Dieta Dukan, come combattere la stitichezza

Uno degli “effetti collaterali” delle diete iperproteiche, come ad esempio la dieta Dukan, è quello di soffrire di stitichezza, un disturbo molto fastidioso che provoca gonfiori e costipazione. Perché molte persone soffrono di stitichezza quando seguono una dieta iperproteica? Cosa si può fare per combattere questo disturbo? Scopriamolo insieme dopo il salto

Benefibra: come funziona e controindicazioni

Le fibre alimentari, pur non essendo dei veri e propri nutrienti, sono importantissime per la nostra salute: riducono l’utilizzo delle calorie e dei grassi; aumentano il senso di sazietà, migliorano il transito intestinale, ci proteggono dalle escursioni di glicemia e da malattia come stitichezza, colite, diverticolosi, ecc. Il fabbisogno giornaliero è pari a 20-35 g, di cui 2/3 di fibre solubili e 1/3 di fibre insolubili.

Vincere la stitichezza e il sovrappeso con i frullati

I frullati sono un’arma preziosa contro i chili di troppo, ma anche contro la stitichezza, un problema spesso connesso con il sovrappeso. Una dieta ricca di fibre e di vitamine, accompagnata da tanta acqua e un po’ di sano movimento sono il segreto per avere una forma invidiabile.

Per eliminare più facilmente l’adipe e i ristagni di liquidi, occorre soprattutto fare scorta di bioflavonoidi, di cui l’uva, la melagrana e i mirtilli sono particolarmente ricchi, di vitamine A, C, ed E, ma anche di vitamine del gruppo B, che favoriscono la salute dell’intestino e aiutano a prevenire gli attacchi di fame aumentando il senso di sazietà.

Trattamenti di Idroterapia per ritrovare l’equilibrio dell’organismo

 L’Idroterapia è un trattamento che utiliza i poteri dell’acqua per donare al corpo un benessere psico-fisico globale. Essa stimola le funzioni naturali nell’organismo attraverso i benefici che derivano da un particolare uso dell’acqua. Tra i trattamenti di idroterapia maggiormente utilizzati abbiamo:

  • la doccia scozzese effettuata con getti di acqua fredda e il successivo calore di un telo da bagno scaldato. Questo trattamento è particolarmente indicato per stimolare la circolazione e purificare la pelle;
  • la talassoterapia che utilizza l’acqua di mare per curare problemi circolatori, problemi di pelle e alle articolazioni;
  • la sauna, usata per purificare la pelle dalle tossine accumulate attraverso il sudore;
  • il semicupio che utilizza contemporaneamente acqua fredda e acqua calda applicate a due diverse parti del corpo.

Succo di sambuco per dimagrire

Se state seguendo una dieta dimagrante e volete un aiuto per depurarvi e fare il pieno di fibre, quello che fa per voi è il succo di sambuco; questo succo viene ottenuto dalla spremitura delle bacche di Sambucus nigra, che racchiudono molti principi attivi e benefici per l’organismo: oltre al buon concentrato di fibre contengono oli essenziali, oligoelementi minerali, acidi organici e glucosidi, tutti principi utili per perdere peso e depurare l’organismo.

Proprio per questo, il succo di sambuco, oltre che come coadiuvante nelle diete dimagranti, è ottimo in caso di stitichezza, anche leggera o occasionale, in quanto è in grado di regolare l’intestino e di stimolare il metabolismo dei grassi.

Grazie a questa proprietà, il succo di sambuco è utile per limitare l’accumulo dei grassi e per favorire la circolazione linfatica, favorendo il drenaggio dei liquidi. Ovviamente, per essere efficace, deve essere accompagnato da un’alimentazione equilibrata e leggera e preso regolarmente. Seguendo un regime dietetico e assumendo il succo di sambuco per un mese è possibile perdere fino a tre chili di peso e due centimetri di giro vita.

Semi di psillio per combattere la stipsi

Chi soffre di stipsi sa bene quanto è fastidioso questo disturbo e quanto può essere difficile contrastarlo; se nonostante un’alimentazione ricca di fibre e il ricorso a diversi tipi di lassativi, la stitichezza non accenna migliorare, provate ad usare i semi di psillio.

