I 150 anni dellUnità d’Italia visti attraverso l’alimentazione

di Daniela Commenta

I centocinquant’anni dell’Italia attraverso l’alimentazione: in occasione dei festeggiamenti dell’anniversario dell’Unità d’Italia, l’Inran, l’Istituto Nazionale di Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione, che compie quest’anno 75 anni di vita, ha redatto un documento per illustrare il percorso nutrizionale italiano durante questi 150 anni.

In questi anni, oltre all’alimentazione si è modificato anche l’organismo degli italiani: nel 1861 l’altezza media era di circa 163 centimetri, oggi più o meno di 175, senza contare l’aumento dell’indice di massa corporea e di aspettativa di vita.

Per avere le prime notizie sull’alimentazione degli italiani bisogna arrivare al 1884: all’interno di un documento che fa riferimento all’Inchiesta Parlamentare Jacini, si parla di un’alimentazione poco varia, con il pane come alimento principale, accompagnato da vegetali, minestre e zuppe, almeno per quanto riguarda la popolazione contadina.

Tra le due guerre mondiali la situazione alimentare non cambia, anzi, per certi versi peggiora, perché i contadini sostituiscono la polenta al pane, in quanto il grano poteva essere venduto a prezzi migliori rispetto al mais; questo pero comporta la diffusione di una malattia che provoca molte vittime: la pellagra, ovvero la carenza di vitamina B2. Per fortuna, però, a cavallo tra le due guerre iniziano le ricerche sull’alimentazione: l’Inran, ad esempio viene fondata nel 1936.

Gli anni successivi alla seconda guerra mondiale coincidono con il boom economico: la qualità della vita migliora, l’industrializzazione fa diminuire il lavoro fisico e la disponibilità del cibo aumenta, ma non la salute degli italiani: dalle malattie da carenza nutrizionale si passa a quelle dovute ad un’alimentazione sbagliata, come il diabete, l’obesità e le malattie cardiovascolari.

Il resto è noto: negli ultimi anni, gli italiani hanno iniziato a fare più attenzione a quello che mangiano, nonostante non manchino i “cibi spazzatura”, ci sono grandi campagne informative sulla necessità di mangiare in modo sano, magari attingendo ai menù della dieta mediterranea che è stata anche dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

La dieta mediterranea non è altro che un’alimentazione sana a base di verdure, frumento e olio d’oliva: in maniera più abbondante e qualitativamente migliore, ma molto simile a quella del passato.

[Fonte]

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