La giornata disintossicante dopo le abbuffate di Natale

menù disintossicante dopo abbuffate

Eccoci arrivati al lunedì successivo alla prima tornata di abbuffate natalizie; se da giovedì scorso, ovvero dalla sera della Vigilia fino a ieri avete esagerato un po’ con il cibo, oggi è il momento di concedervi una giornata disintossicante che vi  aiuti a smaltire un po’ dei grassi e delle tossine che avete accumulato in questo giorni.

In genere, il miglior regime alimentare da adottare dopo una, o più abbuffate, deve essere disintossicante, perché l’eccesso di grassi, alcool e zuccheri provoca uno stato di intossicazione dal quale il nostro organismo fatica a riprendersi; per questo il menù della giornata disintossicante che vi proponiamo è soprattutto basato sui liquidi, e in particolare sulle tisane, che sono distribuite durante tutto l’arco della giornata. Anche le tisane devono essere disintossicanti, e per questo potete scegliere di prepararle a base di bardana, carciofo, tarassaco, aloe e cardo mariano.

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Dieta progressiva 3 chili in 3 settimane: prima settimana

dieta progressiva

Una dieta in cui l’apporto calorico si riduce via via pur rimanendo sempre perfet­tamente equilibrato e che aiuta ad affrontare in linea, e con me­no timore di ingrassare, il perio­do delle feste. E’ la dieta progressiva: un pro­gramma ipocalorico dolce, che non prevede drasti­che rinunce ma tre schemi ali­mentari in successione, dal pri­mo, più generoso, all’ultimo più “light”. Un modo per perdere due, tre chili senza grandi sacrifici e senza avvertire la fame, ma soprattutto smaltire qualche chilettio accumulato in questi giorni di festa.

La dieta progressiva inizia con uno schema da 1.400 calorie per poi passare a 1.300 calorie nella seconda settimana e infine a 1.200 calorie nell’ultima. L’obiet­tivo è quello di abituare man mano l’organismo alla restrizio­ne calorica e, nello stesso tempo, imparare a mangiare meno e in maniera equilibrata.

Prima settimana: Lo schema della prima settimana prevede una ricca prima colazione, due spuntini a base di frutta e yogurt e a pranzo una porzione abbon­dante (80gr) dí un primo piatto saporito.  Il programma è di circa 1.400 calorie giornaliere. Ogni giorno sono pre­visti 3 cucchiai di olio d’oliva extravergine per condire. Si può usare un cucchiaino di sale per insaporire.

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Dolci delle feste: il Panforte

panforte

Anche se oggi non è un giorno strettamente natalizio, siamo ancora in pieno periodo festivo, e quindi nel pranzo domenicale troveranno sicuramente spazio i dolci tipici del Natale; dopo avervi parlato del torrone, del panettone e del pandoro, oggi è il turno del panforte, conosciuto anche come panpepato.

Le origini di questo dolce tipico del Natale sono molto antiche, infatti risalgono all’anno Mille, quando veniva chiamato Pane Natalizio o Pane Aromatico. La sua preparazione era ad esclusivo incarico dei farmacisti dell’epoca e degli speziali ed era destinato solo ai ricchi, ai nobili e al clero, in quanto alcuni dei suoi ingredienti, come le spezie, erano molto costosi per quel tempo.

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Il menù light per il giorno di S. Stefano

menù light s. stafano

Come il giorno di Natale, anche in quello di Santo Stefano vengono di solito proposti menù molto ricchi, in cui la linea è a rischio, soprattutto perché ancora dobbiamo smaltire tutto quello mangiato il giorno prima. Anche a Santo Stefano valgono i consigli salva-linea dei giorni precedenti e quindi, moderazione nel consumo di cibi elaborati, dei dolci e degli alcolici. In particolare è importante “alleggerire” la prima colazione prediligendo frutta fresca, tisane e spremute, soprattutto se si prevede di mangiare molti dolci durante il corso della giornata.

Per contenere le calorie di ogni menù è meglio non esagerare nelle quantità, soprattutto se si hanno davanti piatti ricchi, quindi è meglio limitarsi ad una sola porzione o ad un assaggio, soprattutto se il piatto è particolarmente elaborato. L’esempio di menù light per Santo Stefano che vi proponiamo prevede un apporto calorico di circa 1.900 calorie.

