La dieta che aumenta l’abbronzatura

Per stimolare l’abbronzatura bisogna fare molta attenzione alla dieta. Ci sono cibi considerati abbronzanti, perché ricchi di vitamina A e quindi in grado di stimolare la produzione della melanina, la responsabile della vostra tintarella. Quali sono gli alimenti che non devono mancare sulla nostra tavola per avere una pelle dorata?

Alimenti più ricchi di betacarotene per l’abbronzatura​

Il betacarotene è un precursore della vitamina A, fondamentale per la salute della pelle e degli occhi. Questo pigmento appartiene alla famiglia dei carotenoidi, la quale comprende sostanze che conferiscono il tipico colore arancione agli alimenti che li contengono. Il betacarotene può aiutare ad ottenere un’abbronzatura migliore. Vediamo insieme quali sono gli alimenti più ricchi di questo pigmento amico del sole.

Un integratore naturale a base di tè verde, mango e zenzero

L’integratore naturale di tè verde, mango e zenzero protegge lo stomaco dall’acidità ed è una vera miniera di antiossidanti, sicuri alleati contro i radicali liberi e l’invecchiamento precoce. Lo zenzero, infatti, svolge una funzione protettiva contro gastriti e formazione di ulcere nello stomaco, ed è in grado di alleviare i sintomi dell’infiammazione della mucosa gastrica. Inoltre, è molto utile anche in caso di nausea e di meteorismo.

Ma gli altri ingredienti, non sono certo da meno. Il mango è ricco di fibre, minerali, vitamina A, quasi tutte le vitamine del gruppo B, le vitamine C, D, E, K e J. Questo frutto prezioso rafforza il sistema immunitario, e avendo proprietà leggermente lassative e diuretiche è un alimento molto adatto per chi ha problemi di stitichezza e di ritenzione idrica. Tuttavia, è sconsigliato per chi soffre di disturbi renali e di diabete a causa del sua alto contenuto di zuccheri.

Ricette light: torta salata ai funghi

La torta salata ai funghi è un piatto molto gustoso, con un buon apporto di fibre alimentari, selenio, vitamina A, che aiuta a tenere sotto controllo i trigliceridi e a regolarizzare l’intestino. Questa ricetta è ideale per chi deve attenersi ad un regime ipocalorico, ma anche per chi vuole mantenersi leggero, ma senza deludere le aspettative del palato!

La torta salata ai funghi è priva di grassi animali e ha un’apporto calorico di 340 chilocalorie a porzione, può essere consumata come piatto unico se accompagnata da un bel piatto di insalata.

L’alimentazione per avere un’abbronzatura perfetta

Con i primi week end al mare arriva anche la prima tintarella che, si sa, vorremmo far durare tutti più a lungo; escludendo creme e lozioni che promettono di mantenere la pelle dorata, ecco che un valido aiuto ci può venire dall’alimentazione, e in particolare dai cibi con proprietà abbronzanti.

State tranquilli, la classifica degli alimenti amici dell’abbronzatura non è improvvisata, è stata stilata dalla Coldiretti nell’ambito di “Bio sotto casa”, una manifestazione tenutasi a Roma per sensibilizzare il pubblico sul tema dell’agricoltura biologica. Gli esperti della Coldiretti ha evidenziato come, certi alimenti, oltre ad essere salutari, possono essere utili per dare un po’ di colorito alla pelle.

I cibi presenti nella classifica della Coldiretti sono quelli ricchi di vitamina A, in grado di favorire la produzione della melanina, il pigmento in grado di donare colore alla pelle; al primo posto della lista figurano le carote, che contengono ben 1.200 mcg. di vitamina A ogni 100 grammi, il secondo posto va agli spinaci, che ne possiedono quasi la metà, e poi, a ruota, cicoria, lattuga, melone giallo, sedano, pomodori, peperoni, pesche gialle, fragole, ciliegie e cocomero.

Le vitamine dalla A alla B

Sebbene le vitamine non costituiscano una fonte di energia, introdurle a piccole dosi attraverso l’alimentazione (l’organismo umano infatti non è in grado di sintetizzarle) è fondamentale dal momento che esse contribuiscono allo svolgimento di alcune funzioni vitali.

Come abbiamo già visto, si distinguono in due grandi gruppi: vitamine liposolubili e vitamine idrosolubili. Le prime (A; D; E; K) sono trasportate dai lipidi e possono accumularsi nell’organismo creando delle riserve, le seconde (vitamine del gruppo B; niacina; vitamina C, acido folico) non possono invece essere stoccate e devono essere assunte quotidianamente con gli alimenti.

