Una dieta ricca di potassio contro l’ipertensione

Pressione alta? Per correre ai ripari ci vuole il potassio. È questo il consiglio di un gruppo di ricercatori italiani della Società Italiana per l’Ipertensione Arteriosa ha ben pensato di aumentare le dosi di questo sale nella dieta per curare l’ipertensione. Ovviamente non è molto complicato e non è necessario prendere integratori particolari (almeno non nei casi meno gravi), basta abbondare in banane e in legumi. Ma come mai? Il segreto sta nella sua capacità di favorire il riassorbimento del sodio.

Chi soffre di pressione alta sa bene che deve evitare di mangiare salato, perché è noto che il sodio è il nemico numero uno di questa patologia. Bilanciare in questo modo i due componenti può davvero cambiare la vita di molte persone. Ha, infatti, commentato così Pasquale Strazzullo, direttore dell’Unità di Medicina Interna, Ipertensione e Prevenzione Cardiovascolare dell’università Federico II di Napoli e autore dello studio:

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Lo snack ideale sono i pistacchi

Spesso più che per fame, si mangia per noia. È abbastanza normale impegnare il tempo vuoto o magari prendersi una pausa in ufficio con la scusa di uno snack per riprendere le forze. Ma cosa mangiare? Tutti dietologi sostengono che la merenda ideale sia un frutto, ma quanti sono quelli che a metà mattina mangiano una mela, una banana o qualche chicco d’uva? È più facile bere un caffè e mangiare uno snack confezionato.

I ricercatori dell’università della California sostengono che sia meglio, se proprio dovete mangiar salato, preferire i pistacchi ai classici salatini. Regola che vale anche durante l’aperitivo. Per giungere a questa tesi c’è stato uno studio: hanno preso due gruppi di persone. Il primo ha seguito una dieta equilibrata per 3 mesi, con un’integrazione di 75 pistacchi al giorno (circa 240 calorie), gli altri invece avevano 60 grammi di salatini (circa 220 calorie).

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Dieta contro la colite? Vietato il fai-da-te

Quante volte le persone decidono di fare la dieta per curare un disturbino? Il più diffuso è la colite spastica (almeno nell’immaginario collettivo). Un classico è eliminare alcuni cibi dalla propria alimentazione, magari improvvisare una dieta e una terapia fai-da-te assumendo farmaci e probiotici. In realtà l’auto-diagnosi non è mai una scelta saggia perché gonfiori, dolore addominale, stipsi o diarrea possono manifestarsi in modo ciclo e non è detto che sia colite. Intanto però che succede? Che ci siamo privati di alimenti importanti.

A sostenere questa tesi è Alessandro Armuzzi, gastroenterologo del complesso integrato Columbus-Università Cattolica di Roma, intervenuto durante Digestive Disease Week (DDW) di Chicago.

In realtà colite spastica non vuol dire nulla: nella maggior parte dei casi si tratta di sindrome del colon irritabile, un problema che affligge due italiani su dieci, che troppo spesso si affidano a diagnosi e rimedi fai da te.

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Super succo di frutta contro le malattie cardiache

Ci sono tanti succhi di frutta, alcuni naturali, altri con aggiunta di vitamine. Ci sono i mix esotici e quelli tradizionali. Per la nostra salute, però, secondo un gruppo di ricercatori francese esiste un eccellente elisir.  Quale? Un super-succo di frutta con all’interno 13 componenti diversi, piacevole da bere e potente nel ridurre il ridurre il rischio di malattie cardiache e ictus.

Ma cosa contiene? Nel mix ci sono mele, mirtilli, uva, fragole e poi l’aggiunta d’ingredienti un po’ meno tradizionali e ovviamente noti: l’acerola, molto più ricca di vitamina C rispetto all’arancia, il lingoberry e l’aronia melanocarpa, una bacca colore rosso-blu che ricorda un po’ il mirtillo. Non vi preoccupate, anche il sapore è gradevole, non troppo dolce e dissetante.

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Piselli freschi o secchi: calorie e valori nutrizionali a confronto

I piselli sia che siano freschi, secchi o surgelati rappresentano senza dubbio un alimento dalle formidabili qualità nutrizionali. Prima di esaminare le proprietà dei piselli diamo un’occhiata ai valori nutrizionali contenuti in 100 grammi di prodotto.