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Dieta con pochi zuccheri contro il tumore

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Secondo quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of Alabama di Birmingham e pubblicato sulla rivista scientifica Faseb Journal, consumare meno glucosio, il più comune fra gli zuccheri, allunga la vita delle cellule polmonari sane accelerando allo stesso tempo il processo di eliminazione di quelle polmonari pre-cancerose, contrastando, di conseguenza, la crescita e la diffusione del tumore.

I risultati della ricerca confermano quindi, come spiega Trygve Tollefsbol, coordinatore del gruppo di studiosi,  i benefici ottenibili dalla restrizione calorica sul nostro stato di salute. Controllare l’introito calorico, in altre parole, rende longeve le cellule sane e aiuta l’organismo a mettere fuori combattimento quelle malate.

Nel corso dello studio i ricercatori hanno analizzato cellule umane polmonari sane e pre-cancerose in provetta testando su queste gli effetti del glucosio; in questo modo hanno potuto osservare come bassi livelli di glucosio inducano le cellule sane a crescere più di quanto non facciano in presenza di livelli di glucosio più elevati, ma provochino più rapidamente la morte delle cellule pre-cancerose.

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Cellule e lipo lifting

Non più una cosa per pochi. Con l’inizio del nuovo Millennio, la medicina e la chirurgia estetica si sono trasformate da “sogno” per pochi eletti …

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Il menù light per il giorno di Natale

Nel giorno di Natale si esagera di solito si esagera con il menù e in tavola vengono portate sempre leccornie dannose per la linea; non mi riferisco solo ai dolci, ma soprattutto agli alimenti ricchi di grassi e condimenti elaborati, che di sicuro gratificano il palato ma non l’appetito; infatti se ci si lascia tentare dalle golosità e si assaggiano tutti i piatti, e magari facciamo il bis, si possono oltrepassare le 5.000 calorie giornaliere, pari al triplo del fabbisogno giornaliero di una donna mediamente attiva.

Questo non significa che dovete rinunciare ad ogni tipo di ghiottoneria e avere un po’ di senso della misura e non “lasciarsi prendere” dalla gola. Di seguito vi proponiamo l’esempio di come dovrebbe essere un menù del giorno di Natale, che lasci spazio alle golosità e allo stesso tempo non sia un attentato per la linea; il menù, infatti, prevede un apporto calorico di 2.000 calorie.

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Dieta sana ed equilibrata con i surgelati

surgelati

I surgelati sono prodotti ottenuti mediante il congelamento rapido degli alimenti; in tal modo l’acqua da questi contenuta viene subito trasformata in ghiaccio mantenendone inalterate le proprietà organolettiche e quindi il gusto. Il surgelamento rappresenta quindi un metodo di conservazione assolutamente sicuro che permette l’ottenimento di prodotti alimentari di qualità. Questo però a patto che venga rispettata, anche dopo il loro confezionamento e l’immissione in commercio, la cosiddetta catena del freddo.

In altre parole, la massima qualità degli alimenti surgelati è assicurata solo se dal momento in cui vengono congelati a quello in cui vengono consumati rimangono ad una temperatura non inferiore a -18°C. Ne consegue che per essere certi che non nuociano alla nostra salute basta saperli scegliere e utilizzare nel modo giusto.

Occorre quindi fare molta attenzione all’integrità dei surgelati sin dal momento dell’acquisto e fino all’arrivo a casa: controllate sempre che i termometri dei banchi espositori segnino una temperatura di almeno 18°C e che le confezioni non solo siano integre, ma non presentino neppure lastrine di ghiaccio all’esterno, dettaglio, quest’ultimo, che indica un principio di scongelamento.

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Brunch light e rivitalizzante

E’ entrato a pieno titolo nelle nostre abitudini alimentari. Stiamo parlando del brunch, piacevole mix di colazione e pranzo che soddisfa la voglia di stare insieme in modo slow e poco convenzionale. Rispettando i gusti più diversi: etnico o classico, nordamericano o francese. Le novità tra i salutisti del Village di New York  è il brunch rivitalizzante, che combina gusti e profumi internazionali con una forte base mediterranea. La sua caratteristica è calibrare al meglio i nutrienti senza eccedere in grassi e zuccheri.

