Pesce 3 volte la settimana per una dieta equilibrata

Quante volte mangiate pesce durante la settimana? Ci sono persone che l’unico pesce che conoscono è il tonno in scatola. Vuoi che spesso è caro, vuoi che non tutti lo sanno cucinare o hanno voglia di pulirlo, vuoi che non sempre si trova spesso, numerose famiglie non mangiano pesce. Pensare che in qualsiasi dieta ben bilanciata, è l’alimento consigliato per eccellenza. Il Karolinska Institutet di Stoccolma lo raccomanda almeno 3 volte la settimana.

C’è un motivo molto importante: le persone che lo consumano con questa costanza hanno meno probabilità di avere l’ictus nel corso della vita. Per giungere a questa tesi, ricercatori hanno seguito un gruppo di 35 mila donne nate tra 1914 e 1948 per circa 10 anni. Lo studio è iniziato con un test scritto per fotografare la loro situazione: stile di vita, malattie croniche e abitudini alimentari.

Ricette light: involtini di pesce spada e zucchine al pompelmo

Gli involtini di pesce spada e zucchine al pompelmo sono un ottimo secondo piatto, leggero e dal gusto raffinato, ideale per chi è alle prese con una dieta dimagrante. Una ricetta che promette di soddisfare il vostro palato, senza appesantirvi eccessivamente.

Inoltre, il pesce spada, dalla carne bianca e soda e dal sapore particolarmente delicato, è una buona fonte di omega 3, acidi grassi amici del cuore, in grado di ridurre il cosiddetto colesterolo cattivo (LDL), responsabile di molte malattie cardiovascolari anche gravi come infarto, ictus, trombosi ed embolia. Le zucchine, invece, sono ortaggi ricchi di sali minerali come sodio, potassio, calcio e fosforo, con un apporto calorico davvero modesto.

Alici, il segreto per un cuore sano

Le alici sono un toccasana per il cuore, infatti, tra le diverse specie ittiche, hanno il contenuto più alto ed equilibrato di acidi grassi omega 3 e omega 6, alleati preziosi contro infarto e ictus. A rivelarlo, è stato una ricerca spagnola dell’Università dell’Almeria che ha messo a confronto 12 varietà di pesci comuni nella dieta dei Paesi mediterranei, tra cui anche il nasello e le sardine.

L’esito dello studio è stato pubblicato sulla rivista “Journal of Food Composition and Analysis” e ha decretato la tracina drago, un pesce molto diffuso nei nostri mari e dalla carne bianca e saporita, come il più ricco in assoluto di sostanze naturali, seguita dalle alici. Queste specie ittiche, infatti, sono particolarmente ricche di grassi polinsaturi a catena lunga.

Ricette light: spiedini di salmone alla griglia

Gli spiedini di salmone alla griglia rappresentano un secondo piatto molto leggero e gustoso, ideale per chi sta seguendo un regime alimentare ipocalorico, molto semplice da realizzare. Il salmone è un pesce dalla carne molto saporita e pregiata, ricco di fosforo, proteine, ferro, calcio e soprattutto è una miniera di acidi grassi omega 3, che riducono il colesterolo cattivo (LDL) e aumentano il colesterolo buono (HDL), svolgendo un’azione protettiva sul sistema cardiovascolare.

Secondo alcuni studi, gli omega 3 sono in grado di combattere anche il declino delle capacità cognitive causato dall’invecchiamento cellulare. Il salmone, inoltre, aiuta a prevenire e a contrastare l’osteoporosi, grazie al notevole apporto di vitamina D, che promuove l’assorbimento del calcio e favorisce la mineralizzazione dello scheletro.

Pesce azzurro: calorie e Omega 3

 Il pesce azzurro è sicuramente tra gli alimenti più sani ed equilibrati nella dieta e tra quelli più indicati per il mantenimento del peso forma. Rientrano nella grande famiglia dei pesci azzurri gli sgombri, il pesce spada, il tonno, le sardine, le acciughe e le aringhe. Questi pesci non solo sono buoni ma sono un vero toccasana per la salute perchè come dimostrato da varie ricerche, il loro consumo costante ha tra i suoi effetti un’azione antinfiammatoria, antiossidante e contribuisce a mantenere basso il colesterolo. Guardiamo quindi più da vicino tutte le loro virtù.