Per ogni 100 grammi di prodotto, le calorie dei piselli sono pari a 77, cosa che li rende un forte serbatoio energetico per l’organismo. La quantità di acqua, contenuta nei piselli, è pari a 76 grammi/100 grammi, mentre le proteine sono 7 grammi/100 grammi. Infine, i piselli sono molto ricchi di fibre, presenti in grammi 5-6.

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Tagliare grassi dalla dieta può accorciare la vita

A volte non si sa proprio cosa mangiare. Ci sono giornate che si apre il frigorifero senza pensare, giornate che qualsiasi cosa va bene purché sia leggero e pronto, convinti in questo modo di tagliare le calorie e risparmiare in salute e tempo. Purtroppo non è così. Anche bandire i grassi dalla dieta non fa bene. E con bandire, non significa non pranzare nei fast food, ma preferire il latte magro o scremato o lo yogurt con lo 0,001% di grassi.

Secondo i ricercatori delle Università del Texas – Health Science Center San Antonio Barshop Institute for Longevity and Aging Studies, e l’Università del Colorado (Usa) tagliare i grassi può essere dannoso proprio come mangiarne in eccesso. E per giungere a questa tesi, hanno eseguito una ricerca su 41 topi geneticamente modificati in procinto di perdere peso.

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Liposuzione: dopo un anno il grasso ritorna

Per eliminare cellulite e adipe localizzato soprattutto su glutei e cosce, molti decidono di ricorrere alla liposuzione, un intervento chirurgico che permette di rimuovere inare il grasso tramite aspirazione; a volte, però, dopo qualche tempo dall’operazione, il problema può riproporsi, ossia è possibile assistere alla ricomparsa del grasso.

Secondo una ricerca condotta recentemente dalla University of Colorado, negli Stati Uniti, dopo un anno di distanza dalla liposuzione il grasso ritorna e si concentra soprattutto nella parte superiore del corpo. Lo studio è stato condotto su 32 donne: 14 di queste sono state sottoposte a liposuzione mentre le altre no; poi sono stati confrontati i risultati in termini di perdita di grasso corporeo.

Dopo sei mesi le donne che si erano sottoposte alla liposuzione avevano perso il 2,1% di grasso, mentre le altre solo lo 0,28% a parità di alimentazione; dopo un anno, però, queste differenze erano scomparse, in quanto, pare che il grasso eliminato tramite liposuzione sia ricomparso nella parte superiore del corpo e precisamente su braccia, spalle e addome, mentre gambe e glutei erano rimasti magri per via dell’intervento.

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Zafferano: proprietà e usi in cucina


Lo zafferano è una spezia ricavata dal Crocus sativus, pianta caratterizzata da fiori di colore tra il lilla e il viola intenso e una corolla contenente tre fili di colore rosso, da cui si ricava la polvere di zafferano. In cucina può essere utilizzato il filo oppure la polvere, quest’ultima però è maggiormente consigliabile perchè ha un sapore e un colore più uniformi ma soprattutto è più semplice da utilizzare in cucina.

Nonostante il costo di quello puro sia piuttosto alto, lo zafferano rimane tra le spezie maggiormente utilizzate e amate, anche se il prezzo alto fa sì che trovi ampia commercializzazione una miscela contenente, oltre allo zafferano, anche altre spezie (per esempio curcuma) e coloranti. Differenziare le due tipologie è molto semplice perchè il colore delle zafferano puro è di colore rosso vivo, mentre le miscele di spezie sono più tendenti verso il giallo senape. 

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Dopo un pasto abbondante bisogna mangiare la frutta

Quante volte dopo un pasto abbondante avete deciso di rinunciare alla frutta perché vi sentivate già sazi? Immagino piuttosto spesso, ma è proprio in queste occasioni, ossia dopo un’abbuffata, che bisogna mangiare la frutta.

