Aspartame, fa male?

di Tippi Commenta

L’aspartame è un dolcificante sintetico a basso potere calorico. Sin dalla sua comparsa ha suscitato forti polemiche circa la sua pericolosità per la salute. Numerosi studi, infatti, suggeriscono che è un agente cancerogeno. Va anche detto che secondo l’Efsa non ci sono evidenze scientifiche che provino la tossicità dell’aspartame.

Questo dolcificante è largamente impiegato nei prodotti dietetici, perché in apparenza meno calorico dello zucchero tradizionale. Dico in apparenza perché 100 g di zucchero apportano 392 Kcal, mentre l’aspartame 400 Kcal. Il potere dolcificante dell’aspartame fu scoperto casualmente negli anni ‘60 dal chimico James M. Schalatter che all’epoca stava lavorando alla produzione di un farmaco anti-ulcera.

Dal momento che ottenne l’autorizzazione ad essere immesso in commercio come additivo alimentare dalla Food and Drug Administration, sotto l’amministrazione Reagan, l’aspartame è entrato stabilmente a far parte della vita di molti di noi. Le polemiche circa il suo uso però non si sono mai spente, ancora oggi e personalmente lo evito accuratamente. Finché non esisterà un parere univoco, la cosa più sensata è astenersi dall’utilizzarlo. Di alternative più salutari, sia allo zucchero che all’aspartame di certo non mancano.

Ne è un esempio la stevia, un dolcificante naturale che si ricava dalle foglie di una pianta dell’America del Sud. Ha una straordinaria capacità dolcificante (300 volte più dolce dello zucchero), tuttavia è indicata per chi soffre di diabete poiché è priva di zuccheri e per lo stesso motivo è indicata anche in caso di glicemia e sovrappeso/obesità. Inoltre non provoca carie e placca dentale.

Photo Credit| Thinkstock

 

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