La dieta Fodmap per combattere il gonfiore addominale

L’addome gonfio è un disturbo del quale soffrono molte persone e che produce stati fastidiosi come dolore intestinale, mal di schiena, nausea, irritabilità, e addirittura imbarazzanti come la produzione eccessiva di gas. Uno dei modi migliori per combattere il gonfiore addominale è addottare un’alimentazione specifica come propone, ad esempio la dieta Fodmap.

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Consigli per eliminare la pancetta maschile

Chi ha detto che la pancia è un problema solo femminile? Ad essere preoccupati per la pancetta prominente sono anche i maschietti, anzi: pare soprattutto loro! Perché, mentre le donne tendono ad ingrassare su fianchi, glutei e cosce, gli uomini mettono su “ciccia” a livello addominale, ovvero la famosa pancetta. Ormai l’inverno è quasi finito e con la primavera alle porta dovrete ritirare fuori dall’armadio t-shirt e camicie a maniche corte: ecco, dunque, qualche consiglio per eliminare l’odiata pancetta.

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Tisane fredde contro il gonfiore addominale

D’estate, la voglia di consumare bevande calde è, naturalmente, molto bassa, eppure non per questo non bisogna rinunciare alle tisane, dei veri toccasana che, però, siamo soliti bere calde; per fortuna, infatti, esistono alcune tisane che possono essere consumate anche fredde, come ad esempio quelle per combattere il gonfiore addominale.

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Dimagrire con la dieta “blu”

La dieta blu aiuta a liberarsi dei chili di troppo velocemente con l’aiuto di frutti e succhi di colore blu-violaceo come i mirtilli, le prugne, l’uva nera o il noni, un delizioso frutto esotico da poco introdotto in Europa.

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Pancia piatta? Con i broccoli e le banane

Il girovita è il tuo tormento? I broccoli e le banane sono alleati preziosi contro il gonfiore addominale e il meteorismo, ma anche contro le infiammazioni croniche come il morbo di Crohn. Il merito è delle fibre solubili, che svolgono un’azione benefica nei confronti della flora batterica intestinale, favorendo l’evacuazione e lo svuotamento addominale.

Il morbo di Crohn è una patologia infiammatoria cronica intestinale. Le cause non sono del tutto note, tuttavia si tratta di una malattia che, al pari della colite ulcerosa, rienta nel gruppo delle patologie autoimmuni dell’intestino e sarebbe provocata da una risposta eccessiva del sistema immunitario a contatto con agenti ambientali, infettivi e dietetici.

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Colon irritabile, un aiuto dalla menta piperita

La menta piperita potrebbe essere un’alleata preziosa per alleviare i sintomi del colon irritabile. A sostenerlo, è una ricerca dell’Università di Adelaide, in Australia pubblicata sulla rivista “Pain”. Secondo gli esperti, infatti, il consumo di menta piperita aiuterebbe a ridurre il gonfiore addominale e a lenire i dolori intestinali.

La sindrome del colon irritabile è un disturbo abbastanza diffuso, tanto che se soffre mediamente il 25% della popolazione mondiale. Si tratta di un disordine funzionale gastrointestinale, la cui origine non è di facile individuazione. Tradizionalmente, infatti, la sindrome del colon irritabile o IBS (Irritable Bowel Sindrome) è una diagnosi di esclusione.

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Ricette light: crema ai frutti di bosco

La crema ai frutti di bosco è una vera delizia, amica non solo del nostro palato, ma anche della bilancia! Si tratta, infatti, di un dessert davvero goloso, ma povero di calorie.

Una porzione di crema ai frutti di bosco ha solo 130 chilocalorie, vale a dire l’equivalente di una mela di medie dimensioni. Questa ricetta è ideale per chi deve seguire una dieta dimagrante, ma anche per chi deve tenere sotto controllo il colesterolo o i trigliceridi alti. Questo dolce, è ottimo come spuntino, ma anche a colazione. Se invece, preferite consumarlo come dessert, fatelo al termine di un pasto molto leggero, ad esempio dopo un minestrone di verdure e una fettina di pollo ai ferri con contorno di insalata.

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Ricette dietetiche: antipasto light

L’insalata di feta, orataggi e bulgur, un cereale poco conosciuto, è un antipasto leggero e gustoso, che assicura il giusto apporto di proteine e fibre. Con l’arrivo della primavera, iniziamo ad avvertire meno fame e il desiderio di cibi freschi. I ritmi alimentari, infatti, con il passaggio di stagione cambiano.

Questo antipasto light, da portare a tavola un paio di volte alla settimana, è un piatto energetico, ma equilibrato e aiuta anche a regolarizzare il transito intestinale, prevenendo gonfiori e fermentazioni.

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Come avere la pancia piatta in 2 giorni

S.O.S. pancia gonfia? No problem, seguite nella lettura e scoprite come avere una pancia piatta in soli 2 giorni. Non si prometto miracoli, chiaramente, ma una soluzione per eliminare il gonfiore addominale, e ritrovare il feeling perduto con lo specchio!

