Il sushi fa ingrassare: attenzione alle calorie di questo piatto

 Amanti del sushi e della cucina giapponese? Attenti alle calorie! È questo il monito lanciato dalla dietista e scrittrice inglese Rachel Beller: il sushi non sarebbe un piatto light come spesso viene considerato ma una vera e propria bomba calorica ricca di zuccheri, di carboidrati e, molto spesso, di sale.

La dieta giapponese

Tra le diete più in voga in questo periodo c’è la dieta giapponese che promette di far perdere due chili in una settimana e di assicurare salute e forma fisica senza dover rinunciare al cibo. Di sicuro starete pensando alla dieta giapponese come ad un regime alimentare a base di alghe e pesce crudo, in realtà non è così, in quanto è una dieta piuttosto varia e di sicuro ricca di nutrienti: basti pensare che la popolazione giapponese è quella che ha meno problemi di obesità e il più alto tasso di longevità.

Il cibo giapponese è leggero e aromatico, a base di ingredienti ricchi di antiossidanti e con pochi grassi. I piatti della cucina giapponese vengono preparati con molta cura, le porzioni non devono essere mai abbondanti ma gustose, e il cibo va assaporato e mangiato lentamente.

I capisaldi della dieta giapponese sono il riso, che è anche la fonte di carboidrati più importante, il pesce, la soia, la frutta, la verdura, alghe e funghi giapponesi: insomma un mix di alimenti ricchi di antiossidanti, acidi grassi Omega 3 e fitoestrogeni. A parte questi cibi base, sono molto consumati anche spezie, aromi, germogli, cavolo e insalate a foglia verde, mentre sono assunti con molta parsimonia il pesce grasso, la carne rossa e i condimenti elaborati.

Cucina etnica: ecco i pro e i contro

I sondaggi parlano chiaro: sempre più italiani scelgono la cucina etnica; i motivi sono molteplici: c’è chi vuole provare nuovi sapori e chi apprezza i piatti provenienti da lontano; ma per la linea e la salute come si colloca la cucina etnica?

Come in quella italiana, non tutti i piatti delle varie cucine esotiche o orientali sono uguali, alcuni sono troppo grassi, alcuni poco digeribili, e altri, invece, possono essere consumati senza problemi. Vediamo quali sono i pro e i contro dei piatti più famosi delle cucine etniche maggiormente apprezzate dagli italiani.

La cucina cinese

La cucina cinese è senza dubbio quella più diffusa in Italia e a differenza di quello che si pensa non è neanche così dannosa per la linea, basta saper scegliere; quindi via libera ai piatti cucinati al vapore, come i ravioli, oppure alle preparazioni non pesanti come il riso alla cantonese, il pollo all’ananas e i gamberetti ai funghi. Ovviamente sono da escludere i cibi fritti, che sono troppo grassi, e piatti eccessivamente elaborati come il maiale in agrodolce che è troppo calorico.

Alga kombu: una fonte naturale di sali minerali

Nella cucina orientale, e in particolar modo in quella giapponese, un posto importante nell’alimentazione quotidiana lo rivestono le alghe, che vengono considerate come le “nostre” verdure, cioè possono essere consumate come accompagnamento di alcuni piatti, sia da sole. A differenza delle verdure, però, le alghe contengono più sali minerali, derivati dalla loro origine marina, e quindi particolarmente indicate nella dieta degli sportivi.

Oggi scopriremo in benefici di un’alga molto diffusa, e cioè l’alga kombu, che è un’ottima fonte di iodio, carboidrati e proteine. Con il nome di alga kombu, diffusa soprattutto nella cucina giapponese, si intendono una serie di alghe brune appartenenti al gruppo delle laminarie, che crescono sotto la superficie dell’acqua. L’alga kombu viene molto usata in cucina per insaporire i cibi oppure come accompagnamento come fosse una normale verdura.

L’alga kombu è ricca di minerali, soprattutto di ferro, calcio, magnesio e iodio, tanto che viene raccomandata durante i trattamenti contro l’artrite, in caso di iper e ipotensione, nelle malattie  tiroidee e cardiovascolari.