Il diktat arriva da uno studio reso noto dal  Journal of the American College of Nutrition, secondo il quale consumare della frutta dopo un pasto ricco di grassi e carboidrati aiuterebbe a controllare l’aumento dei lipidi e le loro modificazioni negative. Per condurre lo studio in questione gli esperti hanno utilizzato le fragole e hanno osservato che il consumo di 150 g. di purè di frutti di bosco, con 35 grammi di zucchero, provocava un aumento più graduale e meno marcato della glicemia, rispetto a quando lo zucchero veniva assunto senza l’ausilio della frutta.

Sicuramente questa scoperta è molto positiva dal punto di vista della salute, in quanto malattie come iperlipidemia e iperglicemia aumentano il rischio di diabete e malattie cardiovascolari, un po’ di meno da quello della dieta, in quanto frutta o non frutta il carico calorico del pasto resta invariato.

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Vincere la stitichezza e il sovrappeso con i frullati

I frullati sono un’arma preziosa contro i chili di troppo, ma anche contro la stitichezza, un problema spesso connesso con il sovrappeso. Una dieta ricca di fibre e di vitamine, accompagnata da tanta acqua e un po’ di sano movimento sono il segreto per avere una forma invidiabile.

Per eliminare più facilmente l’adipe e i ristagni di liquidi, occorre soprattutto fare scorta di bioflavonoidi, di cui l’uva, la melagrana e i mirtilli sono particolarmente ricchi, di vitamine A, C, ed E, ma anche di vitamine del gruppo B, che favoriscono la salute dell’intestino e aiutano a prevenire gli attacchi di fame aumentando il senso di sazietà.

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Regolare l’intestino con le taccole

Le taccole sono ortaggi simili ai piselli, ideali per regolarizzare l’intestino, ma anche per fare scorta di fibre, vitamine e ferro. Le taccole, infatti, meglio conosciute come i piselli cinesi o con il termine di “mangiatutto” perché si mangiano con l’intero baccello, sono poco usate in cucina, ma molto utili in primavera, dal sapore dolce e delicato.

Le taccole sono di colore verde chiaro, dalla forma larga e appiattita e come accennato all’inizio si mangiano intere. Questa varietà di piselli è particolarmente ricca di fibre alimentari, ferro, caroteni, vitamina C, e vitamina B9 ed è ottima per regolare l’intestino.

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Colesterolo più basso per le donne che mangiano mele

Le mele sono forse il frutto più tradizionale, quello presente in ogni cucina e adatto a tutta la famiglia. Sono anche uno dei simboli dell’agricoltura italiana, soprattutto trentina. In questi anni si è scoperto che sono un importante prodotto antiossidante, tant’è che sono stati utilizzati non solo nella preparazione di piatti o come merenda, ma anche come base di numerosi cosmetici antiage.

Le signore, da poco, hanno un altro buon motivo di mangiarle. Secondo uno studio dell’Università della Florida, presentato in occasione di una conferenza dal titolo «Experimental Biology» a Washington, le donne che seguono la dieta di una mela al giorno hanno il colesterolo «cattivo» basso di quasi un quarto già in sei mesi.

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Pancia piatta con la dieta degli asparagi

Vi piacerebbe avere la pancia piatta? Allora, la dieta degli asparagi fa proprio al caso vostro. Se seguita 1 volta a settimana, è un’arma efficace per perdere peso ed essere più toniche. Gli asparagi, infatti, sono conosciuti per le loro proprietà diuretiche e depurative. Grazie alla presenza di purine, infatti, riducono il ristagno dei liquidi.

Inoltre, gli asparagi sono ricchi di fibre, vitamine A, B1, B6, C, acido folico, potassio, fosforo e aminoacidi, e soprattutto sono poveri di calorie. Tuttavia, in alcuni casi lo stimolo diuretico può avere un effetto irritante per i reni, tanto che il consumo degli asparagi è sconsigliato a chi soffre di problemi ai reni e alla vie urinarie.

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Piramide alimentare idrica, mangiare bene e risparmiare acqua

In tutto il mondo oggi è il Giorno della Terra, la giornata dedicata all’ambiente, importante per ricordarci che le nostre azioni stanno distruggendo il Pianeta. Non parleremo di raccolta differenziata o di energia alternativa, non sono certo di nostra competenza, ma di alimentazione. La dieta quotidiana influisce sul benessere del nostro corpo e anche della Terra stessa. Guarda caso mangiare in modo sano non fa bene solo a noi.

