Sì ai wurstel, anche se sei a dieta

wurstel a dieta

Quando si parla di wurstel i pensieri corrono alla tipica ricetta tedesca, wurstel e crauti, o alla sua versione europea, wurstel e patatine fritte, ovvero a una delizia per il palato che allo stesso tempo sembra essere un vero e proprio attentato alla linea. Niente di più sbagliato. I wurstel sono molto meno conosciuti di quanto si può immaginare. Su di essi circolano tanti luoghi comuni che non sempre corrispondono a verità.

Innanzitutto è importante tenere a mente che i wurstel non sono salumi. L’aspetto è molto simile, è vero, ma la sostanza è diversa sotto vari aspetti. Rispetto al salame o al prosciutto crudo, infatti, i wurstel hanno una percentuale di acqua maggiore (ovvero del 58 % in più), e la carne che contengono viene prima lavorata e poi affumicata. Inoltre, non vengono fatti stagionare in ambienti freschi, proprio per questo motivo devono essere conservati in frigo.

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La dieta delle spezie

dieta delle spezie

Le spezie, complice la passione per la cucina etnica, sono sempre più apprezzate. Possono essere aggiunte anche ai piatti più semplici e danno un sacco di novità e di benessere rendendo anche una ricetta ipoca­lorica sfiziosa e invitante. Permet­tono di ridurre la quantità di sale e condimenti, sono ricche di vitami­ne e sali minerali come calcio, po­tassio, magnesio e manganese. Esaltano i sapori delle pietanze e alcune (pepe, peperoncino, noce moscata, zenzero, curry) sono to­nici naturali, in grado di stimolare, anche se in modo blando, il meta­bolismo.

Per questo sono amiche della linea e, sapientemente ag­giunte ai menù di chi è a dieta, aiutano a perdere peso più rapida­mente. Tutte le spezie hanno poi spiccate proprietà digestive. Contrastano i gonfiori e hanno una funzione di­sintossicante. La dieta delle spezie fornisce circa 1.300 calorie al giorno e aiuta a perdere 4 chili in un mese. Prevede pesce, legumi e carni bianche ricchi di proteine e poveri di grassi. Mentre le quantità di latticini e carne rossa sono controllate per evitare un eccessivo apporto di grassi saturi. Grande spazio è dato alle verdure di stagione, preziose per il loro contenuto di fibre, vitamine e sali minerali. Al mattino appena sveglie bere un bicchiere di acqua oligominerale tiepida con un cucchiaino di radice fresca di zenzero tagliata o grattugiata al momento

Lunedì:

Colazione: un vasetto di yogurt magro con un pizzico di cannella e 3 mandorle.
Spuntino: un bicchiere di spre­muta di arance
Pranzo:60g di riso cotto con 200g di zucca a pezzetti e un piz­zico di curry: 50g di prosciutto crudo magro: 200g di insalata di sedano e lattuga
Merenda: un frutto di stagione
Cena: 200g di cavolfiori al vapore; 150g di petto di tacchino grigliato; 200g di insalata; 50g di pane

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PastaTrend Bologna 2010: il primo Salone mondiale della Pasta

salone della pasta bologna 2010

Tutti gli amanti della pasta dovranno tenersi liberi dal 24 al 27 aprile, quando a Bologna si terra la prima edizione di PastaTrend, ovvero il Salone della Pasta; una quattro giorni interamente dedicata alla pasta, ai sughi e agli abbinamenti alimentari legati a questo alimento, organizzata da Avenue Media.

PastaTrend sarà anche l’occasione per ribadire il primato italiano della pasta, sia nelle tecnologie che nella produzione: non ha caso la pasta prodotta in Italia rappresenta il 75% della produzione dei Paesi dell’Unione europea.

Per descrivere al meglio PastaTrend basta affidarsi alle parole degli organizzatori, che definiscono l’evento come:

la grande piazza dove il consumatore potrà finalmente incontrare il produttore ed essere direttamente informato. Sarà uno spazio in cui effettuare assaggi, fare acquisti eccellenti, acquisire e conservare esperienze, ma anche un Salone da vivere, una risposta alla crisi che ha investito il sistema produttivo e commerciale, da parte di chi lavora e investe sull’eccellenza.