Grassi insaturi nel pesce azzurro

Il pesce azzurro, leggermente più grasso di altri pesci, contiene grassi insaturi che sono più sani e maggiormente digeribili rispetto ai grassi saturi delle carni rosse. Inoltre i pesci azzurri sono molto ricchi di grassi Omega 3 che, com’è noto, sono dei potenti protettori del nostro cuore e hanno proprietà antiossidanti. Dagli studi condotti su persone che soffrono di ipertensione è stato dimostrato che un regolare consumo di pesce azzurro riduce i rischi legati all’ipertensione.

Pesce azzurro, difesa contro il colesterolo

Esistono vari rimedi naturali che abbassano il colesterolo. Tra questi, il pesce azzurro svolge un ruolo decisivo. Nella lotta contro il colesterolo, esso infatti aumenta il tasso del cosiddetto colesterolo buono, quel colesterolo che evita che i grassi si attacchino e si depositino nelle pareti interne delle nostre arterie.

Gli sgombri al sale

Sgombri al sale

Se, in vacanza, avete la possibilità di acquistare il pesce dai pescatori o se, meno fortunati, siete in città e siete andati al mercato, fatevi tentare dagli sgombri freschi e preparateli al sale. Dopo una giornata di caldo il piatto farà gola a tutti e sarà salutare: questo pesce contiene i famosi Omega-3, grassi che proteggono il sistema cardiovascolare

Ingredienti per 4 persone: 2 sgombri da gr. 250, un albume di uovo, mezzo bicchiere di vino bianco, rosmarino, olio extravergine di oliva, sale grosso gr. 500

Incidete la pancia degli sgombri, pulite l’interno, eliminate le pinne, sciacquateli e asciugateli. In una citola versate il sale grosso, l’albume di uovo, il rosmarino tritato e il vino bianco e amalgamate. Distribuite in una teglia un quarto del composto di sale, adagiate gli sgombri, ricopriteli con il misto di sale grosso rimasto e cuoceteli in forno a 210 gradi per 20 minuti. Estraete la teglia dal forno e condite gli sgombri nel piatto da portata con l’olio.

Arancio e blu per prevenire gli accumuli di grasso

Gli antociani, le molecole anti-ossidanti che conferiscono il colore rosso o blu a frutta e verdura, sarebbero in grado di svolgere un’azione anti-grasso mantenendo ridotto il volume degli adipociti. La scoperta si deve a uno studio condotto a Milano da Pier Giuseppe Pelicci, dell’Istituto europeo di oncologia e Chiara Tonelli (Scienze Biomolecolari e Biotecnologiche dell’Università Statale del capoluogo lombardo), in collaborazione con l’Istituto di Agrumicoltura di Acireale (Catania) e l’Università Cattolica di Campobasso, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Obesity.

La ricerca aveva preso il via  con lo scopo di verificare l’azione preventiva degli antociani su alcuni tumori. Gli studiosi hanno quindi sottoposto tre gruppi di cavie da laboratorio a una dieta ipercalorica con l’unica differenza che a uno di essi è stata data da bere solo acqua, mentre agli altri due succo di arancia, gialla e rossa rispettivamente.

In forma a Natale con la dieta del salmone

Volete perdere peso, ottenere una pelle splendida e mangiare un pesce buono, molto utilizzato a durante il periodo natalizio? Bene, potete farlo con la dieta del salmone. A differenza di quello che si pensa di solito, il salmone non solo non fa ingrassare, ma rende anche la pelle più bella grazie ai tanti acidi grassi omega 3 che contiene.