Gli esperti del Barilla Center for Food and Nutrition hanno elaborato una piramide alimentare idrica che ci permette di capire che se rispettassimo quella tradizionale avremmo un patto minore sulle scorte d’acqua. Per riassumere con uno slogan: mangiare correttamente quindi per risparmiare acqua. Non c’è molto da inventarsi, è sufficiente seguire la piramide alimentare mediterranea.

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La cipolla aiuta nel controllo del peso corporeo e della pressione

Ipertensione, diabete e peso corporeo. Le cipolle possono tenere a bada tutti e tre i valori. Già proprio così. Si usano per cucinare e dare sapore ai piatti, i più temerari la mangiano cruda e poi c’è chi la snobba perché puzza, causa alitosi e alcune volte è difficile da digerire. In realtà, la cipolla è davvero un alleato prezioso in cucina e per rendere piacevoli i piatti e per mantenersi in salute.

Secondo uno studio dell’University of Southern Queensland in Australia protegge dal rischio di pressione alta, dal diabete e aiuta nel controllo del peso corporeo, fattore decisamente importante se siete a rischio yo-yo. La ricerca è stata condotta su modello animale e ha messo in evidenza le sostanze contenute in questa verdura dalle proprietà benefiche.

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Fibra: dove la troviamo e perchè è importante consumarla

Un ritmo intestinale regolare è sinonimo di salute e benessere, tuttavia, numerose le persone che accusano spesso fastidi e disagio quali intestino pigro, stitichezza o diarrea, gastrite, ecc. Quello che è importante sapere è che, per prevenire tali disagi, è importante avere un’alimentazione sana ed equilibrata che includa un consumo quotidiano di fibre. Esistono due tipi di fibre, ugualemente necessarie al nostro corpo: fibre solubili e fibre isolubili.

La prima tiplogia di fibre, fibre solubili, si trova prevalentemente in alimenti quali avena, orzo, prugne, carote, mele, agrumi, legumi secchi, mentre le fibre insolubili si trovano nei cereali integrali, farina di grano, crusca, piselli, cavolo, ecc. Inoltre, oltre alle fibre naturalmente contenute in alcuni cibi abbiamo anche un’altra tipologia di fibre non presenti negli alimenti ma aggiunte chimicamente.

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Niente caffè dopo un pasto al fast food

Per chi segue un’alimentazione sana e per chi è a dieta il cibo dei fast food non è proprio indicato, anzi, sarebbe meglio evitarlo del tutto, però a volte non è possibile: vuoi perché ci vogliono andare i bambini, vuoi perché gli amici insistono per provare l’ultimo panino, a volte ci ritroviamo a pranzare con hot dog e patatine.

Cerchiamo almeno di contenere i danni: basta semplicemente di evitare di prendere il caffè subito dopo; a sostenerlo è uno studio condotto dall’Università di Guelph, in Canada, e pubblicato sul “Journal of Nutrition. Secondo gli esperti infatti, dopo aver mangiato al fast food, i livelli di zuccheri nel sangue sono alti e si rischia di farli alzare ancora di più se si assume a fine pasto del caffè o una bevanda contente della caffeina.

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La dieta vegana fa bene al cuore?

Sulla dieta vegana esistono studi di tutti i tipi e ovviamente due fazioni: pro e contro. Tempo fa avevamo riportato studio pubblicato su Journal of Agricultural and Food Chemistry che metteva in evidenza come le persone che seguono un regime dietetico vegano avevano maggiori possibilità di avere patologie cardiovascolari.  Non sono per nulla d’accordo gli esperti della Loma Linda University in California: mangiare verde fa bene al cuore.

Secondo i medici, infatti, riduce la possibilità di avere disturbi cardiaci, ma anche di sviluppare il diabete. Inoltre, tra i vegetariani vi sarebbe circa un 36% in meno di prevalenza della sindrome metabolica. Un quadro che sponsorizza decisamente questo regime alimentare: ci sarebbe da chiedersi chi ha ragione.

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