Dà spazio ai piatti classici: uova, muffin ma prevede anche pasta, pesce, tanta verdura, succhi di frutta e macedonie. In questo modo riduce i lipidi di origine animale (che nel brunch tradizionale sono forniti da burro e formaggi grassi) e gli zuccheri semplici  (torte, pasticcini, confetture) a favore di quelli complessi (pasta) che vengono assimilati lentamente e fanno sentire sazi più a lungo. La scelto del brunch se si fa con un minimo di attenzione al menù, è una scelta vincente per la linea.

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Alzheimer, più a rischio chi consuma cibi ricchi di metionina

alzheimer e metionina

Il morbo di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa progressivamente invalidante la cui incidenza stimata è del 1% nelle persone di età superiore a 65 anni; le cause della sua insorgenza non sono ancora note anche se sembrano essere stati individuati diversi fattori di rischio quali la familiarità, l’esposizione a sostanze tossiche o traumi, l’età avanzata.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Current Alzheimer Research e condotto da un gruppo di ricercatori della Temple University della Pennsylvania, anche il consumo eccessivo di cibi ad elevato contenuto dell’amminoacido metionina quali fagioli, uova, aglio, lenticchie, cipolle, carne rossa, pesce, yogurt e semi contribuirebbe ad aumentare il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer.

Questo perchè, come spiega Domenico Praticò, uno dei ricercatori che ha partecipato allo studio, quando la metionina raggiunge livelli troppo elevati il nostro organismo regisce trasformandola in un altro amminoacido chiamato omocisteina per i quale  studi precedenti condotti sugli esseri umani hanno già dimostrano una responsabilità nell’insorgenza del morbo di Alzheimer e Demenza.

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Natale e dieta: ancora consigli utili

natale e dieta

Nei giorni scorsi vi abbiamo fornito diversi suggerimenti per arrivare in forma alle imminenti feste natalizie e per affrontare nel modo migliore i pranzi e i cenoni dei prossimi giorni; oggi vi daremo qualche consiglio per non farvi assalire dai sensi di colpa nel caso in cui esageriate un po’ con le calorie.

Per godervi al meglio questi giorni di festa la cosa migliore è non pensare in modo ossessivo alla linea: un paio di giorni, come la sera della Vigilia, il giorno di Natale e Capodanno, potete anche sgarrare un po’ e recuperare negli altri giorni. Però attenzione: non saltate i pasti per poi concedervi qualche golosità in più gli altri giorni, perché rischiereste di abbuffarvi. Nei giorni in cui non ci sono cene e pranzi festivi scegliete verdura, frutta, pesce, yogurt ed evitate i condimenti troppo elaborati.

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Babbo Natale? A dieta pure lui!

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Panciuto e con delle belle gote rosse, non credo proprio che qualcuno di noi sappia immaginare Babbo Natale diverso da così; eppure, incredibile ma vero, c’è chi lo vorrebbe mettere a dieta. D’altra parte si tratta pur sempre di un personaggio pubblico e la sua immagine rubiconda, presumibilmente frutto di uno stile di vita sedentario e poco sano, rischia di rappresentare un cattivo esempio per grandi e piccini.

A sostenere questo singolare punto di vista è Nathan Grills epidemiologo, esperto di salute pubblica e di medicina preventiva dell’australiana Monash University che, insieme all’illustratore Brendan Haliday, ha reso le proprie dichiarazioni al British Medical Journal.

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Perché si ingrassa d’inverno?

sovrappeso in inverno

Se tra dicembre e gennaio ti ritrovi ingrassata di 5 chili, significa che con la “scusa” del freddo e di doverti difendere dall’influenza, hai incamerato ben 35 mila calorie inutili! Ecco come evitarlo, con le minestre bruciagrassi. Che il ricorso ad un eccesso calorico per difendersi da freddo, influenza e stanchezza di fine anno non sia una giusta strategia è segnalato in modo preciso dal sovrappeso. Ogni 7 calorie assunte in più, il tessuto adiposo aumenta infatti di un grammo: 5 chili in più alla fine dell’in­verno, corrispondono dunque a un ec­cesso energetico complessivo di 35.000 calorie!