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Dimagrire e tonificarsi prima dell’estate

Anche se l’inverno sembra non decidersi a lasciare definitivamente il Belpaese, molte di noi sono già alle prese con i preparativi per la prova costume o almeno stanno già cominciando a pensarci. Si, perchè giocare d’anticipo, quando si tratta di dimagrimento e bellezza, è l’unica strategia utile per non incorrere in errori come quello di mettersi drasticamente a dieta appena una settimana prima dell’apertura della stagione balneare con l’unico risultato di ritrovarsi flaccide e con qualche smagliatura in più.

Accidenti, quelli appena citati, nei quali, paradossalmente, può incorrere più facilmente chi non ha molti chili da smaltire e si rivolge a diete fai da te senza avvalersi della supervisione di un professionista e senza fare adeguato esercizio fisico o interventi di medicina estetica mirati; soprattutto quando si convince di poter tornare in forma ed esibire un fisico statuario in breve tempo.

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Sei a dieta? Via libera al chewingum

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Masticare il chewing-gum aiuta a rimanere in linea. Incredibile, ma vero. Lo rivela uno studio condotto dalla dott.sa Kathleen Melanson, ricercatrice dell’University of Rhode Island, a Washington, presentato al congresso dell’Obesity Society americana, dove ha fatto scalpore, secondo il quale masticare il chewing–gum ridurrebbe le calorie introdotte ai pasti e aumenterebbe il consumo di energia. La ricerca, infatti, dimostra che basta masticare una gomma al mattino per introdurre 68 calorie in meno a mezzogiorno.

Inoltre, nonostante si faccia un pranzo più leggero, nel pomeriggio non si viene presi dai morsi della fame né vien voglia di rimpinzarsi di snack o altri cibi fuori orario, molto dannosi per la linea. Masticando chewing-gum si ha semplicemente meno fame. Si parla principalmente di chewing-gum senza zucchero naturalmente, specifica la dott.sa Melanson. Che rincara la dose osservando come pure il dispendio energetico aumenti nei veri e propri masticatori di gomme. Infatti quando si mastica la gomma prima e dopo mangiato si spende un 5 per cento di energia in più rispetto a quando non si mette in bocca un chewing-gum.

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Bacche e frutti di bosco per ridurre i rischi di malattie metaboliche

Chi soffre di malattie metaboliche ha una speranza in più: secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica European Journal of Clinic Nutrition, un maggiore consumo di frutti di bosco e di bacche, proteggerebbe dal rischio di malattie del fegato e dalla sindrome metabolica. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Biochimica e Chimica alimentare dell’università di Turku, i quali hanno osservato come un consumo quotidiano di mirtilli, ribes e olivello spinoso, riducesse del 23% i livelli dell’enzima responsabile della steatosi epatica non alcolica.

I ricercatori hanno condotto lo studio su 31 donne con un’età media di 43 anni, che poi sono state divise in due gruppi casuali; ad un gruppo è stato dato un supplemento di 163 g., sotto forma di snack, di mirtillo rosso, mirtillo, ribes nero e bacche di olivello spinoso, mentre all’altro gruppo solo una piccola quantità di questi frutti di bosco.

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Tosse? Si calma con la cioccolata

cioccolata contro la tosse

Odiata dai cultori della dieta ma amata dai bambini di tutto il mondo, e anche dalle mamme, la cioccolata è da molti anni oggetto di dibattito tra i nutrizionisti di tutto il mondo. Già nota per varie proprietà benefiche, tra le quali quelle antidepressive, la cioccolata sembra essere un ottimo rimedio per combattere la tosse. Infatti, come ha dimostrato uno studio condotto dai ricercatori dell’Imperial College of London (ICL) e pubblicato sul giornale telematico FASEB Journal, la teobromina, uno degli ingredienti psicoattivi del cacao, è un efficace sedativo della tosse persistente.

