La dieta anticellulite a base di frutta e verdura

di Tippi Commenta

Frutta e verdura sono le migliori alleate nella dura lotta alla cellulite, un problema che affligge moltissime donne, quasi il 90%. Chiaramente, non si tratta di una malattia grave, ma può comunque creare disagio quando si deve indossare il costume da bagno o degli abiti corti perché diciamolo, non è un bello spettacolo.

Secondo gli esperti, che si sono riuniti in occasione del convegno “La salute nel piatto” a Roma, la cosiddetta pelle a buccia d’arancia si può sconfiggere mangiando più frutta e verdura di stagione, almeno 1 chilo al giorno, distribuite in 5 pasti. Meno sale, condimenti poco elaborati e proteine magre (carni bianche, pesce, legumi) completano la “ricetta” anticellulite.

Nel dettaglio, la strategia per vincere la ritenzione idrica, nonché fossette e gonfiori (edemi) che tendono a formarsi sulla pelle di fianchi e glutei, ma anche sulle cosce e sull’addome, è quella di evitare dolci e latte a colazione, preferendo invece un panino farcito col prosciutto o condito con un filo d’olio extra vergine di oliva. A pranzo niente piatti elaborati, con condimenti fritti o soffritti e verdure a go go, mentre a cena carne o pesce, accompagnati da legumi e verdure crude. I pasti, inoltre, devono sempre iniziare con le verdure, a seguire il resto.

Come ha spiegato Pier Antonio Bacci, ocente di medicina estetica all’Università di Siena:

In 10 giorni i primi effetti apprezzabili, 30 giorni per un miglioramento evidente e in 4 mesi i risultati sono quelli sperati perché con questa dieta cala l’acidità e i tessuti si sgonfiano.

La cellulite, però, è molto di più di un banale inestetismo della pelle. Tecnicamente, infatti, viene definita una patologia del pannicolo adiposo, ovvero una degenerazione progressiva del tessuto sottocutaneo. In condizioni di normalità le cellule adipose, presenti naturalmente nel tessuto sottocutaneo, fungono da riserva di energia per l’organismo, quando perà si verifica una stasi del circolo venoso, questa riserva finisce col comprime i capillari sanguigni, che cominciano a trasudare il plasma. Il plasma s’infiltra nelle cellule provocando un’infiammazione del tessuto adiposo, innescando così un vero e proprio circolo vizioso.

Le cause all’origine della cellulite possono essere diverse, in primis bisogna considerare il fattore ormonale. Gli estrogeni, infatti, tendono a ritenere liquidi e a far accumulare grasso. Anche la componente ereditaria non è da trascurare. Spesso, se una madre ne soffre, anche la figlia ha “buone” probabilità di svilupparla. Ma ci sono anche altri fattori: la sedentarietà, le calzature non idonee, l’abbigliamento costrittivo, lo stress, alcune malattie (diabete, obesità), l’uso di anticoncezionali e l’alimentazione scorretta. Una dieta troppo acida, ovvero povera di proteine, vitamine, minerali e fibre, ricca di carboidrati semplici aumenta lo stato di infiammazione.

Al di là delle cause scatenanti, è chiaro che prima s’interviene, migliori saranno i risultati, soprattutto se la cellulite è al primo stadio, fase che si manifesta come gonfiore e senso di pesantezza. È un errore pensare che basti seguire una dieta drastica e sottoporsi ad estenuanti sedute in palestra per “debellare” la cellulite, questa patologia, infatti, si combatte su più fronti, a partire dall’alimentazione. Bisogna bere molta acqua, limitando il consumo di bevande alcoliche e prediligendo gli alimenti ricchi di ferro e vitamina C, che migliorano la circolazione sanguigna, gli alimenti integrali, che assorbono le tossine e quelli ricchi di potassio, che favoriscono il drenaggio dei liquidi.

Anche l’attività fisica, naturalmente, è importante, se fatta con regolarità e costanza, infatti, è un’ottima alleata per prevenire e combattere la cellulite. Anche i trattamenti anticellulite possono aiutare a limitare il fenomeno, soprattutto la pressoterapia e la mesoterapia, che stimolano il drenaggio dei liquidi in eccesso e tonificano la pelle. Se, invece, siete a caccia di rimedi casalinghi potete provare il fango alle alghe o al cacao.

Photo Credit| Thinkstock

 

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