Crudismo, i pro e i contro

Il crudismo è un regime alimentare che, complice l’estate con le sue alte temperature, nei mesi più caldi tende a tornare drasticamente di moda: scopriamo insieme i suoi pro e i suoi contro per verificare che si adatti realmente alle nostre esigenze.

Dieta senza muco, il regime alimentare per mantenersi in salute

La dieta senza muco non è una dieta dimagrante, come siamo abituato a pensare alcuni regimi alimentari. È più una terapia ed è stata studiata nel secolo scorso dal professore Arnold Ehret al fine di favorire una guarigione in assenza di dolore attraverso un processo naturale. Il corpo dovrebbe essere messo nelle condizioni di rigenerarsi da solo.

Kate Middleton abbandona la Dieta Dukan per il crudismo

Poco prima delle nozze, ormai tre anni, Kate Middleton è stata testimonial indiretta di quella che possiamo definire la dieta dell’ultimo decennio, la Dukan. La futura Regina ha infatti perso peso con il regime nutrizionale iperproteico studiato da Pierre Dukan, considerato estremamente dannoso. Dopo di lei, tantissime altre star si sono rimesse in forma così, alcune raggiungendo il mite dell’anoressia. Ora la duchessa di Cambridge ha scelto un altro regime alimentare.

Raw for Love a Milano, l’evento-show di alta cucina crudista per aiutare i bambini malati

Il crudismo è una tendenza alimentare molto diffusa e deriva dalla dieta vegetariana. Consiste nel consumare cibo crudo, quindi non cotto, non riscaldato e non proveniente da lavorazioni che possono danneggiarne la qualità ma anche la naturalezza. Il primo dicembre Milano ospita un grande evento culinario. Si tratta di Raw for Love, workshop che coinvolge circa un centinaio di partecipanti studiato per far conoscere la cucina crudista gourmet e sostenere l’associazione Dynamo Camp.

La dieta della frutta di stagione

Con un piano alimentare che preveda solo frutta di stagione è possibile perdere peso in due, massimo tre settimane ed eliminare scorie e tossine dall’organismo. Quella della frutta è una dieta povera di calorie e quindi è l’ideale per chi vuole perdere peso ma anche per chi desidera depurare e disintossicare l’organismo, consentendogli così una graduale eliminazione di liquidi.

La particolarità inoltre sta nell’essere una specie di dieta “crudista” che permette l’ottimale assorbimento di vitamine e minerali. Fate attenzione però: non essendo molto equilibrata dal punto di vista nutrizionale (ha infatti pochissime proteine, mentre una dieta bilanciata dovrebbe essere costituita dal settancinque/ottanta per cento di frutta, il dieci/venti per cento di verdure (molto importanti sono quelle a foglia verde)  e una quantità di proteine pari a circa il quindici/venti per cento dell’apporto calorico giornaliero) , non andrebbe seguita continuativamente per più di venti giorni.

Dieta vegetariana e carenze nutrizionali

Appena ieri vi abbiamo parlato dei benefici per la salute ottenibili osservando uno stile alimentare di tipo vegetariano; oggi invece faremo il punto sulle eventuali carenze nutrizionali cui si potrebbe incorrere escludendo dalla propria dieta carni, pesci e persino, nella dieta latto-vegetariana e vegana, i loro derivati.

Le carenze più frequenti in una dieta vegetariana sono quelle di ferro, calcio e vitamine D e B12; ma mentre la carenza di ferro riguarda tutti i vegetariani, quella di calcio riguarda soprattutto chi segue una dieta vegan, che, come abbiamo già visto, prevede l’esclusione dalla dieta anche dei cibi derivati da animali quali latte e uova.

Tuttavia, poichè le fibre e altre sostanze presenti in abbondanza nei vegetali limitano l’assorbimento intestinale di calcio è fondamentale anche per chi segue una dieta vegetariana meno estrema assicurarsi che l’apporto giornaliero di calcio sia sufficiente, mentre i vegan dovranno necessariamente ricorrere a integratori alimentari che contengono questo minerale. Sempre l’esclusione di latte e latticini espone i vegani al rischio di carenza di vitamina D.

I rischi del cibo crudo

Tutti pazzi per sushi, sashimi e carpaccio; la moda del raw food, della quale vi abbiamo parlato più volte, dilaga anche in Italia. Tuttavia, se è vero che il cibo crudo conserva intatto il proprio contenuto di vitamine, sali minerali, sostanze antiossidanti, enzimi e oligoelementi, tutte sostanze che normalmente vanno incontro a un processo di degradazione con la cottura, è altrettanto vero che esistono dei rischi legati al suo consumo ed è fondamentale tenerli sempre ben presenti.