Come certamente molte sapranno, in questi casi il primo consiglio è quello di bere il più possibile, almeno 1 litro e mezzo di acqua durante tutto l’arco della giornata. Sarebbe meglio preferire l’acqua naturale e a basso contenuto di sodio, stimolando così la diuresi, tenendo lontano lo spettro della ritenzione idrica.

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Le sostanze naturali che aiutano il dimagrimetno

Di seguito troverete un brevissimo elenco di sostanze naturali di norma impiegate, sotto forma di integratori, per favorire il dimagrimento. Noterete però che queste non rappresentano affatto una pozione magica e che nessuna di esse è esente da controindicazioni ed effetti collaterali. Come sempre in questi casi vi consigliamo quindi di parlare con un medico per valutare l’opportunità di assumerli nell’ambito di una dieta ipocalorica,

Chitosano

Il chitosano è una sostanza naturale che deriva dalla chitina, un polisaccaride presente nel guscio dei crostacei marini e nelle pareti cellulari di batteri e funghi. Grazie alla sua struttura, simile a quella della cellulosa, intrappola nell’intestino il 30% dei grassi introdotti con il cibo, che vengono in tal modo eliminati senza essere assorbiti. Allo stesso tempo, abbassa il colesterolo e la glicemia.

Il fatto che si tratti di una sostanza naturale non deve però indurci a pensare che gli integratori a base di chitosano siano esenti da controindicazioni ed effetti collaterali: sono infatti controindicati a chi soffre di allergia ai crostacei e disturbi gastrointestinali, in gravidanza e allattamento e alla donne che prendono la pillola anticoncezionale, poichè ne impedisce il corretto assorbimento.

L’uso prolungato inoltre può causare una riduzione dell’assorbimento di vitamine liposolubili, sali minerali ed acidi grassi essenziali. E’ inoltre ampiamente dimostrato che il chitosano, come qualunque altro integratore alimentare della stessa categoria, non è in grado di indurre alcun dimagrimento se la sua assunzione non è associata ad una dieta ipocalorica.

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Costituzione media o a mela

I cereali integrali e le insalate dei prati sono gli alleati giusti se il tuo problema è il gonfiore addominale, con deposito di grasso sul punto vita. Riattivano fegato e intestino e ti fanno dimagrire in fretta. Gli accumuli nella fascia addominale sono quelli più tipici del sesso maschile, ma non disdegnano anche le donne, soprattutto quando ci si avvicina alla menopausa. Essi danno luogo alla conformazione MEDIA o “a mela”. La pancia è prominente e la sua globosità è dovuta ad una commistione di tessuto adiposo in eccesso e gonfiore intestinale.

Spesso coesistono alterazioni della funzionalità intestinale, più spesso con ten­denza alla stipsi e all’ingrossamento epatico. Sul piano emotivo gli accumuli di grasso ad­dominale rappresentano un “pannicolo protettivo” nei confronti delle asperità della vita o di emozioni interne difficilmente gestibili (rabbia, frustrazioni ecc…). I primi e principali accorgimenti alimentari in caso di sovrappeso addominale sono quelli di ridurre le porzioni di carboidrati raffinati (pane, pasta, focaccia, pizza ecc.), aumentando quelle di proteine (privilegiando pesce, legumi e alghe) e di cereali grezzi.

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Cosa fare per avere una pancia piatta

Essere magri o grassi non fa differenza, la pancetta colpisce tutte le donne senza distinzioni, e spesso perdere peso non aiuta a eliminarla. Il gonfiore addominale è spesso associato a un disturbo intestinale, che può essere provocato da tanti fattori, ad esempio uno scorretto abbinamento dei cibi o addirittura un’intolleranza alimentare. Non bisogna rassegnarsi però, infatti è possibile ottenere un addome piatto in poche settimane, con il risultato di sembrare subito più magri e perdere almeno una taglia, seguendo alcuni semplici consigli.

Anzitutto bisogna correggere il proprio stile di vita, partendo dal seguire un’alimentazione equilibrata associata ad un’adeguata attività fisica. E’ inoltre fondamentale stare alla larga da alcuni comportamenti controproducenti:
un’abitudine sbagliata, e purtroppo molto diffusa, è quella di saltare i pasti: saltare la colazione, il pranzo o la cena, infatti, impoverisce l’organismo dei nutrienti necessari per il buon funzionamento dei suoi apparati, compreso quello intestinale, che reagisce di conseguenza, gonfiandosi.

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Come togliere 3cm dal girovita

Se ci teniamo davvero alla linea di tanto in tanto dovremmo dare un occhio alla glicemia ossia al livello di glucosio nel sangue. E’ una “spia” molto importante del metabolismo dei carboidrati e del metabolismo in generale. Tanto più adesso dopo  il mese di pranzi e cenoni. Il periodo delle festività, infatti, comporta un aumento generale delle calorie in­trodotte con la dieta e alcuni «strappi» alle rego­le alimentari basilari, primo fra tutti un maggio­re apporto di dolci e zuccheri.

