Milookhiyya, la zuppa di verdure egiziana

 

Milookhiyya (zuppa di verdure egiziana)

La zuppa di verdure egiziana è una ricetta della “cucina povera“, termine con il quale non indichiamo di certo cibi carenti di sapori o fragranze, anzi il contrario. Inoltre questa zuppa di verdure anche se corroborata da spezie ed erbe aromatiche, non richiede una preparazione complicata ma è affidata per la totalità ad ingredienti naturali e quel che è più importante, non è pesante (l’olio va dosato sempre per un massimo di due cucchiai e non può mancare in una dieta ipocalorica) .

Ingredienti per quattro persone: un pollo da brodo, un litro e mezzo d’acqua, un mazzetto di odori da brodo, 150 gr. di spinaci, mezzo cucchiaino di basilico secco, sale, pepe bianco, due spicchi d’aglio, una cipolla, due cucchiai d’olio, 4/5 pomodorini pachino, un cucchiaio di coriandolo macinato.

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La dieta delle erbe aromatiche

Sicuramente lo sapete già: tutte le erbe aromatiche possiedono delle proprietà benefiche che aiutano l’organismo a stare meglio: pensate, quindi, quanto possono aiutare diverse erbe in uno stesso regime alimentare. Partendo da questo principio, è nata la dieta delle erbe, che propone diversi menù nei quali le varie erbe insaporiscono le pietanze e aiutano a perdere un paio di chili nel giro di quindici giorni.

Le virtù delle erbe aromatiche sono tante, ad esempio il basilico aiuta a sgonfiare la pancia e a rinforzare il sistema immunitario, il prezzemolo, che è ricco di vitamina C, contrasta la ritenzione idrica e favorisce la digestione, come del resto la salvia che, in più, stimola la diuresi ed è un potente antistress.

Non è finita qui; tra i vari aromi sono da segnalare l’alloro, che è utile per contrastare i gonfiori intestinali, il timo, che favorisce la diuresi e aiuta la digestione, la maggiorana, che è ricca di sostanze antiossidanti e l’erba cipollina, che è preziosa per chi soffre di intestino pigro.

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Gli sgombri al sale

Sgombri al sale

Se, in vacanza, avete la possibilità di acquistare il pesce dai pescatori o se, meno fortunati, siete in città e siete andati al mercato, fatevi tentare dagli sgombri freschi e preparateli al sale. Dopo una giornata di caldo il piatto farà gola a tutti e sarà salutare: questo pesce contiene i famosi Omega-3, grassi che proteggono il sistema cardiovascolare

Ingredienti per 4 persone: 2 sgombri da gr. 250, un albume di uovo, mezzo bicchiere di vino bianco, rosmarino, olio extravergine di oliva, sale grosso gr. 500

Incidete la pancia degli sgombri, pulite l’interno, eliminate le pinne, sciacquateli e asciugateli. In una citola versate il sale grosso, l’albume di uovo, il rosmarino tritato e il vino bianco e amalgamate. Distribuite in una teglia un quarto del composto di sale, adagiate gli sgombri, ricopriteli con il misto di sale grosso rimasto e cuoceteli in forno a 210 gradi per 20 minuti. Estraete la teglia dal forno e condite gli sgombri nel piatto da portata con l’olio.

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Le carote viola correggono i nostri errori alimentari

Secondo uno studio condotto da gruppo di ricercatori australiani dell’University of Southern Queensland, i cui risultati sono stati pubblicati sul British Journal of Nutrition, la carota viola possiede eccellenti qualità anti infiammatorie, oltre alle già note proprietà anti ossidanti, e aiuta a correggere i danni causati da un periodo di stravizi alimentari.

Gli studiosi ne hanno infatti testato gli effetti sulla salute di  un gruppo di topolini da laboratorio a cui era stata somministrata dapprima una dieta ricca di grassi e carboidrati che aveva causato loro ipertensione, innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue e disfunzioni del fegato e del cuore; dopo sedici settimane è bastato aggiungera alla loro malsana dieta, per i due mesi successivi, del succo di carote viola e tutto è tornato alla normalità.