E’ vero: quando si abbassa la tem­peratura, se si trascorrono alcune ore all’aperto coperti, aumenta la dispersione termica. Ma in generale  per le persone che si coprono bene e tra­scorrono poco tempo all’aperto il fabbiso­gno calorico aumenta di poco. La tendenza a una maggiore assunzione di cibo non è pertanto dovuta a un maggiore consumo energetico indotto dal freddo, ma è provocata dalla riduzione di energia psichica dovuta, in questo periodo, oltre che ai malumori e agli stress tipici del clima di festa, alla riduzione della luce naturale. La scarsità di luce tende a favorire l’inat­tività spegnendo le “lampadine” del buon umore, dell’entusiasmo, della mo­tivazione ad agire e a relazionarsi col so­ciale, inducendo il metabolismo a girare più lentamente e quindi a bruciare meno calorie.

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Le calorie del panettone e del pandoro

panettone e pandoro

Con le feste di Natale ormai alle porte l’acquisto dei dolci natalizi è d’obbligo; considerando che sono tutti piuttosto calorici, una domanda sorge però spontanea: fa ingrassare di più il panettone o il pandoro? Vediamo insieme quali sono le caratteristiche e i valori nutrizionali dei due dolci natalizi per antonomasia.

Il panettone, pur non essendo molto saziante, è piuttosto calorico, infatti fornisce circa 400 calorie ogni 100 grammi di prodotto; se a questo si aggiunge che di solito viene proposto alla fine di un pasto già abbondante si capisce perché i nutrizionisti consigliano di mangiarlo in quantità limitate, e comunque lontano dai pasti principali, magari a colazione intingendolo nel latte, in modo da far aumentare il senso di sazietà. Ovviamente, e questo vale anche per il pandoro, la versione farcita con cioccolato, creme e glasse varie, è molto più calorica di quella tradizionale e anche meno salutare perché contiene grassi vegetali, a volte idrogenati.

Il pandoro possiede caratteristiche nutrizionali simili al panettone e per questo va consumato con moderazione e preferibilmente lontano dai pasti; il pandoro contiene più burro e uova del panettone, ma le differenze non sono sostanziali.

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Tumore al seno, la soia riduce le recidive

cancro al seno

Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Vanderbilt University Medical Center di Nashville e pubblicato su Jama (Journal of the american medical association), l’introduzione nella dieta di prodotti alimentari a base di soia ridurrebbe il rischio di recidive in donne affette da tumore al seno. L’indagine è stata condotta analizzando i dati dello Shanghai Breast Cancer Survival Study, svolto su un campione di oltre 5.000 donne cinesi di età compresa tra 20 e 74 anni alle quali era stato diagnosticato un tumore alla mammella tra il 2002 e il 2006.

I risultati di questo vasto studio sono stati quindi utilizzati per studiare l’associazione fra l’eventuale consumo di alimenti a base di soia e il tasso di recidive e mortalità in donne affette da tumore al seno ed hanno portato i ricercatori a concludere che elevati consumi di questo vegetale sono associati a una minore incidenza di mortalità e di recidive in donne sopravvissute al cancro (rispettivamente -29 e -32%). Questo grazie al contenuto di isoflavonoidi della soia, una classe di fitoestrogeni per il quali si ipotizzava già da tempo un’azione anticancro.

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Spumante, calorie e valori nutrizionali

spumante

Fra quattro giorni sarà Natale e quindi sarà tempo del tradizionale brindisi di auguri con parenti e amici a base di spumante; sicuramente è bello bere un bicchiere in compagnia, ma attenzione alle calorie: un bicchiere da 150 ml di vino spumante contiene circa 100 calorie, e quindi, davanti alle tavole riccamente imbandite è meglio limitarsi ad un solo brindisi finale senza concedersi troppi “goccetti” sparsi durante il pasto.

Per vino spumante si intende un tipo di vino che all’apertura della bottiglia emette della spuma a causa dell’anidride carbonica contenuta all’interno del contenitore e prodotta per fermentazione. L’antenato dello spumante è lo champagne, che secondo la leggenda sarebbe nato nel XVII secolo in Francia nell’abbazia di Hautvillers, grazie al monaco Dom Pierre Pérignon, anche se pare che un medico italiano già nel 1622 avesse individuato delle caratteristiche terapeutiche dei vini fermentati in bottiglia.

Come dicevamo, bere un bicchiere di spumante per festeggiare non fa male, ma è meglio non esagerare se non vorrete trovarvi dopo le feste con troppi chili da smaltire, quindi cercate di limitarvi a un solo bicchiere a fine pasto al momento degli auguri; attenzione anche alle bevande dolci e ricche di zuccheri, e a quelle amare come gli apertivi perché stimolano l’appetito.

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