Oggi vedremo brevemente le vitamine A e del gruppo B, conosceremo gli alimenti che le contengono e le funzioni da esse svolte.

Il Menu della donna incinta

Secondo la mia gine­cologa, le donne in­cinte dovrebbero consumare circa 2.200 calorie al giorno, tra le 200 e le 500 in più del solito. Ma come è ovvio si tratta di una approssi­mazione, dipendendo anche l’ali­mentazione dallo stadio della gravidanza e dal vostro peso. In­fatti è sempre bene consultare sia il vostro medico e se serve anche un nutrizionista, perché qualche chilo in più lo accumulerete fisiolo­gicamente, ma è sempre meglio essere rigorose durante i 9 mesi per non dover poi faticare a parto avvenuto, quando tra allattamento e notti insonni riuscirà difficile, per non dire impossibile, mettersi a re­gime.

Tuttavia, la salute del vostro bambino dipende soprattutto dal tipo di alimenti da cui prendete le calorie che consumate e dal fatto che assumiate tutte le vitamine ed i minerali necessari. Accertatevi di consumare abbastanza dei nu­trienti che vi elenchiamo qui di se­guito, tutti i giorni.

  • Vitamina C: è essenziale perché aiuta la formazione del collageno, una proteina che interviene nella formazione delle ossa, della carti­lagine, dei muscoli e dei vasi san­guigni del bambino. E’ inoltre un antiossidante e aiuta quindi a pre­venire le malattie. Dove trovarla: succo di arancia e di pompelmo, arance, broccoli, cavolfiori, pomodori e cavoli.
  • Calcio: è importantissimo per la formazione di ossa e denti del vo­stro bambino. Dove trovarlo: latte, formaggio, yogurt e verdura (broccoli, insa­lata, spinaci, verza).
  • Ferro: è fondamentale per l’emo­globina, che trasporta ossigeno nel sangue. Durante la gravidanza, sarà necessaria più emoglobina per fornire ossigeno al bambino. Inoltre il feto usa il ferro per co­struirsi la sua scorta di sangue. Se avrete bisogno di parecchi mg. al giorno, probabilmente il vostro me­dico vi prescriverà un integratore che contenga ferro. Dove trovarlo: frutta secca, carne rossa magra, fagioli, pasta, pane integrale e verdura.

Carotenoidi, benefici e fonti alimentari

I carotenoidi sono una classe di pigmenti contenuti nelle piante e in altri organismi fotosensibili come le alghe e alcuni funghi. Attualmente ne sono stati classificati circa 600, suddivisi in due categorie: le xantofille e i più noti caroteni. Mentre le prime contengono atomi di ossigeno, i secondi, tra cui troviamo licopene e carotene, ne sono privi.

Il colore dei carotenoidi varia dal giallo pallido al rosso acceso ed essi sono rinvenibili soprattutto in alimenti quali zucche, carote, angurie, peperoni, pomodori, ananas e, in generale, negli agrumi. Tutti alimenti, come vedete, il cui colore spazia appunto dal giallo al rosso. Questo però non deve far pensare che i carotenoidi siano contenuti solo in frutta e ortaggi di colore giallo, rosa o rosso-arancione, infatti ne sono ricchi anche vegetali a foglia verde come broccoli e prezzemolo.

Pomodoro, il migliore amico della linea

Ingrediente principe di tutte le insalate, il pomodoro ha una composizione nutritiva decisamente importante: 100 grammi danno solo 19 calorie! Tanto più che a così poche calorie fanno riscontro un buon contenuto di vitamina A e C: basta un pomodoro da 100 g. per assumere quasi la metà di tutta la vitamina che occorre nella giornata; anche il potassio è molto presente: basti pensare che ne contiene poco meno della banana: 297 mg contro 350 mg, che, sommato alla ricchezza d’acqua , ne fa un ortaggio perfetto per reidratare e remineralizzare l’organismo.

Quello che ha portato il pomodoro nell’altare degli alimenti salutisti è, però, il suo contenuto di licopene; si tratta di una particolare sostanze che, oltre a dare il tipico colore rosso, vanta forti proprietà antiossidanti e protettive nei confronti dei radicali liberi.

Studiando gli effetti del pomodoro sulla salute, si è scoperto che essi sono in grado di proteggere anche da forme di cancro, in particolare quelle dell’apparato digerente: bocca, esofago, stomaco, colon e retto. Sembra che l’azione protettiva sia legata alla presenza nei pomodori di due acidi in grado di prevenire la formazione nell’organismo delle nitrosamine, sostanze potenzialmente cancerogene.

