Ictus, cosa mangiare per prevenirlo

Cosa mangiare per prevenire l’ictus? Spesso non ci rendiamo conto di quanto inserire nella dieta alcuni alimenti specifici possa davvero fare la differenza per quanto riguarda la nostra salute.

Ictus cerebrale, per prevenirlo bisogna consumare più fibre

 Una dieta a base di fibre riduce il rischio di ictus cerebrale: la notizia arriva da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Leeds ed è proprio il caso di dire che capita a pennello, ossia durante il Mese della Prevenzione dell’Ictus Cerebrale che si svolgerà nel mese di aprile con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione su questo evento cardiaco che colpisce sempre più persone.

Aprile è il mese della prevenzione dell’ictus: ecco la dieta giusta per proteggere la salute

 Aprile è un mese molto importante, perché è dedicato alla prevenzione dell’ictus cerebrale. Circa 70 associazioni, che fanno tutte riferimento all’ Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (più nota come A.L.I.Ce. Italia Onlus), saranno impegnate con i loro volontari nelle piazze e negli ospedali per sensibilizzare le persone su questa grave malattia. Negli anni la medicina ha fatto numerosi passi avanti, ma l’ictus resta ancora un evento cardiaco molto diffuso e colpisce non solo gli anziani ma anche tantissimi giovani.

Le virtù delle verdure bianche

La dieta bianca previene l’ictus. Non bisogna confondere le indicazioni tipiche dei medici quando si è indisposti (“mangiare in bianco”), con questo regime alimentare. Non è la prima volta che sulle pagine di Dietaland parliamo di colori, ovviamente abbinati alla frutta e alla verdura, per indicare dei consigli alimentari in grado di proteggere anche alcuni aspetti dalla salute. In questo caso il bianco previene l’ictus.

Mangiare meno aiuta la vista

 

Un vecchio detto dice “aver più fame che bocca” e mette in relazione la propria voglia di mangiare con il reale appetito. La vista a volte ci inganna: vediamo piatti succulenti, cui è difficile dire di no, pietanze che sembrano così leggere ma che si rivelano davvero impegnative da digerire. Ma quella che abbiamo è davvero fame o solo il piacere di deliziare le nostre papille gustative?

Per avere una vista migliore e non farsi ingannare, la soluzione è mangiare meno. Lo sostengono i ricercatori dell’Istituto di neuroscienze del Cnr e della Scuola normale superiore di Pisa che hanno scoperto davvero una cosa interessante. Esiste una relazione tra la quantità di cibo ingerito e la plasticità del cervello.

Una dieta ricca di potassio contro l’ipertensione

Pressione alta? Per correre ai ripari ci vuole il potassio. È questo il consiglio di un gruppo di ricercatori italiani della Società Italiana per l’Ipertensione Arteriosa ha ben pensato di aumentare le dosi di questo sale nella dieta per curare l’ipertensione. Ovviamente non è molto complicato e non è necessario prendere integratori particolari (almeno non nei casi meno gravi), basta abbondare in banane e in legumi. Ma come mai? Il segreto sta nella sua capacità di favorire il riassorbimento del sodio.

Chi soffre di pressione alta sa bene che deve evitare di mangiare salato, perché è noto che il sodio è il nemico numero uno di questa patologia. Bilanciare in questo modo i due componenti può davvero cambiare la vita di molte persone. Ha, infatti, commentato così Pasquale Strazzullo, direttore dell’Unità di Medicina Interna, Ipertensione e Prevenzione Cardiovascolare dell’università Federico II di Napoli e autore dello studio:

I mandarini sono un antinfiammatorio naturale

Se soffrite di cuore o di diabete, via libera ai mandarini. A sostenerlo, è una ricerca dell’Università del Western Ontario, in Canada, pubblicata sulla rivista “Diabetes”. Secondo i ricercatori, infatti, nella buccia del tangerino, una varietà particolare di agrumi, è presente una sostanza utile nella lotta contro il diabete, in grado di prevenire anche il rischio di infarto e di ictus. Inoltre, il mandarino aiuterebbe a tenere lontano anche l’obesità.

Il team di ricercatori, è giunto a questa conclusione dopo aver isolato e identificato una sostanza antiossidante contenuta nel mandarino, la nobitelina, un flavonoide che conferisce al frutto, il tipico colore arancio.

