affumicato. Richiudere l’omelette su se stessa e rivoltarla sull’altro lato.

 

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La dieta Weight Watchers

La dieta Weight Watchers è nata negli anni ’60 in America da un’idea di Jean Nidetch, la quale voleva mettersi a dieta senza rinunciare ai piaceri del cibo e che quindi decide di creare delle riunioni periodiche con le amiche per scambiarsi consigli e suggerimenti per perdere peso e per supportarsi psicologicamente.

Visto il successo delle riunioni, la signora Nidecht decise di chiedere aiuto ad un gruppo di medici, i quali elaborarono scientificamente la dieta, ma sempre tenendo presente il concetto di auto aiuto, in quanto uno degli elementi che garantisce il successo della dieta è proprio il senso di solidarietà e di emulazione del gruppo; non a caso, durante le riunioni Weight Watchers, vengono esposte le proprie difficoltà e i propri successi, il tutto coadiuvato da psicologi e nutrizionisti.

In poche parole la dieta Weight Watchers è un regime alimentare ipocalorico da circa 1200-1300 calorie giornaliere, da seguire per minimo tre settimane, e che si basa sull’insegnamento di “trucchetti” per controllare le calorie, come ad esempio usare il dolcificante al posto dello zucchero, non mangiare il pane fuori dei pasti, togliere il grasso dalla carne e bere molta acqua.

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La dieta vegetariana, le diverse tipologie di vegetarianesimo

Sotto la locuzione dieta vegetariana vanno in realtà almeno tre tipologie differenti di vegetarismo (o vegetarianesimo): il latto-ovo-vegetarismo, il latto-vegetarismo e la dieta vegan (detta anche vegetaliana). Si tratta di modelli alimentari accomunati dall’eliminazione, per motivi etici, ambientali, sociali o di salute, di cibi di origine animale; ma mentre la dieta lacto-ovo-vegetariana contempla l’esclusione dalla dieta delle sole carni, all’estremo opposto il veganismo oppone il proprio rifiuto non solo ai cibi animali, ma anche ai loro derivati.

Vediamole una per una:

Latto-ovo-vegetarismo

Dalla dieta lacto-ovo-vegetariana sono esclusi la carne e suoi derivati, il pesce, i molluschi e i crostacei. Sono invece permessi il latte, le uova e i rispettivi derivati. Ha il vantaggio di comportare carenze nutrizionali minori rispetto alla dieta vegana e latto-vegetariana, grazie proprio al consumo di alimenti di origine animale.

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I broccoli, rimedio contro il cancro

I broccoli aiutano a combattere il cancro al fegato. Secondo uno studio condotto in Cina, infatti, il consumo di questi vegetali aiuta l’organismo a eliminare le tossine cancerogene, causa della formazione di questo tipo di male.

Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine e della Bloomberg School of Public Health, in collaborazione diversi centri oncologici di Shanghai e del Minnesota, è stato eseguito nella provincia di Jiangsu, un’area rurale situata vicino Shanghai in cui la presenza di persone predisposte al cancro al fegato è estremamente alta, a causa del consumo di cibi contaminati con una sostanza cancerogena ambientale. Preparati i germogli di broccoli sotto forma di estratto liquido (ricco di sulforafano glucosinolato), in modo tale da assicurare dosaggi standard, la ricerca ha avuto inizio.

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Carboidrati, alimento fondamentale per dimagrire

eliminare i carboidrati

Sfogliando una qualsiasi rivista in cui si parla di diete, si legge che per perdere peso è importante ridurre l’apporto dei carboidrati all’interno dell’alimentazione. E´vero, soltanto che il più delle volte la parola “ridurre” viene trasformata in “eliminare” tali sostanze dall´organismo. Niente di più sbagliato.

Infatti tutti i prodotti derivati dal grano sono essenziali in quanto sono il carburante delle nostre cellule: apportano amidi che rilasciano con lentezza il glucosio, che nutre le nostre cellule e determina una produzione di insulina ridotta e continua nel tempo.

La via più breve e diseducativa per perdere peso è quella di limitare drasticamente questo tipo di alimenti. Il rischio di alimentarsi prevalentemente con prodotti proteici, come la carne, è che l’organismo, per compensare le funzioni che di norma svolgerebbero gli amidi, trasforma le proteine della carne in glucosio, producendo in questo modo scorie che i reni devono eliminare.

