Pensare ai dolci fa dimagrire

di Rosanna Commenta

Per perdere peso basta pensare o osservare un cibo dolce o comunque particolarmente gustoso. Lo ha confermato il risultato di uno studio condotto dal “National Institute for Physiological Sciences” del Giappone, guidato dal dottor Yasuhiko Minokoshi. La squadra del dottor Minokoshi si è concentrata sullo studio delle funzioni e delle particolari proprietà dell’orexina, un ormone presente nel cervello, la cui funzione è quella di legarsi all’ipotalamo quando si è in procinto di mangiare alimenti golosi.

Tale processo innesca una serie di segnali chimici nel cervello che portano ad aumentare la richiesta di glucosio da parte dei muscoli, consumando così calorie senza ingerire nulla. Per verificare questa tesi, gli scienziati hanno fatto esperimenti sulle cavie da laboratorio. L’esperimento, di per sè particolare, è stato abbastanza semplice e si è svolto senza alcun problema. I ricercatori hanno privato alcune cavie dei recettori neurali, quelli in cui entra in funzione l’orexina, lasciando le altre con i recettori in funzione; a tutte è stato iniettato tale ormone direttamente nell’ipotalamo, per osservarne gli effetti.

Gli studiosi hanno così notato come nei roditori provvisti dei recettori neurali l’orexina accelerasse il metabolismo, facendo bruciare calorie e aumentare perciò la perdita di peso. Durante l´intervista del dottor Minokoshi per la rivista scientifica Cell Metabolism, in cui sono stati riportati anche i risultati di questo studio, egli afferma

“I nostri risultati mostrano come non solo un buon sapore o un pasto piacevole ma anche solo l’aspettativa del cibo più gradito stimolano il consumo di glucosio da parte dei muscoli e perciò contribuiscono ad abbassare i livelli di glucosio nel sangue mentre mangiamo. Questo processo ci fa bruciare molte calorie.”

Inoltre, secondo il ricercatore,

“La vera scoperta è che i centri del piacere cerebrali influiscono sulla richiesta di glucosio dei muscoli e che l’orexina è coinvolta in questo meccanismo di regolazione“.

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