Oltre agli omega 3, il salmone possiede un alto contenuto di proteine, e per questo è un secondo piatto nutriente ed equilibrato, ottimo come alternativa alla carne rossa, infatti le calorie si equivalgono, ma il pesce vince per i nutrienti, ovvero per i grassi polinsaturi e per le vitamine. Gli omega 3 e i grassi polinsaturi aiutano ad abbassare il livello del colesterolo totale, mentre alzano quello del colesterolo chiamato “buono” perchè protegge il sistema cardiovascolare.

Gli omega 3 sono efficaci anche nella lotta alla depressione, infatti recenti studi hanno dimostrato che una dieta ricca di questi acidi grassi è in grado di ostacolare il calo delle capacità cognitive dovute all’invecchiamento; infine, oltre agli omega 3, il salmone contiene importanti quantità di vitamina D, utile per l’assorbimento del calcio e, quindi, per la mineralizzazione dello scheletro.

Come evitare i chili delle feste

Come fare ad evitare di ingrassare durante il periodo natalizio? Ce la fai se arricchisci il tuo menu con salmone, crostacei, noci, mandorle, spezie, cioccolata e gli altri cibi che contrastano adipe e radicali liberi. Basta rispettare le dosi e il metabolismo vola! Il mese di dicembre è forse il più rischioso dell’anno dal punto di vista del corretto rapporto con la propria alimentazione: sono così numerose le occasioni che hanno come protagonista il cibo ma anche i dolci, il vino, lo spumante ecc., che diventa davvero difficile tenere testa alla tentazione di lasciarsi andare, accantonando così tutti i buoni propositi, o anche solo trasgredendo a quelle corrette abitudini che per il resto dell’anno aiutano invece a sentirsi meglio con se stessi e con il proprio corpo.

Forse non sono tanto il panettone, il pandoro, il torrone e le altre prelibatezze delle festività la vera causa di questa “zona d’ombra” ali­mentare: ciò che può metterci veramente in crisi è la sensazione di essere gli unici a dover rinunciare ai piaceri del cibo, mentre il resto del mondo si può concedere varie leccornie senza problemi o sensi di colpa. E tutte le rinunce, come è noto, amplificano la fame

Omega 3 e omega 6: quanti ne dobbiamo assumere?

Cinque  a uno: è il rapporto ottimale tra omega 6 e omega 3. Dieci a uno: questa invece la proporzione reale tra i due nutrienti assunti con un’alimentazione standard. Secondo ricerche americane lo squilibrio è legato a un maggior consumo di cereali e di oli di mais, girasole e soia, ricchi di omega6. Avverte Giuseppe Fatati, responsabile del Servizio Dietologico dell’Azienda Ospedaliera di Terni

 «Bisogna fare attenzione soprattutto alle margarine e ai prodotti che le contengono, come dolci da forno e cracker. Perplessità anche nei confronti delle fonti ittiche di omega-3 dal momento che i pesci dei Mediterraneo, di cui non si conoscono gli effettivi contenuti, potrebbero essere più poveri di questi elementi rispetto agli esemplari dei mari freddi».

La relazione squilibrata tra i due gruppi di acidi grassi polinsaturi espone al rischio di malattie cardiocircolatorie e della pelle, di infiammazioni delle articolazioni e di altri disturbi. Lo stato di salute viene influenzato dal genere di acido grasso prevalente in quanto gli omega-6 e gli omega-3 si comportano, a livello cellulare, come se fossero in competizione. I primi partecipano alla costruzione e alla funzionalità delle membrane cellulari e di composti ormonali, come le prostaglandine, per cui aiutano a controllare le reazioni infiammatorie e l’aggregazione delle piastrine e a mantenere la pelle elastica e giovane.

Alimentazione dei bambini: mangiando pesce non ingrassano

 

Le acciughe, le sardine, le ricciole e gli sgombri, così come il tonno e il pesce spada, sono solo alcuni dei cosiddetti “pesci azzurri” che, nonostante non appartengano a una specie scientificamente definita, sono tutti caratterizzati dalla colorazione blu-argentea del dorso, si trovano numerosi nei nostri mari e fanno parte della tradizione gastronomica italiana.