Meno sale nel pane lombardo per prevenire le malattie cardiovascolari

Il pane torna a essere protagonista delle nostre pagine. La settimana scorsa uno studio americano ha proposto di addizionarlo con la vitamina D per assicurare la giusta dose calcio alle ossa e prevenire l’osteoporosi, ora invece, in Lombardia, è partito un progetto per diminuire il sale. L’obiettivo? Prevenire e combattere le malattie cardiovascolari e dare un contributo all’adozione di comportamenti più consapevoli per la salute.

L’iniziativa si chiama “Con meno sale nel pane c’è più gusto. E guadagni in salute” e coinvolge circa 200 panificatori lombardi che si sono impegnati a produrre e a vendere pane con ridotto contenuto di sale rispettando gusto, fragranza e qualità e senza differenza di prezzo. La sperimentazione, l’anno scorso, ha riscosso molto successo: è ora il momento di passare ai fatti.

Le bibite dietetiche aumentano il rischio di ictus

Attenzione alle bibite gassate, anche dietetiche. Cosa c’è di più bello di bere un analcolico fresco, magari dopo una seduta di allenamento o quando si ha davvero tanta sete? Come sempre la scelta migliore dovrebbe essere l’acqua, ma gli aromi e le bollicine sono irresistibili. Secondo uno studio Scuola di Medicina Miller presso l’Università di Miami (Usa), però, mettono a duro rischio il cuore, aumentando la possibilità di infarto o di ictus.

Gli esperti, guidati dalla dottoressa Hannah Gardener, hanno analizzato le abitudini alimentari di più di 2.500 cittadini di Manhattan, scoprendo che chi aveva l’abitudine di bere una bibita gassata dietetica ogni giorno correvano più possibilità di essere vittime di malattie cardiovascolari (61%). Spesso si sceglie una bibita light pensando di fare meno danni alla linea e magari di prevenire il diabete, ma se da un lato è vero, dall’altro si va davvero incontro a un altro grave problema.

Il pesce fritto fa male alla salute

Mangiare pesce fa bene alla salute e alla linea a patto che non sia fritto, in quanto questo metodo di preparazione, oltre ad annullare le proprietà nutrizionali del pesce, può provocare l’insorgenza dell’ictus.

La scoperta arriva da una ricerca americana condotta dal Dottor Fadi Nahab e pubblicata sulla rivista scientifica “Neurology”. Il Dottor Nahab, coadiuvato da un team di esperti, ha analizzato i dati relativi alla salute e all’alimentazione di 21.675 volontari residenti in tutto il territorio degli Stati Uniti. Questo primo screening è servito ad individuare la cosiddetta “cintura dell’ictus”, cioè i territori in cui sono maggiori i casi di infarti celebrali; nello specifico, gli stati con più casi di ictus sono risultati essere quelli del sud-est degli Usa.

Frutta e verdura, i cibi colorati salvano la vita

I colori possono rendere la vita più bella e luminosa, pensiamo di usarli anche in cucina. Quali sono i cibi più intensi a livello cromatico? Di sicuro frutta e verdura. Secondo un recente studio della Oxford University, cinque porzioni di frutta e verdura potrebbe evitare 15 mila morti premature. Il tema è un po’ sempre lo stesso, ma lo ripetiamo perché gli esperti sostengono che sia l’unico modo per correggere le cattive abitudini alimentari.

I ricercatori sono convinti che, con un giusto apporto di vegetali nella dieta quotidiana, si potrebbero salvare 7 mila vite da morte prematura per malattia coronarica, quasi 5 mila per tumore e più di 3 mila a causa dellictus. Le statistiche parlano chiare e se questi dati non sono sufficienti, sappiate che la diminuzione nell’assunzione di grassi farebbe risparmiare quasi 7 mila decessi e altre 7.500 persone dovrebbero la loro salvezza alla diminuzione nel consumo di sale.

Prevenire l’ipertensione, gli adolescenti consumino meno sale

Per non diventare ipertesi da adulti , gli adolescenti devono ridurre il sale aggiunto negli alimenti. Il consiglio arriva da uno studio presentato al congresso dell’American Heart Association secondo il quale sono sufficienti tre grammi di sale in meno al giorno per ridurre dal 44% al 63% il numero di giovani che da adulti saranno affetti da ipertensione. Gli autori dello studio hanno messo a punto un sistema informatico in grado di valutare gli effetti positivi per la salute derivanti da una riduzione del consumo di sale nell’adolescenza, fascia di età in cui si tende spesso a fare il pieno di cibi salati, ed hanno visto come la riduzione di un solo grammo consente una diminuzione dei valori di pressione sistolica di circa 0,8 mm Hg.

