Dieta anti ansia, cosa mangiare

Cosa mangiare se si decide di seguire una dieta anti ansia? Il detto mens sana in corpore sano è validissimo anche in questo caso: mangiando gli alimenti giusti possiamo aiutare il nostro cervello e la nostra psiche a lavorare meglio.

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I cibi per combattere la depressione a tavola

Quante volte mangiare qualcosa di buono ha cambiato il nostro umore? Il cibo è gratificante e per questo a volte diventa molto pericoloso per la linea. Al tempo stesso può essere però curativo in caso di depressione. Secondo uno studio dell’ American Academy of Family Physicians, esistono degli alimenti che regolano in modo positivo i nostri stati d’animo. Quali sono?

 

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Gli omega 3 e gli omega 6 sono importanti per migliorare la qualità del sonno

Nutrire il corpo significa anche dormire bene. Per dormire bene è importante rispettare i ritmi circadiani e mangiare in modo corretto. Non a caso, coloro che dormono poco sono spesso nervose, irritabili e hanno difficoltà di concentrazione. Una nuova ricerca, condotta dagli esperti dell’Università di Oxford, ha dimostrato che alimentazioni ricche di omega-3 e omega-6 aiutano a riposare meglio.

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Il pesce azzurro dimezza il rischio di sviluppare l’artrosi

L’artrite è un’infiammazione articolare che colpisce con l’avanzare degli anni. Purtroppo, in alcune persone i primi sintomi emergono dopo i 40 anni, per diventare più insistenti più avanti nel tempo. Non esiste una cura definitiva della malattia  e i medici insistono molto sulla prevenzione, unica vera arma di difesa. Tra i nuovi suggerimenti, c’è ovviamente un consiglio dietetico che potrebbe rivelarsi oltre che gustoso molto efficace: mangiare pesce azzurro.

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Semi di Chia, una fonte naturale di Omega 3

Tutti sappiamo quali sono le proprietà benefiche degli acidi grassi Omega 3 e della loro importante funzione nel corretto funzionamento dell’organismo; oltre che nel pesce e nella frutta secca, gli Omega 3 si trovano in abbondanza anche nei semi di una pianta tropicale chiamata Salvia hispanica, meglio conosciuta come Chia.

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Gli alimenti che aiutano a mantenere giovane il cervello

Per mantenere giovane il cervello un aiuto arriverebbe dalla dieta, almeno secondo i risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell’Oregon Health and Sciences University, negli Stati Uniti, e pubblicato on line su “Neurology”; lo studio ha messo in evidenza che la presenza nel sangue ad alti livelli di vitamine del gruppo B, C, D ed E, e di acidi grassi Omega 3 a lunga catena, provocava migliori risultati nei test cognitivi eseguite da persone anziane.

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Omega 3, gli acidi grassi essenziali per l’organismo

Sicuramente tutti avrete sentito parlare di Omega 3 e della loro importanza per  l’organismo, ma cosa sono davvero questi acidi grassi, qual è la loro funzione specifica per la nostra salute? Come e quali quantità devono essere assunti? Cosa succede se si presenta una carenza di Omega 3? A queste e ad altre domande cercheremo di rispondere in questo approfondimento dedicato agli acidi grassi polinsaturi Omega 3.

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Ricette light: spiedini di salmone alla griglia

Gli spiedini di salmone alla griglia rappresentano un secondo piatto molto leggero e gustoso, ideale per chi sta seguendo un regime alimentare ipocalorico, molto semplice da realizzare. Il salmone è un pesce dalla carne molto saporita e pregiata, ricco di fosforo, proteine, ferro, calcio e soprattutto è una miniera di acidi grassi omega 3, che riducono il colesterolo cattivo (LDL) e aumentano il colesterolo buono (HDL), svolgendo un’azione protettiva sul sistema cardiovascolare.

Secondo alcuni studi, gli omega 3 sono in grado di combattere anche il declino delle capacità cognitive causato dall’invecchiamento cellulare. Il salmone, inoltre, aiuta a prevenire e a contrastare l’osteoporosi, grazie al notevole apporto di vitamina D, che promuove l’assorbimento del calcio e favorisce la mineralizzazione dello scheletro.

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Olio di Krill per ridurre il colesterolo

Oggi ritorniamo a parlare di rimedi contro il colesterolo alla luce di una recente ricerca condotta dall’Akershus University College di Oslo e pubblicata sulla rivista “Lipids”, secondo la quale un’alternativa all’olio di pesce per abbassare il colesterolo sarebbe data dall’olio di krill, estratto da un crostaceo che vive nell’Antartico. Gli omega 3 contenuti nell’olio di pesce sono essenziali per combattere il colesterolo, contrastare gli effetti dello stress ossidativo e prevenire le malattie cardiovascolari, con conseguenti benefici per la salute e il benessere dell’organismo.

