La dieta dei giorni alterni

Secondo una recente ricerca dell’Università dell’Illinois, sarebbe possibile perdere peso adottando un regime alimentare che alterni giorni di dieta restrittiva, a giorni di normale alimentazione; per tradurla in calorie si potrebbe parlare di giorni in cui l’apporto calorico previsto è di 900 calorie, e di giorni in cui si può arrivare a 1.200, sempre mantenendo un’alimentazione equilibrata.

La ricerca dell’Università dell’Illinois, che si basa sul fatto che le diete monotone e restrittive sono destinate a fallire, è stata condotta su un campione di persone in sovrappeso che per 8 settimane hanno seguito la dieta dei giorni alterni; i risultati sono stati sorprendenti: i volontari hanno perso ben 6 chili, oltre ad aver migliorato la pressione arteriosa e ad aver ridotto il livelli di colesterolo cattivo.

Sicuramente il pregio più grande di una dieta a giorni alternati è quello di rompere la monotonia di un’alimentazione ipocalorica, ma anche quella di soddisfare la “voglia” di una piccola trasgressione senza vanificare i sacrifici di intere settimane. Tra i detrattori di questo regime dietetico ci sono coloro che dicono che una dieta a giorni alterni può provocare dei disturbi del comportamento alimentare e più precisamente quello relativo all’alimentazione incontrollata che si manifesta con delle abbuffate 3 o 4 volte alla settimana, intercalate da giorni di quasi digiuno.

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L’alimentazione contro i malesseri primaverili

Proprio in primavera, ovvero nel periodo in  cui la natura si risveglia, molte persone si sentono stanche, apatiche e hanno difficoltà a concentrarsi; niente paura, questi sintomi sono dovuti al fatto che l’organismo deve adattarsi al cambio di stagione.

Per fortuna esistono dei piccoli accorgimenti che permettono di alleviare questi malesseri; quelli più importanti sono sicuramente legati all’alimentazione e più precisamente dall’assunzione di integratori che permettano di apportare vitamine e sali minerali, dei micronutrienti che aiutano l’organismo ad adattarsi ai cambiamenti.

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Arachidi, calorie e valori nutrizionali

arachidi calorie

I semi di arachide, noti anche come noccioline americane, sebbene molto calorici e ricchi di grassi (soprattutto acido oleico) rappresentano un alimento molto valido sotto il profilo nutrizionale: contengono infatti discrete quantità di proteine, fibre, minerali quali zinco, magnesio, potassio, fosforo, manganese, rame e vitamine; sono inoltre privi di colesterolo e contengono modeste quantità di sodio, a meno di non essere salati dopo la tostatura, vantano un buon contenuto di polifenoli (soprattutto resveratrolo), utilissime sostanze antiossidanti, e rappresentano un’ottima fonte di coenzima Q10 al pari di soia e spinaci.

Tuttavia, il loro elevato apporto calorico (596 kcal per 100 grammi di prodotto), unito al considerevole contenuto di grassi, ne rende consigliabile un consumo moderato nell’ambito di una dieta ipocalorica e in caso di ipertrigliceridemia. Infatti, anche se si crede piuttosto difficile arrivare a consumare 100 grammi di arachidi in un solo pasto, occorre tener presente che quando queste sono accompagnate da una bibita fresca o da un aperitivo si può arrivare a trangugiarne quantità considerevoli.

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Torna di moda la camomilla

Messa in ombra dalle molte erbe in uso oggi nella fitoterapia, torna a far parlare di sé la camomilla, l’antico rimedio per prendere sonno, per calmare gli animi agitati, per attenuare crampi e dolori mestruali. La camomilla torna in auge dopo che un recente studio, condotto con analisi avanzate, ne ha evidenziato le proprietà curative.

La ricerca sugli effetti metabolici della camomilla, pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, è stata condotta su un campione di quattordici volontari, sette uomini e sette donne, che per due settimane consecutive hanno bevuto cinque tazze di camomilla al giorno.Per sei settimane sono stati raccolti dei campioni di urine, iniziando due settimane prima dell’inizio dell’assunzione di camomilla e proseguendo nelle due successive. Il profilo dei metaboliti presenti è stato rilevato usando la spettroscopia a elevata risoluzione insieme con metodi chemiometrici.

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Per dimagrire non basta solo la dieta, serve anche lo sport

Nei nostri post abbiamo sempre puntualizzato il fatto che la dieta da sola non basta a perdere peso, in quando ad essa va associata l’attività fisica; ora la conferma arriva anche dalla scienza e più precisamente da una ricerca dell’Oregon Health & Science University (OHSU) e pubblicata dall’American Journal of Physiology – Regulatory, Integrative and Comparative Physiology.

