Diete a confronto: Dukan vs 5:2

di Tippi Commenta

Con l’arrivo della primavera torna l’incubo della prova costume e con i chili accumulati durante la stagione fredda, si salvi chi può… così, tutti a dieta! Ma quale regime dimagrante seguire? Tra quelli più in voga ci sono la dieta Dukan e il metodo Mosley, noto anche con il nome di dieta 5:2.

La dieta Dukan, come molti di voi sapranno, è articolata in 4 fasi differenti: Attacco (variabile secondo il peso di partenza), che prevede esclusivamente il consumo di cibi proteici (No carboidrati, frutta e verdura); Crociera, che prevede la reintroduzione delle verdure (tranne patate, carote e barbabietole) a giorni alterni (No i carboidrati); Consolidamento, che dura 10 giorni per ogni chilo perso e prevede il consumo di tutti gli alimenti della fase di attacco e di crociera e la reintroduzione della frutta (eccetto fichi, uva e datteri), del pane (60 g di pane integrale); Stabilizzazione, che prevede il ritorno ad un’alimentazione normale, gli unici obblighi saranno 1 giorno a settimana di sole proteine e l’assunzione quotidiana di 3 cucchiai di crusca d’avena.

La dieta 5:2 non prevede tabelle o schemi complicati da seguire, né ricette mirate o l’obbligo di pesare e combinare gli alimenti con precisione, l’unica regola da seguire è quella di alternare a 5 giorni di alimentazione senza alcun limite e 2 di semi digiuno da sole 500 chilocalorie giornaliere (600 Kcal per gli uomini). Secondo il suo autore, Michael Mosley, medico, giornalista della BBC ed ex obeso, il segreto del suo metodo sta nel fatto che il digiuno darebbe una sferzata al metabolismo, facendo consumare il grasso accumulato durante gli altri giorni in cui è concesso mangiare praticamente di tutto, compreso i fritti.

È evidente che entrambe le diete presentino dei punti deboli, nonostante i rispettivi “inventori”, Pierre Dukan e Michael Mosley, assicurino l’assenza di “effetti collaterali”. La dieta Dukan, infatti, è stata duramente criticata dagli esperti e non a torto, per i rischi che comporta, quali: disturbi renali per l’eccesso di proteine, carenze vitamine, alitosi, caduta dei capelli, stitichezza, stanchezza e sbalzi d’umore. La dieta 5:2 non è di certo da meno. Come ha spiegato il Presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione Pietro Migliaccio, il digiuno può essere seguito al massimo per 1 giorno, perché già al secondo giorno produce corpi chetonici che affaticano il fegato, i globuli rossi e il cervello.

Photo Credit| Thinkstock

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