Ovviamente per incidere davvero sulla salute bisogna ridurre il sale di almeno di 3 grammi. Questo taglio infatti, secondo gli esperti, potrebbe favorire una riduzione compresa tra il 7 e il 12 per cento del rischio di malattia coronarica, tra l’8 e il 14 per cento di infarto, tra il 5 e l’8 per cento di ictus e tra il 5 e il 9 per cento della mortalità per qualunque altra causa.

Il rischio di ictus triplica un’ora dopo aver bevuto

 Come è riportato sulle pagine di Stroke, la rivista dell’American Heart Association, sembra che fino a un’ora dopo aver assunto una bevanda alcolica, non importa se sia vino, birra o siano superalcolici, il rischio di subire un infarto o un ictus sia tre volte maggiore che non in condizioni normali. I risultati di questo recente studio danno molto da pensare.

Infatti, secondo quanto scoperto dal dott.  Murray A. Mittleman, autore dello Stroke Onset Study, meglio noto come SOS, e direttore della Unità di Ricerca Cardiovascolare Epidemiologia presso il Beth Israel Deaconess al Medical Center della Harvard Medical School di Boston, negli USA, in ben 390 pazienti colpiti da ictus ischemico, il rischio relativo di ictus dopo aver consumato alcol era di due volte maggiore, se comparato in tempi in cui non si consumavano bevande alcoliche.

Ictus e infarto, ecco i fattori di rischio che hanno in comune

Pressione alta, vizio del fumo, girovita largo, dieta sbagliata (per esempio perchè povera di frutta e verdura e troppo ricca di grassi), vita sedentaria, grassi nel sangue, diabete mellito, alcol, stress e depressione, sono i nove fattori di rischio comuni a ictus e infarto. A dimostrarlo sono stati due studi, condotti dai canadesi Martin ÒDonnell e Salim Yusuf, della McMaster University, presentati durante il Congresso Mondiale di Cardiologia tenutosi nei giorni scorsi a Pechino.

Gli studi, che hanno visto coinvolte circa 21.000 persone residenti in 22 Paesi del mondo, hanno inoltre dimostrato che per l‘ictus ischemico e cerebrale esiste un decimo fattore di rischio rappresentato dalla malattie cardiache. Tuttavia, tali fattori, che sono responsabili al 90% del rischio di infarto e ictus, giocano un ruolo differente nella loro insorgenza:  per esempio, sembra che la pressione alta sia il più importante fattore di rischio per gli ictus mentre i grassi nel sangue rappresentino il più importante fattore di rischio per l‘infarto cardiaco.

Il vino rosso riduce i danni dell’ictus

 E’ risaputo che i danni dell’ictus possono essere più o meno gravi a seconda dell’intensità dell’attacco stesso e variano da soggetto a soggetto. È tuttavia indubbio che un danno cerebrale, più o meno evidente si verifica quasi sempre. Un aiuto nel limitare questi danni e proteggere il cervello sembra arrivare dal vino rosso, o meglio, dal suo ormai famoso componente, il resveratrolo. Il resveratrolo è molto noto per la sua attività antiossidante, antinvecchiamento e preventiva verso alcune forme di tumore.

Secondo un recente studio condotto dai ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine, negli Usa, l’assunzione di resveratrolo prima di un ictus protegge il cervello dai danni ad esso conseguenti. Durante il test gli scienziati hanno somministrato dopo un normale pasto una singola e modesta dose di resveratrolo a un gruppo di topi, mentre a un altro gruppo di topi non è stato somministrato nulla. A questi animali poi è stato indotto un ictus ischemico mediante un taglio dell’afflusso del sangue al cervello.

La dieta Dash contro l’ipertensione

La dieta Dash è stata messa a punto negli Stati Uniti per testare l’effetto dell’alimentazione sulla pressione sanguigna e sullo stato di salute dell’apparato cardiovascolare. Si tratta quindi di una dieta creata non per perdere peso ma per prevenire l’ipertensione. Infatti “Dash” è un acronimo che sta per Dietary approaches to stop hypertension ( Approcci dietetici per bloccare l’ipertensione).

La sua efficacia è stata dimostrata da uno studio condotto da un team di ricerca coordinato dalla dottoressa Teresa Fung del Simon College di Boston. Per un quarto di secolo ben 88 mila donne dai 35 ai 55 anni sono state monitorate dai ricercatori che sono riusciti così a dimostrare che il regime alimentare tipico della dieta Dash, caratterizzato da un consumo elevato di frutta e verdura e da un apporto ridotto di grassi e proteine, riduce del 24% il rischio di essere colpiti da infarto e del 18% quello di essere colpiti da ictus.