Il team di esperti, diretti dalla dottoressa Judy Cameron, ha condotto la ricerca su 18 femmine di macaco rhesus; per alcuni mesi le scimmie hanno ricevuto un’alimentazione ricca di calorie che successivamente è stata ridotta del 30%; inoltre, gli animali sono stati dotati di collari elettronici per monitorarne peso e attività fisica. Secondo gli scienziati non è stata registrata una perdita di peso significativa, mentre l’attività fisica è diminuita dopo l’inizio del regime a alimentare con poche calorie.

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Mirtilli, il frutto ideale per chi fa jogging o palestra

I mirtilli possono proteggere i muscoli dai danni dati dall’esercizio fisico e non solo. Gli antiossidanti in essi contenuti, infatti, non solo proteggono dallo stress ossidativo, dai radicali liberi e via discorrendo ma, secondo un nuovo studio condotto da un team di ricercatori neozelandesi, anche dallo stress da esercizio fisico. Pubblicato sulle pagine della rivista Molecular Nutrition & Food Research, lo studio mostra come l’estratto di mirtilli abbia ridotto significativamente i danni alle cellule indotti dall’esercizio fisico intenso.

Il dott. Roger Hurst e i colleghi del New Zealand Institute for Plant and Food Research, hanno esposto fibre muscolo-scheletriche in formazione a composti, concentrazioni di ionoforo del Calcio, che provocassero il tipo di stress indotto dall’esercizio fisico, e stress ossidativo, dato dal perossido d’idrogeno. Allo stesso tempo le fibre muscolari sono state esposte a varie concentrazioni di estratti di frutta.

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Polpettone vegetariano da 445kcal a persona

Il bello del polpettone è che lo si può davvero preparare come si preferisce, lasciando spazio alla propria fantasia e usando svariati ingredienti, anche esclusivamente di origine vegetale. In questa ricetta, ad esempio, la carne macinata non è presente per niente, mentre ne fanno le veci sia la purea di ceci sia il cous cous, ed entrambi, oltre a essere saporiti, si prestano bene a dare la giusta consistenza al composto. La verdura è rappresentata dai fagiolini, ma nulla vieta di sostituirli con altri vegetali, a propria discrezione e piacimento.

Ovviamente non si può fare a meno dell‘uovo, che ha il compito di fungere da “collante” tra tutti gli ingredienti. È importante lasciare intiepidire questo polpettone prima di affettarlo, perché così gli ingredienti si amalgamano meglio tra loro e le fette risultano più compatte e precise.

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Frutta di primavera, le fragole

Esattamente come le ciliegie, delle quali vi abbiamo parlato appena ieri, anche le fragole rappresentano un frutto gustoso e ricco di nutrienti che fa la propria comparsa sulle nostre tavole all’incirca intorno al mese di maggio. Ricche di vitamina C (ne contengono il 50% in più rispetto alle arance) e fibre le fragole hanno un basso di contenuto di sodio e apportano appena 27 calorie (valore medio) per 100 grammi di prodotto.

Le prime ad essere consumate in primavera (sono reperibili già nel mese di aprile) sono le cosiddette fragoline di bosco le quali hanno all’incirca le stesse calorie delle varietà più grandi, dette fragole da campo. In ogni caso, si tratta di un alimento versatile che trova ampio impiego per la preparazione di dolci, creme, marmellate e conserve ma è ottimo soprattutto consumato fresco, tanto più che solo così si può godere appieno del suo gusto e delle sue qualità nutritive, disintossicanti e diuretiche (le fragole sono ricche di potassio).

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La buccia della mandorla fa bene all’intestino

Vi piacciono le mandorle, ma prima di mangiarle togliete la buccia? Meglio di no. Oltre a perdere un po’ di sapore, si può perdere un’azione benefica per l’intestino, ovvero l’effetto probiotico, che favorisce lo sviluppo e la crescita dei batteri buoni. E’ stato scoperto infatti che la buccia delle mandorle è benefica quanto le mandorle stesse. Lo afferma un nuovo studio condotto dalla dott.ssa Giuseppina Mandalari insieme ai colleghi dell’Institute of Food Research, IFR, di Norwich, nel Regno Unito.

Sfogliando le pagine della rivista scientifica Microbiology Letters, della Federation of European Microbiological Societies, meglio nota come FEMS, sulla quale sono stati pubblicati i risultati dello studio, è infatti possibile apprendere che la buccia delle mandorle produce un aumento significativo della popolazione dei batteri intestinali buoni, tra cui i Bifido batteri, Clostridium coccoides ed Eubacterium rectale.

