5 buoni motivi per non fare la dieta lampo

Le diete lampo e fai da te sono pericolose per la salute, perché ci danno l’illusione della perdita di peso, alterando il metabolismo e soprattutto causando gravi carenze alimentari. Il più delle volte sono diete restrittive e punitive. Ecco quindi 5 buoni motivi per non fare la dieta lampo.

Diete chetogeniche riducono l’effetto yo-yo

Secondo una nuova ricerca italiana le diete chetogeniche, in combinazione con gli alimenti tipici della dieta mediterranea, consentono di perdere peso in maniera sana e di mantenerlo nel tempo senza il cosiddetto “effetto yo-yo”. Lo studio, condotto dall’Unviersità di Palermo in collaborazione con la Technical National University di Atene è stato pubblicato sulla rivista sscientifica internazionale “Nutriens”.

Perché le diete falliscono? Ecco la spiegazione scientifica

 Quante volte abbiamo seguito una dieta e non siamo arrivati a nessun risultato? Ormai non si contano più. È molto frustante stare a stecchetto e non dimagrare, oppure perdere peso ma recuperarlo subito. Probabilmente c’è qualcosa che non funziona nel tipo di regime alimentare scelto.  Questo fenomeno è conosciuto come effetto yo yo e definizione che dà perfettamente idea di quello che succede al corpo quando la dieta fallisce.

Diete povere di grassi e rischio effetto yo yo

Chi l’ha detto che le diete a basso contenuto di grassi aiutano a mantenere il peso forma? Niente di più sbagliato, parola di esperti! Per non vanificare tutti gli sforzi fatti per perdere i chili di troppo, meglio tenere sotto controllo l’indice glicemico dei cibi. A sostenerlo è una ricerca statunitense pubblicata sulla rivista Jama.

Troppe diete fai-da-te e digiuni forzati per gli adolescenti

Essere belli e piacenti. È questo, quello che ricercano gli adolescenti, soprattutto quelli in età da liceo. Per provarci che cosa fanno? Ovviamente navigano su Internet, acquistano riviste e copiano delle diete fai da te per perdere peso, magari imitando la loro star preferita. Lo rivela un’analisi del Centro studi Tisanoreica e l’università degli Studi di Padova.

L’effetto yo yo dipende da una proteina, non dagli ormoni

Tanta fatica per perdere peso e dopo pochi mesi i chili tornano e con gli interessi. È il famoso effetto yo yo, tipico delle diete fai da te o dei dimagrimenti molto rapidi. La responsabile di quest’effetto sembra essere una proteina.  Insomma, non è colpa né della buona volontà né del metabolismo.  Questo ovviamente è quello che pensano i ricercatori della Maastricht University – Department of Human Biology che sperano, con questa nuova scoperta, di poter riconoscere le persone che tendono a riprendere peso e intervenire.

L’effetto yo yo non è un caso isolato, secondo alcuni studi, infatti, colpisce l’80% delle persone a dieta.  A distanza di 6 mesi, massimo un anno, dal calo, si torna come prima o ancor peggio, vanificando gli sforzi fatti, ma anche mettendo a rischio la salute.

Come mantenere i risultati della dieta

Dopo un periodo di dieta, magari impegnativa, ci sentiamo orgogliosi dei risultati raggiunti e dei chili persi grazie ai sacrifici alimentari che abbiamo fatto, e pensiamo di aver concluso la missione: niente di più sbagliato, il difficile infatti arriva proprio in questo momento, ovvero quando dovremo stare attenti a non riprendere tutti i chili persi durante la dieta.

Molto spesso, infatti, succede che dopo un periodo di dieta, vengano ripresi tutti i chili, se non addirittura di più, persi precedentemente; certo, questo non avviene da un giorno all’altro, ma con una progressione che, nel giro di qualche tempo, ci fa ritornare al punto di partenza. Questo provoca il cosiddetto effetto yo yo che, oltre ad essere deleterio per la nostra linea in termini di elasticità della pelle, fa male anche alla salute.

Per evitare di riprendere i chili persi con la dieta bisogna seguire un mantenimento, ossia un’alimentazione specifica e una serie di accorgimenti che eviteranno di vanificare i risultati raggiunti con la dieta.

Effetto yo-yo: la colpa è degli ormoni

Quante volte parlando di dieta avete sentito parlare del cosiddetto effetto yo-yo? L’effetto yo-yo si verifica quando, dopo aver seguito una dieta dimagrante si ritorna al peso di partenza o addirittura si acquistano più chili di quelli persi.

Fino ad oggi, l’effetto yo-yo veniva attribuito soprattutto alla scarsa costanza nel seguire il mantenimento dopo una dieta dimagrante, ossia finito il periodo di dieta si ritornava a mangiare senza controllo: pare, però che non sia proprio così, almeno alla luce di una ricerca condotta dall’University Hospital Complex di Santiago del Cile e pubblicata sulla rivista scientifica “Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism”.

Secondo lo studio, infatti, la colpa dell’effetto yo-yo sarebbe da attribuire a due ormoni legati all’appetito, la leptina e la grelina, i cui livelli nell’organismo determinerebbero se restare magri o riprendere i chili persi. Chi ha i livelli di leptina alti, mentre bassi quelli di grelina, pare che sia destinato a riprendere i chili persi, a prescindere dai risultati della dieta.

Dimagrire velocemente fa bene o male?

Contravvenendo a quanto sostenuto dalla maggior parte dei nutrizionisti e dei dietologi, alcuni studi presentati al Congresso Internazionale sull’obesità, tenutosi nei giorni scorsi a Stoccolma, affermano che per dimagrire efficacemente è meglio perdere peso il più rapidamente possibile.