Le conseguenze le paghiamo subito, con gonfiori, fame nervosa, stipsi, ma rischiamo di pagarle anche la prossi­ma estate a causa del brusco rallentamento del metabolismo. Se vogliamo avere una linea perfetta a giugno dobbiamo occuparci già adesso del nostro meta­bolismo. La prima cosa da fare è aiutare l’orga­nismo a drenare il surplus di tossine. Occorrono poi cibi riattivanti e alcuni rimedi naturali speci­fici per il metabolismo dei carboidrati.

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Per ridurre il giro vita rabarbaro, fiocchi d’avena e yogurt

La radice di rabarbaro altamente disintossicante, soprattutto se abbinata al consumo di yogurt, succo di melagrana e semi oleosi, previene le fermentazioni addominali. E, di riflesso, riduce anche il punto vita. L’intestino, soprattutto nel suo ultimo tratto (intestino grasso), è il lungo segmento del tubo digerente deputato al riassorbimento dell’acqua e dei sali minerali e all’espulsione delle scorie attraverso le feci. La funzione di riassorbimento è svolta soprattutto dal colon, che assorbe prevalentemente l’acqua. Il colon è caratterizzato anche da un elevato nu­mero di batteri “buoni” (flora batterica intesti­nale), indispensabile per produrre vitamine e per il metabolismo del colesterolo.

Se l’intesti­no non funziona a regime, le tossine ristagna­no nell’addome e favoriscono gonfiori e sovrappeso. Uno stato di intossicazione dell’intestino è  segnalato soprattutto dal fenomeno della disbiosi. Questo disturbo consiste in un’alterazione della normale flora microbica intestinale, con maggiore proliferazione di batteri putrefattivi. Si manifesta con gonfiore intestinale (meteorismo), eventualmente associato a flatulenza e pancia tesa, non necessariamente sovrappeso, talvolta possono accompagnarlo crampi lungo il decorso del colon (fianco destro, fianco sinistro, parte alta dell’addome), spesso associati a diarrea, stitichezza o alternanza tra stipsi e diarrea.

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Intestino pigro, pancia gonfia e rimedi: come sbloccarlo subito

La stipsi (o stitichezza) consiste nel passaggio difficile o irregolare delle feci, le quali spesso si presentano di consistenza asciutta o dura. La stipsi può essere associata a una sensazione di evacuazione incompleta e di gonfiore. Le definizioni non sono univoche, anche per­ché le abitudini intestinali variano da persona a persona e sono influenzate dall’età, dall’ali­mentazione, dallo stile di vita e dall’atteggia­mento mentale individuale. Stando alla medicina ufficiale, anche una evacuazione alla settimana potrebbe ancora essere ritenuta normale.

Ragionevolmente possiamo però affermare che una persona è stitica quan­do ha meno di 3 evacuazioni alla settimana. La stipsi si differenzia in cronica, acuta e occa­sionale. La forma cronica è quella che dura più di due mesi o da più anni. La forma acuta può rappresentare un peggioramento di quella cro­nica o essere un evento occasionale in persone che hanno scariche regolari e normali. Le cause di stipsi occasionale possono essere diverse: periodi di stress, viaggi, errori alimentari, cambiamenti climatici, trasferimenti ecc.

Ecco le cause della stitichezza:

  • Dieta a basso contenuto di fibre
  • Scarsa o insufficiente assunzione di liquidi
  • Sedentarietà
  • Malattie croniche intestinali (diverticolite, ragadi, emorroidi, colite spastica, malattie neurologiche che riducono i movimenti dell’intestino, spasmi della muscolatura pelvica ecc)
  •  Patologie croniche generali (ipotiroidismo, diabete, neuropatie, depressione ecc.)
  • Consumo eccessivo di farmaci (antinfiammatori, antibiotici, lassativi ecc.)

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Pancia dilatata e ristagni di liquidi? Cime di rapa in aiuto

Le fermentazioni e la ritenzione idrica nella parte bassa del corpo sono quasi sempre i segnali di un’intolleranza a latte e derivati. Ecco come liberartene in 2 settimane con i cibi e gli integratori mirati. In questo tipo di intolleranza non è necessariamente pre­sente un sovrappeso grave: il peso corporeo può essere normale, ma non resta fisso e tende a oscillare. Il gonfiore è il vero problema: è una sensa­zione di peso localizzata alla regione dell’addome e spesso è associata a una pancia tesa e gorgogliante (meteorismo). Il gonfiore si accentua alla fine o durante un pasto; talvolta sono presenti anche disturbi del tubo digerente, come dolo­ri addominali crampiformi, stitichezza c/o diarrea, acidità, flatulenza, eruttazioni, colite ecc.

La pesantezza aumenta quando si consuma il latte vaccino e i suoi derivati (formaggi, yogurt, burro ecc.), e spesso sono presenti ristagni. Il gonfiore dipende dall’incapacità dell’organismo di metabolizzare il lattosio, che è lo zucchero naturalmente contenuto nel latte e nei derivati del latte. Per essere assorbito dall’organismo, esso deve essere scomposto nelle sue due componenti, glucosio e galattosio, da parte di un enzima (lattasi). L’intolleranza al lattosio si può manifestare quando l’apporto di lattosio supera la capacità dell’organismo di metabolizzarlo.

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