I pesci azzurri sono buoni ed economici, ma non solo: molti nutrizioni­sti, infatti, sostengo­no che il pesce azzurro sia un’ottima risorsa alimentare, ricca di sostanze nutritive preziose soprattutto per la crescita e in grado di far funzionare a regime il metabolismo evitando, in futuro, il rischio di sovrappeso. Ideale dunque per bambini e adolescenti, il pesce azzurro è fonte primaria di proteine ad alto valore biologico: basti pensare che un etto di acciughe e di sardine contiene rispettivamente 16,8 e 20,8 g a di proteine, una  quantità decisamente elevata e paragonabile a quella presente nella carne bovina.

Altre caratteristiche del pesce azzurro sono la straordinaria ricchezza da un punto di vista nutri­zionale e la sua estrema digeribilità. Ecco altre qualità che lo rendono particolarmente adat­to a conservare in linea bambini e ragazzi. La presenza di vitamine del gruppo B lo ren­de un alimento molto saziante e tonificante, visto che proprio le vitamine del gruppo B nutrono pelle, muscoli e sistema nervoso. Il pesce azzurro è una miniera di sali minera­li, fra cui spiccano il calcio (utile per la salute delle ossa ma anche per tenere sotto controllo il senso di fame), il fluoro (che protegge  la dentatura), il ferro (anti anemico) e il fosforo (un autentico «carburante” per il sistema nervoso).

Avocado, buon amico del cuore

L’avocado è il frutto della Persea Americana, arbusto appartenete alla famiglia delle Lauraceae originario dell’America Centrale (Messico, Guatemala, Antille). L’albero di avocado è attualmente coltivato in molti paesi tropicali e, in generale, nei paesi ove il clima lo consenta (Florida, California, Spagna e Israele).

La principale caratteristica nutruzionale dell’avocado (aguacate in spagnolo) è data dalla ricchezza di grassi linolenico e omega 3 la cui percentuale varia dal 10 al 30% a seconda della varietà considerata. Tra le varietà maggiormente diffuse troviamo la Ettinger e la Fuerte, di colore verde brillante, forma allungata e buccia sottile, la Nabal, dalla forma più tondeggiante, e la Hass dalla buccia ruvida e di colore verde scuro.

Grassi alimentari, com’è difficile mangiare quelli giusti

Grassi, fosse solo un problema di quantità… Neanche la qualità dei lipidi che si assumono con la dieta, infatti, va lasciata al caso. Le raccomandazioni nutrizionali non si limitano a ribadire che i grassi alimentari non dovrebbero costituire più dei 30 per cento dell’energia assunta ogni giorno. Per cominciare ricordano che i famigerati grassi saturi dovrebbero essere una parte minoritaria dell’introito lipidico: un terzo dei 30 per cento, quindi il 10 per cento delle calorie totali (ma c’è chi dice il 7).

Anche sul fronte del grassi polinsaturi, ar­rivano indicazioni dettagliate: i noti “omega 3” dovrebbero rappresentare lo 0,5 per cento dell’energia, gli “omega 6”  il 2 per cento, e – importante – il rapporto tra le due quote do­vrebbe mantenersi costante. Tradotto per una dieta da 2 mi­la calorie al di, i grassi ne do­vrebbero dare 600 e quindi  non pesare fisicamente più di 66-67 grammi al giorno, e gli introiti “parziali” rispettare le proporzioni dette.

Abbronzatura dorata? Ecco i cibi giusti

Qualche giorno fa abbiamo visto quali sono le sostanze che aiutano ad avere una pelle sana e dorata, oggi vi illustreremo quali sono gli alimenti che le contengono; attenzione però questi cibi vanno sempre accompagnati da una dieta varia ed equilibrata, con cereali, pesce, carne, latticini, legumi frutta e verdura.

Per il betacarotene sono consigliati almeno 3,6 mg al giorno, che si trovano in circa 300 grammi di carote, oppure potete integrare la vostra dieta con questi alimenti che ne contengono ottime dosi: prezzemolo, rucola, pomodori maturi, radicchio verde, mango, spinaci, peperoni rossi, albicocca, papaia e melone.