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Il riso integrale aiuta a prevenire il diabete

Ci sono molte persone che preferiscono il riso alla pasta e, alla luce dei risultati di un recente studio, quella che poteva essere considerata una semplice questione di gusti, può diventare un ottimo modo per prevenire la comparsa del diabete. Attenzione a non fare confusione: solo poco tempo fa, uno studio condotto dall’Università di Harvard aveva dimostrato che mangiare riso raffinato più di cinque volte alla settimana aumenterebbe il rischio di diabete, pericolo che, invece, sarebbe scongiurato se al posto del riso raffinato viene usata la varietà integrale, anche solo mischiata.

L’analisi dei benefici del riso integrale sulla prevenzione del diabete viene dallo studio di tre importanti studi americani che hanno coinvolto, negli anni, circa 200mila persone. Lo studio ha preso le mosse dal fatto che il consumo di riso negli Stati Uniti è aumentato molto, e a parte i dati personali di ogni paziente, ovvero età, genere e abitudini alimentari, è stato osservato un importante legame tra lo sviluppo del diabete e il consumo di riso, a meno che il cereale non sia scelto di tipo integrale.

Secondo gli esperti, infatti, basta sostituire il riso raffinato con quello integrale per registrare una riduzione del rischio di diabete, possibilmente associandolo al consumo di altri cereali integrali durante la settimana.

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L’infuso di edera un vero toccasana

L’edera , pianta lianiforme rampicante sempreverde, odorosa (e velenosa), estremamente decorativa e comune nei giardini e nei nostri boschi, per chi non lo sapesse, possiede anche particolari proprietà depurative e disinfettanti, è infatti estremamente utile e contiene in sè preziosi segreti: sia la tisana di edera contro i disturbi cutanei, sia gli impacchi che le frizioni con l’aceto di edera sono infatti validissimi rimedi casalinghi contro pidocchi e acari, dermatosi squamosa, geloni, calli e dolori ischiatici.

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Alimentazione estiva e salute, le regole del ministero

Tra tutte le regole per mangiar bene e mantenersi in forma che gli esperti hanno voluto donarci in questa estate neppure troppo rovente, non potevano mancare quelle del Ministero della salute, che in questi giorni ha diffuso otto semplici indicazioni per fare in modo che la nostra dieta estiva non si tramuti in un nemico per linea e benessere, infatti, come spiega in una nota il sottosegretario alla Salute Francesca Martini:

D’estate, per le tipiche condizioni climatiche e l’esposizione al sole, la razione alimentare deve apportare calorie e nutrienti in quantità commisurate all’effettivo fabbisogno individuale, ma anche bilanciare adeguatamente l’equilibrio idro-salino dell’organismo. Per questo abbiamo voluto indicare 8 semplici regole per impedire che alimenti e comportamenti si trasformino in potenziali “nemici” per la salute

Vediamole:

Non saltare mai i pasti:

In estate, stagione in cui le giornate sono più lunghe, generalmente si fa più movimento e si dorme meno. Per questa ragione è particolarmente importante non saltare i pasti, ma mangiare poco e spesso. Sia per non sentirsi appesantiti che per rimanere in forma, condizione necessaria per seguire uno stile di vita attivo. Nei mesi estivi il nostro organismo è esposto a temperature elevate e per non sentirsi privi di forza un pronto rifornimento di energia e di nutrienti può essere fornito da tutti gli spuntini a base di frutta, verdura, yogurt, formaggi freschi e leggeri, carne magra e pesce cotto alla griglia.

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La dieta delle zuppe estive

Come vi abbiamo già spiegato altre volte, non dovete pensare che le zuppe e le creme siano dei piatti ad esclusivo consumo invernale, anzi, le zuppe in estate sono molto rinfrescanti, forniscono la giusta quantità di liquidi, e aiutano a combattere la disidratazione estiva, oltre ad aiutarvi a fare il pieno di fibre e di vitamine.