Il krill è un piccolo crostaceo che vive in tutti gli oceani del mondo e in particolare nelle acque fredde e polari dal quale si può estrarre un olio in grado di fornire buone dosi di acidi grassi omega 3 sotto forma di fosfolipidi anziché di trigliceridi come invece fa l’olio di pesce.

L’Università di Oslo, che ha condotto la ricerca in questione con la collaborazione dell’Aker BioMarine, un’azienda che produce olio di krill, ha osservato la composizione dell’olio di pesce e quelli dell’olio di krill sul siero, per verificare le differenze degli effetti dei trigliceridi e dei fosfolipidi nei livelli plasmatici di alcuni derivati metabolici degli acidi grassi essenziali.

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I cibi grassi portano all’infertilità maschile

Vorreste tanto avere un bambino. Avete mai guardato cosa sta mangiando il vostro partner? A volte per risolvere alcuni piccoli problemi di salute, basterebbe guardare con più attenzione nel nostro piatto e in quello di chi amiamo. Una dieta ricca di grassi saturi può creare problemi di fertilità danneggiando lo sperma e riducendo il numero di spermatozoi.  Ecco quindi che bisogna evitare tutte quelle pietanze unte ed estremamente caloriche, che tra l’altro non aiutano neanche la linea.

Gli spermatozoi si indeboliscono soprattutto con i grassi saturi e  grassi monoinsaturi al punto tale di non essere abbastanza potenti per dare il via a una gravidanza.  Questa scoperta arriva da uno studio americano dei ricercatori della dell’Harvard Medical School.

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Alimentazione e ciclo mestruale, esiste un legame?

Secondo voi esiste un legame fra l’andamento del flusso mestruale e l’alimentazione? In altre parole, è vero che alcuni alimenti hanno la proprietà di ridurre od aumentare il flusso e/o i sintomi dolorosi ad esso correlati? D’altra parte, “Il cibo sia la tua medicina”, diceva Ippocrate nel VI° secolo avanti Cristo e certamente ha un proprio fondamento l’affermazione secondo la quale in caso di flusso abbondante è opportuno mangiare molta carne rossa, mentre, analogamente, se questo è scarso, sarebbe il caso di consumare più pesce, che invece fluidifica il sangue inducendone una perdita più copiosa (ammesso che ce ne sia bisogno, chiedete al ginecologo).

Sembra inoltre che in caso di mestruazioni abbondanti siano consigliati i formaggi, i frutti di colore giallo, e tutti i vegetali che contengono sostanze in grado di migliorare la coagulazione del sangue quali agrumi, kiwi e peperoni. Utile anche come accennato, consumare carni rosse e verdure a foglia verde per reintegrare il ferro perso, mentre sarebbero da evitare i cibi che fluidificano il sangue come ananas, funghi, prezzemolo, pesce, cipolle e melone il cui consumo andrebbe invece aumentato in caso di flusso scarso.

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I semi di lino aiutano a combattere il cancro ovarico

Sembra che i semi di lino aiutino a combattere il cancro ovarico, male sempre più diffuso fra le donne che entrano in menopausa. Ad affermarlo è un recente studio che per ora è stato condotto su modello animale, ma che ha buone probabilità di avere una valenza positiva sugli esseri umani, cosa che potrà essere verificata a seguito di uno studio più articolato e ampio.

Un team di scienziati dell’University of Illinois, a Chicago, negli Usa, ha condotto una ricerca su un gruppo di galline affette da tumori ovarici. Gli animali sono stati suddivisi in due gruppi e poi sottoposti per circa un anno ad una dieta normale  e ad una arricchita al 10% dai semi di lino, noti per il loro alto contenuto di acidi grassi omega-3, che sono chemiopreventivi nel cancro della mammella e possono essere benefici anche per altri tipi di tumore.

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Nessuna differenza fra latte biologico e latte tradizionale

Il latte biologico è meglio di quello tradizionale? Vi sono differenze che ne giustificano la scelta? Queste sono solo alcune delle domande che si sono posti gli scienziati della Facoltà di Veterinaria della Cornell University, negli Usa, e alle quali hanno cercato di dare una risposta analizzando i due tipi di latte. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Dairy Science e miravano a scoprire le eventuali differenze nutrizionali tra il latte biologico e il latte convenzionale.

I ricercatori sono partiti dalla constatazione che il consumatore può essere tratto in inganno dalla pubblicità che suggerisce come vi siano differenze tra il latte biologico e il latte rBST-Free, ovvero quello nel cui processo di produzione non è stato utilizzato un ormone per far produrre più latte alle vacche. Come affermano i ricercatori,

“I consumatori hanno una scarsa conoscenza di come il latte viene prodotto e la ricerca di informazioni per la maggioranza degli americani raramente si estende al di là dell’etichettatura sulle confezioni e la commercializzazione. Particolarmente preoccupante è che alcuni clienti possono percepire che questo tipo di speciale etichettatura indichi differenze di qualità, valore nutrizionale, o la sicurezza dei prodotti lattiero-caseari”.