La dose giusta di retinolo è di 600 mg, forniti abbondantemente in una porzione di fegato di bovino; ne sono ottime fonti anche i formaggi e le uova. 60 mg di vitamina E sono pari a 40 grammi di peperoni crudi o circa due arance, oppure un piatto di lattuga o di rucola; è anche contenuto in abbondanza nel ribes, nel prezzemolo, nella papaia, nelle fragole, nel melone e nei lamponi.

Le sostanze per una tintarella al top

Con il gran caldo e la bella stagione iniziano i primi week end al mare e con essi la tanto sospirata tintarella. Per avere un’abbronzatura dorata e senza rischi, l’alimentazione può venirci in aiuto: basta sapere quali sono le sostanze che aiutano ad sfruttare il meglio dei raggi UV.

Il betacarotene fa parte della famiglia dei carotenoidi, i pigmenti responsabili del colore  rosso-arancione di frutta e verdura e dei vegetali verde scuro; è un precursore della vitamina A: significa che si trasforma in questa sostanza quando l’organismo ne ha bisogno. È un potente antiossidante e stimola la riparazione dei tessuti, insieme alla melanina, prodotta dall’organismo, ti regalo una tonalità dorata.

Il retinolo è presente in natura negli alimenti di origine animale; oltre a essere indispensabile per la visione  notturna, protegge le mucose, i tessuti e aiuta a prevenire l’invecchiamento precoce. La vitamina C è chiamata anche acido ascorbico, ed è una vitamina idrosolubile (cioè non si accumula nell’organismo), e serve a neutralizzare gli agenti ossidanti, ad aiutare la formazione del collagene, protegge i capillari e regola la formazione di melanina.

Menopausa: consigli per una dieta equilibrata

Con l’arrivo della tanto temuta menopausa, uno delle principali preoccupazione delle donne è quella di “mettere su” dei chili di troppo, che oltre all’aspetto fisico, possano danneggiare anche la salute. Ecco quindi un breve vademecum alimentare per affrontare con la giusta consapevolezza questo nuovo periodo della vita.

Gli estrogeni, i principali ormoni femminili, sono una sorta di specie di protezione biologica per la salute delle donne: infatti, tra i vari compiti, queste sostanze proteggono il cuore dalle malattie cardiovascolari, giocano un ruolo importante nel mantenimento della massa ossea e mantengono il metabolismo più sveglio e reattivo.

Il problema è che, con la fine dell’età fertile, gli estrogeni esauriscono la loro funzione e, di conseguenza, svaniscono anche gli effetti positivi. Per tenere alla larga le malattie e i temuti chili in più basta seguire un corretto stile di vita e di nutrizione.

La dieta omega

Di acidi grassi, omega 3 e omega 6, si parla sempre con maggiore interesse. Oltre a fornire energia, regolano il tono delle pareti dei vasi sanguigni, limitano l’aggregazione delle piastrine, tengono sotto controllo il colesterolo e svolgono un’importante azione anti-età.

Omega 3 e omega 6 sono acidi grassi insaturi, tenuti insieme da legami molecolari non molto solidi e quindi semplici da digerire; questi acidi non sono prodotti dall’organismo umano, bensì acquisiti solo tramite l’alimentazione. Cibi ricchi di questi nutrienti sono i grassi di pesce, e quindi salmone, sgombro, pesce azzurro, la frutta secca, i legumi, gli oli vegetali, le verdure a foglia verde, i cereali integrali.

Gli acidi grassi essenziali hanno virtù diverse e sono efficaci quando queste agiscono in sinergia, per cui la loro assunzione deve essere controllata. In alcune situazioni, inoltre, le loro azioni sono contrastanti; ad esempio gli omega 3 contrastano le infiammazioni, mentre gli omega 6 le favoriscono. Il segreto perché gli effetti di questi acidi siano solo positivi è mantenere le giuste proporzioni, magari attenendosi alla dieta mediterranea tradizionale che è quella più vicina a queste relazioni.