In genere siamo abituati a pensare alle zuppe come a dei piatti tipici dell’inverno, in realtà basta gustarle fredde e prepararle con la verdura di stagione, ed ecco che diventano degli ottimi primi light, ottimi come sostituti di insalate di pasta e riso; non ne siete ancora convinti? Vi basti pensare al gazpacho, piatto estivo per eccellenza, o alla stessa crema di pomodoro che vi abbiamo presentato qualche settimana fa.

Una dieta a base di zuppe è perfetta per depurare e rivitalizzare l’organismo, sazia senza appesantire e fornisce il giusto apporto di vitamine e sali minerali; le zuppe, infatti, sono a base di verdure che, si sa, forniscono poche calorie, e poi sono ricche di fibre e di potassio, un minerale molto importante per combattere la ritenzione idrica.

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L’arnica montana un valido rimedio popolare

L’arnica montana è un’ erba medicinale delle Asteraceae, presenta ampi capolini di colore giallo aranciato, con “petali spettinati” e ha un’ intenso odore aromatico; particolarmente amara, aromatica, stringente, analgesica e antinfiammatoria, ottima per le infezioni fungine e batteriche, è un cardiotonico naturale, stimola infatti il sistema immunitario ma soprattutto il cuore. In passato era utilizzata come “antidoto al dolore” ed è un antichissimo rimedio popolare tutt’ora molto diffuso in Germania e in Austria, dove viene adoperata solitamente per contusioni, distorsioni e addirittura disturbi cardiaci: ne faceva uso anche Goethe, oramai vecchio, per combattera la sua angina pectoris.

Gli ultimi studi, ne hanno dimostrato e confermato le eccellenti proprietà terapeutiche ma anche la  tossicità. L’utilizzo pertanto più indicato rimane quello esterno, dal momento che un prolungato utilizzo interno lede pericolosamente le mucose; l’uso interno, naturalmente per brevi periodi e sotto controllo medico, è indicato per l’insufficienza cardiaca e anche come generico antinfiammatorio. Per uso esterno è adoperata per la preparazione di creme e unguenti ed è efficace nei casi di slogature, contusioni, distorsioni, geloni, ulcere varicose e in estratto o in tisana anche per gargarismi alla gola. Non in tutti i paesi però è possibile reperirla, tale specie infatti, va incontro a divieti e restrizioni legali e in alcune regioni italiane è protetta e non è possibile la raccolta in ambiente naturale.

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La dieta del cetriolo

I cetrioli sono indubbiamente una delle verdure dell’estate: protagonisti indiscussi delle insalate insieme ai pomodori, sono freschi, leggeri e forniscono acqua e vitamine, e quindi, a buon diritto, sono diventati protagonisti di una dieta estiva, la dieta del cetriolo.

Il cetriolo è perfetto per la dieta in quanto contiene pochissime calorie, solo 15 ogni cento grammi, è ricco di acqua, e quindi dissetante, perfetto per sopportare il caldo estivo e ricaricare l’organismo; proprio la sua ricchezza d’acqua lo rende ideale per depurarsi e per favorire la diuresi.

A prima vista può sembrare un ortaggio senza particolari proprietà, ma in realtà contiene vitamine del gruppo A, B e C, diversi sali minerali, tra cui il potassio, il fosforo e lo iodio; un’altra particolarità del cetriolo è quella di contenere una discreta quantità di zolfo, molto utile per chi soffre di irritazioni intestinali e ideale per curare la pelle, grazie alle qualità decongestionanti.

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Una dieta dietro l’altra e aumenta il rischio di obesità

Può apparire contraddittorio, ma seguire una dieta dietro l’altra espone al rischio di diventare obesi. Ad affermarlo sono gli esperti dell’Ospedale Sacco di Milano, Fulvio Muzio e Michela Fiscella, del Servizio di dietologia e nutrizione clinica, che precisano:

Per cali ponderali consistenti è sempre consigliabile rivolgersi a uno specialista perché il modo migliore per diventare obesi è proprio fare molte diete. Per chi invece deve perdere pochi chili, il consiglio è seguire poche e semplici norme, mantenendo un’alimentazione equilibrata