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Dessert light: il sorbetto di litchi e more

Qualche giorno fa vi abbiamo presentato la dieta della frutta esotica, un regime alimentare che prevede l’uso di frutta originaria dei paesi tropicali dotata di numerose proprietà benefiche per l’organismo. Tra i frutti utilizzati in questa dieta ci sono i litchi, ovvero delle grossi noci dal guscio rosato contenente una polpa bianca molto dolce, dalle indiscusse proprietà antiossidanti; inoltre il litchi contiene una buona quantità di vitamina C che aiuta a potenziare le difese naturali e ad migliorare l’assorbimento di vari minerali, tra i quali il ferro.

Proprio per questo oggi vi presentiamo la ricetta di un dessert light a base di questo frutto: il sorbetto di litchi e more, un dolce gustoso e molto leggero, infatti contiene solo 95 calorie a porzione. Ecco come realizzarlo.

Sorbetto di litchi e more

Ingredienti

625 grammi di more mature, 12 litchi freschi, 50 grammi di zucchero semolato, 2,5 dl. di acqua, un limone, una fetta di cocco.

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Caffè, rimedio naturale contro il tumore al seno

Arriva dall’Università di Toronto un’importante novità in materia di prevenzione: il caffè, già noto per la sua azione stimolante sul sistema nervoso e sul muscolo cardiaco, potrebbe rivelarsi un valido aiuto per combattere l’insorgenza del tumore al seno. E’ stato infatti dimostrato che i fitoprogesteroni contenuti nella caffeina riducono il rischio di mutazione dei geni BRCAI e BRCA 2, che espongono le donne ad un alto rischio di ammalarsi di cancro al seno. Lo studio, diretto dal dottor Steve Narod e dal suo team di ricercatori, ha preso in esame il rapporto tra il consumo di caffè e il rischio di insorgenza del carcinoma mammario.

La ricerca ha coinvolto 1690 donne ad altro rischio, provenienti da 40 centri ospedalieri diversi, di cui sono state analizzate le abitudini in relazione al consumo di caffè durante la giornata attraverso un questionario. Così si è scoperto che la probabilità di ammalarsi, fra le donne con mutazioni genetiche a rischio che bevono da 1 a 3 tazze di caffè ogni giorno, è ridotta del 10% rispetto alle non bevitrici. Lo stesso rischio si riduce del 25% per le donne che bevono 4 o 5 tazzine di  caffè al dì, e addirittura del 69% per le vere e proprie estimatrici della caffeina che ne bevono più di 6 tazzine.

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A dieta dopo Carnevale: i consigli per perdere i chili lasciati dai dolci

a dieta dopo carnevale

Dopo ogni festa ci ritroviamo sempre con qualche chilo di troppo da smaltire; non fa eccezione nemmeno il Carnevale, che con i suoi dolci tipici, come frappe, chiacchiere e castagnole, ha lasciato ben 15 milioni di chili da smaltire, praticamente 250 grammi per abitante. Queste sono le stime della Coldiretti, secondo la quale, durante le feste di Carnevale sono state consumate circa 20 mila tonnellate di dolci tipici, fatti sì, con ingredienti semplici e genuini, ma purtroppo molto calorici e soprattutto combinati insieme, come zucchero, miele e burro.

Se ormai il danno è fatto, l’unico modo per rimediare è mettersi a dieta, ma non servono digiuni o regimi alimentari restrittivi: basta sottoporsi per un paio di settimane a un’alimentazione a base di frutta e verdura, consumando cibi salutari e cotti in modo leggero.

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Attenzione al sangue grasso

ridurre il grasso nel sangue per dimagrire

Un eccesso di colesterolo e trigliceridi nel sangue non solo accelera il deposito di adipe ma rende anche i tessuti flaccidi e atonici. E fa aumentare la fame! Colesterolo, trigliceridi e sovrappeso sono strettamente correlati. Sebbene non tutte le persone con valori elevati di colesterolo e trigliceridi siano in sovrappeso (anzi molte di esse sono del tutto magre perché si tratta di un colesterolo dovuto allo stress), al contrario mol­tissime persone in sovrappeso presentano eleva­ti valori di colesterolo e/o trigliceridi.

 In queste persone una sana alimentazione determina non solo una diminuzione del peso corporeo ma anche una normalizzazione dei livelli di coleste­rolo e trigliceridi. Il colesterolo, in sé, è una sostanza indispensabile per la vita cellulare, in quanto è un costituente fonda­mentale delle membrane cellulari ed è la molecola di base per la produzione degli ormoni sessuali e surrenali, della vitamina D e dei sali biliari. Nel sangue il colestero­lo circola trasportato da particolari proteine:

  •  HDL, lipoproteine ad alta densità, trasportano i grassi dai tessuti peri­ferici al fegato (colesterolo buono)
  • LDL: lipoproteine a bassa densità, trasportano i grassi dal fegato ai tessuti (“colesterolo cattivo”).