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Polpettone ipocalorico con patate e piselli

Il polpettone di carne, variante “maxi” delle polpette, è un piatto gustoso e completo, piuttosto semplice da preparare e che per di più si può de­clinare in base a ciò che c’è in frigori­fero e alle varie stagioni dell’anno, va­riando gli ingredienti secondari, mentre quello principale è quasi sem­pre la carne macinata. Però il polpettone può anche essere un’arma a doppio taglio perché nel tentativo di arricchirlo per personalizzarlo o ren­derlo appetitoso e invitante, si può correre il rischio di portare in tavola un secondo piat­to dove le calorie vanno alle stelle.

 I danni maggiori si producono quando, come ingre­dienti, si utilizzano gli avanzi di carne o ve­getali già precedentemente cotti e conditi, facendo impennare in maniera eccessiva il carico calorico. Per fortuna, basta fare un po’ di attenzione e non eccedere con i con­dimenti e le varie aggiunte per scongiurare questo pericolo e realizzare comunque una portata stuzzicante. Ecco una versione più leggera del polpettone, che però non toglie niente né al gusto finale né alla consistenza, il polpettone con patate e piselli.

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Frutta di primavera, le ciliege

Con la primavera in arrivo aumenta la varietà di frutta e verdura che è possibile portare in tavola e fra non molto (verso maggio precisamente) sarà tempo di ciliegie. Ci sembra dunque proprio questo il momento ideale per approfondire un po’ la conoscenza di questo delizioso frutto, amato persino dai bambini, e amico di linea, bellezza e salute. Forse infatti non tutti sanno che la ciliegia, oltre ad avere un sapore gradevolissimo, è ricca di flavonoidi, sostanze anti-ossidanti utili per combattere i radicali liberi e contrastare quindi l’invecchiamento precoce, e contiene buone quantità di fibre, sali minerali quali potassio, calcio, fosforo e vitamine, soprattutto A e C.

Il frutto fresco inoltre ha azione depurativa e disintossicante e, grazie al contenuto di acido malico, favorisce la digestione degli zuccheri e l’attività del fegato. Alle proprietà appena descritte si aggiungono poi proprietà lassative e diuretiche che la rendono utilissima in caso di stipsi e gonfiore addominale e, insieme all’elevato potere saziante, indicata nell’ambito di una dieta ipocalorica.

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Il the previene il cancro ovarico

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Il cancro alle ovaie si ritiene sia al secondo posto tra le neoplasie maligne ginecologiche più diagnosticate. Tra tutte queste è quella segnata da un maggiore indice di mortalità. Ne viene interessata circa 1 donna su 70 in peri-menopausa o post-menopausa e la prevenzione è un fattore molto importante, se non fondamentale. Tra le diverse possibilità di agire in modo preventivo pare ci sia anche il semplice bere una tazza di the nero o di the verde.

Ad affermarlo è uno studio condotto dai ricercatori dell’University of Washington che ha analizzato lo stile di vita di circa 2.000 donne di varia estrazione sociale e impiego lavorativo. Grazie ai dati raccolti è stato scoperto che le donne che bevono almeno una tazza di the verde al giorno hanno il 54% di riduzione del rischio di sviluppare il cancro ovarico rispetto a quelle che non lo bevono.

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I condimenti light della dieta zen

Ieri vi abbiamo illustrato i benefici della dieta zen, un regime alimentare proveniente dall’Oriente che promette, oltre a far perdete due chili in una settimana, di restituire benessere ed energia dopo i grigiori dell’inverno.

Una parte importante della dieta zen è data dai condimenti, che servono a dare sapore ai piatti e a renderli più gradevoli; la prima regola è che non devono essere grassi o eccessivi: quindi dimenticate il burro e usate con parsimonia anche l’olio, che comunque deve essere rigorosamente d’oliva. La cucina orientale propone dei condimenti che, oltre ad essere saporiti, sono anche leggeri; vediamoli insieme.

Il posto d’onore spetta alle erbe aromatiche, che aggiungono poche calorie ma tanto gusto, stimolano la digestione e contrastano l’accumulo di tossine; il gomasio è un prodotto di origine giapponese molto usato nella cucina asiatica a base di sale marino e semi di sesamo tostati e tritati, a volte arricchito con le alghe.

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Griffonia bruciagrassi scacciafame

griffonia

I semi maturi della griffonia contengono grandi quantità di 5-HTP (5-Idrossi triptofano), un diretto precursore del neurotrasmettitore serotonina, uno dei principali mediatori e regolatori del tono dell’umore, del sonno e della fame. Gli estratti di questi semi sono quindi usati in caso di ansia, depressione, insonnia e fame nervosa. Nella medi­cina popolare africana è impiegata come afrodisia­co e nei disturbi gastrointestinali.