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Il carpaccio di zucchine, ricetta gustosa e dietetica

La ricetta che sto per presentarvi – il carpaccio di zucchine – pur essendo molto leggera è davvero gustosa e vede la zucchina come protagonista assoluta. Questo ortaggio contiene molti minerali preziosi quali sodio, potassio, ferro, calcio, fosforo, manganese, zolfo e cloro e tante vitamine (la B2, PP, A e in maniera più modesta la C), è estremamente ricco d’acqua (per ben 93 grammi su 100 di peso complessivo) ed è caratterizzato dalla quasi totale assenza di calorie, inoltre contiene una presenza di amidi molto bassa (soltanto l’1% del suo peso).

Dato il suo sapore relativamente neutro, la zucchina si presta ad una varietà di preparazioni alimentari: molto versatile, accompagna primi piatti, carne, pesce, formaggio e uova (un consiglio: se si desidera beneficiare pienamente delle proprietà nutritive, la soluzione migliore è quella di mangiarla cruda, all’insalata o sotto forma di succo) ed è ideale nei regimi ipocalorici (anche se la polpa porosa assorbe molto i condimenti).

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Un mondo senza carne sarebbe davvero più pulito?

Secondo gli ambientalisti eliminare la carne dalla dieta aiuterebbe a ridurre l’impatto dell’uomo sull’ambiente; tuttavia, secondo un’inchiesta realizzata da New Scientist, non è affatto sicuro che un mondo senza carne sarebbe più pulito. Questo, fermo restando che i 280 milioni di tonnellate di carne, 700 milioni di tonnellate di latte e 1,2 miliardi di uova consumati nel 2008 in tutto il mondo (dati Fao) hanno comportato un enorme costo per l’ambiente.

Infatti l’uso dei combustibili per i trattori, i pesticidi e i fertilizzanti immessi nei suoli, con la conseguente contaminazione delle acque, contribuiscono non poco all’inquinamento ambientale. A questi va poi ad aggiungersi l’enorme quantitativo di combustibile necessario per il trasporto della carne, l’erosione dei suoli causata dal calpestio degli animali, la distruzione di boschi e foreste per far posto ai pascoli e l’immissione di metano nell’atmosfera da parte degli animali da allevamento, oltre all’ingente quantità di grano necessaria per il loro nutrimento. Per non contare poi che l’uso massiccio di antibiotici nell’allevamento del bestiame rende i batteri più resistenti ad essi con ricadute negative sulla salute dell’uomo.

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Stili educativi, in che modo influenzano le abitudini alimentari dei figli

Se mamma e papà adottano uno stile genitoriale autorevole gli adolescenti mangiano meglio. Questo è quanto emerso da una ricera condotta presso l’Università del Minnessota i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of the American Dietetic Association. Nel corso dello studio i quattro stili educativi dei genitori: autoritario, autorevole, permissivo e negligente, sono stati messi a confronto con le abitudini alimentari di 1.600 studenti delle scuole medie e 3.000 studenti delle superiori che stavano partecipando al Progetto EAT (Eating Among Teens) dell’università statunitense.

I risultati hanno dimostrato che lo stile genitoriale più efficace per insegnare ai figli a mangiare in maniera sana ed equilibrata è quello autorevole, da non confondere con lo stile autoritario, tipico di figure genitoriali che esercitano un risoluto controllo sui figli, pur non ricorrendo alle maniere forti, e incoraggiano il dialogo, esprimendo allo stesso tempo in maniera calorosa il proprio affetto.

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La tisana che riattiva il fegato, i reni e l’intestino

Sappiamo tutti quanto sia importante mettersi al riparo da inquinamento e radicali liberi. E’ necessario dunque, oltre ad evitare il contatto con pesticidi, metalli pesanti e campi elettromagnetici che possono alterare la funzionalità del nostro organismo, attuare delle misure preventive che siano adeguate e capaci di “ripulirci” dalle intossicazioni esterne. A questo scopo è utile, tra l’altro, agire sui nostri organi emuntori, facendo in modo che siano sempre puliti e in grado di drenare le tossine più invasive; purtroppo infatti sono sufficienti bassi livelli di tossine prodotti da un’alimentazione non corretta o da inquinanti esogeni per far ammalare chi si ritrova con un rene o il fegato poco funzionali.