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Latte di soia, calorie e valori nutrizionali

Il latte di soia è, come è facile intuire, una bevanda molto diffusa nei paesi orientali, ma già da diversi anni è facilmente reperibile in qualunque supermercato italiano anche grazie al suo impiego come sostituto del latte vaccino nei casi di intolleranza al lattosio o allergie alla caseina e nell’ambito delle diete di tipo vegano; si tratta infatti di un alimento completamente vegetale, costituito da un’emulsione di grassi, acqua e proteine,  e può essere ottenuto sia dalla lavorazione della soia intera che da quella della farina di soia.

Più precisamente per ottenere il latte di soia i “fagioli” di soia essiccati vanno immersi in acqua per almeno tre ore, quindi, una volta reidratati, vengono macinati; alla purea così ottenuta si aggiunge la quantità di acqua necessaria ad ottenere la consistenza adeguata e successivamente il liquido che ne deriva viene bollito e filtrato.

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Cosa fare per avere una pancia piatta

Essere magri o grassi non fa differenza, la pancetta colpisce tutte le donne senza distinzioni, e spesso perdere peso non aiuta a eliminarla. Il gonfiore addominale è spesso associato a un disturbo intestinale, che può essere provocato da tanti fattori, ad esempio uno scorretto abbinamento dei cibi o addirittura un’intolleranza alimentare. Non bisogna rassegnarsi però, infatti è possibile ottenere un addome piatto in poche settimane, con il risultato di sembrare subito più magri e perdere almeno una taglia, seguendo alcuni semplici consigli.

Anzitutto bisogna correggere il proprio stile di vita, partendo dal seguire un’alimentazione equilibrata associata ad un’adeguata attività fisica. E’ inoltre fondamentale stare alla larga da alcuni comportamenti controproducenti:
un’abitudine sbagliata, e purtroppo molto diffusa, è quella di saltare i pasti: saltare la colazione, il pranzo o la cena, infatti, impoverisce l’organismo dei nutrienti necessari per il buon funzionamento dei suoi apparati, compreso quello intestinale, che reagisce di conseguenza, gonfiandosi.

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Ricetta light: la sfoglia croccante di kamut con i carciofi

sfoglia di kamut

Qualche giorno favi abbiamo illustrato le caratteristiche del kamut, un cereale la cui farina viene sempre più spesso sostituita a quella di frumento; oggi vediamo una ricetta a base di kamut e carciofi, che oltre ad essere e  nutriente, è anche leggera, in quanto apporta 160 calorie per porzione, ovvero la sfoglia croccante di kamut con i carciofi. Vediamo come realizzarla.

Sfoglia croccante di kamut con i carciofi

Ingredienti

Per l’impasto: 280 grammi di farina di kamut, 40 grammi di olio extravergine d’oliva, sale e acqua. Per la farcitura: 10 carciofi, 2 cipollotti, 15 grammi di prezzemolo in foglie, 20 di olio extravergine d’oliva, 30 grammi di Parmigiano in scaglie, succo spremuto di un limone, sale e pepe.

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Trattamento contro cellulite e flaccidità

trattamento anticellulite e flaccidità

Nella seconda settimana il tuo obiettivo è quello di aumentare la concentrazione del colesterolo buono, quello che conserva il sangue fluido e il corpo tonico e sodo. Questo tipo di grasso ematico è rappresen­tato dalle HDL, ovvero le proteine che trasportano il colesterolo dalle cellule pe­riferiche al fegato e impediscono quindi che il colesterolo ossidato si depositi nelle arterie, intasandole di grassi. Alti livelli di colesterolo buono favorisco­no una perdita rapida di peso e sono rac­comandati per evitare l’inflaccidimento dei tessuti e la formazione di ritenzione idrica e cellulite.

Vediamo allora come agire per far aumentare le HDL. Per una settimana prima di pranzo (o, se vuoi anche in sostituzione del pasto) abituati a mangiare un insalata croccante composta con pomodori, peperoni cuori di lattuga e una decina di olive. Condisci con un cucchiaino di olio di oliva e un battuto di nocciole. Così riduci i grassi ematici e la fame nervosa. Le olive sono straricche di acidi grassi “monoinsaturi” e, consumate nei modi e tempi giusti, favoriscono un aumento del colesterolo buono, riducendo contemporaneamente quello cattivo. Si consiglia di consumare soprattutto le olive conservate non in salamoia o in olio. Per una settimana, basta aggiungerne una decina a un’insalata mista prima di pranzo o cena: otterremo i grassi e gli antiossìdanti necessari per mantenere un adeguato livello di HDL.

