Settimana mondiale 2013 per la riduzione del consumo di sale, i consigli degli esperti

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Quella che in corso è una settimana molto importante: si tratta, infatti, della Settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale, un ingrediente molto presente nelle nostre tavole ma decisamente poco benefico Nonostante gli esperti si raccomandino di non abusare con il sale, tendiamo spesso a consumarne più del dovuto, con i relativi problemi che può causare alla salute.

La Settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale è organizzata dalla World Action on Salt and Health e sostenuta in Italia dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu), in collaborazione con il Gruppo Intersocietario per la Riduzione del Consumo di Sodio in Italia (Gircsi), per sensibilizzare la popolazione sui danni alla salute che può provocare un eccessivo consumo di sale.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la dose giornaliera raccomandata di sale per una persona adulta è di 5 grammi al giorno, circa un cucchiaino da caffè, mentre per i bambini e gli adolescenti è ancora più bassa. Eppure, nonostante i moniti degli esperti, il 90% della popolazione assume mediamente il doppio della quantità giornaliera di sale raccomandata, con tutti i rischi per la salute che ne conseguono.

Basti pensare che la sola riduzione giornaliera di sale da 10 grammi a i 5 consigliati, diminuirebbero del 23% le probabilità di ictus e del 17% quella di incorrere in malattie cardiache, senza contare il minor rischio di essere affetti da calcoli renali, tumore allo stomaco e osteoporosi, soprattutto in età avanzata.

Un’alimentazione con poco sale va seguita fin da piccoli, eppure i bambini consumano troppo sale, nonostante basti per tutti, anche per gli adulti, la quantità contenuta naturalmente negli alimenti. In questo contesto si inserisce la Settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale, ideata proprio per sensibilizzare i consumatori, e soprattutto i genitori, a mangiare meno “saporito” e, quindi, a contenere il consumo di sale.

Per quanto riguarda i bambini infatti, gli esperti consigliano, oltre a non aggiungere il sale nelle pappe, di usare ingredienti a basso contenuto di sale durante il primo anno di vita e di continuare il più a lungo possibile in questo modo. Se manca il latte materno prediligete i latti specifici in formula piuttosto che quello vaccino.

 Ecco, allora, un vademecum che aiuta a capire come controllare il consumo di sale.

  • Per prima cosa leggete le etichette dei prodotti che acquistate al supermercato e scegliete quelli che contengono meno sale per 100 grammi o per porzione.
  • Scegliete il pane e i latticini che contengono meno sale.
  • Diminuite il consumo dei piatti industriali, dei cibi in scatola e dei sughi già pronti e riscoprite il piacere di mangiare sano.
  • Per dare sapore ai piatti usate spezie, erbe aromatiche, limone e aceto, cercando di limitate l’uso di dadi da brodo, ketchup e senape.
  • Imparate ad aggiungere gradualmente meno sale ai vostri piatti in modo da abituarvi a mangiare meno salato, magari prediligendo cotture al vapore o al cartoccio che trattengono il sapore proprio degli alimenti.
  • Per non cedere in tentazione a tavola non mettete la saliera, ma solo l’olio e l’aceto.
  • Non aggiungete il sale nelle pappe dei bambini.
  • Preferite i formaggi freschi a quelli stagionati, e ricordate che il latte e lo yogurt contengono naturalmente le quantità di sale che servono all’organismo.
  • Se decidete di consumare un panino, preparatelo in casa, scegliendo ingredienti poco salati.
  • Attenzione agli spuntini: frutta e spremute sono delle ottime alternative agli snack spesso ricchi di sale.
  • Per reintegrare i liquidi persi durante l’attività fisica bevete della semplice acqua: vi disseterete in modo naturale.
  • Infine, se proprio non riuscite a fare a meno del sale, concedetevene solo un pizzico, ma solo iodato.

 

[Fonte]

 

Photo Credit | Thinkstock

 

 

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