Come e cosa fare per depurarsi? Ricorrere alla Fitoterapia e prepararci una bella tisana con le erbe giuste:

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Celiachia, individuati i tre peptidi responsabili

Sarebbero state individuate le tre molecole tossiche responsabili della celiachia, ovvero i peptidi del glutine che scatenano la reazione immunitaria nelle persone che ne sono affette; la scoperta, annunciata sulla rivista Science Translational Medicine, rappresenta un notevole passo avanti nella lotta contro questa malattia che potrebbe portare alla messa a punto di un vaccino contro di essa, la cui sperimentazione è già stata avviata.

La scoperta si deve all’equipe di Bob Anderson e di Jason Tye-Din del Walter and Eliza Hall Institute of Medical Research di Parkville, in Australia. Gli esperti hanno osservato un campione di 200 pazienti cui è stata somministrata una dieta a base di cereali per circa sei giorni; trascorso questo tempo sono state isolate, attraverso un prelievo di sangue, le cellule immunitarie responsabili della reazione al glutine (linfociti T) le quali sono state in seguito messe a contatto con 2.700 peptidi “sospetti”.

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Le diete drastiche conducono all’infertilità

Le diete drastiche possono portare all’infertilità. Questo almeno è quanto suffragato da una ricerca dell’Institute of Healthy Ageing dell’University College di Londra (GB) condotta dal team di Linda Partridge che ha osservato gli effetti della restrizione calorica sui moscerini della frutta. I risultati sono stati sorprendenti: una vita breve mangiando troppo e la ridotta fertilità, mangiando troppo poco, sono dovuti ad uno squilibrio negli aminoacidi.

Queste sostanze sono infatti estremamente importanti per la longevità e la fertilità (zuccheri, vitamine e lipidi hanno invece effetti scarsi o nulli). In particolare è la metionina ad offrire maggiori garanzie di longevità e senza avere alcun effetto nocivo sulla capacità riproduttiva degli organismi e, nonostante lo studio sia stato condotto sui moscerini della frutta, pare proprio che l’effetto di tale restrizione alimentare sia presente anche nei mammiferi e nell’uomo. E’ dunque il giusto bilanciamento di elementi nutrizionali ad offrire gli innegabili effetti positivi in termini di salute.

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Cibi industriali: abusarne può causare fastidi gastrointestinali

Vi è mai capitato di mangiare i cibi industriali e di sentire dei fastidi gastrointestinali? Secondo uno studio condotto recentemente, ciò potrebbe dipendere da alcune fibre che vengono aggiunte a questi preparati.

La ricerca è stata pubblicata sul Journal of the American Dietetic Association e ha analizzato soprattutto la presenza di inulina all’interno dei cibi industriali; l’inulina è un a fibra solubile che si trova naturalmente in molto cibi, ma che viene utilizzata anche come additivo nella preparazione di cibi confezionati. Proprio per il fatto che è così diffusa, un team di ricercatori americani ha deciso di studiare la tollerabilità di questa fibra nell’organismo e di stabilire le dosi consigliate per non incorrere in controindicazioni.

La ricerca è stata condotta con l’ausilio di un gruppo di ventisei volontari di età compresa tra i 18 e i 60 anni, che sono stati tenuti una notte a digiuno e poi fornito loro, una volta a settimana per cinque settimane, una colazione a base di taralli con crema di formaggio, succo d’arancia nel quale era stato aggiunto un integrazione di inulina o un placebo. In entrambi i casi, l’inulina ha favorito lo sviluppo di sintomi di disturbi gastrointestinali come gonfiore e flatulenza, e sulle basi di questi fastidi i medici hanno fissato i limiti di tollerabilità di questa fibra, ovvero dai 5 ai 10 grammi al giorno; superate queste dosi ci sono alte possibilità di sviluppare disturbi intestinali.

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