La sua azione supera anche quella della codeina, che attualmente è considerato il farmaco migliore contro la tosse. Come afferma il dott. Peter Barnes, medico che ha diretto la ricerca, durante la sua intervista per la rivista scientifica Federation of American Societies
for Experimental Biology Journal

“A seguito di questo studio, potrebbe nascere un nuovo farmaco per combattere soprattutto la tosse causata da un’infezione virale, solitamente difficile da curare senza l’utilizzo di farmaci in grandi dosi.”

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Il cibo determina gli odori del corpo?

dieta e odori

Il cibo determina gli odori del corpo? È vero oppure o no? Questo tema è fonte di dibattiti da diverso tempo e ha dato il via ad esperimenti quantomeno bizzarri. Forse anche voi avrete notato che l’odore della pelle cambia a seconda di ciò che mangiate, ma di sicuro non siete arrivati a fare ciò che ha fatto un equipe di ricercatori della Repubblica Ceca, quando, nel 2006 chiese a 30 uomini di non lavarsi per 15 giorni e di sottoporsi a due diete differenti.

Al termine del periodo di esperimento, alcune donne avrebbero dovuto annusare le camicie degli uomini sottoposti allo studio all’altezza delle ascelle; il risultato fu che coloro che avevano seguito una dieta a base di carne rossa puzzavano di più rispetto a quelli che avevano mangiato solo frutta e verdure.

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I falsi miti dell’alimentazione

Avete presente i miti alimentari frutto della saggezza popolare come:  “una mela al giorno toglie il medico di torno”? Bene, a parte questo sulle mele, gli altri, almeno secondo il Daily Mail, sono destinati a crollare uno dietro l’altro. Il quotidiano inglese ha demolito, in un articolo, tutti i miti dell’alimentazione, dimostrando scientificamente come in realtà siano ben lontani dall’essere le panacee di tutti i mali.

I primi ad essere messi sulla gogna sono i mirtilli, da sempre considerati il “cibo perfetto” perché ricchi di antiossidanti; in realtà, di antiossidanti ne contengono solo un tipo, tra l’altro presente sia nell’uva che nel cioccolato fondente. Ancora una buona notizia per i golosi, in quanto pare proprio che le barrette dietetiche, invece che dimagrire, facciano ingrassare in quanto ricche di zuccheri, carboidrati e dolcificanti sintetici.

Buone notizie anche per chi ama le uova, da anni accusate di far alzare il colesterolo: che lo contengano è indubbio, ma è anche vero che il corpo è in grado di regolarsi, e che l’uovo è un alimento altamente nutritivo; “scagionata” anche la margarina, da sempre accusata di far male al cuore; ciò era vero in passato, ma ora che è fatta con grassi monoinsaturi è più sana del burro.

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Il test del DNA ci dirà se dimagriremo con successo

dieta del dna

Secondo uno studio statunitense, le persone che seguono una dieta adeguata al loro genotipo perdono più peso rispetto a quelle che seguono una dieta che non risponde a questa caratteristica.

Lo studio, presentato qualche giorno fa al convegno annuale dell’American Heart Association, che ha avuto luogo dal  2-5 marzo a San Francisco, in California, è stato condotto da un team di ricercatori della Stanford University su un campione di 141 donne di mezza età e in sovrappeso, tutte appena sottoposte a una dieta della durata di un anno, delle quali è stato analizzato il Dna.

Dall’analisi sono emersi tre genotipi diversi: uno con una buona risposta a diete povere di carboidrati (le cosiddette diete low carb), uno maggiormente sensibile a diete povere di grassi e uno a diete bilanciate( con pochi grassi e pochi carboidrati); quindi, una volta incrociata l’analisi del genotipo con i risultati ottenuti dalle diete i ricercatori hanno osservato che le donne che avevano seguito la dieta compatibile con il loro Dna erano riuscite a dimagrire il doppio o il triplo più delle altre.

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Aspetti positivi del cibo sano

E un dato di fatto che un’alimentazione sana sia parte integrante di un programma di prevenzione generale. Dati recenti confermano che una dieta equilibrata può davvero avere un ruolo fondamentale di difesa: dai disturbi cardiovascolari, da quelli che coinvolgono il fegato e, soprattutto, da alcuni tipi di tumori. Una ricerca del Catalan Institute of Oncology, per esempio, ha dimostrato che chi segue un’alimentazione di tipo mediterraneo (55% carboidrati, 30% lipidi. 20% proteine) ha addirittura il 33% in meno di probabilità di ammalarsi di cancro allo stomaco.