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La dieta a base di frutta esotica

Non è vero che la frutta esotica si mangia solo a Natale: in ogni stagione è possibile trovarla nei supermercati, perché con i suoi colori e i suoi profumi, promette di portare una ventata di novità in cucina. La frutta esotica è sempre più apprezzata anche perché non ha più i prezzi proibitivi di una volta: tenendo d’occhio le offerte dei supermercati è possibile acquistarla spendendo cifre contenute. Inoltre, la frutta esotica possiede molte proprietà benefiche, tanto da farla diventare la protagonista di un dieta; ma vediamo nel dettaglio quali sono le virtù dei principali frutti che arrivano da oltreoceano.

L’ananas è uno dei frutti esotici più diffusi e consumati, ed è apprezzata soprattutto per il suo sapore fresco e rinfrescante; inoltre è poco calorica, solo 40 calorie per etto, è ricca di vitamine, fibre e minerali, in più contiene bromelina, un enzima che favorisce la digestione. Il mango è uno dei frutti tropicali più pregiati, contiene 53 calorie ogni 100 grammi, ed è un’ottima fonte di vitamina A e C, ottime per proteggere la pelle dalle aggressioni dello smog.

La papaia è ricchissima di acqua, fibre e vitamina A e C, contiene solo 28 calorie ogni 100 grammi, ed è l’ideale per chi segue una dieta ipocalorica e depurativa. Il litchi apporta 70 calorie per etto, per lo più fornite da zuccheri, ma contiene anche una buona quantità di vitamina C che potenzia le difese naturali e migliora l’assorbimento di ferro e di altri sali minerali. L’avocado è ricco di grassi insaturi, non contiene colesterolo e quindi fa bene alle arterie; tuttavia non bisogna eccedere nelle quantità perché un etto fornisce circa 231 calorie.

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Consigli pratici per abbassare colesterolo e trigliceridi in poco tempo!

ridurre trigliceridi

Correggendo la dieta per una  sola settimana e assumendo gli estratti di gemme che “sgrassano” il circolo, inizi a dimagrire e ti sgonfi subito. Nel nostro corpo, i trigliceridi rappresentano la principale componente del tessuto adiposo. Questo tessuto costituisce un importante riserva di energia e agisce come una barriera pro­tettiva nei confronti (per esempio) delle elevate temperature. I trigliceridi o derivano da cibi ricchi di trigliceridi o sono sintetizzati dal fegato a partire da aminoacidi e glucosio; se sono in eccesso ci sentiamo pesanti e gonfi.

Ridurre i trigliceridi nel sangue è un obiettivo semplice da raggiungere, poi­ché i trigliceridi alti dipendono spesso dal tipo di alimentazione e quindi posso­no essere “corretti” rivedendo la dieta, con importanti benefici su linea e salute. Gli alimenti a più elevato contenuto di trigliceridi sono rappresentati da: margarina, burro, strutto (contenuto anche in molti prodotti del panificio), lardo, salumi e carni, latte intero e formaggi stagionati. Per ridurre i trigliceridi non bisogna mangiare questi alimenti più di 2 volte alla settimana. Per una cura d’urto, eliminali del tutto per 7 giorni.

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Tofu, ottimo per la linea e la salute

tofu calorie

Il tofu, noto anche con il nome di formaggio di soia, è un alimento di origine cinese, molto diffuso nei paesi orientali, ricavato dalla cagliatura del latte di soia e dalla sua successiva pressatura in blocchi. Si tratta di un alimento molto ricco di proteine che, risultando sostanzialmente insapore e inodore, viene utilizzato come base per la preparazione di pietanze sia dolci che salate soprattutto nella cucina vegetariana.

Il formaggio di soia rappresenta inoltre un ottimo sostituto dei formaggi tradizionali per chi non digerisce il latte vaccino o è intollerante al lattosio ed è spesso presente nelle diete dimagranti grazie al basso contenuto calorico e al ridotto contenuto di sodio. Molto ricco di calcio (ne apporta una quantità superiore del 20% a quella del latte di mucca) apporta anche discrete quantità di minerali quali potassio, ferro e fosforo e di isoflavoni della soia, fitoestrogeni sempre più impiegati nella cura dei sintomi della menopausa, oltre che lecitina, che aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo cattivo.

In commercio sono reperibili due tipologie principali di tofu: il tofu fresco e il tofu conservato; il primo viene prodotto direttamente dal latte di soia, il secondo si ricava dalla lavorazione del tofu fresco. A seconda della quantità di acqua estratta dalla cagliata il tofu fresco viene suddiviso a propria volta in tre varietà principali:

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