Lassativi per dimagrire: sono salutari?

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La tentazione di ricorrere ai lassativi per dimagrire è forte quando ci si sente inadeguati rispetto ai canoni di bellezza fisica o si cerca una soluzione veloce per perdere peso. Tuttavia, come mi piace dire spesso, per dimagrire non esistono scorciatoie, tanto più che i lassativi sono prodotti nati con un’altra finalità, ovvero quella di stimolare la motilità intestinale quando si soffre di stitichezza.

Credere che un lassativo possa essere la bacchetta magica con cui risolvere tutti i nostri problemi di peso, non soltanto è sbagliato, ma può essere anche pericoloso per la salute. I purganti, infatti, promuovono la perdita dei liquidi corporei e possono creare l’illusione che aiutino a dimagrire, tuttavia la perdita di peso è solamente fittizia poiché non è associata ad una reale riduzione della massa grassa.

Senza contare che i lassativi, accelerando il transito intestinale, possono causare spiacevoli effetti indesiderati quali: flatulenza, spossatezza, diarrea, squilibri minerali, dolori addominali, disidratazione. Nel caso di un uso prolungato, inoltre, possono compromettere seriamente la salute, causando alterazioni della flora batterica intestinale, colite ipotonica, con conseguente stipsi cronica, melanosi del colon, osteomalacia (rammollimento delle ossa per mancanza di vitamina D).

A tal proposito mi viene in mente la storia di Ruth, una donna americana di 39 anni, che a causa della dipendenza da lassativi ha riportato conseguenze devastanti sul suo corpo, tanto che oggi soffre di sindrome dell’intestino irritabile, pressione bassa, osteoporosi, problemi cardiaci, dolore alla schiena e emorroidi. L’esempio di Ruth vale più di mille parole e mette in evidenza come l’uso dei lassativi per dimagrire sia una scelta irrazionale e pericolosa.

Inoltre, il ricorso massiccio ai purganti può essere la spia di disturbi del comportamento alimentare quali bulimia e anoressia. In medicina, l’uso di questi farmaci si limita ad usi terapeutici ben precisi e possono essere venduti solo ed esclusivamente dietro presentazione di ricetta medica. Assumere questi farmaci per il controllo del peso non solo è inutile, ma addirittura autolesionistico.

Gli unici lassativi che non fanno male all’organismo, a patto che non si esageri nelle dosi e non se ne faccia un uso costante, sono quelli naturali a base di fibre vegetali, che assorbendo l’acqua nello stomaco aumentano di volume, dando un maggior senso di sazietà, e rallentano l’assorbimento dei nutrienti. In genere, poi vanno affiancati ad integratori di vitamine e Sali minerali.

Lassativi naturali

(non irritanti)

  • Semi di psillio: è un lassativo naturale molto efficace grazie alla presenza di mucillagine, che a contatto con l’acqua si rigonfia e aumenta di volume, producendo un gel in grado di aumentare e ammorbidire la massa fecale. La mucillagine, inoltre, ha anche proprietà antinfiammatorie e lenitive sulla mucosa intestinale e vanta proprietà prebiotiche.
  • Semi di lino: come i semi di psillio, a contatto con l’acqua formano una mucillagine, che ammorbidisce le feci e ne aumenta il volume. Più che un lassativo, i semi di lino sono un emolliente e aiuta a disinfiammare le mucose irritate.
  • Crusca: è una fibra alimentare che aiuta a combattere la stitichezza e i problemi del colon irritabile. La crusca di frumento è quella più ricca di fibre ed è in grado di assorbire acqua in quantità maggiore rispetto a quelle di avena, orzo e riso. Inoltre, è molto utile quando si segue un regime dietetico poiché combatte l’iperalimentazione.
  • Gomma di guar: viene utilizzata nelle diete finalizzate alla riduzione del peso o del controllo dello stesso poiché è in grado di inibire l’appetito. Se accompagnata da abbondanti quantità d’acqua, la gomma di guar può essere un valido rimedio anche contro la stitichezza.

Chiaramente, si tratta di prodotti che possono dare una mano quando si segue una dieta ipocalorica, e si ha la necessità di controllare l’appetito, ma non bisogna dimenticare di associare ad un regime equilibrato anche una moderata e regolare attività fisica.

Photo Credits|ThinkStock

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