Allergie al latte, le nuove linee guida

di Silvana Commenta

Si è tenuto qualche giorno fa a Milano il V Meeting di Allergologia Pediatrica, che ha visto riuniti oltre 800 pediatri di 34 Paesi per un confronto sul tema delle allergie infantili, un fenomeno in costante crescita in tutto il mondo (si stima infatti che nei Paesi sviluppati il 25-30% dei bambini sia affetto da allergie respiratorie).  Il meeting ha rappresentato l’occasione per la presentazione delle nuove linee guida internazionali DRACMA (Diagnosis and Rationale for Action Against Cow’s Milk Allergy) sulla diagnosi e la terapia dell’intolleranza alle proteine del latte vaccino.

Il documento, frutto del lavoro di un team di esperti coordinati da Alessandro Fiocchi, primario del Reparto di Pediatria dell’Ospedale “Macedonio Melloni” di Milano e Presidente della Commissione Speciale sulle Allergie alimentari della WAO (World Allergy Organization), propone indicazioni relative non solo a diagnosi e trattamento delle allergie alle proteine del latte, ma anche alle alternative al latte vaccino.

Per quanto riguarda la diagnosi, le nuove linee guida suggeriscono l’utilizzo diretto del test da carico, l’unico ritenuto realmente in grado di stabilire con certezza se il bambino è allergico o meno, attraverso l’assunzione di latte e l’osservazione e misurazione della reazione nel bambino e di evitare false diagnosi. Riguardo invece le terapie e le alternative al latte vaccino, la novità è rappresentata dalla “declassazione” del latte di soia poichè, come dimostrato da lacuni studi, induce sensibilizzazioni e conseguenti allergie secondarie, mentre risultano più indicati  gli idrolisati di proteine del latte, quali le miscele di aminoacidi e gli idrolisati di riso.Viene indicata inoltre la necessità di una rivalutazione periodica attraverso un test in modo da poter eliminare quando opportunoi vincoli posti alla dieta del bambino.

Come dichiara Alessandro Fiocchi:

Oggi il bambino allergico al latte corre il rischio di vedersi porre una diagnosi senza alcun esame o di vedersi levare il latte come unico tentativo, senza evidenze scientifiche. Qualora venga diagnosticata l’allergia invece il bambino corre il rischio di vedersi proporre sostitutivi inadeguati e di essere sottoposto definitivamente ad una dieta priva di latte per paura di reazioni. Le nuove linee guida indicano dunque che, al sospetto di allergia il bambino deve essere diagnosticato attraverso un test appropriato, cioè di carico, stabilendo un percorso ragionato e basato sull’evidenza scientifica per la scelta di un sostitutivo adeguato.

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