Diabesità, la malattia del futuro

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L’epidemia del terzo millennio si chiama Diabesità. È un neologismo per raggruppare quelle persone che sono obese e/o diabetiche. Il problema è ancora più allarmante se si stima l’evoluzione che la diabesità potrebbe avere nei prossimi anni: il numero dei diabetici è, infatti, destinato a salire, a livello globale, dagli attuali 246 milioni a circa 380 milioni nel 2025. Questo il tema del convegno che si è svolto in questi giorni al Senato cui hanno partecipato la fondazione Adi e l’associazione Diabete Italia.

I dati che sono stati diffusi in quest’occasione hanno davvero mostrato una fotografia preoccupante: un italiano su due ha problemi di peso, con il 34,2% in sovrappeso e il 9,8% obeso. Un esercito di 4 milioni 700mila italiani obesi, cui fanno da contraltare i 4 milioni di italiani affetti da diabete. Il problema grave sta poi per quelle persone che oltre a essere in sovrappeso hanno anche la malattia, figlia ovviamente della situazione legata ai chili di troppo.

Da questo ciclo non sono esclusi neanche i bambini: sono, infatti, oltre un milione, i piccoli tra i 6 e gli 11 anni che superano abbondantemente il peso forma. Eppure per contrastare il problema ci vorrebbe solo un po’ più di educazione e attenzione. Prof. Giuseppe Fatati, presidente dell’ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) ha dichiarato:

Per impostare una corretta educazione alimentare e non incorrere nel rischio di fallimento è utile non demonizzare alcuni alimenti o bevande ma incidere positivamente e stabilmente sui comportamenti alimentari che sono un aspetto importante dello stile di vita dei pazienti.

Cosa significa? Prima di tutto non essere concentrati troppo sulle calorie del cibo. Non è solo quello che incide sul peso e sulla salute. Piuttosto è importante sapersi orientare nel modo giusto nella scelta di carboidrati, proteine e grassi pur considerando le abitudini e le esigenze poste dalla quotidianità, come la pausa pranzo.  Inoltre non focalizziamoci su quelle che ci sembrano diete innovative (come le mono alimenti).

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