Ma non solo: dare più spazio a frutta e verdura, cibi ricchi di sostanze antiossidanti, antinfiammatorie e con proprietà alcalinizzanti, protegge meglio le donne dai danni legati all’osteoporosi. Detto questo, le regole generali da seguire sono (e rimangono) semplici accorgimenti, non serve certo rivoluzionare le proprie abitudini, fare drastiche rinunce o cedere al salutismo estremo, dove la ricerca e la preparazione del cibo diventa una fissazione.

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La cottura saltata

Oggi continuiamo il nostro viaggio alla scoperta delle proprietà dei metodi di cottura più diffusi analizzando la cottura saltata o “al salto”. La cottura al salto è quella per cui un alimento di piccolo spessore viene cotto a fuoco vivo con del grasso riscaldato; la cottura saltata viene usata soprattutto per il pesce, le verdure e la carne.

La cottura saltata avviene per concentrazione, e la trasmissione del calore si verifica per conduzione e grazie al contatto con il grasso di cottura. I recipienti ideali per la cottura al salto sono le padelle con il fondo piatto e i bordi più o meno bassi.

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Fibre solubili per rafforzare il sistema immunitario

rafforzare sistema immunitario

Le fibre alimentari sono costituite da residui di cellule vegetali resistenti agli enzimi digestivi umani; in altre parole, si tratta di sostanze nutritive che il nostro organismo non è in grado di digerire e quindi utilizzare come fonte di energia. Nonostante questo esse sono di fondamentale importanza per il mantenimento di uno stato di benessere generale poichè migliorano la funzionalità intestinale, contribuiscono all’eliminazione del colesterolo, rallentano l’assorbimento di grassi e carboidrati e abbassano la glicemia. In particolare, le fibre solubili, provenienti soprattutto da frutta e legumi, favoriscono il controllo di glicemia e colesterolemia, mentre le fibre insolubili, contenute soprattutto in cereali e ortaggi, svolgono una funzione regolatrice delle funzioni intestinali e avrebbero proprietà anti-tumorali.

Sembra però che i benefici effetti delle fibre solubili non si esauriscano nel breve elenco appena fornito: infatti, secondo i risultati di una ricerca dell’Università dell’Illinois, pubblicati dalla rivista sceintifica Brain Behavior and Immunity, assumere fibre solubili, in particolare quelle della frutta, è utile per rafforzare il sistema immunitario e aiuta a guarire prima dalle infezioni.

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Dieta di marzo per cominciare a rimettersi in forma!

Approfitta del cambio di stagione per cambiare ritmo alla tua vita e forma al tuo corpo: ti aiutano i nuovi sapori e un atteggiamento concreto e pratico nei confronti del sovrappeso. Ecco come fare:

Peperoncino per tutto il mese: se ami la cucina saporita, questo mese arricchisci i tuoi cibi con un pizzico di peperoncino (soprattutto quello rosso), che fluidifica la circolazione e ha una notevole attività termogenica che aiuta a smaltire i cuscinetti. Aggiungilo ai piatti poco prima di completare la cottura, alternando quello in polvere a quello fresco, da affettare finissimo e da aggiungere a sughi, contorni, carne, pesce e anche alla macedonia…

Prova la bomba anticellulite: trita un pezzetto di peperoncino con qualche foglia di basilico, origano, 3 capperi e miscela il battuto con un cucchiaino di aceto di mele e uno di olio d’oliva. Usa il composto per condire: è depurativo e anticellulite.   