Gli svantaggi del crudismo sono infatti legati al rischio di contrarre le infezioni dovute a batteri patogeni come listeria, escherichia coli e salmonella; tutti inconvenienti che neppure la marinatura è in grado di scongiurare. Piuttosto per salvaguardare la nostra salute a tavola occorre prediligere la freschezza degli alimenti che acquistiamo e rispettarne le norme igieniche di conservazione.

Verdure

Le verdure devono essere fresche ed integre all’acquisto; è buona norma consumarle entro pochi giorni perchè, come è facile immaginare, si deteriorano piuttosto facilmente. Naturalmente vanno lavate con estrema cura, meglio se con l’aggiunta di bicarbonato.

Living food e raw food, mangiare crudo per vivere meglio?

Da dove poteva arrivare se non dagli Stati Uniti l’ennesima trovata in fatto di nutrizione? Stavolta si tratta del living food, una sorta di variante/evoluzione del raw food che prevede, oltre alla cottura dei cibi a bassissima temperatura, l’eliminazione completa di alcune categorie di alimenti dalla dieta; due sono infatti i principi sui quali si basa questa filosofia alimentare:

  • Cottura dei cibi a temperatura non superiore a 42.2°
  • Osservanza di una dieta rigorosa e naturale

La cottura, prerogativa del genere umano, viene di fatto considerata dai “consumatori di cibo vivo” la causa delle malattie e dei disturbi più svariati poichè rappresenta un processo di completa distruzione dei nutrienti (soprattutto proteine, vitamine e sali minerali) contenuti nei cibi che li rende oltretutto tossici; a provarlo, assicurano i crudisti, sarebbe l’aumento di globuli bianchi nel sangue che segue appunto l’assunzione di cibi cotti con il conseguente indebolimento delle difese immunitarie; ed è proprio per questo motivo che mangiare cibi crudi aiuterebbe a mantenersi non solo più sani, ma anche più attivi e concentrati.

Dieta Bircher Benner, agli albori del crudismo

La dieta Bircher-Benner si basa sul consumo di alimenti, per lo più frutta e cereali, crudi. Fu ideata alla fine dell’800  dal medico svizzero Maximilian Bircher-Benner, che possiamo definire un pioniere della terapia nutrizionale dei disturbi fisici e che la praticava costantemente nella sua famosa clinica. Secondo Bircher-Benner infatti la cottura altera inevitabilmente ed irrimediabilmente la qualità nutrizionale dei cibi con conseguenze notevoli sul nostro stato di salute.

E’ d’altra parte è vero che il calore degrada in gran parte tanto le vitamine, presenti infatti soprattutto negli alimenti vegetali crudi, quanto i sali minerali e gli enzimi, responsabili del processo digestivo, presenti nei cibi mentre i vegetali crudi e freschi mantengono inalterato il loro contenuto di questi nutrienti. Come accennato, questo tipo di dieta è basato sul consumo di frutta, verdura e cereali insieme a legumi freschi, semi, frutta secca, erbe, funghi e alcuni tipi di formaggi. Questi ultimi però sono esclusi nelle forme più estreme di dieta crudista, insieme alla carne e alle uova.

Crudismo: i pro e i contro di questa scelta alimentare

D’estate il piatto freddo è vincente: insalatone, pinzimoni, ma soprattutto carne e pesce crudi vanno alla grande, senza contare che quella di mangiare i cibi senza ricorrere alla cottura è una moda consolidata. Così dopo il classico carpaccio e il modaiolo sushi, sta prendendo piede il cosiddetto raw food o crudismo. Adottato da molte star hollywoodiane, questo regime alimentare è sempre più apprezzato anche in Italia e prevede un menù a base di verdura, ortaggi, frutta, germogli, alghe, legumi, yogurt e a volte pesce e carne consumati rigorosamente crudi o al massimo cotti a bassissima temperatura, cioè non oltre i 60 gradi.

A parte le mode, non sempre le crudités sono la scelta alimentare più giusta, vediamo insieme tutti i pro e i contro.

Il carpaccio di carne si ottiene con la polpa di manzo tagliata a fettine sottile e condita con olio e limone, più altri ingredienti a piacere; anche le tartare vengono preparate con lo stesso taglio di carne, ma sono tritate più grossolanamente e possono essere condite con prezzemolo, capperi, torlo d’uovo, senape o altre salse. Il pro di carpacci e tartare consiste nel fatto che la polpa di manzo è magra, perciò apporta poche calorie, fornendo anche un’ottima dose di proteine, ed è l’ideale per fare il pieno di minerali, in particolare di ferro, zinco, fosforo e selenio.