Ci riferiamo in particolare allo studio coordinato dalla dottoressa Katrina Purcell, dietologa presso l’Università di Melbourne in Australia, che ha messo a confronto i risultati ottenuti in termini di perdita di peso da due diversi tipi di dieta: una rapida con l’obiettivo di smaltire 1,5 kg a settimana e l’altra graduale con l’obiettivo più modesto di buttare giù mezzo chilo a settimana; entrambe le diete avevano la durata di dodici settimane e si rivolgevano a persone di 100 kg di peso.

I risultati ottenuti hanno mostrato che le persone sottoposte a dieta rapida sono riuscite a perdere il 15% del peso nel 78% dei casi, contro il 48% delle persone che avevano seguito la dieta graduale.

Contro le smagliature l’olio di argan, di jojoba e di macadamia

Sono da spalmare sulla pelle ma anche da assumere come integratori: stimolano la produzione di collageno, attenuano i segni cutanei e rimodellano la silhouette, eliminando le adiposità nei punti critici. E’ giugno e la tanto temuta prova bikini si avvicina ogni giorno di più (sempre che non l’abbiate già fatta!). Spesso a destare preoccupazioni non sono tanto i chili in eccesso quanto una tendenza del corpo a perdere tono ed elasti­cità soprattutto nei punti più critici, come l’addo­me, i glutei, i fianchi e le cosce: è in queste zone, infatti, che con maggiore frequenza si formano i depositi di ritenzione idrica e la pelle si affloscia, perde consistenza, si copre di smagliature, appe­santendo vistosamente tutta la silhouette anche se il peso è perfetto.

Per fortuna è possibile rimediare a questi inestetismi con un trattamento d’urto a base di alcuni specifici oli vegetali, da scegliere in base alla “gravità” degli inestetismi. Sono:

L’olio di argan:  racchiuso nel nocciolo dei frutti dell’Argania spinosa, originaria del Marocco; usato da secoli dalle donne berbere, contiene oltre l’80% di acidi grassi insaturi. E’ adatto a tutti i tipi di pelle, in particolare quelle più giovani ma già provate dall’effetto yo-yo provocato dalle diete. Quest’olio stimola il rinnovamento cellulare e attenua le smagliature.

La dieta Brigitte

Nel nostro Paese sono decisamente in pochi a conoscere la cosiddetta dieta Brigitte; si tratta invece di una dieta piuttosto famosa in Germania dove sembra si sia imposta al grande pubblico, già molti anni fa, a partire dalla pubblicazione di una raccolta di ricette sulla rivista tedesca di moda Brigitte, alla quale deve il proprio nome, e si sia modificata nel tempo adeguandosi alle più recenti acquisizioni della scienza della nutrizione.

Ritenuta valida dagli esperti d’oltralpe, la dieta Brigitte è una dieta varia ed equilibrata che apporta 1000-1500 calorie al giorno (non si fonda tuttavia sul computo della calorie, ritenuto inutile e “noioso”), distribuite in cinque pasti giornalieri (due pasti principali, più merenda e spuntino). La sua caratteristica principale è rappresentata dal fatto che chi la segue deve attenersi a un piano alimentare giornaliero costituito da pietanze precise a basso contenuto di grassi, preparate secondo indicazioni contenute in ricettari specifici e che richiedono quindi un bel po’ di tempo e dedizione per essere realizzate.

Effetto yo yo: ecco come dirgli addio

Dimagrire dovrebbe fare rima con costanza, ma spesso bastano un paio di sgarri ed ecco la bilancia torna là a segnare il peso di un paio di mesi prima: è il temuto effetto yo yo. Succede quando i buoni propositi non sono supportati da una strategia a lungo termine; per raggiungere l’obiettivo occorre non solo costanza ma anche traguardi chiari, con un regime alimentare adatto alle tre fasi del processo: l’inizio, la fase di mezzo e quello finale, di mantenimento.

La prima fase mira ad eliminare 4-5 chili in tre settimane, a questa ne segue una più leggera in modo da perdere 4 chili in un mese, e per non vanificare tutto, una fase di mantenimento con un regime ipocalorico.

Nella prima fase occorre seguire per tre settimane una dieta disintossicante; il calo del peso è maggiore perché un regime dietetico di questo tipo, oltre a stimolare il metabolismo, provoca una disintossicazione dell’organismo che si manifesta attraverso la diuresi; è importante anche non eccedere nelle porzioni

La dieta Max Planck

La cosiddetta dieta Max Planck è una di quelle diete dimagranti che si diffondono soprattutto attraverso il passa parola e, da qualche anno a questa parte, anche mediante internet. Al contrario di quanto potrebbe far crede il suo nome, non ha nulla a che vedere con il noto Istituto di ricerca tedesco Max Planck, che ha ritenuto addirittura di doverne prendere le distanze, e anzi in realtà non si sa molto sulle sue origini e su chi l’abbia realmente messa a punto.

D’altra parte la dieta di Planck non sembra avere alcun fondamento scientifico e, a differenza di altre, non si basa su alcun principio nutrizionale accertato. Piuttosto, si tratta di una dieta da fame che presumibilmente porta al dimagrimento solo in virtù di una drastica riduzione delle calorie giornaliere. Non a caso questa dieta promette un dimagrimento fino a 9 kg in due settimane, promessa che l’Associazione tedesca dei consumatori Stiftung Warentest definisce a dir poco illusoria.