Spesso è la durezza con noi stessi che ci trascina verso i peccati di gola e il sovrappeso. Se nonostante gli sforzi non riesci a dimagrire non dipende dal fatto che sei debole: è l’eccesso di rigidità che ti mantiene “pesante”. E la dolcezza che non ti concedi, il tuo corpo la cercherà nei dolci, negli spuntini, nei fuoripasto. Se per comodità sei abituata a riempire il freezer o la dispensa di piatti pronti come pizze, risotti in busta, paste precotte, sformati o zuppe precucinate, questo mese evita di acquistarli o di mangiarli;

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La dieta per avere figli maschi?

dieta e sesso del nascituro

Secondo quanto sostiene una ricerca dell’Università del Missouri, coordinata da Cheryl Rosenfeld e pubblicata su PNAS – Proceedings of the National Academy of Sciences, la dieta della futura mamma influenza il sesso del nascituro: le donne in gravidanza che seguono una dieta più calorica e fanno colazioni abbondanti infatti avrebbero maggiori probabilità di mettere al mondo un figlio maschio, rispetto alle donne in dolce attesa più attente alla linea e, direi alla salute, che scelgono cibi meno grassi.

La ricerca avrebbe mostrato come un elevato introito calorico durante la gravidanza farebbe aumentare da  dieci a undici la probabilià di avere un figlio maschio ogni venti nascite. Come spiega la Rosenfeld:

Dai dati emerge che diete ad alto contenuto calorico e che prevedono prime colazioni costanti e abbondanti favoriscono la nascita di maschietti mentre le diete a basso contenuto calorico tendono a favorire le femminucce

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La dieta per prepararsi alla primavera

Fra poco più di due settimane arriverà la primavera e con essa anche le giornate miglioreranno, fino a che i grigiori dell’inverno non saranno che un ricordo. E se la natura si prepara a questo risveglio, anche noi abbiamo il dovere di preparare il nostro organismo liberandolo dalle tossine accumulate durante la stagione fredda.

La dieta per prepararsi alla primavera si avvale di cibi a smaltire le calorie accumulate dalla sedentarietà dell’inverno, come latte di soia, fiocchi d’avena, frutta secca che dà energia, pesce azzurro, che è ricco di sali minerali, acidi grassi e rafforza il sistema nervoso, magari accompagnato da verdure.

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Mania per il cibo salutare: ortoressia

I segnali d’allarme sono tanti: rifiutarsi di mangiare un’insalata con le foglie tagliate perché ha perso proprietà nutritive. Considerare il formaggio un cibo pericolosamente malsano. Sentirsi intossicati se si è ceduto di fronte a una barretta di cioccolato. A volte “mangiare sano” diventa una vera e propria ossessione. Peggio: uno scudo dietro cui si nasconde un disturbo alimentare subdolo: l’ortoressia.

Chi ne soffre si impone una dieta fatta di regole ferree: si comincia con una scelta maniacale dei cibi ritenuti “puri” per arrivare poi, gradualmente, a limitare anche quelli. Alla fine nel piatto resteranno pochissimi alimenti, tanto da causare conseguenze gravi per la sopravvivenza stessa, proprio come succede con l’anoressia e la bulimia. La scorsa estate, i dati di un’indagine sociologica hanno costretto il National Health Servite britannico a lanciare l’allarme, perché non si tratta più di qualche caso isolato.

 C’è chi arriva perfino a rifiutare frutta e verdura colti da più di 15 minuti. Per non parlare della carne, di solito tra i primi alimenti a finire nella lista dei sospettati. La cosa grave è che chi soffre di ortolessia si “mimetizza” facilmente. La scusa è quella di preoccuparsi della propria salute, scegliendo alimenti sani: obiettivo politicamente corretto e soprattutto socialmente accettato. Peccato che invece nasconda un comportamento ossessivo, una mania, un disturbo:

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Ricette light: finocchi al gratin

finocchi al gratin

In un post di qualche tempo fa vi avevamo illustrato le qualità dietetiche del finocchio, un ortaggio estremamente indicato per chi vuole mangiare sano e con un occhio rivolto alla linea; il finocchio, infatti, contiene molte fibre, sali minerali e potassio, a fronte di sole 31 calorie ogni 100 grammi.

Oggi vi presenteremo una ricetta gustosa e leggera, contiene, infatti 146 calorie a porzione, a base di finocchi, che costituisce un contorno veloce e sfizioso, adatto sia a chi vuole dimagrire, sia a chi cerca nuove ricette vegetariane, ovvero i finocchi al gratin. Vediamo come realizzarli.

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