Lo psillio, botanicamente noto con il nome di Plantago ovata, è una pianta erbacea i cui semi vengono usati da sempre come lassativo naturale, in quanto contengono al loro interno una mucillagine che a contatto con l’acqua, in questo caso dello stomaco, aumenta il suo volume e stimola le attività intestinali. I semi di psillio aumentano il volume del contenuto intestinale, ma non favoriscono la fermentazione; proprio per queste sue caratteristiche, lo psillio è ideale per combattere la stipsi, oltre ad avere un ottimo effetto antinfiammatorio sulle mucose dell’intestino e a lenire i disturbi causati dal colon irritabile.

I benefici dello psillio non si esauriscono solo con il miglioramento dell’attività intestinale, infatti le mucillagini dei semi di psillio contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo, riducendo l’assorbimento intestinale dei grassi e degli zuccheri.

Sindrome del colon irritabile e abitudini alimentari

La sindrome del colon irritabile è un disturbo della motilità intestinale che afflige all’incirca il 30% degli italiani nella cui insorgenza incidono ampiamente fattori emotivi. Il disturbo è caratterizzato da crampi addominali, spesso accompagnati da sudorazione, vertigini e sensazione di malessere generale, meteorismo e dall’alternanza di diarrea e stipsi.

Sebbene non esista una vera e propria cura farmacologica, appare certo che adottare alcuni accorgimenti riguardanti lo stile di vita alimentare possa alleviare notevolmente i  sintomi di questo disturbo che in alcuni casi si risolve spontaneamente con il tempo. In questo senso quindi può essere utile consumare i pasti ad orari regolari e ridurre notevolemente il consumo di caffè e alcolici, oltre che di tutti quei cibi dotati di un forte potenziale flatulogenico quali cipolle, sedano, cavoli, carote, fagioli, banane, prugne e così via.

Intestino pigro, pancia gonfia e rimedi: come sbloccarlo subito

La stipsi (o stitichezza) consiste nel passaggio difficile o irregolare delle feci, le quali spesso si presentano di consistenza asciutta o dura. La stipsi può essere associata a una sensazione di evacuazione incompleta e di gonfiore. Le definizioni non sono univoche, anche per­ché le abitudini intestinali variano da persona a persona e sono influenzate dall’età, dall’ali­mentazione, dallo stile di vita e dall’atteggia­mento mentale individuale. Stando alla medicina ufficiale, anche una evacuazione alla settimana potrebbe ancora essere ritenuta normale.

Ragionevolmente possiamo però affermare che una persona è stitica quan­do ha meno di 3 evacuazioni alla settimana. La stipsi si differenzia in cronica, acuta e occa­sionale. La forma cronica è quella che dura più di due mesi o da più anni. La forma acuta può rappresentare un peggioramento di quella cro­nica o essere un evento occasionale in persone che hanno scariche regolari e normali. Le cause di stipsi occasionale possono essere diverse: periodi di stress, viaggi, errori alimentari, cambiamenti climatici, trasferimenti ecc.

Ecco le cause della stitichezza:

  • Dieta a basso contenuto di fibre
  • Scarsa o insufficiente assunzione di liquidi
  • Sedentarietà
  • Malattie croniche intestinali (diverticolite, ragadi, emorroidi, colite spastica, malattie neurologiche che riducono i movimenti dell’intestino, spasmi della muscolatura pelvica ecc)
  •  Patologie croniche generali (ipotiroidismo, diabete, neuropatie, depressione ecc.)
  • Consumo eccessivo di farmaci (antinfiammatori, antibiotici, lassativi ecc.)

Dieta ad alto residuo contro la stitichezza

La stitichezza, o stipsi, è un disturbo piuttosto comune alla base del quale possono trovarsi patologie quali colite, emorroidi, ragadi, diverticolite ecc. Spesso però a determinarne l’insorgenza sono abitudini di vita poco sane (soprattutto la sedentarietà)  e/o uno stile alimentare squilibrato. Ne consegue che, una volta che il medico abbia escluso la presenza di una delle condizioni patologiche sopra accennate, è possibile risolvere il problema seguendo una dieta adeguata e praticando un pò di esercizio fisico anche moderato.

In caso di stitichezza cronica può essere di grande aiuto seguire la cosiddetta dieta ad alto residuo. In realtà più che di una vera e propria dieta si tratta di uno stile alimentare che prevede l’assunzione quotidiana di almeno 30 grammi di fibre al giorno (quantità che coincide con il massimo della razione giornaliera consigliata) accompagnata da un abbondante consumo di liquidi.