Albicocche a gogò per mantenere l’abbronzatura

Aromatica e leggermente dolce, l’albicocca è un frutto ideale per l’estate: dà pochissime calorie: solo 28 kcal per 100 grammi è ricca d’acqua, ma soprattutto è una vera miniera di betacarotene, il precursore della vitamina A, efficacissimo nel proteggere la pelle dai danni del sole e nel favorire una rapida abbronzatura: 100 grammi di albicocche ne contengono ben 360 mcg, come un chilo e mezzo di pesche o quasi tre chili di ciliegie! Due albicocche fresche durante la colazione garantiscono già la metà della vitamina A che serve in tutta la giornata.

Un altro punto di forza dell’albicocca è la sua ricchezza di potassio, un minerale che eliminiamo in abbondanza con il sudore e che va prontamente reintegrato; il potassio, infatti, oltre a permettere il funzionamento del sistema nervoso, è utile anche per tenere sotto controllo la pressione. Le albicocche fresche ne contengono parecchio, circa 320 mg, ma se si soffre di ipertensione conviene mangiare quelle disidratate: 100 grammi contengono quasi un grammo e mezzo di potassio.

Tutte le qualità idratanti del melone

In estate, si sa, l’idratazione è molto importante, e per mantenerla ci sono tanti modi: a parte bere molta acqua, si possono introdurre liquidi nell’organismo attraverso la frutta di stagione, come il melone.

Mangiare tre fette di melone (circa 300 grammi) è come bere due bicchieroni d’acqua freschissima, e con questo frutto si fa anche il pieno di potassio: tre fette ne danno 1000 mg, in pratica un terzo di tutto quello che occorre durante la giornata. Quanto alle calorie non sono molte: 100 grammi di melone ne danno solo 33 e tutte in forma di zuccheri facilmente assimilabili, proprio quello che ci vuole per trovare un po’ di sprint. Attenzione, però: tutto questo vale per il melone giallo, mentre quello a polpa bianco-verde ha un contenuto di sali e vitamine decisamente più basso.

Oltre al potassio, sono proprio le vitamine l’asso nella manica del melone; tra tutti i frutti freschi è ai primissimi posti quanto a contenuto di vitamina A, ma il melone contiene anche parecchia vitamina C, al punto che due fette ne danno più di un’arancia. La vitamina A è ottima per proteggere l’epidermide dai raggi del sole, mentre la vitamina C, grazie al fatto che partecipa alla produzione del collagene, aiuta a mantenere la pelle elastica e fresca.

Carota, ecco un abbronzate naturale

Lo sapevate che la carota è un ottimo abbronzante naturale? Il suo bel colore arancio è dovuto alla presenza di carotenoidi, sostanze colorate tra le quali spicca il betacarotene, efficacissimo nel proteggere la pelle dall’aggressione dei raggi ultravioletti.

A differenza di alcune creme con alto fattore protettivo, il betacarotene non rallenta l’abbronzatura, anzi, l’accelera stimolando direttamente la formazione della melanina, il pigmento scuro che ti dà la tintarella. Se consideriamo che, oltre ad essere ricca di betacarotene (un etto di carote ne dà 1.150 microgrammi), la carota contiene anche molta acqua, utile per idratare l’epidermide, ci accorgiamo di come la sua “fama” sia davvero meritata.

Una volta nell’organismo, poi, il betacarotene si trasforma in vitamina A, fattore protettivo tra i più importanti: non solo ostacola l’azione dei radicali liberi, ma agisce direttamente anche sul meccanismo della visione, assicurando la perfetta funzionalità della vista. Cento grammi di carote danno quasi il doppio della vitamina A indispensabile per una vita sana.

I consigli alimentari per avere una pelle sana e luminosa

La pelle è lo specchio della salute interiore: nei momenti in cui il fisico è più debole, non è raro che compaiano foruncoli e macchie a segnalare  le sue difficoltà. Lo stress, la cattiva digestione e anche i piccoli disturbi a carico dell‘intestino o del fegato, sono tutte possibili cause di problemi alla pelle.

Le creme possono servire a tamponarli provvisoriamente, ma è chiaro che se si vuole risolverli in modo definitivo bisogna contrastarne le cause alla radice. Per iniziare, è bene ridurre il consumo di grassi, salumi e carne: questi alimenti, infatti, possono favorire fermentazioni intestinali che scatenano i fenomeni di riscaldo a livello cutaneo.

Per un buon funzionamento del fegato e dell’intestino, che sono organi fondamentali per mantenere la pelle sana e bella, è importante che la base dell’alimentazione sia costituita da cereali; oltre a pane, pasta e riso, è bene consumare anche orzo, farro, farina di mais e miglio.