La forma più concentrata dell’estratto di griffonia è l’estratto secco, in genere titolato al 10-20% di 5-HTP. Esistono anche forme con maggiore concentrazione, per esempio al 97-98%, ma queste sono destinate a un impiego sotto controllo medico. I semi della Griffonia simplicifolia, grazie al loro contenuto di 5-HTP, placano la fame nervosa, spesso legata a stati depressivi e ansiosi, e caratterizzata da uno smodato desiderio di carboidrati che, se in eccesso, portano a sovrappeso.

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Chewing-gum? Riduce ansia e stress

ChewingumUna ricerca ha recentemente dimostrato che il chewing-gum sembra aiutare a ridurre lo stress e la tensione e sembra favorire la concentrazione, oltre a dare una sensazione di benessere generale. Uno studio apparentemente bizzarro, condotto da un valido gruppo di ricercatori della Swinburne University di Melbourne, in Australia, e presentata al decimo congresso internazionale di medicina comportamentale, ha infatti indagato sul rapporto tra gli effetti prodotti dalla masticazione del chewing-gum e lo stress.

Ben 40 volontari con età media di 22 anni sono stati sottoposti ad una serie di test con alcune piattaforme multi tasking, chiamate Defined Intensity Stressor Simulation, che avevano lo scopo di indurre stress, durante i quali i ricercatori hanno valutato le prestazioni e il livello del senso di ansietà dei giovani con e senza il chewing-gum.  Il risultato è stato talmente netto da lasciare stupiti gli stessi ricercatori. Masticare il chewing-gum, soprattutto la variante senza zucchero, sembra ridurre il livello di ansia, aumentare la concentrazione e migliorare le performance mentali di circa il 50%.

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La dieta zen

L’arrivo della primavera spinge inevitabilmente a pensare all’ormai prossima prova costume e alla dieta da attuare per arrivare in forma a questo temutissimo appuntamento. Ancora una volta un aiuto arriva dall’oriente che mette insieme tutti i suoi millenari segreti di alimentazione e benessere per creare una dieta che promette di far perdere due chili in una settimana, ovvero la dieta zen.

La primavera è il periodo ideale per dire addio a tossine e chili di troppo accumulati durante l’inverno, e in effetti il regime alimentare zen punta su piatti in grado di tonificare la silhouette e di riequilibrare emozioni ed energia.

Non solo dieta; secondo la medicina tradizionale orientale, per perdere peso, oltre ad una giusta alimentazione, è necessario fare una regolare attività fisica, in quanto il movimento aiuta a rafforzare gli obiettivi della dieta e ad eliminare più velocemente accumuli di adipe e tossine, e seguire un programma di agopuntura che serve a velocizzare la depurazione dell’organismo.

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Bagno anticellulite e antigrasso

Le essenze floreali non si usano solo per risolvere problematiche emotive o caratteriali: possono essere usate anche nei trattamenti dimagranti sfruttando un aspetto che il medico spagnolo Ricardo Orozco chiama principio transpersonale, vale a dire il tipo di energia espressa da un determinato fiore, il suo campo d’azione. Così ad esempio, se l’azione del fiore Chicory si esprime nel campo del trattenere, possiamo usare questo fiore ogni volta che abbiamo un problema di ritenzione idrica, sia immergendoci in un bagno ai fiori sia preparando una crema perso­nalizzata.

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L’importanza di mantenersi in forma tutto l’anno

Primavera, tempo di diete. Ma è davvero così? La risposta è senza dubbio affermativa se pensiamo che è proprio in questo periodo dell’anno che un po’ tutti vanno (andiamo) alla ricerca di un metodo semplice e indolore per scrollarsi di dosso il grigiore dell’inverno, ivi incluso quello dato dai chili di troppo accumulati a causa di sedentarietà e stravizi.

E’ così sui giornali e sul web è tutto un fiorire di diete di primavera, diete per superare con successo la prova costume, suggerimenti e consigli per sterminare l’odiosissima cellulite, ridare luminosità alla pelle e così via. Per non parlare poi del sovraffollamento registrato in questi mesi in palestre e strutture sportive di ogni genere. Tutto questo è un bene credo e d’altra parte noi stessi qui sul nostro blog ci siamo sempre prodigati per darvi delle indicazioni in questa direzione, pur mettendovi in guardia tanto dalle diete da fame quanto dai dannosi espedienti salva-linea dell’ultimo minuto.

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