Pasta: perchè consumarla durante la dieta

di Redazione Commenta

Una corretta alimentazione deve prevedere l’assunzione giornaliera di carboidrati che devono costituire almeno il 55% dei nutrienti consumati quotidianamente. Durante una dieta ipocalorica spesso si commette l’errore di eliminare la pasta, pensando che il dimagrimento possa essere più incisivo. Ci si dimentica però che i carboidrati contenuti nella pasta sono tra gli elementi che apportano energia al nostro organismo che, in assenza di questi, dovrà procurarsi energia sufficiente per svolgere le proprie attività.

Quando l’organismo registra una riduzione di energia mette in atto una serie di processi utili a questo scopo, in assenza di carboidrati l’energia necessaria viene recuperata dalle proteine dei muscoli. Questo “prestito energetico” fa si che il dimagrimento interessi maggiormente la massa magra del nostro corpo e non venga intaccata la massa grassa. 

Eliminare la pasta può comportare per il corpo una riduzione di benefici e vantaggi quali energia e senso di sazietà. Gli alimenti che contengono carboidrati, infatti, hanno tra i loro vantaggi quello di dare un senso di sazietà che dura a lungo: gli zuccheri forniscono energia e gli amidi riempiono lo stomaco e contrastano il senso di fame anche per molte ore.

Mangiare un’insalata senza pane, infatti, fa venire fame dopo pochissimo tempo e il rischio potrebbe essere il continuare a mangiare lontano dai pasti per sopperire a questa fastidiosa sensazione di vuoto allo stomaco. Di seguito vi presentiamo le calorie per 100 grammi di prodotto:

  • Pasta fresca: 265 calorie;
  • Pasta fresca all’uovo: 270 calorie;
  • Pasta integrale: 335 calorie;
  • Pasta di semola: 365 calorie;
  • Pasta all’uovo: 368 calorie.

Per concludere, vorrei evidenziare due aspetti: il primo è legato ai condimenti,  infatti, ciò che fa ingrassare non è la pasta ma i condimenti che scegliamo di utilizzare. In secondo luogo è utile ricordare che è bene evitare di consumare la pasta alla sera perchè gli zuccheri apportati da questo alimento non avendo il tempo e il modo per essere “bruciati” si trasformano in cellule di grasso.

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