Le diete più rischiose per la salute

Le diete improvvisate o quelle dette di tendenza possono essere molto pericolose. Un recente studio ha sottolineato come un regime alimentare scorretto metta a rischio la salute, esponendola potenzialmente al cancro, esattamente come fumare. Attenzione, quindi, mai fare il fai da te. Quali sono quindi le diete più rischiose?

Dieta zero, il regime dimagrante che elimina i carboidrati

La dieta zero è un regime alimentare che elimina i carboidrati e gli zuccheri. Molti conoscono questo regime alimentare come chetogeno, che è ovviamente un’alimentazione altamente proteica studiata appositamente per bruciare i grassi attraverso il processo di chetosi. Il metodo Dieta Zero prevede una moderata  attività fisica, particolare attenzione per il bioequilibrio e relax dei  soggetti e alcune fondamentali abitudini come la selezione dei tipi di alimenti da prediligere e la ripartizione degli stessi in almeno 4 pasti  quotidiani.

La regina delle diete dimagranti è la Low Carb

Le diete più famose e popolari sono le migliori. Non è una teoria del team di Dietaland, che sostiene la Dieta Mediterranea, ma dei ricercatori della Mc Master university di Hamilton, Ontario, che uno studio pubblicato sul Journal of the American medical association (Jama) hanno messo a confronto i risultati di circa 50 studi condotti su 7.300 persone di 46 anni in sovrappeso o obese.

Dieta dell’astronauta, regime dimagrante low carb

Non lasciatevi ingannare dal nome: la dieta dell’astronauta non ha niente a che vedere con voli nello spazio né con l’alimentazione degli astronauti. Si tratta di una dieta low carb molto spesso indicata come iperproteica ma in realtà non propriamente tale. Quel che è sicuro è che si tratta di una dieta dove il consumo di carboidrati è altamente sconsigliata.

La dieta Marazziti

Come avrete potuto notare, la gran parte delle diete dimagranti delle quali si trova notizia sul web proviene da oltreoceano: la Scarsdale, la Atkins e così via sono infatti tutti programmi alimentari elaborati da medici statunitensi. Si tratta in genere di diete cosiddette low carb o iperproteiche, fondate cioè sul consumo di proteine, e grassi, a scapito dei carboidrati. La dieta della quale stiamo per parlarvi adesso è invece molto diversa dalle solite: si tratta della dieta Marazziti, tutta italiana e bilanciata.

Messa a punto dalla dottoressa Paola Marazziti, endocrinologa romana che si occupa di cura dell’obesità sin dagli anni ’70, la dieta Marazziti è una dieta povera di grassi saturi centrata soprattutto sul consumo di cibi ricchi di iodio in grado di attivare il metabolismo. Fra questi soprattutto il pesce, che rappresenta, in questo regime alimentare, l’alimento privilegiato in assoluto.

Nel corso del programma dietetico, elaborato individualmente, i carboidrati possono essere consumati soprattutto nella prima parte della giornata e risulta molto ridotto il consumo di carni rosse, sostituite quasi interamente dalle bianche. Al contrario di molte altre diete, nella Marazziti non compaiono con molta frequenza minestroni e zuppe di verdure; questo per evitare gonfiori e ritenzione idrica causate dal rallentato metabolismo dell’acqua (eventualità che riguarda soprattutto le donne sopra i 40 anni) che, per lo stesso motivo, va bevuta solo nelle quantità desiderate.

La dieta I love New York

La dieta I love New York, nota anche come dieta New York, è stata messa a punto da David Kirsch, personal trainer delle più acclamate dive di Holliwood. Inutile dire che si tratta dell’ennesima dieta low card che promette un dimagrimento fino a sei kg e una riduzione del girovita di 10 cm in sole due settimane. Per ottenere lo scopo è richiesta però un’enorme forza di volontà, si tratta infatti di una dieta molto restrittiva.

Il programma alimentare si articola in tre fasi per la durata di un mese: durante la prima fase (prima e seconda settimana di dieta) sono vietati pane, pasta, patate, alcolici, frutta secca, dolci, fritture, latticini e caffè. Via libera invece a petto di pollo, funghi, albume di uovo, verdure a foglia verde e frutta (300 grammi al giorno). In questa fase l’apporto calorico giornaliero si aggira intorno alle 800-1000 calorie.