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Endometriosi, una dieta ricca di grassi buoni ridurrebbe il rischio

L’endometriosi è una patologia ancora poco nota ma che affligge in Italia il 10% delle donne in età fertile; è una patologia che nelle sue forme più gravi può risultare invalidante e comporta in ogni caso un notevole abbassamento della qualità della vita delle donne che ne sono affette. Essa consiste infatti nella crescita del tessuto che riveste l’utero (l’endometrio) in sedi anomale quali vagina, tube, ovaie, peritoneo, vescica e intestino con la conseguente formazione di cisti e aderenze. Fra i sintomi dell’endometriosi troviamo dolore pelvico cronico, dismenorrea, durante durante i rapporti sessuali, stanchezza cronica e, nel 40% dei casi, infertilità.

Ad oggi non esiste una cura risolutiva, ma secondo uno studio pubblicato su Human Reproduction e condotto da un team di ricercatori dell’Harvard Medical School di Boston, negli Stati Uniti, una speranza arriva dalla prevenzione; sembra infatti che un consumo regolare di alimenti ricchi di acidi grassi omega3 aiuti a ridurre il rischio di insorgenza dell’endometriosi, mentre, al contrario, una dieta a base di grassi “cattivi”, soprattutto quelli trans, lo fa aumentare.

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Come ridurre la fame e perdere chili

Gli alimenti che possono ridurre il colesterolo “cattivo” (LDL) sono soprattutto quelli ricchi di antiossidanti come i carotenoidi, la vitamina E e C, lo zinco e il selenio. Queste sostanze si trovano soprattutto in avena, fagioli secchi, olio extravergine di oliva spremuto a freddo, aglio, cipolle, mandorle e noci, carote, mele, pesce (specialmente quelli grassi come il salmone o le sardine senza olio, le ostriche e le cozze) e in particolare in tutti i cereali integrali ricchi di fibre solubili (cerca la percentuale di fibre solubili sull’etichetta).

 L’ideale è assumere i cereali grezzi (fiocchi d’avena ma anche pane di segale o riso soffiato) a colazione, con latte vegetale (di riso, soia o mandorle, ottimi anti colesterolo). L’estratto secco di foglie di carciofo (Cynara scolymus) facilita l’azione del fegato ed elimina le ultime tracce di colesterolo. Grazie alla ricca presenza di flavonoidi ha anche una funzione antiossidante. Per un azione potenziata e completa, soprattutto se hai seguito per molto tempo una dieta grassa, più associare il carciofo ai due rimedi (caigua e riso rosso fermentato) .

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Stress da rientro? Combattilo con il salmone

Secondo i sondaggi, un italiano su dieci soffre di stress da rientro dalle vacanze, che causa cattivo umore, dolori muscolari, mal di testa e insonnia. I motivi? Il fisico e la mente faticano a riabituarsi alla fine delle ferie e a riprendere la quotidiana routine. Questo malessere si può combattere anche a tavola con una dieta sana, ricca di acidi grassi omega 3.

Gli esperti affermano che queste sostanze sono in grado di combattere lo stress dall’interno, aumentando le difese naturali dell’organismo e favorendo l’efficienza del sistema nervoso centrale: esercitano, infatti, una funzione antidepressiva, regalano una maggiore lucidità mentale, migliorano l’umore e aumentano l’energia psicofisica. Via libera, quindi al pesce due o tre volte la settimana, in particolare quello grasso, l’unico in grado di aumentare la concentrazione di omega 3 nel sangue. Ad esempio, una porzione di salmone fresco da 150 g. apporta circa 2,5 g. di omega 3 cinque volte in più rispetto alla razione giornaliera consigliata.

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Pelle: cosa mangiare per mantenerla sana

La pelle è l’organo di maggiore proporzione del nostro corpo, con i suoi 8-10 kg circa, riveste una superficie di due metri quadrati, variando il suo spessore da zona a zona, e le sue funzioni sono assolutamente vitali: riveste e protegge l’intero corpo, regola la temperatura corporea, svolge un’importante azione di assorbimento e di eliminazione delle sostanze di scarto, e ci trasmette le sensazioni.

Non c’è dubbio che l’alimentazione si rifletta in modo determinante sulla salute e sull’aspetto della pelle: spesso le manifestazioni cutanee non sono altro che la spia di disturbi a carico dell’intestino o del fegato; diventa importante, allora, seguire alcune semplici regole dietetiche che, abbinate ad uno stile di vita regolare, possono aiutare a prevenire e a risolvere questi problemi.

Per prima cosa bisogna assumere tanti liquidi per mantenere la pelle idratata e favorire l’espulsione delle tossine; è importante anche non bere le bibite ricche di coloranti e bollicine, perché aumentano il carico di tossine e irritano il fegato. La scelta migliore è l’acqua, preferibilmente oligominerale, ma anche il tè, soprattutto quello verde che vanta virtù decisamente benefiche.

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